{"id":3527,"date":"2024-03-29T19:34:03","date_gmt":"2024-03-29T18:34:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3527"},"modified":"2026-01-15T09:50:00","modified_gmt":"2026-01-15T08:50:00","slug":"musica-con-accordatura-e-intonazione-a-432-hz","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/musica-con-accordatura-e-intonazione-a-432-hz\/","title":{"rendered":"Musica con intonazione e accordatura a 432 Hz"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Musica coerente e accordatura (tune) 432 Hz\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/432_versus_440_music_tuning.jpg\" alt=\"Musica coerente e accordatura (tune) 432 Hz\" width=\"850\" height=\"391\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Musica coerente intonata a 432 Hz<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<h4 class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts24\">Cos&#8217;\u00e8 la musica con intonazione (tune) e <\/span><span class=\"rvts24\">accordatura <\/span><span class=\"rvts24\">a 432 Hertz<\/span><\/h4>\n<div style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts64\">di Marco Amadeux Stefanelli, Ph.D.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Da un po&#8217; di tempo a questa parte si parla molto di <b>musica a 432 Hz<\/b> (Hertz). Spesso noto per\u00f2 una certa confusione e alcune imprecisioni circa questo argomento, a volte addirittura una fantasia inventiva molto arbitraria e\/o senza un minimo di evidenze scientifiche, perci\u00f2 vedr\u00f2 di chiarire ed approfondire alcuni aspetti, specialmente tecnici, riguardo a questa tecnica e definizione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Diciamo subito che accordare e\/o intonare semplicemente uno strumento a 432 Hertz non basta per raggiungere l&#8217;<b>armonia perfetta<\/b>\u00a0o delle sfere. Il concetto di armonia \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e complesso. Per raggiungere l&#8217;armonia &#8220;suprema&#8221; occorre considerare un insieme di parametri e rapporti molto complessi di vibrazioni e risonanze armoniche a vari livelli (vedi per es. il nostro\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/progetto_tecnica_hrm.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetto HRM<\/a>).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dal punto di vista psicoacustico, nella nostra analisi, dobbiamo sempre tener presente che il sistema uditivo umano si\u00a0<b>abitua<\/b>\u00a0<b>inconsciamente<\/b>\u00a0ad un determinato diapason o accordatura. Questo \u00e8 dimostrato anche da uno studio fatto nel 1994 dal professor\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Daniel_Levitin\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Daniel J. Levitin<\/a>, psicologo e neuroscienziato americano che dimostr\u00f2 come ogni persona possieda una piccola percentuale di orecchio assoluto dovuta all&#8217;abitudine di ascoltare musica ad un determinato diapason; questa abitudine inconscia rende gli ascoltatori capaci di notare minime variazioni nell&#8217;intonazione e la sensazione che scaturisce da un rapido cambio di intonazione \u00e8 la\u00a0<b>sorpresa<\/b>, effetto che in molti casi pu\u00f2 risultare sgradevole e fastidioso.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Quando si parla di musica e di note \u00e8 necessario considerare innanzitutto l&#8217;<b>intonazione<\/b>\u00a0e i\u00a0<b>rapporti tra le frequenze<\/b>\u00a0delle diverse note (accordatura) e quindi delle\u00a0<b>scale<\/b>. I valori assoluti di queste frequenze probabilmente non avrebbero molta importanza se si eseguissero soltanto brani suonati da un solo strumento o cantati da una sola voce. Ma, se si devono eseguire brani a pi\u00f9 strumenti o a pi\u00f9 voci, bisogna partire da un punto comune, cio\u00e8 accordare tutti gli strumenti a una stessa nota di riferimento che abbia una ben determinata frequenza e anche ad una stessa scala.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"diapason\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/diapason_1.gif\" alt=\"\" width=\"80\" height=\"100\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">A questo scopo \u00e8 stato scelto il\u00a0<b>LA<\/b>\u00a0(centrale) della terza ottava del pianoforte che nella scala naturale (diapason &#8220;naturale&#8221;) corrisponde a\u00a0<b>432<\/b>\u00a0Hertz ma che \u00e8 stato fissato convenzionalmente a una frequenza di\u00a0<b>435<\/b>\u00a0Hertz dalla\u00a0<b>Accademia delle Scienze di Parigi<\/b>\u00a0nel 1858 e confermato dalla\u00a0<b>Conferenza internazionale di Vienna<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Giuseppe Verdi<\/b>\u00a0nel 1884 scrisse una lettera indirizzata alla Commissione musicale del governo italiano in cui chiese di ufficializzare l&#8217;utilizzo del corista (diapason) a 432 Hz e scrivendo al riguardo la frase: &#8220;per esigenze matematiche&#8221;, ottenne un decreto legge che normalizzava il diapason ad un LA di 432 oscillazioni al secondo. Verdi,\u00a0<b>Mozart<\/b>\u00a0e altri musicisti accordavano la loro orchestra a 432 Hz.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La stessa opinione di Verdi la espressero i fisici Sauver, Meerens, Savart e gli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi con un decreto che fu approvato all&#8217;unanimit\u00e0 al congresso dei musicisti del 1881 (diapason scientifico).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel 1939 il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels impose il diapason a 440 Hz contro il referendum dei 25.000 musicisti in Francia contrari a questa scelta.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La corsa all&#8217;acuto inizi\u00f2 al tempo delle bande militari russe e austriache ai tempi di Wagner (con un diapason da 440 Hz a 450 Hz), e fu frutto di un&#8217;analisi delle reazioni che il suono suscita in chi lo percepisce.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tale misura, nel 1954 a Londra, venne fissata per praticit\u00e0 e sempre convenzionalmente, a\u00a0<b>440<\/b>\u00a0Hertz, valore adottato dall&#8217;<b>American Standards Association<\/b> nel 1936 e a tutt&#8217;oggi dalla maggior parte dei musicisti occidentali.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/ScalaMag.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"67\" title=\"\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Le composizioni musicali sono costituite da una successione e da una sovrapposizione di note, cio\u00e8 di suoni di determinate frequenze.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Gi\u00e0 a\u00a0<b>Pitagora<\/b>\u00a0era noto che due suoni sono gradevoli all&#8217;orecchio quando il rapporto tra le loro frequenze (intervallo) \u00e8 espresso mediante numeri piccoli (1:1 o 2:1 o 3:2, ecc.).<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Pi\u00f9 piccoli essi sono e migliore \u00e8 l&#8217;accordo<\/b>; pi\u00f9 ci si allontana dai numeri piccoli e maggiore \u00e8 la dissonanza.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema di ottimizzazione di Pitagora \u00e8 basato sul\u00a0<b>rapporto<\/b>. Non si basa su una intonazione assoluta, ma piuttosto sulle relazioni di intonazione di riferimento arbitrario.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I rapporti e gli intervalli tra le varie note sono stabiliti dalle scale. Esistono molti modi per definire una stessa scala. Ad esempio, le note della scala di DO si possono ricavare in diversi modi. Ne vedremo due fondamentali, la Scala\u00a0<b>Naturale<\/b>\u00a0e la Scala\u00a0<b>Temperata<\/b>.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-5061 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/SACRED-GEOMETRY_2610576156286292146_n.jpg\" alt=\"\" width=\"801\" height=\"534\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/SACRED-GEOMETRY_2610576156286292146_n.jpg 1200w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/SACRED-GEOMETRY_2610576156286292146_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/SACRED-GEOMETRY_2610576156286292146_n-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/SACRED-GEOMETRY_2610576156286292146_n-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 801px) 100vw, 801px\" \/><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Scala Naturale<\/b><\/span><span class=\"rvts24\">\u00a0o Cromatica (Archita\/Zarlino):<\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La scala naturale \u00e8 l&#8217;unica scala che non genera battimenti (acustici).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La scala naturale \u00e8 costituita da sette note fondamentali: DO, RE MI, FA, SOL, LA, SI.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Se f \u00e8 la frequenza (in Hertz) della nota fondamentale DO, le altre note hanno le frequenze:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><b>DO f; \u00a0RE 9\/8 f; \u00a0MI 5\/4 f; \u00a0FA 4\/3 f; \u00a0SOL 3\/2f ; \u00a0LA 5\/3 f; \u00a0SI 15\/8 f; \u00a0DO2 2 f.