{"id":3791,"date":"2024-04-12T09:24:28","date_gmt":"2024-04-12T07:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3791"},"modified":"2025-07-22T09:32:49","modified_gmt":"2025-07-22T07:32:49","slug":"effetto-mozart-secondo-laltra-medicina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/effetto-mozart-secondo-laltra-medicina\/","title":{"rendered":"Effetto Mozart secondo &#8220;L&#8217;altra Medicina&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2397 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/effetto_Mozart_effect_silent_sub.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"374\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/effetto_Mozart_effect_silent_sub.jpg 800w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/effetto_Mozart_effect_silent_sub-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/effetto_Mozart_effect_silent_sub-768x338.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">L&#8217;Effetto Mozart &#8211; &#8220;L&#8217;altra Medicina&#8221;<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts64\">(Mozart e la musica delle Voci &#8211; di Pierre Sollier)<\/span><b><\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><span class=\"rvts16\"><b>La musica di Mozart e la voce materna, filtrate con il metodo Tomatis, possono curare le difficolt\u00e0 di apprendimento, la dislessia, il ritardo mentale e il deficit di attenzione dei bambini.<\/b><\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Quando qualcuno ci parla, il nostro cervello inizia un rapidissimo lavoro di elaborazione dati: memorizzazione di informazioni, controllo comparativo rispetto ad informazioni gi\u00e0 note, risposta adeguata sulla base di concetti elaborati in precedenza, istantanea produzione di immagini mentali suscitate dalle parole dell&#8217;interlocutore. Questo e molto di pi\u00f9 avviene se davvero ascoltiamo, perch\u00e9 in caso contrario il senso delle parole, il messaggio in esse contenuto, non troverebbero in noi risonanza alcuna: sarebbero parole nel vuoto. Si tratta di un fenomeno che, se volontario, \u00e8 del tutto normale e che pu\u00f2 essere definito, molto semplicemente, come indifferenza. Ma il fenomeno, sia in positivo che in negativo, avviene anche quando a parlare siamo noi: la trasformazione in\u00a0<b>elaborazione concettuale<\/b>\u00a0e\u00a0<b>immagini mentali\u00a0<\/b>delle onde sonore prodotte dagli organi della fonazione presuppone il contemporaneo e complesso funzionamento degli organi dell&#8217;udito.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per\u00a0<b>Alfred Tomatis<\/b>, un otorinolaringoiatra che da oltre quarant&#8217;anni si occupa del problema dell&#8217;ascolto e dei suoi risvolti\u00a0<b>audiologici<\/b>\u00a0e\u00a0<b>psicolinguistici<\/b>, l&#8217;udito non \u00e8 solo uno dei cinque sensi: \u00e8 il\u00a0<b>senso per eccellenza<\/b>\u00a0perch\u00e9 \u00e8 grazie all&#8217;udito che l&#8217;uomo ha parlato, ha potuto ideare, perfezionare e differenziare il linguaggio. Poich\u00e9 produciamo soltanto i suoni le cui frequenze siamo in grado di udire, secondo Tomatis non ci si deve limitare a pensare all&#8217;udito come funzione delegata all&#8217;orecchio esterno e alla membrana timpanica, ma come funzione delegata soprattutto all&#8217;orecchio interno, al sistema vestibolo-cocleare. E non solo per quanto riguarda l&#8217;ascolto e le sue molteplici\u00a0<b>risonanze neurofisiologiche<\/b>, ma anche relativamente al modo che ognuno di noi ha di percepire la propria\u00a0<b>spazialit\u00e0<\/b>\u00a0e\u00a0<b>verticalit\u00e0<\/b>\u00a0(e a proposito della verticalit\u00e0, con le ricerche di Tomatis concorderebbero gli studi iniziati nel 1941 degli psicologi\u00a0<b>W\u00ectkin<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Asch<\/b>\u00a0e attualmente proseguiti e sviluppati da\u00a0<b>Prinzmetal<\/b>, uno psicologo della percezione dell&#8217;University of California di Berkeley). Tutti sono capaci di udire, ma\u00a0<b>ascoltare \u00e8 un&#8217;abilit\u00e0 particolare<\/b>, ed \u00e8 la chiave dell&#8217;apprendimento, del linguaggio e perfino dell&#8217;identit\u00e0 personale. Che poi le disfunzioni dell&#8217;udito possano indurre numerosi disturbi dell&#8217;apprendimento e delle capacit\u00e0 mentali dei bambini \u00e8 indubbiamente un fatto sottostimato; cos\u00ec, poich\u00e9 come diceva\u00a0<b>Montaigne<\/b>: &#8220;Tutto \u00e8 stato detto, ma dal momento che nessuno ascolta, occorre sempre ricominciare&#8221;, Tomatis ha ricominciato tutto da capo in otorinolaringoiatria elaborando una sua particolare tecnica di stimolazione uditiva mirante a rieducare l&#8217;orecchio ad ascoltare.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ora il suo metodo \u00e8 praticato in oltre 250 centri terapeutici sia in Europa che in America, ma all&#8217;inizio Tomatis speriment\u00f2 il suo metodo di controllo della voce nei cantanti lirici, i pi\u00f9 famosi dei quali furono\u00a0<b>Maria Callas<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Placido Domingo<\/b>. Nel 1954, quando invent\u00f2 un apparecchio di rieducazione uditiva chiamato l&#8217;<b>Orecchio Elettronico<\/b>, Tomatis cominci\u00f2 a spostare la sua attenzione dai virtuosi del bel canto ai bambini con difficolt\u00e0 di apprendimento e autismo, convinto che\u00a0<b>prima di saper parlare bisogna saper ascoltare<\/b>, e cio\u00e8 che non solo il cantare bene, ma anche il parlare, il pensare, l&#8217;apprendere bene e, in ultima analisi, la buona salute psicofisica, dipendono da un buon udito.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>&#8221; L&#8217;udito non \u00e8 solo uno dei cinque sensi, \u00e8 il senso per eccellenza perch\u00e9 \u00e8 grazie all&#8217;udito che l&#8217;uomo ha parlato, ha potuto ideare, perfezionare e differenziare il linguaggio&#8221;<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Da anni ormai il metodo Tomatis si \u00e8 segnalato come\u00a0<b>altamente efficace<\/b>\u00a0nel trattamento dei disturbi dell&#8217;apprendimento in bambini in et\u00e0 scolare; recentemente, presso il Centro Audiologico di Toronto sono stati valutati i risultati conseguiti con l&#8217;Orecchio Elettronico in 400 bambini che seguivano un programma di trattamento di sei mesi. La ricerca ha dimostrato che si erano ottenuti i seguenti miglioramenti: dell&#8217;atteggiamento verso la scuola associato ad un aumento delle motivazioni ad imparare nell&#8217;87% dei casi, del rendimento scolastico nel 90%, della capacit\u00e0 di leggere e comprendere e del rapporto con i familiari e con i compagni nell&#8217;83%, dell&#8217;attenzione nell&#8217;86%. Dopo sei mesi, nell&#8217;83% dei bambini i risultati si dimostrarono stabili o in ulteriore miglioramento. Tutti gli ospiti di un tipico Centro Audiologico Tomatis, sia bambini che adolescenti, possono divertirsi come vogliono: giocare a carte o a scacchi, disegnare e dipingere, giocare tra di loro o fare ginnastica. Contemporaneamente, per\u00f2, il loro udito viene rieducato ascoltando quanto viene trasmesso da speciali apparecchiature collegate con gli auricolari che indossano: musiche di\u00a0<b>Mozart<\/b>\u00a0o la voce materna &#8220;<b>filtrate<\/b>&#8220;. Con l&#8217;Orecchio Elettronico di Tomatis si ascoltano solo le frequenze pi\u00f9 alte della musica, ma si possono anche ascoltare\u00a0<b>canti gregoriani\u00a0<\/b>non filtrati che, secondo Tomatis, sono in grado di apportare molta energia al cervello.