{"id":3780,"date":"2024-04-12T09:16:01","date_gmt":"2024-04-12T07:16:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3780"},"modified":"2025-08-25T09:28:13","modified_gmt":"2025-08-25T07:28:13","slug":"mozart-effect-e-tecnica-effetto-sub-mozart","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/mozart-effect-e-tecnica-effetto-sub-mozart\/","title":{"rendered":"MOZART effect e tecnica effetto Sub-Mozart"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"SubMozart: Il fenomeno denominato &quot;Effetto Mozart&quot;\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/effetto_Mozart_effect_silent_sub.jpg\" alt=\"tecnologia Silent SubLiminal\" width=\"850\" height=\"374\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Effetto MOZART effect e tecnica Sub-Mozart<span class=\"rvts32\" style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 31.5px;\"><b>\u00a0<\/b><\/span><sup style=\"color: inherit; font-family: inherit;\">\u00a9<\/sup><\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts32\"><b>SubMozart:\u00a0<\/b><\/span><span class=\"rvts32\">Il fenomeno denominato &#8220;Effetto Mozart&#8221;\u00a0<\/span><span class=\"rvts32\">e la tecnologia Silent Sub Liminal HRM<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_3\">\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/brain.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"194\" title=\"\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts12\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/mozart_parsifal.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\">L&#8217;EFFETTO MOZART SECONDO PARSIFAL<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts12\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/mozart_a_medicina.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\">L&#8217;EFFETTO MOZART SECONDO L&#8217;ALTRA MEDICINA<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts12\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/silent-sub-technology-effetto-submozart.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\">LA SILENT SUB TECHNOLOGY<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts12\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/grafici_e_mozart.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\">GRAFICI E DIAGRAMMI<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts12\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/recensioni-effetto-mozart.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\">RECENSIONI SULL&#8217;EFFETTO MOZART<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts12\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/demo\/demo_e__mozart.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\">DEMO SULL&#8217;EFFETTO MOZART<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">testi compilati e supervisionati da Alan Perz, Ph.D.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>LA MUSICA COME ABILITA&#8217; COGNITIVA<\/b><\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Sappiamo che la musica aiuta a strutturare il pensiero ed il lavoro delle persone nell\u2019apprendimento delle abilit\u00e0 linguistiche, matematiche e spaziali; soprattutto l\u2019intelligenza musicale influisce sullo sviluppo emotivo, spirituale e culturale pi\u00f9 di altre intelligenze. Meno risaputo \u00e8 che la musica possa\u00a0<b>influenzare l\u2019organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale<\/b>: tale fenomeno viene denominato\u00a0<b>&#8220;effetto Mozart&#8221;<\/b>.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Uno dei maggiori studiosi del suono dal punto di vista medico,\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"http:\/\/www.tomatis.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alfred Tomatis<\/a>, dichiara che &#8220;Mozart \u00e8 un\u2019ottima madre, provoca il maggior effetto curativo sul corpo umano&#8221;.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Lo \u2018effetto Mozart\u2019 riesce ad agire essenzialmente come tecnica psicologica nella modificazione di problemi emotivi e pu\u00f2 modificare le varie patologie di cui \u00e8 affetto l\u2019essere umano: \u00e8 un\u2019eccellente tecnica di comunicazione ma anche un aiuto ad altre tecniche terapeutiche.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_4\">\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/drt2.jpg\" alt=\"\" width=\"155\" height=\"220\" title=\"\"><\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts8\">Dr. Alfred A. Tomatis (1920-2001)<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Prima di analizzare questo \u2018<b>effetto curativo musicale<\/b>\u2019 bisogna conoscere quali processi psicologici si innescano nella mente musicale, che rapporto sussiste tra musica e linguaggio e quali localizzazioni cerebrali sono specifiche delle abilit\u00e0 musicali.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Specificamente, i problemi psicologici insiti nella comprensione musicale, vanno affrontati in termini di\u00a0<b>processi cognitivi<\/b>\u00a0facendo riferimento all\u2019opera di\u00a0<b>John A. Sloboda<\/b>, psicologo sperimentale: egli analizza la componente cognitiva insita nella comprensione e nell\u2019apprezzamento di un fatto musicale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La sua attenzione \u00e8 rivolta alle\u00a0<b>ricerche empiriche<\/b>: analizza ci\u00f2 che gli individui riescono a compiere con la musica e non quello che dicono di fare. Viene studiato il comportamento dei musicisti nella vita reale e non il comportamento che si verifica in situazioni artificiose di laboratorio.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La psicologia dei processi cognitivi cerca di offrire un aiuto ai compositori per capire le basi mentali della loro attivit\u00e0: comprendere e spiegare caratteristiche fondamentali delle abilit\u00e0 musicali e dei meccanismi cognitivi insiti in esse.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il\u00a0<b>cognitivismo<\/b>\u00a0di\u00a0<b>Sloboda<\/b>\u00a0si riferisce ad una modellistica dei processi cognitivi in termini di rappresentazione delle conoscenze; sicuramente tale analisi rappresenta s\u00ec, un\u2019introduzione alla psicologia dei processi cognitivi ma, la musica viene ad essere un pretesto per analizzare i processi cognitivi impiegati in tutti i settori in cui l\u2019uomo si trova a contatto con il mondo e, quindi, non solo nell\u2019ambito musicale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si comprendono le strutture utilizzate per rappresentare la musica; tale processo di apprendimento \u00e8 concepito in due fasi: prima fase \u00e8 quella in cui si verifica l\u2019apprendimento, seconda fase e&#8217; quella in cui viene incoraggiata l\u2019aspirazione ad eccellere in una determinata abilit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Quindi, secondo il Nostro autore,\u00a0<b>le abilit\u00e0 musicali si costruiscono sulla base di capacit\u00e0 e tendenze innate<\/b>: troviamo prima un insieme comune di capacit\u00e0 primitive (nella nostra cultura occidentale, sino ai dieci anni di et\u00e0, il processo dominante \u00e8 quello dell\u2019acculturazione) poi subentra un bagaglio di esperienze che la cultura fornisce , con la crescita, ai bambini (infatti sono fondamentali, per lo sviluppo delle abilit\u00e0 musicali, sia l\u2019ambiente familiare che quello scolastico).