<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La nota DO2 (DO della seconda ottava), che ha frequenza doppia di DO (DO della prima ottava), inizia un&#8217;altra serie di sette note che hanno tra loro rapporti di frequenze uguali a quelli delle precedenti sette note. Ciascuna serie di 7 note si chiama ottava.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;intervallo tra le stesse note di due ottave successive (intervallo di ottava) \u00e8 uguale a 2.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La scala \u00e8 arricchita di note, introducendo i diesis e i bemolle tra due note successive, eccettuato tra il MI e il FA e tra il SI e il DO dell&#8217;ottava superiore.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si dice diesis di una nota, la nota (pi\u00f9 alta) avente con la prima l&#8217;intervallo 25\/24.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si dice bemolle di una nota, quella nota (pi\u00f9 bassa) che ha con la prima l&#8217;intervallo 24\/25.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella scala naturale gli intervalli tra le note non sono tutti uguali. Alcuni strumenti musicali, come il violino, permettono di produrre tutte le note della scala naturale, non cos\u00ec gli strumenti a tastiera.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Partendo dal SI si ottengono le note salendo di quinta in quinta (una quinta corrisponde ad un intervallo di tre toni pi\u00f9 un semitono) trovando FA#, DO#, etc. e poi partendo da FA e scendendo di quinta in quinta e trovando SIb, MIb etc. Realizzando le scale in questo modo succede che il DO# ed il REb, ad esempio, non coincidono.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Scala Temperata<\/b><\/span><span class=\"rvts24\">\u00a0(temperamento equabile):<\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per semplificare le cose e per ovviare agli &#8220;inconvenienti&#8221; della scala naturale, alla fine del 1600,\u00a0<b>Andreas Werckmeister<\/b>\u00a0(seguito poi da\u00a0<b>J. Sebastian Bach<\/b>\u00a0che ne esplor\u00f2 sistematicamente le potenzialit\u00e0) introdusse la\u00a0<b>Scala Temperata\u00a0<\/b>(temperamento equabile):<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella scala temperata gli intervalli tra due note successive sono sempre uguali. L&#8217;intervallo di ottava \u00e8 diviso in 12 intervallini di un semitono ciascuno. L&#8217;ottava viene suddivisa in dodici semitoni uguali, per cui l&#8217;intervallo di un semitono \u00e8 pari a:<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Eq6.jpg\" alt=\"\" width=\"164\" height=\"42\" title=\"\">\u00a0\u00a0\u00a0<span class=\"rvts24\">(<\/span><span class=\"rvts24\"><b>1,05946<\/b><\/span><span class=\"rvts24\">)<\/span>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps3\">Tra le note DO-RE, RE-MI, FA-SOL, SOL-LA, LA-SI della scala temperata vi \u00e8 l&#8217;intervallo di due semitoni; tra MI-FA e SI-DO vi \u00e8 l&#8217;intervallo di un solo semitono.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">Tra due note aventi l&#8217;intervallo di due semitoni \u00e8 intercalata una nota intermedia che corrisponde ai diesis e bemolle della scala naturale.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">Se f hertz \u00e8 la frequenza di DO1, risulta:<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">DO1 f; DO# = RE\u00fe 1.05946^1 f; RE 1.05946^2 f; RE# = MI\u00fe 1.05946^3 f; &#8230;; DO2 1.05946^12 f.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\"><b>Nella scala temperata tutti gli intervalli, e quindi le note, risultano alterati<\/b>\u00a0rispetto a quelli della scala naturale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ad esempio, se f \u00e8 la frequenza di un DO, risulta:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>RE naturale: 9\/8 f = 1.125 f<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>RE temperato: 1.05946^2 f = 1.122 f.<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"scaleintervalli\" src=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/scaleintervalli.png\" alt=\"\"><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\" style=\"font-size: 12px;\"><b>Tabella delle altezze (in cent) dei gradi della scala maggiore secondo i vari metodi di intonazione.<\/b><\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Come si vede, in tutti e tre i metodi l&#8217;intervallo di ottava \u00e8 identico (1200 cents) e sono praticamente uguali anche gli intervalli di quarta (498-500 cents) e di quinta (700-702 cents). Il discorso \u00e8 ben diverso per gli intervalli di terza maggiore e di sesta maggiore. L&#8217;intervallo di terza maggiore naturale vale 386 cents, mentre quello pitagorico \u00e8 assai crescente: 408 cents; un discorso analogo vale per la sesta. Si pu\u00f2 dunque ben capire come mai un intervallo perfettamente consonante secondo la nostra sensibilit\u00e0 come quello di terza maggiore venisse considerato intollerabilmente dissonante agli inizi della polifonia, quando si usava il temperamento pitagorico: la &#8220;colpa&#8221; era insita nella costruzione pitagorica della scala.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La tabella mostra anche che le approssimazioni introdotte con il temperamento equabile sono pi\u00f9 modeste di quelle pitagoriche (l&#8217;intervallo di terza maggiore vale 400 cents invece dei 386 cents naturali) e tali da essere ormai ampiamente tollerate. Ci\u00f2 spiega come mai al nostro orecchio intervalli di terza suonino consonanti anche quando suonati al pianoforte (che \u00e8 intonato secondo il temperamento equabile).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"800px-TempErrors\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/800px_TempErrors.png\" alt=\"\" width=\"646\" height=\"485\"><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\"><b>Deviazione relativa dal temperamento equabile.<\/b><\/span><br \/>\n<span class=\"rvts8\">Verde: temperamento pitagorico, Rosso: temperamento naturale.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Come possiamo notare, quindi, quando si parla di musica a 432 Hertz si definisce quasi esclusivamente la frequenza d&#8217;intonazione del LA centrale, ma sarebbe opportuno definire anche la scala adottata perch\u00e9 dal punto di vista psicoacustico e musicoterapeutico \u00e8 importante sia il rapporto tra le frequenze delle note che la semplice accordatura dell&#8217;intonazione.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GvqwnH2YR5o\" width=\"100%\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/De8WpVtzwU8?rel=0\" width=\"100%\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DfV9k0x0mNI\" width=\"100%\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/U-nT-rtQySE\" width=\"100%\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>\u00a0<\/h4>\n<h4 class=\"rvps3\"><span class=\"rvts32\"><b>Intervalli e Musica<\/b><\/span><\/h4>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In musica si dice intervallo la distanza tra due note o suoni, cio\u00e8 la differenza d&#8217;altezza tra due suoni, esprimibile in fisica acustica tramite il rapporto delle loro frequenze.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A causa della fisiologia di percezione del suono, l&#8217;intervallo musicale non \u00e8 proporzionale alla differenza tra le frequenze dei suoni, ma alla differenza tra i loro logaritmi, cio\u00e8 al rapporto tra le frequenze, una sorta di distanza numerica tra due suoni che si pu\u00f2 verificare tra due suoni prodotti consecutivamente, e in tal caso si parler\u00e0 di intervallo melodico o diacronico o salto, oppure tra due suoni prodotti simultaneamente, e si dir\u00e0 intervallo armonico o sincronico o bicordo.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Intervalli e Ottave come &quot;misure&quot; dell\u2019essere umano\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/5378625618992397285_nm.jpg\" alt=\"Intervalli e Ottave come &quot;misure&quot; dell\u2019essere umano\" width=\"648\" height=\"200\" \/><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nella teoria musicale, gli intervalli si misurano contando le note da quella di partenza a quella di arrivo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Se si hanno ad esempio un DO e un SOL, l&#8217;intervallo \u00e8 una quinta perch\u00e9 si contano cinque note &#8211; DO, RE, MI, FA e SOL. L&#8217;intervallo tra il DO e s\u00e9 stesso non si chiama &#8220;di prima&#8221;, ma unisono.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si possono poi avere intervalli anche oltre l&#8217;ottava: nona, decima, undicesima e tredicesima sono quelli che si trovano menzionati pi\u00f9 spesso.