{"id":3639,"date":"2024-04-02T11:13:40","date_gmt":"2024-04-02T09:13:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3639"},"modified":"2024-06-27T17:58:48","modified_gmt":"2024-06-27T15:58:48","slug":"suono-e-psicoacustica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/suono-e-psicoacustica\/","title":{"rendered":"Suono e Psicoacustica"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Che cosa \u00e8 il suono\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/1421070221298737654_n.jpg\" alt=\"Che cos\u2019e\u2019 il suono\" width=\"850\" height=\"444\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts32\"><b>Che cos&#8217;\u00e8 il suono e la psicoacustica?<\/b><\/span><\/h2>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts64\">di Davide Fiscaletti<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\">Il suono pu\u00f2 essere interpretato sia come\u00a0<b>fenomeno ondulatorio<\/b>\u00a0nell&#8217;aria o in altri mezzi elastici (stimolo) sia come\u00a0<b>eccitazione del meccanismo uditivo<\/b>\u00a0che da luogo alla\u00a0<b>percezione acustica<\/b>\u00a0(sensazione). La scelta dell&#8217;uno o dell&#8217;altro punto di vista da luogo a due aspetti dell&#8217;acustica, la\u00a0<b>fisica<\/b>\u00a0e la\u00a0<b>psicofisica<\/b>, a cui corrispondono diverse grandezze: frequenza e altezza, intensit\u00e0 sonora e sensazione sonora, forma d&#8217;onda (o spettro equivalente) e timbro.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ecco un breve esempio: per le frequenze basse l&#8217;orecchio umano percepisce un&#8217;altezza differente a intensit\u00e0 differenti, aumentando il volume l&#8217;altezza scende. Note pure di frequenza 168 e 318 Hz a basso volume risultano discordanti sgradevoli, a volumi pi\u00f9 alti tuttavia l&#8217;orecchio li percepisce come in relazione di ottava (come fossero 150 e 300 Hz). Questo per far capire come l&#8217;orecchio umano non sia uno strumento di misura esatto, anche se estremamente sensibile.\u00a0<b>La psicoacustica studia le modalit\u00e0 con cui il sistema uditivo e il cervello elaborano suoni e rumori<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Uno studio sperimentale sistematico dei fenomeni sonori ha inizio con\u00a0<b>G. Galilei<\/b>, cui risalgono idee e ricerche sulla natura del suono e sui suoi caratteri, sulle propriet\u00e0 delle corde vibranti, sui metodi per la determinazione della velocit\u00e0 del suono nell&#8217;aria, ecc\u2026; a lui \u00e8 dovuto in particolare l&#8217;aver riconosciuto nell&#8217;altezza d&#8217;un suono un elemento legato alla frequenza di vibrazione della sorgente sonora e di aver intuito la natura composita del suono delle corde. Quasi contemporanee all&#8217;opera di Galilei sono quelle di\u00a0<b>G. Benedetti<\/b>, di\u00a0<b>G.F. Sagredo<\/b>, che nel 1615 dimostra che il mezzo di trasmissione del suono \u00e8 l&#8217;aria; di\u00a0<b>M. Mersenne<\/b>, che effettua una prima determinazione della velocit\u00e0 del suono; e di\u00a0<b>P. Gassendi<\/b>, cui \u00e8 dovuta l&#8217;osservazione dell&#8217;indipendenza della velocit\u00e0 dall&#8217;altezza del suono. Nel 1663\u00a0<b>O. von Guericke<\/b>\u00a0dimostra che il suono si propaga non solo nell&#8217;aria ma anche nei liquidi e nei solidi. Le ricerche del XIX secolo approfondiscono, soprattutto a opera di\u00a0<b>H. von Helmholtz<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Lord Rayleigh<\/b>, lo studio della propagazione ondosa e, in particolare, degli aspetti energetici di questa, mentre l&#8217;invenzione del fonografo e del microfono (1877) pone per la prima volta il problema della registrazione e della riproduzione dei suoni, nonch\u00e9 della loro trasduzione elettrica, problema che costituisce l&#8217;oggetto principale dell&#8217;elettroacustica. In quest&#8217;ultimo settore, crescendo l&#8217;importanza delle informazioni sonore nel quadro dei moderni mass media, e nel collegato settore dell&#8217;acustica architettonica, si sono avuti i maggiori sviluppi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per quanto riguarda la\u00a0<b>fisica del suono<\/b>, va anzitutto detto che le onde sonore sono onde meccaniche (vale a dire hanno bisogno di materia per propagarsi) longitudinali (vale a dire il movimento delle particelle avviene nella stessa direzione di propagazione).