{"id":3405,"date":"2024-03-22T11:36:01","date_gmt":"2024-03-22T10:36:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3405"},"modified":"2024-06-20T13:47:50","modified_gmt":"2024-06-20T11:47:50","slug":"audio-binaurale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/lab\/audio-binaurale\/","title":{"rendered":"LAB &#8211; Audio Binaurale"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Registrazione e Ascolto Binaurale o Biauricolare - binaural head\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/KU_100_Diagonal_Neumann_Dummy_Head_binaural2.jpg\" alt=\"Registrazione e Ascolto Binaurale o Biauricolare - binaural head\" width=\"848\" height=\"526\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Ascolto e Registrazione biauricolare e stereofonica<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\" style=\"text-align: center;\">\n<h4 class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts32\">Ascolto e Registrazione Binaurale o Biauricolare<\/span><\/h4>\n<\/div>\n<div id=\"table_2\">\n<div style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\">testi e immagini a cura di Marco Stefanelli, Ph.D.<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\">con estratti rielaborati da Wikipedia<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Binauralit\u00e0 e Stereofonia<\/b><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La registrazione binaurale viene spesso confusa con quella stereofonica, ma in realt\u00e0 si tratta di due sistemi molto differenti:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella\u00a0<b>registrazione stereofonica<\/b>\u00a0di un concerto, ad esempio, il suono viene tradizionalmente ripreso da numerosi microfoni di prossimit\u00e0, strumento per strumento, e registrato su altrettante tracce separate, mentre l&#8217;acustica dell&#8217;ambiente di registrazione viene ripresa (eventualmente, ma non sempre) con una coppia di microfoni supplementari. Il tutto dovr\u00e0 poi essere miscelato su due sole tracce (destra e sinistra), per consentirne la comune riproduzione acusmatica. In tal modo, nonostante vi sia la possibilit\u00e0 di intervenire sul suono di ogni strumento in fase di post-produzione, gli equilibri naturali tra i suoni degli strumenti e l&#8217;ambiente acustico della sala risulteranno compromessi o del tutto perduti, cos\u00ec che il suono registrato sar\u00e0 inevitabilmente diverso da quello ascoltato direttamente al concerto.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella\u00a0<b>registrazione binaurale<\/b>, invece, il suono viene ripreso complessivamente (strumenti ed ambiente nel loro corretto equilibrio, in modo analogo alla nostra percezione uditiva) dal microfono a testa artificiale e registrato direttamente su due soli canali, garantendo una elevata somiglianza tra il suono ascoltato al concerto dal vivo e quello registrato.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La registrazione binaurale (a due orecchi) \u00e8 un metodo di registrazione\u00a0<b>tridimensionale<\/b>\u00a0del suono che ha il fine di ottimizzare la registrazione per il suo ascolto in cuffia, riproducendo il pi\u00f9 fedelmente possibile le percezioni acustiche di un ascoltatore situato nell&#8217;ambiente originario di ripresa dell&#8217;evento sonoro, mantenendone le caratteristiche direzionali a 360\u00b0 sferici.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"testa-piano-binaurale Tecnica di registrazione binaurale\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/testa_piano_binaurale.jpg\" alt=\"testa-piano-binaurale Tecnica di registrazione binaurale\" width=\"700\" height=\"394\" \/><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Tecniche di registrazione binaurale<\/b><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La tecnica di registrazione binaurale pi\u00f9 semplice prevede l&#8217;utilizzo di due microfoni posti su un sostegno in direzione reciprocamente divergente, a circa 17 cm di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro. Questo metodo, pur simulando la posizione nello spazio delle orecchie umane, non consente una registrazione binaurale vera e propria, in quanto non tiene conto dell&#8217;effetto fisico che la testa dell&#8217;ascoltatore ha sulla propagazione del suono.