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Pi\u00f9 i bambini sono esposti alla musica, prima di iniziare la scuola, e pi\u00f9 profondamente uno stadio di codificazione neurale li accompagner\u00e0 per tutta la vita.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Successivamente subentra l\u2019 influsso esercitato da un sistema cognitivo generale in trasformazione: la capacit\u00e0 di insegnare ad un bambino ad ascoltare, a prestare attenzione all\u2019inflessione e a contestualizzare suoni e parole \u00e8 stata trascurata dalla societ\u00e0 moderna; solo un ascolto attento e corretto consente di accedere allo \u2018Effetto Mozart\u2019.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Jean Piaget<\/b>, ne\u00a0<i>La naissance de intelligence chez l\u2019enfant<\/i>, asseriva che lo sviluppo cognitivo vada spiegato, in parte, in termini di sequenza ordinata e strutture cognitive generali; il tipo di apprendimento di cui siamo capaci a tutte le et\u00e0 \u00e8 dovuto al tipo di risorse cognitive che si posseggono, cio\u00e8 le caratteristiche generali del nostro bagaglio intellettuale a quell\u2019et\u00e0.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il bambino non \u00e8 in grado di compiere azioni padroneggiando determinati concetti, perch\u00e9 non ha in s\u00e9 alcune risorse cognitive per comprendere determinati enunciati.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Bisogna stare attenti alla possibilit\u00e0 di scoprire delle sequenze invarianti di sviluppo musicale; queste sequenze non dovrebbero tanto spiegare gli aspetti pi\u00f9 particolari del comportamento musicale, quanto i tipi di attivit\u00e0 musicali che si dovrebbero riscontrare alle varie et\u00e0, in virt\u00f9 delle capacit\u00e0 cognitive generali che richiedono.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019educazione vera e propria implica il fatto che l\u2019individuo, istruito, compia uno sforzo consapevole con lo scopo (scopo: condizione fondamentale dell\u2019apprendimento) di raggiungere degli obiettivi pi\u00f9 elevati. E\u2019 anche vero che, l\u2019uomo \u00e8 biologicamente predisposto ad eccellere in abilit\u00e0 cognitive specifiche: sussistono meccanismi per l\u2019acquisizione di queste abilit\u00e0.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si pu\u00f2 concludere affermando che, l\u2019educazione sembra contribuire ad un approfondimento delle conoscenze e ad un miglioramento dei risultati all\u2019interno di una certa abilit\u00e0 ma non abbia tanto delle implicazioni ampie per l\u2019intero sistema cognitivo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>IL LINGUAGGIO MUSICALE<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La musica possiede la capacit\u00e0 di\u00a0<b>convogliare<\/b>\u00a0i suoi significati emotivi: ci\u00f2 porta a pensare che la musica sia una\u00a0<b>sorta di linguaggio<\/b>.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Linguaggio e musica sono caratteristiche della specie umana e appaiono\u00a0<b>universali<\/b>\u00a0in tutti gli uomini; affermare tale universalit\u00e0 vuol dire che gli individui possiedono una capacit\u00e0 generale di acquisire una competenza linguistica e musicale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Quindi, dato che la musica \u00e8 &#8211; come il linguaggio &#8211; una attivit\u00e0 umana, si pu\u00f2 supporre che dall\u2019osservazione della sua struttura si riesca a dedurre qualcosa sulla\u00a0<b>natura della mente umana\u00a0<\/b>che riesce a produrla naturalmente e liberamente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Alcuni studiosi ritengono che le regole di una grammatica musicale siano i veri e propri procedimenti usati per generare musica. Ma la musica \u00e8 in grado di esprimere emozioni e, quindi, di comunicare? Oppure, essendo una manifestazione artistica, non \u00e8 capace di esprimere nulla?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tale diatriba, sin dai primi anni del \u2018900, terminava definendo la musica un &#8220;non-linguaggio&#8221;: nel linguaggio vengono articolate le parole per costruire frasi, mentre nella musica non \u00e8 semplice identificare qualcosa che corrisponda ad una parola.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il superamento di queste posizioni si \u00e8 avuto quando sono stati correttamente identificati i termini del problema: nel linguaggio esistono componenti minimali privi di significato (<b>fonemi<\/b>), che vengono utilizzati per creare componenti minimi che posseggono un significato (<b>morfemi<\/b>), i quali, a loro volta, vengono usati per formare parole e frasi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella musica si trovano le note che sono, in s\u00e9, prive di significato e che vengono usate per creare intervalli e accordi , cio\u00e8 il materiale utilizzato per strutturare temi e frasi musicali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si \u00e8 dovuto attendere sino all\u2019avvento degli studi semiotici sui segni dei vari linguaggi (proprio Sloboda ha compiuto approfonditamente tali studi) per comprendere meglio le relazioni fra il linguaggio comune e l\u2019arte dei suoni:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\">sia la musica che il linguaggio sono\u00a0<b>sistemi di comunicazione universali<\/b>\u00a0fra gli uomini;<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">entrambi i linguaggi usano, fondamentalmente, lo\u00a0<b>stesso canale uditivo-vocale<\/b>;<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">ambedue possono produrre un numero\u00a0<b>illimitato<\/b>\u00a0di frasi;<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">i\u00a0<b>bambini<\/b>\u00a0imparano tutti e due i linguaggi, esponendosi agli esempi prodotti dagli adulti;<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">esiste una\u00a0<b>forma scritta<\/b>;<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">in entrambi i linguaggi \u00e8 possibile distinguere una\u00a0<b>fonologia<\/b>\u00a0(componenti del linguaggio), una\u00a0<b>sintassi<\/b>\u00a0(le regole per combinare fra loro le componenti) e una\u00a0<b>semantica<\/b>\u00a0(attribuzione di significato ai prodotti del linguaggio).<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">Legame perpetuo tra musica e linguaggio pu\u00f2 essere suggerito da un\u2019analisi della suddivisione del cervello:\u00a0<b>il piano temporale<\/b>, situata nel lobo temporale della corteccia cerebrale \u00e8 l\u2019area del cervello che sembra essere associata all\u2019elaborazione del linguaggio e sembra anche che \u2018classifichi i suoni\u2019.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Non dobbiamo dimenticare che il fatto di\u00a0<b>vivere nel suono<\/b>\u00a0e, pi\u00f9 precisamente , nel suono prodotto dal linguaggio, imprime sempre piccoli segni sul sistema nervoso periferico: a seconda delle parole utilizzate, del timbro generato, sar\u00e0 interessata questa o quella parte del corpo; quindi possiamo considerare l\u2019immagine del corpo come\u00a0<b>conseguenza del linguaggio<\/b>; accettando tale idea, si pu\u00f2 sperare di rimodellare il corpo migliorando la parola.