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La classificazione degli intervalli musicali costituisce argomento fondamentale nello studio della musica e del suo linguaggio. Un intervallo viene detto armonico quando i suoni che lo formano sono contemporanei e melodico se i suoni che lo formano vengono considerati in successione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;intervallo armonico viene sempre considerato ascendente, cio\u00e8 dal grave verso l&#8217;acuto (dal basso verso l&#8217;alto). Un intervallo armonico \u00e8 caratterizzato anche da consonanza e dissonanza, fenomeni legati all&#8217;interferenza generata dai due suoni in questione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Quello melodico invece, a seconda di come \u00e8 scritto, pu\u00f2 essere ascendente o discendente, a seconda che la prima nota sia pi\u00f9 grave dell&#8217;altra o viceversa. In pratica se ne osserva l&#8217;evoluzione in senso temporale. Un intervallo melodico si distingue anche per la direzione, ascendente o discendente, a seconda che il secondo suono sia rispettivamente pi\u00f9 acuto o pi\u00f9 grave rispetto al primo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un intervallo \u00e8 detto semplice quando sta nell&#8217;estensione di un&#8217;ottava; se invece ne oltrepassa i limiti si dice composto. Va per\u00f2 detto che alcuni trattati di teoria considerano semplice anche l&#8217;intervallo di nona.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;intervallo pi\u00f9 semplice da generare \u00e8 probabilmente quello di ottava. Esso si ottiene ad esempio sollecitando una corda elastica per produrre la nota pi\u00f9 grave, dimezzando quindi la lunghezza della corda e sollecitandola nuovamente per generare la nota pi\u00f9 acuta.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il pi\u00f9 piccolo intervallo utilizzato nella musica occidentale \u00e8 detto semitono. Per motivi storici nel nostro sistema musicale si \u00e8 scelto convenzionalmente di suddividere l&#8217;ottava in 12 semitoni equalizzati, ossia per i quali si mantenga costante il rapporto tra le frequenze degli estremi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella terminologia convenzionale occidentale gli intervalli vengono classificati mediante due parametri che chiameremo ampiezza e specie. Nonostante che tutti i trattati di Teoria e di Armonia concordino nel classificare gli intervalli mediante due parametri, \u00e8 curioso che in letteratura non esista in proposito una terminologia universalmente accettata. All&#8217;occorrenza vengono adottati vocaboli quali denominazione, specie, forma.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Quindi la denominazione degli intervalli si compone di due parti distinte, come ad esempio: quinta giusta, settima eccedente e cos\u00ec via.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si osservi che la classicazione risulter\u00e0 del tutto indipendente dalla tonalit\u00e0 in cui l&#8217;intervallo si presenta, infatti la definizione univoca di un intervallo dipende esclusivamente dal nome delle note che lo compongono e dal loro stato di alterazione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;armonia classica o tonale, che poi \u00e8 quella che viene anche usata per descrivere canzonette, jazz e blues, si suppone che ogni brano possegga una sua tonalit\u00e0 di base (generalmente \u00e8 l&#8217;accordo che termina il ritornello) e tutti gli accordi del pezzo vengono considerati non in assoluto, ma relativamente a quella tonalit\u00e0.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">\u00c8 vero che si pu\u00f2 cambiare tonalit\u00e0 all&#8217;interno di una canzone: ad esempio, dopo un giro di DO (DO, LAm, REm, SOL7, DO) si pu\u00f2 avere un LA7 e rifare la stessa melodia un tono sopra, ma in questo caso si comincia semplicemente a calcolare tutti gli accordi relativamente alla nuova tonalit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si \u00e8 deciso poi di chiamare gli intervalli relativi alla tonalit\u00e0 di partenza in ben due modi diversi. Il primo \u00e8 il grado, e non \u00e8 molto diverso dall&#8217;intervallo in s\u00e9: la nota della tonalit\u00e0 stessa (il DO, se siamo in DO maggiore) \u00e8 il primo grado, quella che forma un intervallo di seconda con essa (in questo caso il RE) \u00e8 il secondo grado, e cos\u00ec via fino al settimo grado.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ma \u00e8 anche possibile chiamare le note &#8220;per nome&#8221;. Il primo grado \u00e8 la tonica, perch\u00e9 d\u00e0 appunto la tonalit\u00e0; il secondo grado \u00e8 la sopratonica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Passiamo poi alla modale, detta cos\u00ec perch\u00e9 definisce il modo (maggiore o minore) della tonalit\u00e0, e che sta sul terzo grado. Il quinto grado \u00e8 la dominante, perch\u00e9 nell&#8217;armonia classica \u00e8 quello pi\u00f9 importante subito dopo la tonica; quarto e sesto grado sono rispettivamente sottodominante e sopradominante, il settimo grado \u00e8 la sensibile. La &#8220;settima di dominante&#8221;, se siamo in tonalit\u00e0 di DO, sar\u00e0 la nota che fa un intervallo di settima con il SOL, che \u00e8 la dominante del DO; insomma, un FA.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;intervallo \u00e8 un elemento che conferisce contenuto &#8220;oggettivo&#8221; alla musica, infatti tutte le persone che sperimentano liberamente l&#8217;intervallo vivono lo stesso contenuto e la stessa magica energia.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tutti gli elementi fondamentali della musica possono diventare terapeutici, soprattutto gli intervalli. Ogni melodia ha in s\u00e9 il contenuto degli intervalli con la quale \u00e8 formata. Contenuti che spesso agiscono inconsciamente sulla persona.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Una volta compresi, gli intervalli rivelano la musica come un ritmo respiratorio dell&#8217;essere che con un continuo movimento ci connette con il Cosmo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Quando un intervallo risuona a livello fisico il pensare ne valuta l&#8217;altezza e il nostro essere pi\u00f9 profondo ne sente la qualit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;esperienza dell&#8217;intervallo, a livello cosciente, \u00e8 sempre completa ed equilibrata. Tale fenomeno fa parte del ritmo respiratorio animico-spirituale che sta alla base dell&#8217;intervallo. Come in ogni inspirazione vi \u00e8 inclusa l&#8217;espirazione relativa e dipendente cos\u00ec pure negli intervalli i due movimenti sono connessi in modo che uno sia &#8220;positivo&#8221; e l&#8217;altro &#8220;negativo&#8221;.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Un parallelo potrebbe essere quello dei colori in cui l&#8217;occhio, a livello fisiologico, percependo un colore risponde producendo il colore complementare e quindi polarmente opposto. Si genera cos\u00ec un costante equilibrio tra esterno e interno.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Attraverso una lunga evoluzione, l&#8217;essere umano ha forgiato i suoi strumenti, coadiuvato dagli elementi musicali, specialmente gli intervalli. Possiamo dire infatti che l&#8217;ottava degli intervalli \u00e8 la &#8220;misura&#8221; dell&#8217;Uomo.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"accordatura-432hz Intonazione scala Temperamento equabile basato su DO 256 Hz \/ LA 432 Hz\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/accordatura_432hz.jpg\" alt=\"Intonazione scala Temperamento equabile basato su DO 256 Hz \/ LA 432 Hz\" width=\"530\" height=\"303\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">Intonazione scala Temperamento equabile basata su Accordatura DO 256 Hz \/ LA 432 Hz<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Intonazione scala Aurea di R. T. Tuis basata su Accordatura DO 256 Hz \/ LA 432 Hz\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/aurea.jpg\" alt=\"Intonazione scala Aurea di R. T. Tuis basata su Accordatura DO 256 Hz \/ LA 432 Hz\" width=\"653\" height=\"362\" \/><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">Intonazione scala Aurea di R. T. Tuis basata su Accordatura DO 256 Hz \/ LA 432 Hz<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"chakra-tones-4a\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/chakra_tones_4a.jpg\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"364\"><\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"css_button bpr_0\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/Toni-e-Rapporti-432Hz-ms2t.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scala TEMPERATA Equabile 432 Hz\u00a0<i class=\"fa fa-file-text\"><\/i><\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">(Frequenze Temperamento Equabile basato su Intervallo 1,05946 e LA = 432 Hz)<\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"css_button bpr_0\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/Toni-e-Rapporti-432Hz-ms2p.