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Una tecnica pi\u00f9 elaborata prevede l&#8217;utilizzo di una testa di manichino, costruita con dimensioni e materiali atti a riprodurre fedelmente l&#8217;assorbimento sonoro di una vera testa umana e soprattutto la sua funzione di separatore naturale tra i due canali uditivi (destro e sinistro). La testa riproduce con particolare fedelt\u00e0 la forma dei padiglioni auricolari e i canali uditivi, all&#8217;interno dei quali vengono posti due microfoni ad alta fedelt\u00e0. In tal modo i microfoni captano il suono come risulta equalizzato e modificato in fase dalla testa, e quindi nel modo pi\u00f9 simile a come l&#8217;avrebbe percepito un ascoltatore reale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"disco Jecklin\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/disco_Jecklin_1.jpg\" alt=\"disco Jecklin\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esistono metodi ancora pi\u00f9 sofisticati, che usano complessi apparati di equalizzazione, e metodi semplificati, tra cui quello che prevede l&#8217;utilizzo di un disco fonoassorbente (disco Jecklin) tra i due microfoni contrapposti, al posto della ben pi\u00f9 complessa e costosa testa artificiale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Riproduzione <\/b><\/span><span class=\"rvts24\"><b>binaurale<\/b><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La registrazione binaurale viene riprodotta al meglio mediante l&#8217;ascolto in cuffia, in special modo tramite i modelli &#8220;in-ear&#8221;; l&#8217;ascolto tramite casse acustiche tende, infatti, a confondere il senso di spazialit\u00e0 dovuto alla separazione dei canali apportata dalla testa artificiale. Le tecnologie pi\u00f9 sofisticate, tuttavia, disponendo di strumenti di equalizzazione psicodinamica e di teste artificiali di particolare precisione anatomica (ad es. il Neumann KU 100), consentono un eccellente ascolto anche tramite altoparlanti stereo.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"binaural_0\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/binaural_0.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"179\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Un&#8217;ulteriore complicazione \u00e8 dovuta al fatto che fisiologicamente l&#8217;orecchio umano attenua fortemente il suono frontale nelle frequenze attorno a 5 kHz. Per tale motivo molti modelli di cuffie in commercio, sia di gamma medio bassa che elevata, presentano un&#8217;attenuazione intorno a tale frequenza. Dato che la registrazione binaurale con l&#8217;utilizzo di una testa artificiale attenua naturalmente la frequenza predetta, in quanto si comporta esattamente come un orecchio vero e proprio, l&#8217;ascolto di tali registrazioni dovrebbe essere effettuato con una cuffia avente risposta in frequenza lineare (o piatta), da ottenersi tramite apparati elettronici appositamente costruiti, o tramite un&#8217;equalizzazione da parte dello stadio di amplificazione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La stereofonia appare quindi ideale per la registrazione in studio, quando gli strumenti suonano in ambienti insonorizzati, spesso in momenti diversi, e di conseguenza vi \u00e8 la necessit\u00e0 di un ulteriore lavoro di post-produzione e di mixaggio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La registrazione binaurale, invece, \u00e8 ideale per ricreare la sensazione &#8220;live&#8221; di una sala da concerto, cos\u00ec come per ogni tipo di ripresa ambientale e naturalistica.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Dummyhead Riproduzione binaurale\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Dummyhead.jpg\" alt=\"Dummyhead Riproduzione binaurale\" width=\"699\" height=\"436\" \/><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts16\"><b>Come il nostro sistema uditivo localizza la posizione di una sorgente sonora<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il meccanismo fondamentale si basa sul fatto (un po&#8217; come nella visione) di possedere due orecchie e non una sola. Tramite l&#8217;ascolto binaurale, cio\u00e8 con entrambe le orecchie, il nostro sistema percettivo \u00e8 in grado di confrontare le caratteristiche fisiche del suono che perviene alle due orecchie e di ricavare, da tale confronto, informazioni sulla posizione della sorgente che l&#8217;ha generato. Vediamo come.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Individuazione della direzione di provenienza del suono<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per chiarire la strategia che il nostro sistema percettivo utilizza per individuare la direzione di provenienza di un suono, immaginiamo di avere un altoparlante che genera un suono e un ascoltatore che ruota la testa in modo da avere il suo orecchio destro pi\u00f9 vicino all&#8217;altoparlante di quello sinistro.