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;orecchio umano \u00e8 in grado di essere\u00a0<b>stimolato<\/b>\u00a0da frequenze comprese\u00a0<b>tra 16 e 20.000 Hz<\/b>. Un&#8217;onda con frequenza inferiore a quella del campo di udibilit\u00e0 \u00e8 chiamata\u00a0<b>infrasuono<\/b>, un&#8217;onda con frequenza superiore a quella del campo di udibilit\u00e0 \u00e8 detta\u00a0<b>ultrasuono<\/b>. L&#8217;onda sonora \u00e8 quindi costituita da una perturbazione del mezzo di trasmissione. In particolare le particelle dell&#8217;aria (quasi 100.000 ogni metro cubo &#8211; NDR: In un\u00a0centimetro cubo di aria\u00a0ci sono circa\u00a027 miliardi di miliardi di molecole,\u00a02.7&#215;10<span class=\"cfont\" data-size=\"7\">19<\/span>) nella loro oscillazione creano delle aree di compressione, dove la pressione \u00e8 leggermente maggiore di quella atmosferica, e delle sacche di rarefazione, dove la pressione \u00e8 leggermente inferiore a quella atmosferica. I segnali trasmessi dalla voce e dalla musica sono quindi lievi increspature che si sovrappongono alla pressione atmosferica. Durante lo spostamento dell&#8217;onda sonora le zone di compressione e di rarefazione si spostano lungo la direzione del raggio di propagazione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il suono, in assenza di\u00a0<b>interferenze<\/b>\u00a0dovute ad oggetti circostanti, si propaga uniformemente in tutte le direzioni, il che significa che i fronti d&#8217;onda formano rispetto ad una sorgente puntiforme dei gusci sferici. L&#8217;intensit\u00e0 del suono diminuisce quindi con il quadrato del raggio.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;emissione di suoni da parte di un corpo in vibrazione costituente la sorgente sonora e la loro propagazione sino all&#8217;orecchio di un ascoltatore, o, eventualmente, sino al microfono di un dispositivo di registrazione o di amplificazione sonora, avvengono secondo le leggi che governano la generazione e la propagazione di onde elastiche in genere. Per effetto del moto vibratorio della sorgente (per esempio, una corda o una membrana elastica in vibrazione, o anche una massa d&#8217;aria in oscillazione entro un recipiente aperto) si determina nell&#8217;aria circostante una successione di strati compressi e rarefatti, che si va allargando tutt&#8217;intorno (sono queste le onde longitudinali prima nominate): ciascuna delle particelle d&#8217;aria contigua alla sorgente prende a vibrare in sincronismo con questa, spostandosi al di qua e al di l\u00e0 della sua normale posizione d&#8217;equilibrio e trasmettendo il moto alle particelle a essa contigue lungo la retta che le congiunge con la sorgente, cio\u00e8 lungo una direzione di propagazione, dei suoni emessi dalla sorgente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per comprendere il\u00a0<b>comportamento<\/b>\u00a0di un&#8217;onda sonora, si definiscono le seguenti grandezze: lunghezza d&#8217;onda, ampiezza d&#8217;onda, frequenza, periodo, intensit\u00e0, velocit\u00e0 di propagazione e timbro. Per lunghezza d&#8217;onda si intende la distanza percorsa da un&#8217;onda per ritornare nella stessa configurazione, cio\u00e8 la distanza percorsa dall&#8217;onda in un periodo. L&#8217;ampiezza d&#8217;onda \u00e8 lo spostamento massimo percorso da una particella oscillante attorno alla sua posizione di equilibrio. Dall&#8217;ampiezza \u00e8 possibile ricavare l&#8217;intensit\u00e0 che, nel caso di un&#8217;onda sonora, rappresenta la pressione esercitata dall&#8217;onda stessa su una superficie. In quanto misura dello spazio, tanto