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scala PITAGORICA 432 Hz\u00a0<i class=\"fa fa-file-text\"><\/i><\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">(Tabella frequenze scala Pitagorica basata su LA = 432 Hz)<\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"css_button bpr_0\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/Toni-e-Rapporti-432Hz-ms2n.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scala NATURALE 432 Hz\u00a0<i class=\"fa fa-file-text\"><\/i><\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">(Tabella frequenze scala Naturale basata su LA = 432 Hz)<\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"css_button bpr_0\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/scala-aumega-432-ananda-bosman.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scala AUMega 432 Hz\u00a0<i class=\"fa fa-file-text\"><\/i><\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">(Frequenze scala AUMega A. Bosman basata su LA = 432 Hz)<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"http:\/\/www.phy.mtu.edu\/~suits\/notefreq432.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Frequencies equal-tempered scale, A4\u00a0= 432-446 Hz (MTU)<\/b><\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><a href=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/scala_aumega_432_ananda_bosman.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Scala AUMega di A. Bosman basata su DO=256 Hz - LA = 432 Hz\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/scala_aumega_432_ananda_bosman.jpg\" alt=\"Scala AUMega di A. Bosman basata su DO=256 Hz - LA = 432 Hz\" width=\"652\" height=\"772\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">Scala AUMega di A. Bosman basata su DO=256 Hz &#8211; LA = 432 Hz<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts32\"><b>Accordatura e intonazione Aurea scientifica<\/b><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">(fonte: Wikipedia)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;accordatura aurea o scientifica si riferisce a una speciale intonazione, storicamente impiegata in alcuni teatri e corti europee, che fissa il la centrale a 432 Hz (Hertz). Con i rapporti tra le note determinati in base al temperamento equabile, il DO centrale risulta intonato a 256,87 Hz, anzich\u00e9 ai circa 261,62 Hz dell&#8217;intonazione standard (con il LA a 440 Hz). Se invece si utilizza l&#8217;antica scala pitagorica, il medesimo DO risulta alla frequenza di 256 Hz.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il DO a 256 Hz \u00e8 adottato anche in alcuni documenti scientifici per comodit\u00e0 di calcolo: la frequenza dei DO di tutte le ottave risulta una potenza di 2 (utile a fini computazionali)[1].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Secondo alcuni, la musica suonata secondo l&#8217;accordatura aurea (con il DO a 256 Hz) porterebbe benefici misurabili alla salute degli ascoltatori[2]. Molti promotori affermano che esista una relazione tra la centratura a 432 Hz e il fenomeno della risonanza di Schumann.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tuttavia si deve considerare che, con il DO centrale a 256 Hz, un&#8217;accordatura basata sul temperamento equabile canonico porta ad avere il LA intonato a:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"ef6625f71982fe09f3905b50d9e40379\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/ef6625f71982fe09f3905b50d9e40379.png\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"24\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">(non a 432 Hz), mentre solo l&#8217;uso della scala pitagorica fornisce:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"b878bf51607f03708dc0472407fd04f2\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/b878bf51607f03708dc0472407fd04f2_1.png\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"43\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts16\"><b>Storia<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Fino al XVII secolo l&#8217;intonazione degli strumenti musicali variava molto da paese a paese, a seconda dell&#8217;uso che se ne faceva e della scuola di appartenenza dei musicisti. Il LA centrale variava quindi da 370 fino 560 hertz[3].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Jonathan Tennenbaum, in A Brief History of Musical Tuning[4], considera che tra i primi riferimenti espliciti dell&#8217;intonazione con il DO centrale a 256 hertz fu fatta dal fisico\u00a0<b>Joseph Sauveur<\/b>\u00a0(1653-1716), considerato il padre della fisica acustica. Joseph Sauveur, contemporaneo di J.S. Bach, svilupp\u00f2 un metodo tecnico per determinare l&#8217;esatta intonazione di una nota espressa in cicli per secondo. Qualche decennio dopo un suo collega,\u00a0<b>Ernst Chladni<\/b>, defin\u00ec in un libro sulla teoria musicale il DO a 256 hertz come un&#8217;intonazione scientifica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dopo la caduta di Napoleone, nel 1815, al Congresso di Vienna lo Zar Alessandro I\u00b0 chiese un suono pi\u00f9 \u201cbrillante\u201d e tale richiesta fu supportata poi da tutte le famiglie reali d&#8217;Europa[4]. Tale istanza fu osteggiata dai musicisti classici ma la scuola romantica, guidata dal pianista Franz Liszt e dal compositore Richard Wagner sostenne l&#8217;intonazione pi\u00f9 alta nel periodo tra il 1830 e il 1840[2].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel 1859, il governo francese, sotto l&#8217;influenza di una commissione di compositori sostenitori del belcanto, uniform\u00f2 per legge il LA a 435 hertz, intonazione tra le pi\u00f9 basse del periodo. In seguito, nel 1884, il governo italiano emise un decreto per la normalizzazione del diapason a 432 vibrazioni per secondo, normalizzazione richiesta da Giuseppe Verdi e altri musicisti italiani riuniti al congresso di Milano nel 1881[5][6]. In una lettera alla commissione musicale del Governo, riportata nel decreto, Verdi scrisse[7]:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">\u00ab Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale, io consigliai venisse seguito l&#8217;esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse citt\u00e0 d&#8217;Italia, fra le altre a quella della Scala, di abbassare il corista uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale istituita dal nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza \u00e8 cos\u00ec piccola, quasi impercettibile all&#8217;orecchio, ch&#8217;io aderisco di buon grado. Sarebbe grave, gravissimo errore adottare, come viene da Roma proposto, un diapason di 450. Io pure sono d&#8217;opinione con lei che l&#8217;abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorit\u00e0 ed al brio dell&#8217;esecuzione; ma d\u00e0 al contrario qualche cosa di pi\u00f9 nobile, di pi\u00f9 pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale \u00e8 universale: perch\u00e9 dunque la nota che ha nome LA a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un SI bemolle a Roma? \u00bb<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A parte in Italia e Francia, le oscillazioni del diapason variavano non solo da nazione a nazione ma anche da un genere musicale all&#8217;altro (musica sinfonica, di teatro, da chiesa). Il &#8220;diapason normale&#8221; cui si riferisce Verdi \u00e8 quello conservato al Museo del Conservatorio nazionale di Parigi, mentre il diapason riportato nel decreto italiano ed approvato alla unanimit\u00e0 al congresso dei musicisti italiani del 1881, \u00e8 quello proposto inizialmente dal fisico Sauveur e poi dai suoi colleghi Meerens, Savart e dagli scienziati Montanelli e Grassi Landi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un anno dopo il decreto promulgato dal governo italiano sul LA a 432 hertz, un congresso a Vienna decret\u00f2 che non era possibile standardizzare alcuna intonazione e nei teatri europei ed statunitensi si continu\u00f2 a tenere il LA a 432-435 cicli per secondo[4].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In Gran Bretagna divenne uno standard l&#8217;intonazione con il LA a 439 hz per via di una mal interpretazione della regola francese[8]. Nel 1917 l&#8217;American Federation of Musicians accett\u00f2 il LA a 440 Hz come intonazione standard e nel 1920 lo fece anche il governo statunitense. Solo nel settembre 1938, la Commissione Acustica della Radio di Berlino richiese alla British Standard Association di organizzare un congresso a Londra per adottare internazionalmente l&#8217;intonazione a 440 Hz della radio tedesca[4].