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In tale situazione si verificano due effetti:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">1) essendo l&#8217;orecchio destro pi\u00f9 vicino del sinistro esso raccoglier\u00e0, tramite i padiglioni auricolari, il suono in anticipo. La differenza dei tempi di arrivo del suono viene chiamata ITD (acronimo dell&#8217;inglese Interaural Time Difference). Una stima di tale grandezza si ottiene dividendo il maggior percorso che deve compiere il suono per arrivare all&#8217;orecchio pi\u00f9 lontano (la &#8220;larghezza della testa&#8221;) per la velocit\u00e0 del suono in aria. Assumendo come larghezza della testa 0,25 m e come velocit\u00e0 del suono 340 m\/s otteniamo come ITD:<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"math_54b6\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/math_54b6.png\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"43\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">cio\u00e8 circa 0,7 millesimi di secondo. Tale tempo sembra straordinariamente breve tenuto conto anche del fatto che \u00e8 il massimo ITD possibile (se le due orecchie e l&#8217;altoparlante non sono allineati l&#8217;ITD \u00e8 ovviamente minore, visto che diminuisce la differenza dei percorsi). Tuttavia il nostro sistema percettivo \u00e8, in condizioni ottimali, capace di cogliere ITD dell&#8217;ordine 0,1 milionesimi di secondo e quindi \u00e8 del tutto in grado di valutare i tempi di ritardo che si presentano nelle situazioni tipiche. Ruotando la testa si pu\u00f2 fare in modo che l&#8217;ITD si annulli (o comunque scenda al di sotto del minimo valore rilevabile): in questo modo la retta che indica la direzione della sorgente giace in un piano perpendicolare al segmento che unisce le due orecchie e passante per il punto di medio di questo. Tale piano \u00e8, ovviamente, il luogo geometrico dei punti dello spazio equidistanti dai due padiglioni auricolari.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">2) L&#8217;orecchio pi\u00f9 lontano si trova nella &#8220;zona d&#8217;ombra&#8221; creata dalla testa e riceve il suono con intensit\u00e0 minore. Tale differenza in intensit\u00e0 viene chiamata IID (acronimo dell&#8217;inglese Interaural Intensity Difference). Elaborando l&#8217;IID il sistema uditivo riceve ulteriori informazioni sulla direzione di provenienza del suono. Il pi\u00f9 piccolo valore di IID che il nostro sistema uditivo pu\u00f2 apprezzare \u00e8 dell&#8217;ordine di 1 dB.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le due &#8220;strategie&#8221; appena descritte presentano la loro massima efficacia in range diversi di frequenza:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; la prima strategia \u00e8 molto efficace per onde di bassa frequenza (ed elevata lunghezza d&#8217;onda) per le quali l&#8217;ostacolo rappresentato dalla testa dell&#8217;ascoltatore \u00e8 facilmente aggirabile (vedi a questo proposito la pagina relativa alla diffrazione del suono);<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; la seconda strategia \u00e8 molto efficace per onde di alta frequenza (e bassa lunghezza d&#8217;onda) per le quali l&#8217;ostacolo rappresentato dalla testa dell&#8217;ascoltatore \u00e8 quasi insormontabile e determina un significativo decremento dell&#8217;energia sonora (intensit\u00e0) che arriva all&#8217;orecchio pi\u00f9 lontano dell&#8217;ascoltatore.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un&#8217;ultima precisazione: i due effetti appena descritti sono efficaci se l&#8217;onda sonora che esce dall&#8217;altoparlante ha una direzione ben precisa (cos\u00ec che il suo percorso pu\u00f2 essere rappresentato come un segmento di retta). Come spiegato nella pagina diffrazione del suono questa condizione \u00e8 pi\u00f9 difficilmente realizzabile per onde di basse frequenza; la sorgente di tali onde \u00e8 quindi, in genere, meno facilmente individuabile.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Individuazione della distanza della sorgente<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La misura dell&#8217; ITD e dell&#8217;IID (a meno che la sorgente sonora non sia molto vicino alla testa) non permette di localizzare la distanza della sorgente ma solo la direzione di provenienza del suono. Il nostro sistema uditivo utilizza altri strategie per valutare la distanza della sorgente:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; in ambienti chiusi esso \u00e8 in grado di valutare quanta dell&#8217;energia sonora catturata dai padiglioni auricolari arriva direttamente dalla sorgente e quanta da fenomeni di riflessione con le pareti: dalla proporzione di questi due contributi il sistema uditivo \u00e8 in grado di stimare la distanza della sorgente;<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; in ambienti aperti (se la sorgente \u00e8 lontana) valutando, per esperienza, le modifiche del timbro del suono al variare della distanza (in questi casi l&#8217;esempio classico \u00e8 quello del tuono che &#8220;suona&#8221; in un modo ben diverso a seconda della distanza da cui viene percepito).