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Inoltre, sappiamo che alcune espressioni verbali non hanno nulla in comune col significato della musica, ma vengono associate a moduli ritmici per aiutare la memorizzazione; ci\u00f2 accade soprattutto nel caso di stili percussivi. Un esempio \u00e8 costituito dai suonatori di tamburo africani, i quali correlano, appunto, le sillabe ad alcuni suoni emessi dai tamburi: questi suoni, prodotti da strumenti, permettono la trasmissione di messaggi \u2018verbali\u2019 a notevole distanza. Ci\u00f2 dimostra che, presso alcune culture, il linguaggio \u00e8 imitato musicalmente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che &#8211; come affermava Sloboda &#8211; le aree cerebrali responsabili della musica sembrano avere una\u00a0<b>sovrapposizione parziale<\/b>, anche se incompleta, con quelle responsabili del linguaggio. La musica impiega un insieme distinto di risorse neurali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dove sta la verit\u00e0? l\u2019analogia linguistica non \u00e8 n\u00e9 vera n\u00e9 falsa, si adatta parzialmente al suo oggetto. L\u2019elemento vero \u00e8 la concezione in base a cui noi ci rappresentiamo nelle sequenze di elementi individuali, assegnando ad essi ruoli tematici in strutture astratte sottostanti, alcune delle quali presentano somiglianze reciproche; ci\u00f2 che determina o meno la vigilanza psicologica tra gli elementi \u00e8 il loro reciproco rapporto entro queste strutture.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>BIOLOGIA DEL PENSIERO MUSICALE<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le componenti delle abilit\u00e0 musicali, come di ogni altra abilit\u00e0 cognitiva, hanno precise localizzazioni cerebrali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019orientamento biologico della psicologia cerca di spiegare il comportamento umano in termini di operazioni del cervello e del sistema nervoso che sono, a loro volta, influenzati dalla costituzione genetica dell\u2019organismo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dobbiamo, prima di tutto, ricordare che ci\u00f2 che apprendiamo sono le strutture utilizzate per rappresentare la musica: esiste sia una forma di\u00a0<b>acculturazione educativa<\/b>, cio\u00e8 un apprendimento che avviene a seconda della esposizione, durante l\u2019infanzia, ai normali prodotti musicali della nostra cultura, sia un\u2019<b>educazione vera e propria<\/b>\u00a0che porta all\u2019acquisizione di abilit\u00e0 specializzate. Le influenze, sia biologiche che sociali, sono ovviamente comprese in una spiegazione completa della condotta umana.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Quali, quindi, i fattori responsabili delle differenze culturali musicali? Esiste una base biologica per le origini della musica nella nostra specie? La composizione musicale ha una funzione biologica?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tali quesiti possono essere analizzati mettendo in evidenza le differenze che sussistono tra la cultura scritta e quella orale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella cultura orale, le uniche guide sono le conoscenze attuali e la memoria.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per molte persone, la scrittura viene ad essere fondamentale che la realt\u00e0 \u00e8, sotto molti aspetti, mediata dalle loro notazioni; quel che pu\u00f2 essere scritto e conservato \u00e8 giusto e definitivo: nella cultura scritta, la memoria di una persona viene giudicata sulla base della registrazione scritta.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sfortunatamente, molte persone alfabetizzate ritengono che la vita o le conoscenze di una cultura che si basa sulla scrittura siano, in un certo senso, superiori a quelle di una cultura orale; per contro, sarebbe pi\u00f9 corretto sostenere che la cultura orale e quella alfabetizzata sono differenti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La nostra scrittura alfabetica pu\u00f2 portare ad un impoverimento della comunicazione: non \u00e8 in grado di preservare informazioni significative nel ritmo, intonazione, tono e gesti, mentre riesce a custodire le informazioni fonetiche.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nelle culture orali, la musica viene trasmessa da un individuo all\u2019altro ed \u00e8 soggetta, come le conoscenze verbali, a variazioni nel tempo: all\u2019interno di una cultura orale una esecuzione, spesso, non \u00e8 uguale a quella precedente. In una cultura orale \u00e8 impossibile che si possa ottenere lo stesso tipo di conoscenze che si traggono da determinati brani, dopo ripetuti esami delle partiture, o ripetuti ascolti della stessa registrazione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ma, nonostante tutte queste differenze, sussistono basi cognitive universali per la musica, che trascendono le singole culture? Anche se la tonalit\u00e0 non \u00e8 assolutamente universale, i concetti di scala e di tonica, hanno delle analogie formali in molte culture.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Inoltre, sembra che la suddivisione delle scale in gradi segua dei principi comuni nella maggior parte delle culture.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si \u00e8 affermato che le componenti delle abilit\u00e0 musicali hanno\u00a0<b>precise localizzazioni cerebrali<\/b>: alcune ricerche hanno portato alla conclusione che le funzioni intellettuali sarebbero localizzate in aree differenti del cervello.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Mozart.jpg\" alt=\"\" width=\"163\" height=\"186\" title=\"\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La musica di\u00a0<b>Wolfgang Amadeus\u00a0 Mozart<\/b>\u00a0(1756-1791 foto a lato) aiuta ad organizzare i circuiti neuronali di alimentazione nella corteccia cerebrale, soprattutto rafforzando i\u00a0<b>processi creativi<\/b>\u00a0dell\u2019emisfero destro associati al ragionamento spazio-temporale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sembra possibile che le attivit\u00e0 cerebrali di un individuo si dissolvano, lasciando intatto il suo intelletto musicale. Intervenendo sull\u2019emisfero sinistro, si provocano disturbi del linguaggio; mentre si causano danni al canto, agendo sull\u2019emisfero destro. In realt\u00e0 la musica racchiude sotto-abilit\u00e0 logicamente indipendenti: non dobbiamo dimenticare che una regione di un emisfero cerebrale \u00e8 qualcosa di molto ampio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Attraverso vari studi si \u00e8 giunti alla conclusione che, anche se le lesioni all\u2019emisfero destro danneggiano quasi sempre le funzioni musicali, le lesioni all\u2019emisfero sinistro hanno quasi sempre gli stessi esiti. Quindi \u00e8 semplicistico affermare che la musica si trova nell\u2019emisfero destro: le attivit\u00e0 musicali sono dissociabili e soggette a danni specifici, come quelle del linguaggio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Significativa \u00e8 l\u2019affermazione del musicologo tedesco\u00a0<b>H. Schenker<\/b>, secondo cui a livello profondo, tutte le buone composizioni musicali , rivelano lo stesso tipo di struttura delle composizioni verbali, riuscendo a mostrare, almeno in parte, la natura affine delle intuizioni verbali e musicali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Non dobbiamo dimenticare, nell\u2019analisi biologica del pensiero musicale, il ruolo cardine svolto dall\u2019orecchio o, meglio, dalle orecchie: come l\u2019emisfero destro e quello sinistro operano in maniera diversa, cos\u00ec fa ciascuna delle orecchie.