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questo congresso fu tenuto poco prima della guerra, nel maggio-giugno del 1939 e giunse a un accordo per il LA a 440 Hz, molto vicino a quella usata in Gran Bretagna. Questa frequenza fu scelta probabilmente come compromesso tra gli standard precedentemente accettati e le tendenze del momento, che vedeva salire le intonazioni[8]. In Germania fu il ministro della Propaganda nazista Joseph Paul Goebbels che spinse per la standardizzazione a questa frequenza, definendola &#8220;l&#8217;intonazione ufficiale germanica&#8221; probabilmente perch\u00e9 gi\u00e0 cara a Wagner e alla scuola romantica[2].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;ottobre del 1953 fu organizzato un secondo congresso a Londra dall&#8217;organizzazione internazionale per la normazione con lo stesso intento di adottare internazionalmente il LA a 440 hertz. L&#8217;ISO promosse una risoluzione in questo senso perch\u00e9 lo standard rimaneva non rispettato e alcune orchestre tendevano a usare intonazioni pi\u00f9 alte[8]. Molti musicisti europei si opposero invece a questa standardizzazione per una intonazione a 432-435 Hz. Il professor Robert Dussaut del conservatorio nazionale di Parigi organizz\u00f2 un referendum per il quale 23.000 musicisti francesi votarono in modo schiacciante a favore del LA a 432 cicli per secondo[4].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Solamente nel 1971 l&#8217;intonazione con il La corista a 440 Hz fu riconosciuta sul piano giuridico da una delegazione nominata dal Consiglio d&#8217;Europa a cui si adegu\u00f2 anche l&#8217;Italia[2].<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">1^ Marshall Long, Architectural acoustics, p. 81, Elsevier, 2006 ISBN 0-12-455551-9.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">2^ a b c d e Riccardo Tristano Tuis, 432 Hertz: La Rivoluzione Musicale \u2013 F.A.Q., 432hertzlarivoluzionemusicale.com. URL consultato il 3 novembre 2013.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">3^ Bencivelli. Da 423 fino a 567 secondo Tuis<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">4^ a b c d e Jonathan Tennenbaum, A Brief History of Musical Tuning, schillerinstitute.org. URL consultato il 7 novembre 2013.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">5^ Bencivelli<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">6^ Tale decreto \u00e8 ora conservato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Tuis<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">7^ a b Il disegno di legge per il La di Verdi, MoviSol.org. URL consultato il 3 novembre 2013.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">8^ a b c (EN) Lynn Cavanagh, A brief history of the establishment of international standard pitch a=440 hertz (PDF), wam.hr. URL consultato il 7 novembre 2013.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">9^ Una nuova iniziativa per il diapason di Verdi, movisol.org. URL consultato il 4 novembre 2013.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">10^ Musica: Presentato il manuale: &#8220;Canto e diapason&#8221;, in Adnkronos, 10 giugno 1996. URL consultato il 9 novembre 2013.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">11^ Stone Circles Fuzz Orchestra (Il Circo De&#8230; \/ Bio, su ReverbNation. URL consultato il 19 settembre 2014.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Musica con intonazione a 432 Hz\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/8hzcod1_1.jpg\" alt=\"Musica con intonazione a 432 Hz\" width=\"203\" height=\"201\" \/><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Il NAUTILUS e la &#8220;MUSICA DELLE SFERE&#8221;<\/b><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">estratti di Lucia Bono<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il nautilus nasconde forse\u00a0<b>la chiave di ancor pi\u00f9 affascinanti misteri<\/b>: c&#8217;\u00e8 chi lascia intendere che la prodigiosa conchiglia di questo mollusco sia, per cos\u00ec dire, un messaggio in bottiglia lasciato al genere umano dal Creatore per consentirgli di comprendere i segreti della creazione&#8230;<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La conchiglia del nautilus \u00e8 forse il pi\u00f9 bell\u2019esempio di spirale logaritmica in natura. La forma \u00e8 data dal fatto che il mollusco, che occupa solo l&#8217;ultima camera, crescendo mantiene sempre le stesse proporzioni. Il Nautilus ha la sezione del guscio come una perfetta spirale logaritmica dimostrando\u00a0<b>come il rapporto aureo Phi (= 1,6180339) sia l&#8217;espressione matematica della bellezza e della eleganza della natura<\/b>.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">All&#8217;interno del nicchio sono presenti circa 34-36 zone divise da pareti di madreperla, chiamate setti, che aumentano di numero con l&#8217;aumentare dell&#8217;et\u00e0: sono le camere che il corpo del mollusco \u00a0occupa mano a mano che aumenta di dimensione. Solo l&#8217;ultimo e pi\u00f9 esterno dei setti \u00e8 occupato costantemente dalle parti molli dell&#8217;organismo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il sistema musicale \u00e8 rappresentabile con coordinate polari e genera una spirale logaritmica<\/b>. Le \u201cnote\u201d con le relative frequenze sono rappresentabili come distanza fra centro e circonferenza.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La spirale logaritmica ha la particolarit\u00e0 di essere \u00a0equi-angolare. Misurando le distanze fra il centro della spirale e i punti di connessione dei setti con la circonferenza esterna del guscio, si pu\u00f2 notare che l\u2019angolo fra un segmento e l\u2019altro \u00e8 di 21,6\u00b0 e che l&#8217;ottavo segmento ha una distanza 1,618 volte il primo, per cui corrisponde al sistema musicale in sezione aurea con Phi^n\/7 per n = 1, 2,\u2026, n.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il Nautilus \u00e8 quindi uno dei migliori esempi della spirale logaritmica in sezione aurea nella natura, con la disposizione delle sue setti che\u00a0<b>corrisponde al sistema musicale Phi con sette note per intervallo Phi<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019angolo di ogni segmento di 21,6\u00b0 non \u00e8 casuale. Dividendo ogni segmento in tre, si ottiene un angolo di 7,2\u00b0 (21,6\u00b0\/3=7,2\u00b0) che \u00e8 un decimo del angolo base di 72\u00b0 di un pentagono, figura geometrica che include il valore esatto della sezione aurea.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dai multipli di 7,2\u00b0 si creano gli angoli di 36\u00b0, 72\u00b0 e 108\u00b0 che sono alla base del triangoli in sezione aurea \u00a0basati sulla geometria del pentagono. Si ottiene anche l\u2019angolo di 144\u00b0, sempre multiplo di 7,2\u00b0. Il numero 144 = 12*12 \u00a0\u00e8 \u00a0un numero che appartiene alla serie di Fibonacci. Inoltre, il valore 12 \u00e8 giusto la met\u00e0 del numero \u00a0delle vibrazioni fisiche di una stringa bosonica (24). Si ottengono anche gli angoli esatti di 180\u00b0 e 360\u00b0. Infine, si ottiene l\u2019angolo di\u00a0<b>432\u00b0<\/b>\u00a0(7,2\u00b0 * 60 = 21,6\u00b0 * 20 = 432\u00b0).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il numero 432 in Hz \u00e8 la frequenza base del sistema che genera la serie di Fibonacci<\/b>\u00a0e nella rappresentazione a spirale incontriamo questo numero come angolo che include gli angoli del pentagono gi\u00e0 menzionati (12*36\u00b0=432\u00b0, 6*72\u00b0=432\u00b0, \u00a04*108\u00b0=432\u00b0 e 144\u00b0*3=432\u00b0).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">E\u2019 interessante notare che per n=<b>16,66666<\/b>\u00a0l\u2019angolo della spirale logaritmica corrisponde esattamente al valore dell\u2019angolo giro di 360\u00b0 (16,6666*21,6\u00b0=360\u00b0) assumendo un valore del sistema musicale di 3,144775 (Phi^16,6666\/7) che \u00e8 precisamente\u00a0<b>Pi Greco<\/b>\u00a0e ricordando che la circonferenza di un angolo giro di 360\u00b0 \u00e8 il diametro moltiplicato per Pi Greco.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Notiamo, inoltre, \u00a0che 432\u00b0 \/ Pi Greco = 360\u00b0 \/ Phi^2=137,5\u00b0.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per concludere,\u00a0<b>il numero 432 \u00e8 contenuto nel sistema intonato 1=432 Hz<\/b>\u00a0anche come angolo di base in una rappresentazione polare (spirale logaritmica) del sistema Phi^n\/7, per cui assume carattere di\u00a0<b>costante universale<\/b>.&#8221;<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Fin qui tutto rimane nei confini della scienza; ma subito dopo Nardelli ne trae conclusioni metafisiche, affermando che &#8220;la scelta della natura ovvero del Creatore di disporre i segmenti del Nautilus nella maniera descritta \u00e8 senz\u2019altro motivata dalla sua piena corrispondenza \u00a0in armonia con le frequenze onnipresenti nell\u2019universo, per cui \u00e8 possibile prendere in considerazione che il sistema Phi^n\/7 \u00a0equivale all\u2019idea che si era fatto Pitagora con il suo concetto \u201cTutto \u00e8 numero\u201d e del concetto della \u201cmusica delle sfere\u201d interpretando tutto l\u2019universo come un gigantesco strumento musicale.