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217;orecchio \u00e8 uno strumento di guarigione<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per capire il metodo Tomatis, \u00e8 necessario conoscere la dinamica dell&#8217;udito e l&#8217;anatomia dell&#8217;orecchio. Nel metodo Tomatis, particolare importanza hanno soprattutto due parti dell&#8217;orecchio interno: la\u00a0<b>coclea<\/b>\u00a0e il\u00a0<b>vestibolo<\/b>. L&#8217;orecchio interno, parte essenziale dell&#8217;apparato auditivo, \u00e8 costituito dal labirinto osseo, a sua volta costituito dalla chiocciola o coclea, dal condotto cocleare e dal vestibolo. La coclea, o chiocciola, il ricevitore degli stimoli acustici, \u00e8 un piccolissimo organo a forma di spirale come la conchiglia di una lumaca. Il liquido contenuto all&#8217;interno della coclea vibra, a seconda della frequenza del suono ricevuto, da circa 16 Hz a circa 20.000 Hz (questa \u00e8, nell&#8217;uomo, l&#8217;estensione dell&#8217;udito, variabile secondo il livello di pressione sonora e l&#8217;et\u00e0 del soggetto).\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tali vibrazioni generano\u00a0<b>segnali nervosi<\/b>\u00a0che vengono inviati al cervello. La coclea analizza i suoni secondo il loro significato usando, per discriminarli, le sue 24.600 cellule citiate o ciglia dell&#8217;organo di Corti. Il vestibolo, una cavit\u00e0 ovale che si trova all&#8217;ingresso della coclea e che comunica con i canali semicircolari del labirinto, controlla l&#8217;equilibrio, la postura, la coordinazione, il tono e il funzionamento dei muscoli e la loro capacit\u00e0 di sviluppare un&#8217;immagine di come il nostro corpo \u00e8 posizionato nello spazio. Chiamato a volte &#8220;l&#8217;<b>orecchio del corpo<\/b>&#8220;, il vestibolo collabora anche a trasmettere l&#8217;informazione sensoriale al cervello. Il vestibolo lavora in tandem con la coclea come stazione di smistamento delle informazioni sensoriali tra il sistema nervoso periferico e il cervello. Il vestibolo analizza i movimenti del corpo e la coclea analizza suoni. Tomatis ha scoperto che il suono \u00e8 un\u00a0<b>alimento del cervello<\/b>\u00a0e che l&#8217;orecchio \u00e8 appunto l&#8217;organo preposto a fornirgli energia. Si \u00e8 infatti accertato che un eccesso di silenzio pu\u00f2 essere pericoloso e che un&#8217;atmosfera priva di vibrazioni sonore pu\u00f2 causare depressione da deprivazione sensoriale tanto da spingere quasi al suicidio. &#8220;<b>La cosa pi\u00f9 importante da ricordare \u00e8 che il cervello non produce energia, la cattura<\/b>&#8220;, sostiene Tomatis, il quale ha calcolato che 1&#8217;80% dell&#8217;energia di cui il cervello ha bisogno \u00e8 elaborata nell&#8217;orecchio interno. I suoni ad\u00a0<b>alta frequenza<\/b>\u00a0danno energia al cervello, mentre i suoni a bassa frequenza gli sottraggono energia, lo depauperano. L&#8217;energia cerebrale \u00e8 direttamente collegata all&#8217;intelligenza. Uno studio a questo proposito ha evidenziato che ascoltare Mozart per solo dieci minuti pu\u00f2 far aumentare temporaneamente il quoziente di intelligenza (QI) di nove punti. Nella zona dei suoni ad alta frequenza della coclea, le cellule sensoriali sono pi\u00f9 numerose di quelle della zona dei suoni a basse frequenze. Tomatis ha notato che quando il cervello viene ben\u00a0<b>caricato di potenziale elettrico dai suoni ad alta frequenza<\/b>, si ha un netto potenziamento della capacit\u00e0 di apprendere, concentrarsi, risolvere un problema, organizzarsi e lavorare per lunghi periodi di tempo senza accusare stanchezza.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il training Tomatis (che non cura la sordit\u00e0 da lesione anatomica) stimola l&#8217;orecchio cos\u00ec da farlo funzionare al massimo delle sue possibilit\u00e0, migliorando il potenziale di apprendimento e creando un senso di generale benessere. Uno dei sistemi seguiti dal metodo Tomatis per ottenere il miglioramento dell&#8217;udito \u00e8 quello di regolare la funzione vestibolare in modo da rendere pi\u00f9 facile l&#8217;integrazione sensoriale. Nei soggetti con difficolt\u00e0 di apprendimento o deficit di attenzione, spesso \u00e8 il vestibolo una delle fonti del problema. L&#8217;orecchio non \u00e8 letteralmente in grado di assorbire, organizzare e gestire le migliaia di frammenti di informazione acustica che gli arrivano dall&#8217;ambiente circostante. Si \u00e8 frequentemente notato che i bambini con difficolt\u00e0 di