maggiore sar\u00e0 l&#8217;ampiezza, tanto maggiore sar\u00e0 la pressione esercitata sull&#8217;ostacolo. La frequenza \u00e8 il numero delle oscillazioni compiute da uno stesso punto dell&#8217;onda nell&#8217;unit\u00e0 di tempo. Il periodo \u00e8 l&#8217;intervallo di tempo necessario per compiere un&#8217;oscillazione completa. L&#8217;intensit\u00e0 di un&#8217;onda sonora \u00e8 definita come la potenza media per unit\u00e0 di area con la quale l&#8217;energia \u00e8 trasmessa dall&#8217;onda. La velocit\u00e0 di propagazione \u00e8 la velocit\u00e0 con la quale il suono si propaga in un mezzo e dipende dalla densit\u00e0 del mezzo stesso e dalla forza di legame fra le molecole costituenti quel mezzo. Il timbro \u00e8 l&#8217;entit\u00e0 fisica associata alla qualit\u00e0 del suono: esso permette di distinguere suoni aventi frequenze ed intensit\u00e0 uguali, ma generati da sorgenti diverse.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A caratterizzare la\u00a0<b>perturbazione<\/b>\u00a0sonora, punto per punto e istante per istante, pu\u00f2 essere assunto lo spostamento che la generica particella del mezzo subisce; se lo spostamento \u00e8 una funzione sinusoidale del tempo, si parla di\u00a0<b>suono puro<\/b>, altrimenti si parla di\u00a0<b>suono composto<\/b>; in questo caso il suono si pu\u00f2 pensare costituito dalla sovrapposizione di\u00a0<b>suoni armonici<\/b>, cio\u00e8 di suoni puri di opportuna ampiezza e fase iniziale e di frequenza multipla di quella del suono armonico di frequenza pi\u00f9 bassa, detto primo armonico o, pi\u00f9 correntemente, suono fondamentale; le caratteristiche dei suoni armonici costituenti un suono composto si ottengono mettendo in opera i metodi dell&#8217;analisi armonica di Fourier. Le varie armoniche possono partire entrambe dallo 0, e quindi si dicono in fase, oppure presentare dei ritardi. Il ritardo di mezza onda corrisponde a 180\u00b0, il ritardo di 360\u00b0 corrisponde di nuovo alla fase. Spesso le onde complesse presentano delle componenti che non sono multipli interi esatti della frequenza fondamentale, in questo caso non si parla di armonica ma di\u00a0<b>parziale<\/b>. Le parziali sono in grado di dare la caratteristica timbrica di alcuni strumenti, come le\u00a0<b>campane<\/b>, o il suono del pianoforte.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"psiconeuroacustica\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/psiconeuroacustica.jpg\" alt=\"psiconeuroacustica\" width=\"599\" height=\"604\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts16\"><b>La rappresentazione del suono<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il suono pu\u00f2 essere rappresentato graficamente in modi diversi. Conoscere le sue rappresentazioni \u00e8 molto utile, perch\u00e9 spesso i nuovi software di editing del suono ci danno l&#8217;opportunit\u00e0 di visualizzare le registrazioni audio in tempo reale. Le variabili fisiche con cui si rappresenta un evento sonoro sono le seguenti: tempo, frequenza, ampiezza.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La rappresentazione pi\u00f9 comune usata dalla maggior parte dei software audio \u00e8 l&#8217;<b>oscillogramma<\/b>, chiamato anche forma d&#8217;onda. L&#8217;oscillogramma mette in relazione il tempo e l&#8217;ampiezza. L&#8217;oscillogramma ci permette di vedere i transienti di colpi percussivi come la batteria, di individuare in una traccia di canto le singole sillabe, di capire dall&#8217;ampiezza del suono l&#8217;andamento dinamico. L&#8217;oscillogramma non ci dice per\u00f2 niente sulla timbrica del suono, ed \u00e8 molto artificioso avere informazioni sulla frequenza. Lo spettro sonoro mette invece in relazione ampiezza e frequenza. In uno spettro sonoro il segnale del suono \u00e8 scomposto in tutte le sue varie componenti, che sono riportate insieme alla loro ampiezza nel grafico. Lo spettro ci permette di vedere la fotografia della timbrica di un