&#8221;<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><a href=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/5629855788070925904_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"accordatura intonazione a 432 Hertz\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/5629855788070925904_n.jpg\" alt=\"accordatura intonazione a 432 Hertz\" width=\"653\" height=\"653\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>\u00a0<\/h4>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Un nuovo universo musicale: la Scala Aurea \u03c6-tonale<\/b><\/span><\/h4>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">di Renato Ornaghi<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Con la scala aurea, la matematica ha tanto a che fare. Il simbolo \u03c6 (lettera greca, letta fi) \u00e8 la cosiddetta sezione aurea (il \u201cnumero\u201d universale per antonomasia, basato sulla serie numerica di Fibonacci e alla base di innumerevoli fenomeni fisici e biologici naturali, nonch\u00e8 contenuto in numerosi e celebri capolavori dell\u2019arte e dell\u2019architettura). \u03c6 \u00e8 forse il numero irrazionale che, insieme al numero \u03c0, pi\u00f9 ha influenzato &#8211; nei secoli &#8211; l\u2019arte e la cultura umana. Anche la Brianza ha ospitato tantissimi artisti che con la sezione aurea hanno avuto a che fare; tra i tanti, il genio di Leonardo da Vinci e &#8211; pi\u00f9 vicino a noi nel tempo e nello spazio &#8211; l\u2019architetto di Meda Giuseppe Terragni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il simbolo \u03c6 (lettera greca, letta phi) \u00e8 da intendersi come la\u00a0<b><i>sezione aurea<\/i><\/b>\u00a0(considerato il \u201cnumero\u201d del creato per eccellenza, basato sulla serie numerica di Fibonacci e alla base di innumerevoli fenomeni fisici e naturali, nonch\u00e8 utilizzato in numerosi e celebri capolavori dell\u2019arte e dell\u2019architettura). \u03c6 \u00e8 forse il numero irrazionale che, insieme al numero \u03c0, pi\u00f9 ha influenzato nei secoli l\u2019arte e la cultura umana.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Chiamato anche\u00a0<i>costante di Fidia, divina proporzione<\/i>\u00a0o\u00a0<i>rapporto aureo<\/i>, \u03c6 \u00e8 come si \u00e8 detto un numero irrazionale (cio\u00e8 non riconducibile a un rapporto tra numeri interi). Questa \u00e8 la formula matematica che determina il valore irrazionale di \u03c6:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"image001\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/image001.png\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"44\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sia per le sue propriet\u00e0 geometriche e matematiche, sia per la sua frequente riproposizione in molteplici contesti naturali, artistici e culturali, il numero \u03c6 ha ispirato per secoli nella mente dell&#8217;uomo la conferma dell&#8217;esistenza di un rapporto tra macrocosmo e microcosmo, tra Dio e uomo, universo e natura. Numerosi filosofi ed artisti sono arrivati a vedere nelle sorprendenti propriet\u00e0 del numero \u03c6 un ideale di bellezza e armonia, spingendosi a ricercarlo e a riproporlo quale canone definitivo; testimonianza ne \u00e8 la storia del nome \u03c6, che nell\u2019arte e nella cultura ha assunto come si \u00e8 visto gli appellativi di\u00a0<i>aureo<\/i>\u00a0o\u00a0<i>divino<\/i>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La musica non \u00e8 certo rimasta immune dalla suggestione per questo affascinante numero: molti ritengono che in essa sia infatti centrale il ruolo della\u00a0<i>sezione aurea<\/i>. A sostegno di questa tesi vengono ad esempio richiamate alcune particolarit\u00e0 strutturali di strumenti come il violino e il pianoforte. Bart\u00f3k e Debussy sono solo due tra i compositori che hanno usato in musica il concetto di\u00a0<i>sezione aurea<\/i>, ma se ne potrebbero menzionare molti altri, tutti operanti tra la fine del XIX secolo e il XX secolo. In questo articolo si utilizzer\u00e0 dunque la\u00a0<i>sezione aurea<\/i>\u00a0come fonte di ispirazione musicale da un punto di vista completamente nuovo, attraverso la creazione di una nuova scala musicale:\u00a0 la\u00a0<b>scala \u03c6-tonale<\/b>.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Com\u2019\u00e8 costruita la scala \u03c6-tonale<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La\u00a0<b>scala musicale \u03c6-tonale<\/b>\u00a0riproduce al suo interno una successione di suoni nella quale il numero della\u00a0<i>sezione aurea<\/i>\u00a0\u00e8 la chiave generatrice fondamentale. Essa tuttavia risulta alquanto diversa dalle altre scale conosciute, siano queste tipiche della cultura occidentale oppure appartenenti a sistemi musicali estranei al nostro (come l\u2019indiano, il cinese, il vietnamita, ecc.). Per spiegare meglio in cosa si differenzi radicalmente la scala \u03c6-tonale dalle altre scale musicali conosciute, \u00e8 opportuna una brevissima digressione sulle scale musicali (a beneficio della comprensione per chi non sia particolarmente addentro alla teoria delle scale) e su come le note musicali di queste vengono generate.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Le scale musicali \u201cpitagorica\u201d e \u201cnaturale\u201d<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La\u00a0<b>scala pitagorica<\/b>\u00a0\u00e8 tra i pi\u00f9 primitivi sistemi di scale musicali, utilizzata a lungo nella musica pi\u00f9 antica per la costruzione dei suoni in una specifica melodia. Conosciuta in Mesopotamia fin dal IV millennio a.C., nella tradizione occidentale essa \u00e8 stata attribuita a Pitagora; fu utilizzata nell&#8217;antichit\u00e0 in Grecia e nell&#8217;Oriente, in Cina e poi in Giappone. Questa scala musicale \u00e8 basata con rigore matematico sull&#8217;intervallo di\u00a0<i>quinta<\/i>\u00a0(Do-Sol, rappresentato dal rapporto delle frequenze dei suoni 3\/2) e di ottava (Do-Do, rapporto delle frequenze 2\/1). Fu questa la scala adottata nella musica medievale: essa soddisfaceva le semplici esigenze della composizione monodica del tempo, in cui gli accordi conclusivi contenevano solamente ottave e quinte.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A partire dal XV secolo si afferm\u00f2 tuttavia un uso sempre pi\u00f9 frequente degli intervalli armonici di terza e sesta, che nella scala pitagorica risultano poco consonanti. Nel XVI secolo pertanto il musicista veneziano Gioseffo Zarlino nel suo\u00a0<i>Le istitutioni harmonicae\u00a0<\/i>(1558) propose una\u00a0<b>scala naturale<\/b>, utilizzando altri intervalli consonanti nella scala ossia (oltre alle quinte e quarte pitagoriche) le terze maggiori rappresentate dal rapporto di frequenze 5\/4 e quelle minori rappresentate dal rapporto 6\/5.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La scala naturale di\u00a0<b>Zarlino<\/b>\u00a0\u00e8 una scala musicale di chiara ispirazione pitagorica e in quanto tale basata sulla successione di suoni armonici, con per\u00f2 alcuni perfezionamenti: essa identifica una progressione di note che collega la frequenza di una nota alla successiva attraverso un\u00a0<b><i>rapporto di numeri interi<\/i><\/b>, come segue:<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"image003\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/image003.png\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"252\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"image006\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/image006.png\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"118\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Pur essendo affascinante nella sua costruzione matematica, il problema di questa scala (che pure amplia alquanto il registro espressivo della frase musicale rispetto alla pitagorica), \u00e8 che essa crea seri problemi di accordatura negli strumenti a\u00a0<i>intonazione fissa<\/i>\u00a0(pianoforte, chitarra, ecc.): \u00e8 infatti necessario intonare nuovamente tali strumenti ad ogni cambio di tonalit\u00e0. Sia per superare questo limite, sia per la necessit\u00e0 compositiva di poter effettuare modulazioni in diverse \u00a0tonalit\u00e0, i teorici musicali del XVIII secolo lavorarono nel cercare una soluzione tale da \u201caggiustare\u201d, \u201ctemperare\u201d la scala naturale, rendendo tutti gli intervalli tra i toni e i semitoni della scala\u00a0<i>equi<\/i>, cio\u00e8 uguali, in grado suonare omologamente in tutte le tonalit\u00e0. Le soluzioni per rendere\u00a0<i>equa<\/i>, \u201cequalizzare\u201d la scala naturale furono diverse, note in area musicale tedesca come\u00a0<i>buoni temperamenti<\/i>\u00a0e oggi spesso definiti\u00a0<i>temperamenti inequabili<\/i>.