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Individuazione dell&#8217;elevazione della sorgente<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tra le informazioni che il nostro sistema uditivo utilizza per localizzare la sorgente vi \u00e8 anche l&#8217;altezza (elevazione) della sorgente rispetto ai padiglioni auricolari. Esperimenti recenti hanno dimostrato che nel &#8220;catturare&#8221; tale informazione giocano un ruolo decisivo i padiglioni auricolari. Puoi provare a verificare tale ruolo:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; provando a tener, a forza, i padiglioni stesi lungo il cranio. Se incarichi qualcuno di generare un suono davanti a te (chiudi gli occhi) magari tintinnando con un mazzo di chiavi, troverai difficolt\u00e0 ad individuare l&#8217;elevazione della sorgente;<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; provando (ma l&#8217;esperimento \u00e8 sconsigliabile anche se \u00e8 stato effettuato) a riempire di plastilina tutte le pieghe de padiglioni auricolari fino a renderli una superficie piatta; ebbene, anche in questo caso, il sistema uditivo fatica ad individuare l&#8217;altezza della sorgente. Quest&#8217;ultimo esperimento, in particolare, dimostra che la particolare conformazione dei padiglioni auricolari gioca un ruolo decisivo nella determinazione dell&#8217;elevazione della sorgente: evidentemente i piccoli sfasamenti introdotti della riflessione del suono dalle molteplici pieghe presenti nel padiglione possono essere utilizzati a livello centrale, per ricavare informazioni di tipo direzionale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">da fisicaondemusica.unimore.it &#8211; Licenza Creative Commons<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"binaural-testa-head\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/binaural_testa_head.jpg\" alt=\"\" width=\"699\" height=\"341\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>HRTF (Head Related Transfer Functions)<\/b><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Funzioni che tengono conto di come l\u2019orecchio umano filtra il suono in arrivo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La direzione azimutale di provenienza dei suoni \u00e8 discriminata dal sistema uditivo umano in prima istanza sulla base delle differenze di intensit\u00e0 di arrivo (ILDA) e di tempo di arrivo (ITDA).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questi meccanismi non sono per\u00f2 in grado di risolvere l\u2019ambiguit\u00e0 avanti-dietro, e di discriminare l\u2019elevazione, operazioni per le quali il nostro sistema uditivo si serve del filtraggio che la testa e i padiglioni auricolari (asimmetrici rispetto ai piani menzionati) operano sui segnali in arrivo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questo filtraggio (che consiste fondamentalmente nell\u2019introduzione di formanti e antiformanti, ovvero di picchi e valli spettrali) dipende significativamente dall\u2019angolo di incidenza del suono rispetto alla testa, ma senza le simmetrie di cui soffrono ITDA e ILDA.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">\u00c8 possibile misurare le funzioni di trasferimento della testa ponendo appositi microfoni entro i condotti uditivi esterni, e rilevando la funzione di trasferimento a diversi angoli di incidenza.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le HRTF mostrano ovviamente una variabilit\u00e0 individuale, ma \u00e8 stato possibile ottenere delle funzioni medie, o per meglio dire tipiche, che rappresentano in astratto la testa umana. Sottoponendo una coppia stereo di segnali audio a un filtraggio mediante HRTF \u00e8 possibile ottenere una simulazione realistica di direzione di arrivo, tanto pi\u00f9 efficace quanto pi\u00f9 le funzioni utilizzate sono vicine a quelle specifiche del soggetto ascoltatore.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questa tecnica di simulazione della collocazione spaziale delle sorgenti va sotto il nome di\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"http:\/\/www.marcostefanelli.com\/olofonia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">olofonia<\/a>, e in forma rudimentale fa ormai parte del corredo dimostrativo delle attuali schede audio per computer personali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">da Enciclopedia della Scienza e della Tecnica Treccani<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Tecniche di ripresa stereofonica<\/b><\/span><\/h4>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1. <b>Tecniche a microfoni coincidenti<\/b>: I due microfoni vengono posizionati con le capsule vicinissime, o in alcuni casi sovrapposte tra loro. Il grande vantaggio di queste tecniche \u00e8 l\u2019ottima compatibilit\u00e0 mono, grazie alla vicinanza dei due microfoni. Di contro, l\u2019immagine stereo che si crea \u00e8 ridotta rispetto ad altre tecniche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2. <b>Tecniche a microfoni semicoincindenti<\/b>: I microfoni sono posizionati ad una distanza di circa 17\/20 cm, che rappresenta la distanza media tra le orecchie umane. L\u2019immagine \u00e8 solitamente pi\u00f9 ampia rispetto alle tecniche coincidenti, a spese, per\u00f2, di una ridotta mono-compatibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3. <b>Tecniche a microfoni lontani (spaziata)<\/b>: Sono studiate per riprendere sorgenti ampie e lontane come cori o orchestre. Prevedono una maggiore distanza tra i microfoni che pu\u00f2 variare a seconda delle esigenze. Ovviamente, posizionando i microfoni molto distanti tra loro, si pu\u00f2 creare un\u2019immagine stereo estremamente ampia, ma aumenta la probabilit\u00e0 di incorrere in problemi di fase.