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>L\u2019orecchio destro \u00e8 dominante<\/b>\u00a0perch\u00e9 \u00e8 in grado di trasmettere gli impulsi uditivi ai centri del cervello che regolano il linguaggio in maniera pi\u00f9 veloce di quello sinistro; gli impulsi nervosi che derivano dall\u2019orecchio destro raggiungono direttamente il cervello sinistro dove si trovano i centri del linguaggio, mentre gli impulsi nervosi dell\u2019orecchio sinistro, compiono un viaggio pi\u00f9 lungo attraverso il cervello, che non possiede centri del linguaggio corrispondenti, e poi ritornano al cervello sinistro.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Potremmo definire l\u2019orecchio il\u00a0<b>direttore d\u2019orchestra<\/b>\u00a0dell\u2019intero sistema nervoso. L\u2019orecchio integra le informazioni fornite dal suono e organizza il linguaggio.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Infatti il linguaggio, come elemento fondante dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo, non pu\u00f2 essere analizzato e studiato se non si tiene presente il ruolo determinante svolto dall\u2019udito: \u00e8 grazie all\u2019udito che \u00e8 stato possibile all\u2019uomo, costruire il linguaggio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Tomatis_small.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"135\" title=\"\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Anche\u00a0<b>Alfred Tomatis<\/b>\u00a0considera l\u2019orecchio l\u2019organo chiave nello sviluppo totale dell\u2019uomo: permette a tutto il corpo di diventare &#8220;<b>un\u2019antenna ricettrice che vibra all\u2019unisono con la fonte del suono<\/b>&#8220;.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019orecchio risulta essere fondamentale per comprendere l\u2019evoluzione dell\u2019uomo: rappresenta anche la chiave per capire come possa essere utilizzato lo \u2018<b>effetto Mozart<\/b>\u2019.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ma l\u2019organo dell\u2019udito non presiede soltanto la facolt\u00e0 di udire, ma anche la capacit\u00e0 di ascoltare; sappiamo che\u00a0<b>non occorre sentire per ascoltare<\/b>, infatti parecchi musicisti famosi, del passato, erano sordi e, anche se non erano in grado di sentire con le orecchie, potevano percepire codici e schemi ritmici grazie a vibrazioni che percepivano con le mani e altre parti del corpo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Importante notare come la funzione dell\u2019ascolto sia direttamente collegata alla concentrazione della memoria, alle condizioni psicologiche, alla consapevolezza, alla comunicazione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La nostra societ\u00e0 si preoccupa troppo dell\u2019intelligenza: esami di ammissione all\u2019Universit\u00e0, colloqui di lavoro privilegiano il pensiero lineare dell\u2019emisfero sinistro; tali abilit\u00e0 sono essenziali, ma possono non essere cos\u00ec basilari come la capacit\u00e0 di ascoltare e di parlare.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Se sussiste l\u2019incapacit\u00e0 di\u00a0<b>saper ascoltare<\/b>\u00a0si pu\u00f2 verificare l\u2019incapacit\u00e0 di progredire verso sofisticate tecniche di apprendimento.\u00a0<b>Sviluppare un ascolto corretto \u00e8 il segreto per accedere allo \u2018effetto Mozart\u2019\u00a0<\/b>.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>MUSICA E INTELLIGENZA SPAZIO-TEMPORALE<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019 &#8220;effetto Mozart&#8221; \u00e8 in grado di far risaltare, migliorando, le abilit\u00e0 cognitive dell\u2019individuo, attraverso lo sviluppo del ragionamento spazio-temporale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dobbiamo prendere atto che, a\u00a0<b>prescindere dai gusti<\/b>, la musica di Mozart rilassa, migliora la percezione spaziale e permette di esprimersi pi\u00f9 chiaramente, comunicando sia col\u00a0<b>cuore<\/b>\u00a0che con la\u00a0<b>mente<\/b>; inoltre le aree creative del cervello vengono stimolate dalla melodia e dal ritmo del grande compositore.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Attraverso la musica mozartiana si pu\u00f2 aiutare a sviluppare, a compensare, a restituire carenze dovute a danni: le parti indenni del cervello hanno riserve dalle quali l\u2019organismo pu\u00f2 ricavare questi elementi sostitutivi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Inoltre, nel mondo contemporaneo la musica rappresenta un sistema di comunicazione ed un linguaggio di grandissima diffusione e, soprattutto, &lt;&lt;<b>\u00a0music is a window into higher brain function<\/b>\u00a0&gt;&gt;.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Sappiamo come l\u2019esperienza sonora, durante la prima fase della vita e come l\u2019uso dei linguaggi musicali, per la loro esperienza strutturante, stimolino l\u2019intelligenza e la personalit\u00e0.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La musica \u00e8 un linguaggio non meno importante di quello visivo, corporeo o verbale, in grado di esprimere idee, concetti, sentimenti propri di ogni individuo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">E\u2019 indispensabile fornire i bambini gli strumenti idonei per conoscere, sperimentare, analizzare con pensiero critico la realt\u00e0 sonora e musicale, in cui sono inseriti. La mente infantile \u00e8 dotata di \u2018meccanismi\u2019 che la portano ad\u00a0<b>imitare l\u2019adulto<\/b>\u00a0e tali trasformazioni della mente dipendono dal modo diretto con cui interagiamo da piccoli col mondo che ci circonda, interazioni che non sono attivit\u00e0 cognitive \u2018pure\u2019 ma che prendono forma a partire da attivit\u00e0 di base quale i movimenti, le sensazioni, le emozioni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il bambino, come sostiene\u00a0<b>Shimchi Suzuki<\/b>\u00a0, fondatore della &lt;&lt;School for talent education&gt;&gt; in Giappone, possiede un\u00a0<b>potenziale infinito<\/b>.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Proprio come i bambini imparano\u00a0<b>naturalmente<\/b>\u00a0la lingua materna, cos\u00ec la musica \u00e8 altrettanto a diretto contatto con il cervello , quindi l\u2019educazione musicale pu\u00f2 formare e modellare il cervello.