suono, quindi le varie armoniche e parziali che lo compongono. Esistono analizzatori di spettro che fotografano lo spettro sonoro in tempo reale, in maniera da seguire la distribuzione delle frequenze in una registrazione. Una rappresentazione del suono, molto utilizzata in diverse applicazioni audio, come il riconoscimento vocale e la bioacustica, \u00e8 lo spettrogramma, che mette in relazione tempo, frequenza ed energia sonora. Un suono pu\u00f2 cambiare nel tempo, cambiando la frequenza della fondamentale e cambiando il suo spettro armonico. Lo spettrogramma ci permette di osservare questi cambiamenti. Lo spettrogramma viene rappresentato in due dimensioni, in cui si riporta in ascisse il tempo e in ordinate la frequenza. Per indicare le ampiezze delle varie frequenze si utilizzano invece o bande di colori o tonalit\u00e0 di grigio, come se fosse una fotografia dall&#8217;alto, e i chiari scuri indicassero rilievi e depressioni. In realt\u00e0 \u00e8 come se si utilizzasse una rappresentazioni in tre dimensioni (frequenza, ampiezza, tempo), e l&#8217;ampiezza venisse proiettata sul piano tempo-frequenza. Alcuni programmi permettono di puntare il cursore sulle varie aree del grafico e avere misurazioni precise delle tre variabili.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"La rappresentazione del suono 3d\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/suono_3d.jpg\" alt=\"La rappresentazione del suono\" width=\"604\" height=\"305\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Psicoacustica<\/b><\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La psicoacustica \u00e8 la disciplina che studia il complesso processo per cui un\u00a0<b>suono fisico diventa una percezione sonora<\/b>. Lo studio di questo processo ha un carattere altamente\u00a0<b>multidisciplinare<\/b>\u00a0in quanto coinvolge l&#8217;acustica, l&#8217;elettromeccanica, la neurologia, la psicologia. Molti risultati di acustica percettiva ottenuti nel campo della caratterizzazione delle capacit\u00e0 di analisi in tempo-frequenza dell&#8217;orecchio sono impiegati nelle moderne tecniche di compressione dei segnali sonori. Infatti, i pi\u00f9 affermati sistemi di codifica del suono sfruttano i principali fenomeni di psicoacustica al fine di minimizzare e ottimizzare il numero di bit necessario per rappresentare un segnale sonoro.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tra i\u00a0<b>concetti<\/b>\u00a0pi\u00f9 utilizzati figurano: a) la soglia di percezione uditiva assoluta, ossia la quantit\u00e0 di energia di un suono puro necessaria affinch\u00e9 un ascoltatore possa percepire il suono in un ambiente senza rumore; spesso il sistema di codifica fissa il punto pi\u00f9 basso della curva della soglia in funzione della frequenza (all&#8217;incirca intorno ai 4 kHz) uguagliandolo all&#8217;energia rappresentata da un aumento o diminuzione di 1 bit del segnale; b) le bande critiche di frequenza, ossia le larghezze di banda per le quali il responso soggettivo cambia in modo sensibile, fenomeno collegato alla\u00a0<b>selettivit\u00e0<\/b>\u00a0che ha l&#8217;orecchio alle frequenze sonore, principalmente determinata dalla relazione tra frequenze percepite e posizione lungo la membrana basilare; c) il\u00a0<b>mascheramento<\/b>, ossia il fenomeno per cui un suono non viene percepito a causa della presenza contemporanea di un altro suono pi\u00f9 intenso: la spiegazione del meccanismo responsabile di questo effetto molto complesso, che dipende da vari parametri (come per esempio, la durata temporale del segnale) e si manifesta come mascheramento all&#8217;interno di una\u00a0<b>banda critica<\/b>\u00a0oppure, anche, di bande critiche vicine, pu\u00f2 essere ricercata nell&#8217;inibizione, a livello della membrana basilare, causata dal suono forte, della trasmissione dell&#8217;oscillazione associata al suono debole.