<\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_22\">\n<p class=\"rvps0\"><strong>Tecnica XY<\/strong><\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Nella tecnica di microfonazione XY le capsule microfoniche sono disposte in modo da essere vicinissime tra loro.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\">La tecnica prevede due microfoni a condensatore con figura polare a\u00a0<b>cardioide rigorosamente identici<\/b>.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Essi devono essere posizionati con un\u2019angolo che varia da 90\u00b0 a 135\u00b0, e alla stessa distanza dalla sorgente. Pi\u00f9 l\u2019angolo sar\u00e0 maggiore pi\u00f9 ampia sar\u00e0 l\u2019immagine stereo, e maggiore sar\u00e0 l\u2019ambiente catturato dai microfoni. La stereofonia viene prodotta dalla differenza di volume tra i due segnali catturati dai microfoni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Utilizzare due microfoni a figura polare cardioide ci permette di registrare gli strumenti posti ai lati con un volume pi\u00f9 alto.Mentre quelli posizionati centralmente verrano registrati con lo stesso volume da entrambi i microfoni, e verranno percepiti al centro dell\u2019immagine stereo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"XY-2\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/XY_21.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"332\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Tecnica Blumlein<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La Blumlein \u00e8 una delle tecniche di microfonaggio stereo pi\u00f9 famose. Utilizza due microfoni bidirezionali (figura a otto) posizionati uno sopra l\u2019altro, con le capsule inclinate di 90\u00b0 fra loro.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Questa tecnica sfrutta le riflessioni dell\u2019ambiente circostante catturate dai lobi posteriori dei microfoni rivolti dalla parte opposta alla sorgente. Bisogna per\u00f2 prestare attenzione alle fasi, in quanto il suono registrato dai lobi posteriori ha la fase invertita rispetto a quelli rivolti verso la sorgente.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019immagine stereo \u00e8 pi\u00f9 ampia rispetto alla tecnica XY ma questa tecnica ha senso di essere utilizzata solo in quegli ambienti dall\u2019alta resa acustica. Inoltre, per evitare di riprendere eccessivamente l\u2019ambiente e il riverbero della stanza, occorre posizionare i microfoni molto vicini alla sorgente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"tecnica-blumlein\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/tecnica_blumlein_1.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"412\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Tecnica Mid-Side<\/b><\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La tecnica Mid-Side (MS) prevede l\u2019utilizzo di due microfoni: uno con figura polare cardioide e uno bidirezionale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il primo, rivolto verso la sorgente, catturer\u00e0 tutti i dettagli del suono e sar\u00e0 la componente mono (Mid). Il secondo invece sar\u00e0 il Side, che, posto con la capsula inclinata a 90\u00b0 verso la sorgente, ci permetter\u00e0 di creare l\u2019immagine stereo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per fare ci\u00f2, ti baster\u00e0 sdoppiare il segnale Side, pannare i due segnali a destra e sinistra, e invertire uno dei due di fase (il segnale Mid rimane al centro).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La compatibilit\u00e0 mono \u00e8 assicurata in quanto i due segnali che creano il Side, essendo identici, andranno in controfase e si annulleranno se ascoltati in mono.Con la tecnica Mid-Side possono essere utilizzati due microfoni totalmente diversi, il che la<\/div>\n<div class=\"rvps0\">rende facilmente applicabile.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Mid-Side-2-1024x771\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Mid_Side_2_1024x771_1.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"394\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<p><b>Tecnica ORTF<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa tecnica prevede l\u2019utilizzo di due microfoni a condesatore cardioidi identici con le capsule distanti 17 cm, e un\u2019angolo che varia dai 90\u00b0 ai 110\u00b0.