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Suzuki in\u00a0<i>Nurtured by Love,\u00a0<\/i>uno dei suoi principali scritti, sostiene che attraverso l\u2019imitazione si possa insegnare ai bambini che bisogna permettere alle abilit\u00e0 di espressione di maturare e sbocciare durante l\u2019infanzia; un\u2019educazione musicale infantile precoce porta ad effetti significativamente positivi sul cervello e sull\u2019apprendimento.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il bambino vive in un mondo caratterizzato dalla\u00a0<b>presenza simultanea di stimoli sonori moderni<\/b>, il cui disorganico sovrapporsi pu\u00f2 comportare il rischio sia di una\u00a0<b>diminuzione<\/b>\u00a0della attenzione e dell\u2019interesse per il mondo dei suoni, sia di un atteggiamento di ricezione soltanto\u00a0<b>passiva<\/b>.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Non dobbiamo dimenticare che, ancora prima di nascere, il piccolo vive esperienze sonore \u2013 musicali, percependo, voci, rumori, suoni e musiche che provengono dall\u2019ambiente circostante.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019orecchio del bambino, gi\u00e0 a tre anni \u00e8 sensibile alla dinamica, al colore timbrico, al riverbero ambientale e alla dislocazione delle sorgenti nello spazio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel numero di \u2018<b>Newsweek<\/b>\u2019 del 19\/02\/96, venne pubblicato un servizio dal titolo &lt;&lt;Your child brain &gt;&gt; (il cervello del tuo bambino) dove vennero riportati i risultati di numerosi studi compiuti in vari istituti di ricerca e Universit\u00e0 americane, sulle modificazioni che si realizzano nel cervello di un bambino che sia precocemente avviato all\u2019uso dei linguaggi musicali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Di particolare interesse sono i risultati di ricerche compiute da\u00a0<b>Gordon Shaw<\/b>, presso la Irvine University della California dove, a gruppi di bambini della scuola materna, sottoposti a test specifici per la determinazione del\u00a0<b>Quoziente Intellettivo<\/b>, sono state impartite lezioni di canto e di piano.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dopo sei mesi di insegnamento della tastiera del pianoforte, questi piccoli ottenevano un miglioramento, un accrescimento straordinario del ragionamento spaziale-temporale rispetto ad altri fanciulli che non avevano svolto attivit\u00e0 musicali; inoltre l\u2019effetto ottenuto durava molti giorni e le implicazioni istruttive erano rilevanti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Gordon Shaw nel suo libro\u00a0<i>Keeping Mozart in Mind\u00a0<\/i>, cita un esperimento pilota che \u00e8 risultato essere particolarmente significativo per verificare l\u2019intelligenza in bambini in et\u00e0 prescolare: veniva presentato un puzzle da costruire ai bambini, i quali entro un determinato periodo di tempo dovevano ricomporlo; inoltre veniva richiesto loro di formare mentalmente l\u2019immagine dell\u2019oggetto completato e di ruotare i pezzi del puzzle per confrontarli e accoppiarli. Tale performance venne facilitata mettendo insieme i pezzi secondo ordini ben definiti. Tale esperimento era servito per delineare la natura spazio-temporale dell\u2019esperimento.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il team dell\u2019<b>Universit\u00e0 della California<\/b>, attraverso queste ricerche sperimentali, vuole cercare di ribadire che la musica \u00e8 in grado di stimolare i modelli interni del cervello favorendone l\u2019impiego in ragionamenti complessi; Inoltre questi studiosi hanno dimostrato che esistono relazioni\u00a0<b>causa-effetto<\/b>\u00a0tra ascolto musicale e capacit\u00e0 di ragionamento.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">E\u2019 noto che gli apprendimenti pi\u00f9 strutturati, cio\u00e8 quelli che determinano la creazione dei circuiti cerebrali funzionali di base, sono tipici delle prime fasi dell\u2019esistenza. Gordon Shaw sostiene che, una condizione necessaria per comprendere l\u2019apprezzamento della musica da parte del bambino \u00e8 riuscire ad ipotizzare che il repertorio di modelli impliciti e sequenze relative sia presente sin dalla nascita.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Possiamo affermare che, nell\u2019evoluzione di un individuo, esistono dei periodi \u2018caldi\u2019, cio\u00e8 dei larghissimi \u2018ponti di apprendimento\u2019 tra l\u2019ambiente e l\u2019individuo e delle \u2018finestre\u2019, durante i quali si attivano processi di maturazione neurologica e mentale del tutto particolari.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Caratteristiche di questo periodo sono:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\"><b>rapidit\u00e0<\/b>\u00a0con cui i processi cognitivi avvengono;<\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><b>stabilit\u00e0<\/b>\u00a0degli apprendimenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ogni tipo di apprendimento ha una sua specifica finestra che occupa un periodo di tempo pi\u00f9 o meno ampio, trascorso il quale la finestra si restringe enormemente e il processo di apprendimento si raffredda.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Riuscire a rafforzare e ad accelerare l\u2019apprendimento e la memoria \u00e8 stato sicuramente lo scopo dell\u2019opera e del metodo del Dottor\u00a0<b>Georgi Lozanov<\/b>, psicologo bulgaro, il cui studio sulla suggestione (&lt;&lt;<b>Suggestopedia<\/b>&gt;&gt; il nome del suo metodo), tramite immagini e rilassamento ha creato una delle pi\u00f9 valide metodologie mente\/corpo; la sua tecnica \u00e8 riuscita ad apportare innovazioni creative nei programmi didattici in Europa.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un altro grande ricercatore,\u00a0<b>Zoltan Kodaly<\/b>\u00a0\u00e8 del parere che l\u2019effetto della musica \u00e8 cos\u00ec forte nella formazione della persona che ne\u00a0<b>influenza l\u2019intera personalit\u00e0<\/b>. La musica modella l\u2019intero carattere del bambino, rendendolo equilibrato, disciplinato, indipendente, creativo felice, in armonia, perci\u00f2, con i concetti educativi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Tutto ci\u00f2 che si \u00e8 affermato, sino ad ora, vuole dimostrare la fondatezza della validit\u00e0 dello &#8220;effetto Mozart&#8221; e tutto deve essere supportato dal citare, attraverso esempi, i molteplici esperimenti compiuti da studiosi.<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sicuramente non possiamo dimenticare di rammentare l\u2019esperimento effettuato , nel 1993, da\u00a0<b>Gordon Shaw e Frances Rauscher<\/b>, pubblicato sulla rivista scientifica \u2018\u00a0<b>Nature<\/b>\u2019 che ha permesso ai due studiosi di \u2018salire alla ribalta\u2019 della ricerca e sperimentazione: 84 studenti appartenenti ad un collegio parteciparono ad una delle tre condizioni per la durata di 10 minuti ; il primo gruppo ascolt\u00f2 la &lt;&lt;Sonata per due pianoforti in D maggiore&gt;&gt; di Mozart, il secondo gruppo ascolt\u00f2 una cassetta di musica rilassante, il terzo gruppo non ascolt\u00f2 musica (silenzio). Questi giovani partecipanti all\u2019esperimento completarono poi una prova di ragionamento spaziale tratta dal test di intelligenza &lt;&lt;Stanford-Binet&gt;&gt;. I risultati indicarono che gli studenti che avevano ascoltato il pezzo di Mozart ,avevano ottenuto risultati di 8\/9 punti pi\u00f9 alti di quelli che nelle altre due condizioni. Tale effetto aveva, per\u00f2, una durata di soli 10, 15 minuti. L\u2019esito di tale esperimento \u00e8 stato visto come un ulteriore passo avanti per l\u2019affermazione dell\u2019 &lt;&lt; effetto Mozart &gt;&gt;, come causa determinante nei processi di apprendimento.