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il clavicembalo ben temperato\u00a0<\/b>di\u00a0Bach\u00a0(1722) fu la prima opera musicale che esplor\u00f2 sistematicamente le grandissime potenzialit\u00e0 espressive del temperamento: a partire dal successo di quella, esso fu quindi rapidamente recepito. Ed \u00e8 dunque ormai due secoli \u00e8 quindi pacificamente adottata nella cultura musicale occidentale la cosiddetta\u00a0<b><i>scala temperata<\/i><\/b>\u00a0(cosiddetta a \u201ctemperamento equabile\u201d a dodici semitoni, nella tecnica musicale nota col codice\u00a0<b>12-tET<\/b>). Tale scala consente di suddividere toni e semitoni in intervalli equidistanti e &#8211; finalmente &#8211; consente la piena modulazione nella frase musicale in tutte le dodici tonalit\u00e0 della scala, negli strumenti a intonazione fissa. Data l\u2019importanza della scala temperata (che \u00e8 alla base della musica classica o popolare che ascoltiamo ogni giorno alla radio), \u00e8 pi\u00f9 che mai opportuna \u2013 anche per poi comprendere la scala\u00a0<b>\u03c6-tonale\u00a0\u00a0<\/b>&#8211; una breve analisi della stessa.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La scala musicale temperata (12-tET)<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Come si \u00e8 visto, Il\u00a0<b>temperamento equabile<\/b>\u00a0in un sistema di costruzione della\u00a0scala\u00a0musicale \u00e8 basato sulla suddivisione dell&#8217;ottava (cio\u00e8 dell\u2019intervallo tra due suoni aventi uno il doppio della frequenza dell\u2019altro) in intervalli tra loro\u00a0<b>esattamente uguali<\/b>. Nell&#8217;uso occidentale pi\u00f9 diffuso (e ormai monopolizzante, tant\u2019\u00e8 che lo ritroviamo sempre negli strumenti ad accordatura fissa, in un qualsiasi negozio di strumenti musicali),\u00a0<b>l&#8217;ottava \u00e8 \u201cequamente\u201d suddivisa in 12 parti\u00a0<\/b>(dette\u00a0<b>semitoni<\/b>). Il temperamento cos\u00ec costituito, codificato come si \u00e8 detto 12-tET, \u00e8 il temperamento per antonomasia per il 99,99% dei musicisti occidentali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Abbiamo gi\u00e0 visto che questa scala \u00e8 stata denominata \u201cscala temperata\u201d in quanto determina un leggero &#8220;aggiustamento&#8221; dei gradi della\u00a0scala naturale,\u00a0in modo da dare uniformit\u00e0 ai vari tipi d\u2019intervallo, eliminare le ambiguit\u00e0 armoniche tra\u00a0tono\u00a0maggiore e minore e consentire la modulazione armonica tra le varie tonalit\u00e0. Per questo motivo e grazie al fatto che la musica romantica e post-romantica del XIX secolo benefici\u00f2 grandemente di tale impianto formale, tra tutti i possibili temperamenti equabili il 12-tET \u00e8 quello che ha preso generale diffusione, sia nella musica cosiddetta colta sia nella musica popolare.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Come si costruiscono le note della scala 12 tET? Qui occorre iniziare a introdurre un po\u2019 pi\u00f9 di matematica: nella scala 12 tET<b>\u00a0<\/b>entrano in gioco i numeri irrazionali, in particolare\u00a0<b>la radice dodicesima del numero 2<\/b>. Dato che infatti l\u2019intervallo musicale di ottava \u00e8 espresso dalla frazione 2\/1 (in quanto la frequenza dei suoni raddoppia ad ogni ottava crescente e si dimezza ad ogni ottava decrescente), il rapporto di frequenze che identifica il semitono temperato nella scala di 12 semitoni \u00e8 il\u00a0numero irrazionale S .\u00a0 = 1,059463\u2026<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Fate anche voi la prova, moltiplicando 12 volte per se stesso il numero S, si ottiene il numero 2:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">S\u00a0\u00a0 x\u00a0\u00a0 S\u00a0 x\u00a0 S\u00a0\u00a0 x\u00a0 S\u00a0 x\u00a0 S\u00a0\u00a0 x\u00a0\u00a0 S\u00a0 x\u00a0 S\u00a0\u00a0 x\u00a0\u00a0 S\u00a0 x\u00a0 S\u00a0\u00a0 x\u00a0\u00a0 S\u00a0 x\u00a0 S\u00a0\u00a0 x\u00a0\u00a0 S\u00a0 \u00a0=\u00a0 \u00a02<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Partendo quindi dalla nota\u00a0<i>La centrale<\/i>\u00a0(La<span class=\"rvts248\">3<\/span>) sulla tastiera del pianoforte, che ha frequenza 440 Hz, moltiplicando 12 volte il numero 440 per il numero irrazionale S si ottengono in sequenza le 12 note della scala 12-tET, sino a giungere al La successivo un\u2019ottava sopra (La<span class=\"rvts248\">4<\/span>) a 880 Hz. Per ottenere il La# (un semitono sopra il La<span class=\"rvts248\">3<\/span>), la frequenza da generare sar\u00e0 dunque: 440 x 1,059463 = 466,2 Hz. E cos\u00ec via per tutti i dodici semitoni della scala.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In questo modo, i dodici semitoni coprono esattamente ed\u00a0<i>equanimemente<\/i>\u00a0l&#8217;intervallo di un\u2019ottava, secondo questo schema:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"image009\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/image009.png\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"297\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La scala temperata 12 tET, con i suoi 12 semitoni modulabili equanimemente in tutte le dodici tonalit\u00e0 sulla tastiera del pianoforte, ha indubbiamente rappresentato un fondamentale punto di arrivo per la cultura musicale occidentale, dall\u2019epoca barocco sino alla musica romantica e moderna del secolo scorso (ma anche nella musica pop, rock e jazz). Essa \u00e8 di fatto al cuore della musica che oggi tutti noi conosciamo e ascoltiamo. E tuttavia ogni sistema formale artistico e culturale &#8211; come ben si sa &#8211; evolve, esige continui sviluppi. Vedremo ora quelli pi\u00f9 recenti, per poi arrivare finalmente alla scala\u00a0<b>\u03c6-tonale<\/b>\u00a0(che \u00e8 poi il vero obiettivo di questa lunga &#8211; ma converrete, necessaria &#8211; digressione sulle scale musicali).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Gli sviluppi pi\u00f9 recenti: le scale microtonali<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per\u00a0<b>microtonalit\u00e0<\/b>\u00a0si intende l&#8217;uso di qualsiasi sistema di ripartizione dell\u2019intervallo musicale di ottava che sia considerato &#8220;inusuale&#8221; o &#8220;diverso&#8221; per un determinato ambito culturale. in molti contesti del XX e XXI secolo, ad esempio, si parla di\u00a0<i>microtonalit\u00e0<\/i>\u00a0per qualunque accordatura per tastiera o chitarra diversa dalla divisione dell&#8217;ottava in 12 semitoni uguali (i nostri 12 semitoni equamente temperati, ovvero l\u2019ormai ben nota e pi\u00f9 volte menzionata scala 12-tET).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I suoni che uno strumento microtonale appositamente progettato pu\u00f2 generare si collocano su\u00a0<b>divisioni alternative di intervalli all\u2019interno dell&#8217;ottava<\/b>. Ad esempio, un compositore microtonale pu\u00f2 scrivere in un sistema di scala che suddivida l&#8217;ottava in 17, 19, 22 o 31 parti uguali. La ragione che lo spinge a fare ci\u00f2 \u00e8 semplicemente di ricerca e di evoluzione del proprio linguaggio musicale: qualsiasi particolare divisione dell&#8217;ottava impone di fatto l&#8217;utilizzo di alcuni rapporti armonici ed impedisce l&#8217;uso di altri, esplorare le varie sfumature della tavolozza musicale \u00e8 uno dei compiti e obiettivi del compositore che non vuole fermarsi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Solo per fare un paio di esempi, la scala a diciannove semitoni 19-tET permette di utilizzare molte variazioni armoniche esotiche come quelle che si sentono nella musica mediorientale mentre la scala 31-tET ha a detta di alcuni compositori un suono particolarmente calmo e distensivo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ogni artista vero desidera ama conoscere al massimo il materiale di cui dispone, e soprattutto vuole andare oltre i linguaggi che gi\u00e0 conosce. Le scale microtonali offrono questa possibilit\u00e0 di emigrare da regole gi\u00e0 note (il sistema 12-tET, dopo l\u2019esplorazione effettuata della cosiddetta\u00a0<i>musica dodecafonica<\/i>, ha in sostanza esaurito le sue potenzialit\u00e0 espressive come\u00a0<i>sistema di segni<\/i>). Una scala particolare nell\u2019ambito microtonale \u00e8 la 24-tET, che non fa altro che \u201cspaccare il capello\u201d del tono della scala temperata in quattro, suddividendo l\u2019intervallo di ottava in 24 anzich\u00e9 12 suoni equidistanti e giungendo alla frammentazione del semitono in due parti proporzionalmente identiche. Tutta la nostra musica occidentale \u2013 basata sui 12 semitoni della 12iET \u2013 \u00e8 pertanto un \u201csottoinsieme proprio\u201d della musica microtonale 24-tET. Ma \u00e8 ora giunto \u2013 e finalmente, direte \u2013 il momento di parlare della scala \u03c6-tonale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Un\u2019ulteriore evoluzione musicale: La scala \u03c6-tonale<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Con l\u2019avvento della microtonalit\u00e0 si \u00e8 passati come si \u00e8 visto dalla divisione dell\u2019ottava in 12 semitoni equidistanti a divisioni della medesima in altri multipli o sottomultipli, esplorando sistemi musicali che aprono nuovi orizzonti al compositore. Ma anche le scale microtonali (e qui sta il punto cruciale) pongono ancora un ultimo forte vincolo: tutte le possibili suddivisioni microtonali non hanno minimamente scalfito quello che \u00e8\u00a0<b>l\u2019intervallo musicale base e pi\u00f9 importante: l\u2019intervallo di ottava<\/b>\u00a0(ovvero, quello tra due note omonime ma una avente frequenza doppia dell\u2019altra). Un intervallo questo che, anche pi\u00f9 complessi sistemi di scala generati dalle varie culture musicali, \u00e8 rimasto sempre immune e per nulla scalfito.