<\/p>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\">Lo scopo di questa tecnica, \u00e8 quello di ricreare la percezione dei suoni del nostro apparato uditivo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La compatibilit\u00e0 mono non \u00e8 eccellente, ed \u00e8 probabile incorrere in problemi di fase.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"ORTF-Stereo-1024x582\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/ORTF_Stereo_1024x582_1.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"416\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Tecnica NOS<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La tecnica di microfonaggio NOS utilizza due microfoni posti ad una distanza di 30 cm, con un\u2019angolo di 90\u00b0 gradi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La principale caratteristica di questa tecnica \u00e8 la distribuzione quasi uniforme delle sorgenti sul fronte stereo, creando un\u2019e\u00e0etto molto realistico. La compatibilit\u00e0 mono \u00e8 buona.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">NOS \u00e8 l\u2019acronimo di Nederlandse Omroep Stichting (Fondazione Radio Televisiva Olandese).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"NOS-Stereo-1024x582\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/NOS_Stereo_1024x582_1.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"418\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Tecnica OSS<\/b><\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nata in Svizzera, la OSS sfrutta l\u2019uso di due microfoni a condensatore omnidirezionali posizionati anch\u2019essi ad una distanza di 17 cm, ma con un\u2019angolo di 90\u00b0.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tra i due microfoni viene posto un disco di schiuma di 28 cm, detto Jacklin Disc, che simula la testa umana.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La compatibilit\u00e0 mono \u00e8 migliore rispetto alla NOS, ma inferiore rispetto alla tecnica ORTF.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"OSS-Stereo-jacklin-disc-1024x582\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/OSS_Stereo_jacklin_disc_1024x582.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"412\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"binaural-hearing-anatomy-sublimen\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/binaural_hearing_anatomy_sublimen_1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"368\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<h4 class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts24\"><b>Strumenti e attrezzatura per registrazione Binaurale<\/b><\/span><\/h4>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Testa microfono stereo\/binaurale professionale Newmann KU 100 (costo circa 7400 euro)\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/newmann_binaural21004_l_1.jpg\" alt=\"Testa microfono stereo\/binaurale professionale Newmann KU 100 (costo circa 7400 euro)\" width=\"450\" height=\"450\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Testa microfono stereo\/binaurale professionale &#8211;\u00a0<b>Neumann KU 100<\/b>\u00a0(costo circa 8000 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.thomann.de\/it\/neumann_ku100.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">thomann.de\/it\/neumann_ku100<\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/en-de.neumann.com\/ku-100\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">en-de.neumann.com\/ku-100<\/a><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"3Dio_FS_Front_WhiteBG_2400x1600_WebReady_v2_grande\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/3Dio_FS_Front_WhiteBG_2400x1600_WebReady_v2_grande.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"367\"><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Microfono stereo\/binaurale professionale &#8211;\u00a0<b>3Dio Free Space<\/b>\u00a0(costo circa 400 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><b>3Dio Free Space XLR<\/b>\u00a0(costo circa 650 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><b>3Dio Free Space Pro II<\/b>\u00a0(costo circa 2000 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/3diosound.com\/products\/free-space-binaural-microphone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/3diosound.com\/<\/a><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Headrec-BINAL 2 Binaural Microphone\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Headrec_BINAL_2_Binaural_Microphone.