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/speech.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"167\" title=\"\"><\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Vari esperimenti furono effettuati anche utilizzando\u00a0<b>animali<\/b>, con lo scopo di costruire un modello animale: alcuni ratti, sottoposti a musica complessa eseguivano meglio labirinti spaziali rispetto a ratti esposti a musica minimalista,\u00a0<b>suono bianco<\/b>\u00a0o silenzio.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tutti questi risultati rappresentano l\u2019<b>inizio<\/b>, piuttosto che la fine della storia di come la musica possa migliorare la maniera dei nostri pensieri, ragionamenti e creazioni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il potere della musica di Mozart \u00e8 stato, quindi, evidenziato grazie a ricerche innovative, le quali hanno portato alla conclusione che il rapporto tra musica e il ragionamento spaziale (secondo il pedagogista\u00a0<b>Howard Gardner<\/b>\u00a0sia la musica che il ragionamento si trovano in relazione) \u00e8 cos\u00ec forte che il semplice ascolto della musica mozartiana pu\u00f2 fare la differenza: potremmo paragonare tale effetto &#8220;ad una stele di Rosetta&#8221; per il codice o linguaggio interno delle funzioni cerebrali pi\u00f9 alte.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Proprio l\u2019insieme delle opere del grande compositore sarebbe diventata la \u2018pietra filosofale\u2019 \u2013 la\u00a0<b>chiave universale<\/b>\u00a0\u2013 per attingere ai poteri curativi e stimolanti di musica e suono.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ma non dobbiamo dimenticare, come afferma il grande psicologo Gordon Shaw, che l\u2019individuo \u00e8 nato con molte strutture cerebrali. Insite nel cervello troviamo una lingua e una grammatica con le quali si \u00e8 nati e che permettono di compiere funzioni elevate del cervello come combinazione matematica e gioco degli scacchi: in poche parole\u00a0<b>l\u2019uomo possiede un cervello con abilit\u00e0 innate<\/b>\u00a0per riconoscere modelli nello spazio e nel tempo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In che modo la musica rinforza l\u2019intelletto, aumentando l\u2019apprendimento? Le preferenze musicali dei bambini sono fissate nel cervello o determinate culturalmente? Queste sono alcune delle domande che scienziati, ricercatori prendono in esame quando si pongono la domanda:<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>perch\u00e9 funziona &lt;&lt; l\u2019Effetto Mozart &gt;&gt;?<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un accenno di risposta a tali quesiti potrebbe essere seguire lo sviluppo neurologico durante l\u2019infanzia.(E\u2019 bene rammentare che le abitudini cognitive assunte in et\u00e0 infantile ed adolescenziale hanno molta influenza durante tutta la vita).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019apprendimento, sino allo sviluppo di un\u2019evoluzione cerebrale durante gli anni della scuola elementare, si manifesta attraverso movimento e associazioni emotive. Infatti, verso i 2\/3 anni il cervello comincia a fondersi con il corpo, nel camminare, ballare e sviluppare un senso di ritmo fisico. Vero progresso neurale si verifica fra i 7 e gli 11 anni: il bambino sviluppa abilit\u00e0 pi\u00f9 complesse: ascoltare, elaborare informazioni visive, coordinare il movimento nel cervello e nella mente; le vie uditive rinforzano il linguaggio e l\u2019ascolto.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In questo stadio, il ponte fra la parte sinistra e destra del cervello, chiamato\u00a0<b>corpo calloso<\/b>, si sviluppa completamente, permettendo ad entrambi gli emisferi cerebrali di essere in grado di rispondere contemporaneamente ad un evento. La maturazione della capacit\u00e0 della corteccia cerebrale fa s\u00ec che l\u2019emisfero destro e quello sinistro acquistino delle specificit\u00e0:l\u2019<b>emisfero sinistro<\/b>\u00a0\u00e8 quello deputato al controllo delle capacit\u00e0 linguistiche, mentre l\u2019<b>emisfero destro<\/b>\u00a0\u00e8 competente nell\u2019analisi degli insiemi della musicalit\u00e0 e delle dimensioni spazio-temporali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Potremmo affermare che tra i due emisferi ci sia una\u00a0<b>differenza di ruoli<\/b>\u00a0netta, cui corrispondono due diversi modi di giungere alla comprensione della realt\u00e0: il sinistro sovrintende alla logica, il destro procede per analogia.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Verso i 15 anni comincia a svilupparsi la\u00a0<b>consapevolezza<\/b>\u00a0di s\u00e9 e, discipline quali musica, arte, educazione fisica, sono importanti per completare l\u2019integrazione corpo\/mente. Ovviamente, alla fine dell\u2019adolescenza, il cervello continuer\u00e0 a svilupparsi sino ai primi anni dell\u2019et\u00e0 adulta.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Non dobbiamo dimenticare che la maggiore facilit\u00e0 di apprendimento dei giovani rispetto agli adulti, va attribuita ai\u00a0<b>meccanismi di plasticit\u00e0<\/b>\u00a0della corteccia cerebrale; inoltre oggi i ragazzi ricevono, dai media, molti pi\u00f9 input che i propri padri: il quoziente intellettivo sale costantemente, addirittura di qualche punto ogni dieci anni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Abbiamo ribadito che, determinata musica pu\u00f2 migliorare la capacit\u00e0 del cervello di percepire il mondo fisico, formare immagini mentali e osservare i cambiamenti negli oggetti. Quindi,\u00a0<b>la musica pu\u00f2 influire sul modo in cui percepiamo lo spazio intorno a noi<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si pu\u00f2 ipotizzare che l\u2019ascolto della musica mozartiana sia in grado di \u2018<b>organizzare<\/b>\u2019 i circuiti neuronali di alimentazione nella corteccia cerebrale, soprattutto rafforzando i processi creativi dell\u2019emisfero destro associati al ragionamento spazio-temporale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ma\u00a0<b>perch\u00e9 proprio la musica di Mozart risulta essere la pi\u00f9 adatta?<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Come \u00e8 stato dimostrato dagli studiosi dell\u2019Universit\u00e0 di Irvine certa musica pu\u00f2 apportare miglioramenti alla capacit\u00e0 del cervello di percepire il mondo fisico, formare immagini mentali e accorgersi dei cambiamenti negli oggetti. In altre parole, la musica pu\u00f2 influire sul modo in cui si percepisce lo spazio intorno a noi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Gordon Shaw spieg\u00f2 di aver scelto tale musica per i loro esperimenti, perch\u00e9 il grande musicista componeva in giovane et\u00e0 e sfruttava il repertorio inerente i modelli di fissazione spazio-temporale nella corteccia (ndr. di conseguenza la musica di Mozart \u00e8 ricca di\u00a0<b>alte frequenze<\/b>).