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Come suonerebbe mai una frase musicale, priva di questo fondamentale intervallo? Intervallo che \u00e8 talmente\u00a0<i>fondamentale e fondante\u00a0<\/i>al punto tale che in qualsiasi sistema musicale non ci si \u00e8 mai posto il dubbio di farne a meno. L\u2019intervallo di ottava \u2013\u00a0<i>mutatis mutandis\u00a0<\/i>\u2013 \u00e8 dunque una sorta di\u00a0<i>Quinto Postulato<\/i>\u00a0della musica: in geometria pareva infatti talmente evidente ed intuitivo che da un punto esterno a una retta passasse una e una sola parallela alla retta data, che per 2000 anni di teoremi e studi geometrici non ci si \u00e8 mai posti il dubbio se al\u00a0<i>Quinto Postulato<\/i>\u00a0potessero esistere alternative.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Eppure, perch\u00e9 no? Comporre senza intervallo di ottava si pu\u00f2 fare: basta volerlo, disponendo ovviamente di una scala ad hoc. La\u00a0<b>scala \u03c6-tonale<\/b>\u00a0offre appunto al compositore l\u2019opportunit\u00e0 di superare questa ultima barriera musicale, un vincolo presente in ogni scala, rompendo il tab\u00f9 di non utilizzare nella composizione un intervallo musicale (l\u2019ottava) che \u00e8 stato sinora ritenuto intangibile, adottando una sequenza di suoni in una scala nella quale l\u2019ottava non risulti mai essere presente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Creare una scala del genere non \u00e8 peraltro complesso: in luogo del moltiplicatore 2 occorre adottare un altro numero, scelto ad hoc. Personalmente (in particolare, per le motivazioni scritte all\u2019inizio dei questo articolo) propongo al compositore di utilizzare la scala\u00a0<b>\u03c6-tonale<\/b>, denominata\u00a0<b>10- \u03c6tET<\/b>\u00a0e basata sul numero \u03c6 (cio\u00e8 la sezione aurea), con una sequenza di 10 \u201csemitoni\u201d separati in modo equanime nei rapporti in frequenza tra loro dal numero irrazionale\u00a0<b>s<\/b>, la radice decima del numero aureo:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">s:\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"image011\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/image011.png\" alt=\"\" width=\"177\" height=\"101\">\u00a0= 1,049297804\u2026<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ovviamente, a questo punto l\u2019intervallo di ottava non sar\u00e0 pi\u00f9 rappresentato dal rapporto numero intero 2, ma dal rapporto \u03c6, in una scala di dieci semitoni tale che:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\">s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0x\u00a0\u00a0 s \u00a0\u00a0=\u00a0\u00a0\u00a0 \u03c6<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dato che il valore di\u00a0<img decoding=\"async\" title=\"image007\" src=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/image007.png\" alt=\"\">\u00a0vale circa 1,05946, possiamo notare che il valore \u00a0s\u00a0 del \u201csemitono\u201d della scala \u03c6-tonale risulta essere leggermente pi\u00f9 \u201cpiccolo\u201d del valore\u00a0 S\u00a0 della scala cromatica occidentale 12-tET. \u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ma l\u2019elemento pi\u00f9 importante e\u00a0<b>la vera novit\u00e0\u00a0<\/b>concettuale della scala \u03c6-tonale \u00e8 che, nel suo sviluppo nelle sue note ascendenti e discendenti, si determina un andamento delle altezze di nota tale da non incrociare mai le rispettive ottave di ogni altra nota in scala. Si veda infatti nel seguito lo sviluppo delle frequenze per 4 ottave nell\u2019intorno del La centrale 440 Hz, rispettivamente per le due scale 12tET e 10\u03c6-tET:<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"image016\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/image016.png\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"583\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">All\u2019interno dell\u2019ottava seguente il La centrale (La<span class=\"rvts248\">3<\/span>) , la scala \u03c6-tonale esprime circa 14 \u201csemitoni\u201d:\u00a0 il 14\u00b0 \u201csemitono\u201d a salire (indicato Si-\u03c6) \u00e8 infatti percettibilmente pi\u00f9 grave del La<span class=\"rvts248\">4<\/span>\u00a0una ottava sopra (863,0 contro 880 Hz), mentre il 15\u00b0 semitono \u00e8 leggermente pi\u00f9 acuto del La<span class=\"rvts248\">4<\/span>\u00a0(905,6 Hz contro 880 Hz).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ne consegue dunque che, nello sviluppo delle note nella scala\u00a0<b>\u03c6-tonale<\/b>, non esister\u00e0 mai alcuna coppia di \u201csemitoni\u201d che siano rispettivamente l\u2019uno un\u2019ottava inferiore o superiore dell\u2019altro. Si tratta dunque di una sequenza di suoni assolutamente nuova, i cui rapporti \u201carmonici\u201d e le cui potenzialit\u00e0 espressive (nella sua totale mancanza di riferimento con l\u2019intervallo di ottava) sono ancora sconosciute e tutte da esplorare.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Conclusioni<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questa in realt\u00e0 non vuole (n\u00e9 pu\u00f2) essere una conclusione. Spero per\u00f2 possa avvenire, per il lettore musicista intrigato o almeno incuriosito dalle considerazioni teoriche esposte sopra, che esse siano\u00a0 un buon punto di partenza su cui riflettere e ragionare. E magari, sperabilmente, creare.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La costruzione di questa scala, grazie ai moderni strumenti elettronici di sequencing disponibili all\u2019interno di un qualsiasi software musicale (Cubase, Sonar, ecc.) \u00e8 relativamente semplice. Per quanto poi riguarda la notazione su rigo della scala \u03c6-tonale \u00e8 tranquillamente possibile continuare a utilizzare quella tradizionale su pentagramma, a partire dal La<span class=\"rvts248\">3<\/span>. tenendo ovviamente presente che il significato delle note rappresenta tutt\u2019altro che quanto siamo tradizionalmente abituati a pensare e a sentire.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Buona musica \u03c6-tonale!<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"css_button bpr_0\" href=\"http:\/\/eprints.bice.rm.cnr.it\/628\/1\/Nalabin01.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sistema Musicale Aureo Phi\u00a0<i class=\"fa fa-file-text\"><\/i><\/a><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">(Tabella frequenze Sistema Musicale Aureo Phi basato su LA = 432 Hz)<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"9004650050945111844_n\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/9004650050945111844_n.jpg\" alt=\"\" width=\"659\" height=\"600\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Audio Albums specifici:<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><a class=\"rvts28\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/catalogo\/product\/23\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">AMMAGAMMA AG01 &#8211; Armonizzazione Gamma a 432Hz<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Album dedicato alla armonizzazione delle onde cerebrali Gamma con oltre 50 minuti di musica e sonorit\u00e0 intonate a 432 Hertz. I brani sono progettati per indurre uno stato di energizzazione in sinergia con il riequilibrio delle frequenze Gamma per favorire l&#8217;intuizione e l&#8217;ispirazione.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Musica coerente intonata a 432 Hz Cos&#8217;\u00e8 la musica con intonazione (tune) e accordatura a 432 Hertz \u00a0 di Marco Amadeux Stefanelli, Ph.D. \u00a0 \u00a0 Da un po&#8217; di tempo a questa parte si parla &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/musica-con-accordatura-e-intonazione-a-432-hz\/\" aria-label=\"Musica con intonazione e accordatura a 432 Hz\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3527","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3527"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3527\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5205,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3527\/revisions\/5205"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}