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"522\"><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Microfono stereo\/binaurale professionale &#8211;\u00a0<b>Headrec BINAL 2 Binaural<\/b>\u00a0(costo circa 600 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/headrec.com\/products\/binal-two\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/headrec.com<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Microfono stereo\/ORTF professionale Schoeps MSTC 64 U (costo circa 3100 euro)\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/SchoepsMSTC64Ug.jpg\" alt=\"Microfono stereo\/ORTF professionale Schoeps MSTC 64 U (costo circa 3100 euro)\" width=\"391\" height=\"226\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Microfono stereo\/ORTF professionale &#8211;\u00a0<b>Schoeps MSTC 64 U<\/b>\u00a0(costo circa 3200 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.thomann.de\/it\/schoeps_mstc_64_ug.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">thomann.de\/it\/schoeps_mstc_64_ug<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"superlux-binaural-s502\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/superlux_binaural_s502.jpg\" alt=\"\" width=\"670\" height=\"259\"><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Microfono stereo\/ORTF professionale &#8211;\u00a0<b>Superlux S502<\/b>\u00a0(costo circa 130 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><b>Superlux S502<\/b>\u00a0<b>MKII<\/b>\u00a0(costo circa 150 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.thomann.de\/it\/superlux_s502.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">thomann.de\/it\/superlux_s502<\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.thomann.de\/it\/superlux_s502mkii.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">thomann.de\/it\/superlux_s502mkii<\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Microfono stereo\/binaurale professionale Soundman OKM II Classic (costo circa 150 euro)\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/okm2_800.jpg\" alt=\"Microfono stereo\/binaurale professionale Soundman OKM II Classic (costo circa 150 euro)\" width=\"480\" height=\"500\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Microfono stereo\/binaurale indossabile &#8211;\u00a0<b>Soundman OKM II Classic<\/b>\u00a0(costo circa 150 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/amzn.to\/2VfzMiH\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/amzn.to\/2VfzMiH<\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Testa in legno per Microfono stereo\/binaurale Soundman OKM (costo circa 350 euro)\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/okmdummy8963542_800.jpg\" alt=\"Testa in legno per Microfono stereo\/binaurale Soundman OKM (costo circa 350 euro)\" width=\"376\" height=\"500\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Testa in legno per Microfono stereo\/binaurale &#8211;\u00a0<b>Soundman OKM<\/b>\u00a0(costo circa 350 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/amzn.to\/2DPEOaT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/amzn.to\/2DPEOaT<\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Microfono auricolare stereo\/binaurale Roland CS 10 EM (costo circa 120 euro)\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/roland_cs10em.jpg\" alt=\"Microfono auricolare stereo\/binaurale Roland CS 10 EM (costo circa 120 euro)\" width=\"500\" height=\"468\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Microfono auricolare stereo\/binaurale &#8211;\u00a0<b>Roland CS 10 EM<\/b>\u00a0(costo circa 120 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/amzn.to\/2VKhsxf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/amzn.to\/2VKhsxf<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Testa per Microfono stereo\/binaurale - Binaural Enthusiastic B1-E dummy head \" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/B1_E_DummyHead_600x600.jpg\" alt=\"Testa per Microfono stereo\/binaurale - Binaural Enthusiastic B1-E dummy head \" width=\"600\" height=\"600\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">Testa per Microfono stereo\/binaurale &#8211;\u00a0<b>Binaural Enthusiastic B1-E<\/b>\u00a0(costo circa 500 euro)<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/binauralenthusiast.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">binauralenthusiast.com<\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/lab\/dummy_head_mic.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Dummy Head Binaural Mic Project<\/b><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Ascolto e Registrazione biauricolare e stereofonica Ascolto e Registrazione Binaurale o Biauricolare \u00a0 testi e immagini a cura di Marco Stefanelli, Ph.D. \u00a0 con estratti rielaborati da Wikipedia \u00a0 \u00a0 Binauralit\u00e0 e Stereofonia &nbsp; La &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/lab\/audio-binaurale\/\" aria-label=\"LAB &#8211; Audio Binaurale\">Continua a 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