apprendimento possono avere un problema vestibolare, come dimostra la loro tendenza a incespicare o urtare le cose, a mostrarsi impacciati e scoordinati. Per difendersi da questo bombardamento apparentemente caotico di stimoli sensoriali, questi bambini possono arrivare a isolarsi dall&#8217;ambiente chiudendosi in se stessi. L&#8217;ironia della sindrome di deficit di attenzione (ADD) sta nel fatto che coloro che ne sono affetti sono, al contrario, soggetti estremamente attenti. Il vero problema \u00e8 che sono incapaci di selezionare, classificare e organizzare l&#8217;informazione, e non dispongono di barriere che possano proteggerli dall&#8217;afflusso indiscriminato di suoni. Molti problemi di apprendimento si possono far risalire a un deficit uditivo. Un bambino pu\u00f2 avere uno scarso rendimento scolastico perch\u00e9 ha un deficit uditivo, un altro pu\u00f2 avere invece difficolt\u00e0 motorie, posturali o di equilibrio, ma si tratta comunque di difficolt\u00e0 tutte ugualmente\u00a0<b>riconducibili all&#8217;udito<\/b>. Con il metodo Tomatis si ottengono eccellenti risultati anche in situazioni patologiche apparentemente estranee all&#8217;orecchio, quali ad esempio lo stress post-traumatico, la depressione, la stanchezza cronica, i traumi cranici, il deficit di coordinazione motoria e le sindromi ansiose.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>ASCOLTARE LA VOCE DELLA MADRE<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il concetto su cui il metodo Tomatis si basa per stimolare la capacit\u00e0 di apprendimento del cervello \u00e8 insieme\u00a0<b>semplice e profondo<\/b>. Si tratta di riportare l&#8217;udito del paziente al\u00a0<b>punto di partenza<\/b>, al tempo in cui la funzione uditiva ha incominciato a svilupparsi nel feto, all&#8217;interno dell&#8217;utero materno, e di ricostruirne tutti gli stadi di sviluppo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis \u00e8 partito dal presupposto che il feto oda e<b>\u00a0ascolti la voce della madre<\/b>\u00a0che non \u00e8 solo un &#8220;nutrimento emotivo&#8221; per il feto, ma \u00e8 anche uno strumento che lo prepara ad acquisire il linguaggio e a incominciare a parlare dopo la nascita. Tomatis ha ipotizzato che, a causa dell&#8217;ambiente acustico dell&#8217;utero (costituito dalle pareti dell&#8217;utero stesso e dal liquido amniotico che vi \u00e8 contenuto), il feto pu\u00f2\u00a0<b>udire soltanto i registri pi\u00f9 alti\u00a0<\/b>(o frequenze pi\u00f9 alte) della voce materna. Basandosi su questo assunto, Tomatis ha elaborato un modo di\u00a0<b>escludere le frequenze pi\u00f9 basse della voce materna<\/b>\u00a0allo scopo di simulare l&#8217;esperienza di ascolto intrauterino. La voce della vera madre (o, in sua assenza, di una sua sostituta) viene perci\u00f2 filtrata per renderla quanto pi\u00f9 possibile simile ai suoni uditi dal feto nel grembo materno. Riproporre la voce filtrata della madre offre al bambino la possibilit\u00e0 di essere &#8220;riprogrammato&#8221;. \u00c8 una maniera simbolica di rivivere tutte le fasi di sviluppo che portano al linguaggio, nella speranza di recuperare le fasi andate perdute. L&#8217;obiettivo \u00e8 anche quello di destare il &#8220;<b>desiderio<\/b>&#8221; di ascoltare in modo attivo, un modo cio\u00e8 che Tomatis ritiene ben diverso dall&#8217;udire passivamente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Questo &#8220;desiderio di ascoltare&#8221; (suscitato e sollecitato dalla voce della madre) rende possibile ricostruire la meccanica dell&#8217;ascolto. Non bisogna dimenticare che il feto ode i suoni che gli giungono attraverso il liquido amniotico, mentre il bambino ode i suoni che gli giungono attraverso l&#8217;aria.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Imitando questo processo evolutivo, si porta gradualmente il bambino dai suoni filtrati ad alta frequenza ai suoni non filtrati a frequenza mista, continuando fino a che il bambino \u00e8 in grado di ascoltare l&#8217;intera voce non filtrata della madre e di comprendere quello che gli viene detto: ed \u00e8 questo il momento che gli operatori chiamano &#8220;<b>la nascita sonora<\/b>&#8220;.