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sulla possibilit\u00e0 di quantificare il fenomeno del\u00a0<b>mascheramento<\/b>\u00a0si basano tutti i codici di\u00a0<b>compressione<\/b>\u00a0moderni, come, per esempio, il diffusissimo MP3. Infatti una grossa riduzione del numero di bit necessari per la codifica si ottiene allocando dinamicamente un numero di bit variabile in modo tale da perdere le componenti del segnale che si trovino sotto la soglia di mascheramento (e che quindi viene assunta come il livello del rumore di quantizzazione).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Psicoacustica\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/orecchio670.jpg\" alt=\"Psicoacustica\" width=\"575\" height=\"300\" \/><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts16\"><b>Fenomeni non lineari<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Alcuni fenomeni (onde d&#8217;urto, generazione di armoniche, flusso di materia, cavitazione, ecc\u2026) che possono manifestarsi nella propagazione del suono (o pi\u00f9 in generale di un&#8217;onda elastica) non sono descritti dall&#8217;equazione lineare delle onde, che va sostituita da una forma non lineare nell&#8217;ambito della cosiddetta\u00a0<b>acustica non lineare<\/b>. Il limite tra fenomeni acustici lineari e non lineari ovviamente non \u00e8 netto: gli effetti di non linearit\u00e0 sono rilevanti quando il rapporto tra l&#8217;ampiezza della velocit\u00e0 di oscillazione delle particelle del mezzo e la velocit\u00e0 di propagazione dell&#8217;onda (cio\u00e8 il numero di Mach, o, in modo del tutto equivalente, il rapporto tra la variazione della pressione dovuta all&#8217;onda e la pressione del mezzo a riposo o quello tra l&#8217;ampiezza della vibrazione e la lunghezza d&#8217;onda) non \u00e8 molto minore dell&#8217;unit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si pu\u00f2 facilmente intuire l&#8217;origine di alcuni fenomeni non lineari, se si pensa, per esempio, a una corda vibrante tesa tra i due estremi fissi: se la corda descrive oscillazioni ampie, la sua lunghezza media nel tempo \u00e8 apprezzabilmente maggiore di quando \u00e8 a riposo, pertanto sar\u00e0 maggiore la tensione media cui \u00e8 sottoposta e quindi maggiore la velocit\u00e0 di propagazione dell&#8217;onda che la percorre; analogamente in un fluido investito da un&#8217;onda elastica sufficientemente intensa la pressione media \u00e8 apprezzabilmente maggiore di quella che si avrebbe in assenza del suono.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il flusso di materia in fluidi sottoposti a intenso irraggiamento acustico si deve all&#8217;insorgere di una forza netta diversa da zero su ogni particella di fluido attribuibile alla media temporale di termini non lineari nell&#8217;equazione del moto. Si pu\u00f2 inoltre avere\u00a0<b>cavitazione acustica<\/b>\u00a0o sonora (continua o impulsiva), cio\u00e8 la formazione di cavit\u00e0 piene di vapore all&#8217;interno di un liquido prodotte dalle rapide variazioni locali di pressione associate all&#8217;onda acustica.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Suono e scienze cognitive\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/brainwavesh2.jpg\" alt=\"Suono e scienze cognitive\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts16\"><b>Suono e scienze cognitive<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Una significativa ricerca interdisciplinare condotta dall&#8217;Associazione Vocal Sound di Lugano tra i campi della fisica, della medicina e della musica, sul tema &#8220;la risposta umana al suono e alla vibrazione&#8221;, ha portato a una nuova esperienza dell&#8217;Informazione, che, per usare delle parole di Fritjof Capra, fornisce &#8220;una nuova via d&#8217;accesso alle scienze cognitive attraverso il suono&#8221;. In base all&#8217;approccio cognitivo sviluppato dall&#8217;Associazione Vocal Sound (denominato anche approccio cognitivo ININ) l&#8217;uomo pu\u00f2 riconoscere che \u00e8 sempre in sintonia con questa natura