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8220;I suoni ad\u00a0<b>alta frequenza<\/b>\u00a0danno energia al cervello, mentre i suoni a bassa frequenza gli sottraggono energia, lo depauperano. L&#8217;energia cerebrale \u00e8 direttamente collegata all&#8217;intelligenza. Uno studio a questo proposito ha evidenziato che ascoltare Mozart per solo dieci minuti pu\u00f2 far aumentare temporaneamente il quoziente di intelligenza (QI) di nove punti. Nella zona dei suoni ad alta frequenza della coclea, le cellule sensoriali sono pi\u00f9 numerose di quelle della zona dei suoni a basse frequenze.\u00a0<b>Tomatis<\/b>\u00a0ha notato che quando il cervello viene ben\u00a0<b>caricato di potenziale elettrico dai suoni ad alta frequenza<\/b>, si ha un netto potenziamento della capacit\u00e0 di apprendere, concentrarsi, risolvere un problema, organizzarsi e lavorare per lunghi periodi di tempo senza accusare stanchezza&#8221;.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Quali i luoghi del cervello, indicati nei processi spaziali , specifici dell\u2019arricchimento musicale?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per rispondere apriamo una parentesi per dire, schematicamente, quali siano le maggiori suddivisioni della corteccia e spiegare le loro funzioni generali:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\"><b>Frontale<\/b>: linguaggio, movimento.<\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><b>Parietale<\/b>: sensi, percezione spaziale.<\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><b>Temporale<\/b>: memoria, vista.<\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><b>Occipitale<\/b>: vista.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Indi, sebbene funzioni del cervello pi\u00f9 alte come, ad esempio, musica e ragionamento spaziale-temporale dipendano fondamentalmente da regioni localizzate e specifiche della corteccia, tutte le abilit\u00e0 cognitive pi\u00f9 alte utilizzano una serie elevata dell\u2019area corticale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Sembra che esista, sino ad oggi, un unico gene,\u00a0<b>Emx-2<\/b>, in grado di influenzare la suddivisione delle aree funzionali della corteccia cerebrali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tale gene \u00e8 stato scoperto dall\u2019Equipe dell\u2019<b>Ospedale San Raffaele di Milano<\/b>: nel 1990 \u00e8 stato \u2018rinvenuto\u2019 il gene che progetta e costruisce la corteccia cerebrale, gene Emx-2, piccolo frammento del Dna, che regola l\u2019area del cervello in cui ha sede il pensiero astratto.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La corteccia cerebrale \u00e8 divisa in aree funzionali specifiche: nell\u2019uomo c\u2019\u00e8 quella per progettare il movimento, quella per eseguirlo, quella della parola pronunciata e quella della parola ascoltata; esistono poi aree associative che coordinano tutte le altre. Queste, sede del pensiero astratto, si trovano nella parte anteriore (frontale) della corteccia, mentre nella parte posteriore si trovano le aree visive.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il gene Emx-2 controlla la suddivisione di queste aree.\u00a0<b>Non tutti gli individui<\/b>\u00a0posseggono tale \u2018elemento\u2019 e, conseguentemente hanno le aree del pensiero astratto pi\u00f9 sviluppate di quelle uditive, in una parola \u2018<b>capiscono di pi\u00f9 ma sentono di meno<\/b>\u2019 situazione in cui grandi musicisti quali, ad esempio,\u00a0<b>Beethoven<\/b>\u00a0sono venuti a trovarsi ma non per questo motivo hanno perso il loro \u2018<b>orecchio musicale<\/b>\u2019.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si pu\u00f2 concludere dicendo che l\u2019intelligenza pu\u00f2 essere intesa come\u00a0<b>abilit\u00e0 di adattamento<\/b>\u00a0e quindi, non \u00e8 difficile accettare, sempre facendo riferimento al concetto di &lt;&lt; intelligenze multiple &gt;&gt;, &lt;&lt;l\u2019intelligenza musicale, intesa come gestione a vari livelli nervosi centrali (midollo spinale, tronco encefalitico [\u2026] strutture neocorticali) del ricevimento e dell\u2019invio dell\u2019informazione musicale&gt;&gt;.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">con estratti da sussidiario.it, adattamento e compilazione di Alan Perz<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts32\"><b>Effetto Mozart, ma allora esiste?<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">da L&#8217;Altra Medicina Magazine &#8211; 28 Giugno 2015<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Se ne parla da molti anni, la musica di Mozart avrebbe una marcia in pi\u00f9, tanto da essere proposta per lo sviluppo cognitivo dei bambini. Ora c\u2019\u00e8 una novit\u00e0, italiana.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tanti studi, polemiche e posizioni contrapposte. Eppure usando un particolare tipo di analisi dell\u2019elettroencefalogramma (EEG) effettivamente la musica di Amadeus un effetto sulle facolt\u00e0 cognitive sembra proprio averlo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si tratta di uno studio condotto da un team di ricercatori della Sapienza di Roma, appena pubblicato su Conscious Cognition (Verrusio W et al. 2015; 35: 150-5). Il tipo di musica sembra fare la differenza: rispetto a Beethoven (con \u2018Per Elisa\u2019), Mozart attiva la frequenza alfa del cervello: \u00e8 quella associata ai pattern cerebrali delle funzioni mnemoniche, della cognizione e della capacit\u00e0 di risolvere problemi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per curiosit\u00e0, di che brano si tratta?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il brano \u00e8 stato fatto ascoltare a giovani e anziani, alcuni dei quali con deficit cognitivi. Si tratta della Sonata per due pianoforti K448, composta da Wolfgang Amadeus nel 1781 (nell\u2019immagine ritratto da bambino).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Breve storia dell\u2019Effetto Mozart<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019Effetto Mozart \u00e8 stato identificato nel 1993 dalla psicologa Frances Rauscher e dal fisico Gordon Shaw in un seminale lavoro su Nature (Nature 1993; 365: 611). Il brano sperimentato era sempre la Sonata K448. Molti neuroscienziati e psicologi si sono interessati a questo effetto. Ma si \u00e8 detto che, non tanto Mozart, quanto la buona musica in generale fosse in grado di migliorare le facolt\u00e0 cognitive.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Infatti, si \u00e8 visto che l\u2019ascolto della musica pu\u00f2 essere utile ai pazienti colpiti da varie condizioni, dalle malattie cardiovascolari, al dolore, alla demenza. Con ricadute anche sull\u2019efficienza del sistema immunitario.