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>LA MUSICA Dl MOZART<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si pu\u00f2 comunque iniziare il trattamento non avvalendosi della voce materna, ma ricorrendo alla musica di Mozart gradualmente filtrata. Ma perch\u00e9 mai Tomatis ha scelto proprio la musica di Mozart e non quella di altri compositori? Perch\u00e9, a suo parere, la musica di Mozart, la pi\u00f9 conosciuta e la pi\u00f9 amata, esplica il\u00a0<b>massimo effetto terapeutico<\/b>\u00a0sul corpo umano, e in particolare ci\u00f2 avviene con i concerti per violino e con determinati concerti per pianoforte e orchestra, per esempio il Concerto\u00a0<b>K 482<\/b>\u00a0usato anche in musicoterapia.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Mozart stesso fu nutrito di suoni fin da quando non era che un minuscolo embrione custodito nel grembo materno. Suo padre,\u00a0<b>Leopold Mozart<\/b>, era un valente violinista e un apprezzato autore di musica sacra e strumentale e di un famoso metodo per violino. Oltre che per motivi di lavoro (Leopold Mozart era violinista e vicedirettore dell&#8217;orchestra privata dell&#8217;arcivescovo di Salisburgo), in casa Mozart era cosa normale &#8220;musizieren&#8221;, fare musica in famiglia, come del resto usa ancora nei paesi di lingua tedesca. Prima ancora di imparare a suonare, certamente il piccolo Wolfgang impar\u00f2 molto presto ad ascoltare in modo attivo. &#8220;<b>Mozart \u00e8 un&#8217;ottima madre<\/b>&#8220;, dice Tomatis, la sua musica ha sollecitato la rinascita dell&#8217;udito, di molti bambini. Si inizia il trattamento con musica mozartiana non filtrata, poi gradualmente si eliminano le frequenze pi\u00f9 basse, filtrando prima 1.000 Hz, poi 2.000 Hz, e ancora, se necessario, fino a 8.000 Hz. Di solito un bambino (o un adolescente) riceve questa stimolazione sonora due ore al giorno. cinque giorni alla settimana per tre settimane. I suoni sono ascoltati\u00a0<b>non solo con le orecchie<\/b>, ma anche\u00a0<b>attraverso le ossa<\/b>\u00a0(principalmente quelle del cranio), che \u00e8 probabilmente il modo con il quale i suoni vengono uditi all&#8217;interno dell&#8217;utero. In effetti, attraverso le ossa del vertice cranico il suono arriva prima. Tomatis ha ideato speciali cuffie che hanno, in aggiunta ai normali auricolari, un vibratore che, collocato al vertice del cranio, trasmette i suoni direttamente alle ossa craniche. Il terzo elemento sonoro utilizzato nel metodo Tomatis \u00e8 il\u00a0<b>canto gregoriano<\/b>, uno dei tre tipi di canto liturgico della Chiesa occidentale che sembra fatto apposta per sincronizzarsi con i ritmi\u00a0<b>respiratorio<\/b>\u00a0e\u00a0<b>cardiaco<\/b>. La musica sacra, secondo vari studi, grazie alla ripetizione regolare di certi suoni calma le onde di fondo della corteccia cerebrale favorendo la concentrazione. Il canto gregoriano non viene mai filtrato perch\u00e9 il ritmo biologico codificato in questa musica \u00e8 sufficiente a produrre un effetto terapeutico.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L&#8217;Effetto Mozart &#8211; &#8220;L&#8217;altra Medicina&#8221; (Mozart e la musica delle Voci &#8211; di Pierre Sollier) \u00a0 La musica di Mozart e la voce materna, filtrate con il metodo Tomatis, possono curare le difficolt\u00e0 di apprendimento, &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/effetto-mozart-secondo-laltra-medicina\/\" aria-label=\"Effetto Mozart secondo &#8220;L&#8217;altra Medicina&#8221;\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3791","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3791"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5148,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3791\/revisions\/5148"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}