profonda della realt\u00e0, dove esiste un\u00a0<b>allineamento<\/b>\u00a0con diversi livelli di frequenza che esprimono differenti\u00a0<b>livelli dell&#8217;esistenza<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il processo attraverso cui l&#8217;informazione implicita si allinea con l&#8217;<b>antenna intuitiva umana<\/b>\u00a0pu\u00f2 essere riconosciuto come un allineamento con le frequenze del campo vibrazionale in cui siamo immersi, che costituisce l&#8217;origine e la vera natura della realt\u00e0. A proposito del suono emesso dalla voce umana quando viene sperimentato l&#8217;approccio cognitivo ININ, Anna Bacchia e Lorenzo Sorbi scrivono: &#8220;Quando l&#8217;antenna intuitiva \u00e8 attiva in ININ la voce emette un\u00a0<b>suono integrato col s\u00e9<\/b>. In ININ il suono della voce si presenta come un cristallo puro, caratterizzato da dei picchi di frequenza, dette frequenze pure. [\u2026] Una delle caratteristiche pi\u00f9 interessanti di questo processo \u00e8 che l&#8217;emissione di frequenze pure vocali ha una straordinaria capacit\u00e0 di\u00a0<b>riequilibrio energetico<\/b>\u00a0sull&#8217;organismo, come \u00e8 emerso da una serie di ricerche che abbiamo svolto nel laboratorio Vocal Sound sul tema della risposta umana al suono della voce.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Inoltre le frequenze pure sono registrabili in processi dove ascolto e comprensione si svolgono a livelli estremamente espansi&#8221;.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il suono che emerge dal processo cognitivo ININ assume pertanto un notevole rilievo anche sul piano\u00a0<b>curativo<\/b>, di riequilibrio dell&#8217;organismo. A questo riguardo, Anna Bacchia e Melisa Rossi scrivono anche (vedi l&#8217;articolo &#8220;ININ: il salto quantico della mente&#8221;, Scienza e Conoscenza, n\u00b0 29): &#8220;L&#8217;Informazione pu\u00f2 riequilibrare il quadro bioenergetico di un organismo attraverso le frequenze pure emesse dal suono di una voce. La voce che emette, non sceglie la tecnica o il suono da emettere, ma quella voce \u00e8 orientata e SI suona da s\u00e9, mentre la consapevolezza della voce che emette \u00e8 allineata sull&#8217;organismo che riceve il suono. Come rilevato in diverse ricerche del Gruppo di Studio Vocal Sound, l&#8217;organismo che riceve, dopo tale processo, presenta un ri-equilibrio misurabile del suo quadro\u00a0<b>bioenergetico<\/b>\u00a0generale&#8221;.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\"><b>Riferimenti bibliografici<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">treccani.it<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">fmboschetto.it<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">mauriziogalluzzo.it<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">A. Bacchia, L. Sorbi, &#8220;\u00ccNIN. La sostenibile leggerezza dell&#8217;essere. Scienza, arte e creazione quotidiana&#8221;, Collana Vocal Sound 9, 2008.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">A. Bacchia, M. Rossi, &#8220;\u00ccNIN, una nuova esperienza dell&#8217;Informazione: il salto quantico della mente&#8221;, Scienza e Conoscenza, n\u00b0 29, 2009.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Che cos&#8217;\u00e8 il suono e la psicoacustica? \u00a0 di Davide Fiscaletti &nbsp; &nbsp; Il suono pu\u00f2 essere interpretato sia come\u00a0fenomeno ondulatorio\u00a0nell&#8217;aria o in altri mezzi elastici (stimolo) sia come\u00a0eccitazione del meccanismo uditivo\u00a0che da luogo alla\u00a0percezione &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/suono-e-psicoacustica\/\" aria-label=\"Suono e Psicoacustica\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3639","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3639"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4950,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3639\/revisions\/4950"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}