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ma alcune musiche sono meglio di altre o no? Si registrano continuamente novit\u00e0. Le composizioni del genio austriaco comportano benefici su alcuni tipi di epilessia (Dastgheib et al. Curr Neurol Neurosci Rep. 2014 Jan;14(1):420). E pochi giorni fa un altro studio italiano, dell\u2019universit\u00e0 di Salerno e Perugia, suggerisce che i pazienti epilettici, refrattari alle terapie convenzionali, siano pi\u00f9 protetti dagli attacchi che risultano dimezzati, il ch\u00e9 \u00e8 un grande risultato. Ancora con la Sonata K448. Dormono anche meglio di notte e si sentono pi\u00f9 in forma durante il giorno (Coppola G et al. Epilepsy Behav. 2015 Jun 18;50:18-22).<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts32\"><b>Adesso c\u2019\u00e8 la prova: la musica di Mozart pu\u00f2 \u201ccurare\u201d<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts64\">da ibsafoundation.org &#8211; 1 ottobre 2020<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019hanno chiamato\u00a0<b>effetto Mozart<\/b>, perch\u00e9 nei test \u00e8 proprio la musica del genio salisburghese a essere maggiormente utilizzata. Di cosa si tratta?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019effetto Mozart \u00e8 il\u00a0<b>giovamento<\/b>\u00a0che l\u2019ascoltare musica con particolari caratteristiche \u2013 come quella del compositore austriaco, appunto \u2013 pu\u00f2 avere su alcuni\u00a0<b>eventi<\/b>\u00a0<b>cerebrali<\/b>\u00a0e, soprattutto, sulle\u00a0<b>crisi epilettiche<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Finora l\u2019effetto Mozart non era mai stato preso troppo sul serio (anzi, veniva giudicato con scetticismo da molti medici), perch\u00e9 si pensava, spesso, che si trattasse soltanto di una sorta di placebo, e perch\u00e9 gli studi effettuati avevano quasi sempre coinvolto piccoli numeri di persone, ed erano stati condotti con protocolli molto diversi fra loro e non sempre rigorosi. Ma ora tutto questo sembra destinato a cambiare, e l\u2019<b>ascolto di musiche\u00a0<\/b>con specifiche tonalit\u00e0 e frequenze potrebbe entrare a far parte di protocolli integrati per la\u00a0<b>gestione<\/b>\u00a0<b>proprio dell\u2019epilessia<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il merito \u00e8 di una\u00a0<b>metanalisi<\/b>, cio\u00e8 di una rivalutazione sistematica, con metodi accurati, di numerose ricerche su questo tema, condotta da un team coordinato da Federico Sicca e Gianluca Sesso dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I risultati sono stati presentati al congresso del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ecnp.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Collegio Europeo di Neuropsicofarmacologia<\/a>\u00a0e pubblicati sulla rivista scientifica\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S1388245720301486?via=ihub\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Clinical Neurophysiology<\/a>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I ricercatori hanno preso in esame ben 147 studi, tutti sugli effetti della musica di Mozart, pubblicati nel corso degli anni, fino a oggi. Questo materiale \u00e8 stato sottoposto a diversi tipi di valutazioni (in base a linee guida internazionalmente riconosciute, chiamate PRISMA, ovvero \u201cPreferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyzes\u201d), per verificare se gli effetti ottenuti fossero misurabili, riproducibili e in definitiva attendibili.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il risultato finale lascia pochi dubbi: i ricercatori italiani hanno potuto confermare che l\u2019<b>ascolto della musica\u00a0<\/b>di Mozart, soprattutto su\u00a0<b>base giornaliera<\/b>, porta a una\u00a0<b>significativa riduzione\u00a0<\/b>dellecrisi epilettiche\u00a0e anche a una minore frequenza di attivit\u00e0 cerebrali anomale nei pazienti epilettici (chiamate scariche epilettiformi interictali, che sono comunemente osservate in questi malati).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Gli effetti variano, naturalmente, da persona a persona e dipendono dai brani prescelti, ma gli studiosi dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa affermano che la musica di Mozart, se viene ascoltata\u00a0<b>quotidianamente<\/b>\u00a0e per un\u00a0<b>periodo prolungato<\/b>, pu\u00f2\u00a0<b>ridurre dal 31 al 66% l\u2019intensit\u00e0 e la frequenza delle crisi epilettiche<\/b>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Perch\u00e9 avviene questo? \u00abI meccanismi dell\u2019effetto Mozart sono ancora poco conosciuti \u2013 ha spiegato Gianluca Sesso. \u2013 Ovviamente anche altri tipi di musica possono avere un effetto simile, ma si pu\u00f2 pensare che le sonate di Mozart abbiano\u00a0<b>strutture ritmiche<\/b>\u00a0ben definite, e particolarmente\u00a0<b>adatte a interagire con l\u2019epilessia<\/b>. Possiamo ipotizzare che tutto questo coinvolga diverse\u00a0<b>aree cerebrali<\/b>, ma nuovi studi saranno necessari per identificarle\u00bb.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Quando si capiranno meglio i dettagli, la musica potr\u00e0 entrare a far parte di terapie multidisciplinari di cui potrebbero beneficiare molti pazienti: si stima che nel mondo una persona su cento soffra, in media, di una qualche forma di epilessia, ma circa un malato su tre non risponde ai trattamenti farmacologici. Soprattutto per costoro trovare\u00a0<b>soluzioni alternative<\/b>\u00a0che siano almeno in parte efficaci sarebbe molto importante.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Negli studi considerati dai ricercatori di Pisa, le musiche di Mozart pi\u00f9 utilizzate sono state la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9iePyP2HOr8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sonata K448 per due pianoforti<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1vDxlnJVvW8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">K545<\/a>, sempre per pianoforte.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Audio Albums specifici:<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><a class=\"rvts28\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/catalogo\/product\/20\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">EMOZART EM01 &#8211; Effetto sub Mozart<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Album dedicato all&#8217;Effetto Mozart con oltre 40 minuti di musica e suoni. I brani sono progettati per indurre e amplificare l&#8217;Effetto Mozart in genere.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Effetto MOZART effect e tecnica Sub-Mozart\u00a0\u00a9 \u00a0 SubMozart:\u00a0Il fenomeno denominato &#8220;Effetto Mozart&#8221;\u00a0e la tecnologia Silent Sub Liminal HRM &nbsp; &nbsp; L&#8217;EFFETTO MOZART SECONDO PARSIFAL &nbsp; L&#8217;EFFETTO MOZART SECONDO L&#8217;ALTRA MEDICINA &nbsp; LA SILENT SUB TECHNOLOGY &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/mozart-effect-e-tecnica-effetto-sub-mozart\/\" aria-label=\"MOZART effect e tecnica effetto Sub-Mozart\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3780","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3780","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3780"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3780\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5156,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3780\/revisions\/5156"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}