{"id":3805,"date":"2024-04-12T09:32:06","date_gmt":"2024-04-12T07:32:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3805"},"modified":"2025-05-01T11:10:51","modified_gmt":"2025-05-01T09:10:51","slug":"recensioni-effetto-mozart","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/recensioni-effetto-mozart\/","title":{"rendered":"Recensioni effetto Mozart"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts64\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"recensioni &quot;Effetto Mozart&quot;\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/effetto_Mozart_effect_silent_sub.jpg\" alt=\"recensioni &quot;Effetto Mozart&quot;\" width=\"850\" height=\"374\" \/><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts64\">Recensioni relative all&#8217;effetto Mozart<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<table id=\"table_2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"td_2\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<table id=\"table_3\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"td_3\">\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Corriere della Sera<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il punto del giorno 15 Luglio 2001<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Epilessia, meno attacchi ascoltando Mozart<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Poche note del crescendo della sonata K448 di Mozart ascoltate ogni giorno e gli attacchi epilettici si riducono drasticamente. Ad illustrare gli effetti terapeutici della musica del grande compositore \u00e8 John Jenkins del Royal College of Physicians.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In un articolo apparso sul Journal of the Royal Society of Medicine, il ricercatore afferma che i primi risultati della musicoterapia nella cura dell&#8217;epilessia sono talmente incoraggianti da giustificare ulteriori studi. I pazienti epilettici che hanno ascoltato Mozart per 10 minuti al giorno hanno infatti migliorato considerevolmente le loro capacit\u00e0 di compiere azioni legate allo spazio come tagliare un foglio di carta o ripiegarlo secondo linee e angoli predeterminati.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Inoltre i bimbi a cui sono state impartite lezioni di piano o strumento a tastiera per 6 mesi e che hanno imparato a suonare semplici melodie tra cui Mozart ottenevano punteggi pi\u00f9 elevati ai \u00abtest di movimento nello spazio\u00bb rispetto ai coetanei epilettici a cui \u00e8 stato insegnato a utilizzare il computer.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ulteriori studi sui topi di laboratorio hanno inoltre dimostrato che le cavie a cui veniva fatta sentire la Sonata K448 erano in grado di uscire pi\u00f9 velocemente da un labirinto rispetto al gruppo di riferimento tenuto in silenzio o sottoposto all&#8217;ascolto di musiche minimaliste.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Mozart potrebbe non essere l&#8217;unico musicista le cui opere riducono le crisi epilettiche. \u00abLe sonate di Bach &#8211; afferma Jenkins &#8211; presentano la stessa struttura metrica e dunque potrebbero sortire lo stesso &#8220;Effetto Mozart&#8221;\u00bb. Secondo gli esperti i dati raccolti sono sufficienti sia a giustificare nuovi studi sugli effetti della musicoterapia nella riduzione degli attacchi epilettici sia nell&#8217;aumentare l&#8217;esposizione alla musica dei primi pazienti reclutati.<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"td_3\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Il Resto del Carlino\u00a0<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>La cura per l&#8217;epilessia viaggia sulle note di Mozart. La speranza per 50 milioni di persone colpite dalla sindrome neurologica si chiama &#8216;Effetto Mozart&#8217;<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">LONDRA, 2 APRILE 2001 &#8211; Si chiama &#8216;Effetto Mozart&#8217;, \u00e8 l&#8217;ultima frontiera della speranza per 50 milioni di persone nel mondo. Quelle contate dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 fra coloro che soffrono di epilessia: il rimedio per alleviare la loro sofferenza potrebbe essere scritto su cinque righe, e da almeno 250 anni. Come quelle che racchiudono la sonata K448.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A sostenerlo \u00e8 un gruppo di scienziati britannici del Royal College of Physicians che ha riscontrato l&#8217;effetto positivo della musica dell&#8217;enfant prodige di Salisburgo sui pazienti epilettici che sono stati esposti per dieci minuti alle sue note per poi essere esaminati. Tanto \u00e8 bastato per migliorare la loro abilit\u00e0 a muoversi nello spazio, come tagliare un pezzo di carta o piegarlo. In altri test, dove \u00e8 stato insegnato ad alcuni bambini a suonare semplici melodie su uno strumento a tasti, comprese quelle di Mozart, si \u00e8 constatato che la loro risposta \u00e8 stata migliore se paragonata a quella di bambini che hanno passato il loro tempo davanti al computer. A confermarlo anche le cavie: studi sui topi hanno mostrato che quelli ai quali era stata fatta ascoltare la sonata K448 erano in grado di attraversare un labirinto pi\u00f9 velocemente rispetto a quelli lasciati in silenzio.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La notizia ha scatenato la caccia agli altri spartiti che potrebbero avere lo stesso effetto positivo sul cervello: il professor Jenkins, che ha passato in rassegna la ricerca internazionale sulla musicoterapia, ha dichiarato alla Bbc che \u00e8 molto probabile che anche altri compositori possano scatenare l&#8217;effetto Mozart. Primo fra tutti, Bach.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tracce luminose hanno mostrato che il cervello umano usa una vasta area per ascoltare la musica, l&#8217;emisfero sinistro governa lo sviluppo del ritmo e dell&#8217;intensit\u00e0 del suono, quello destro il timbro e la melodia. Risultato: ascoltare musica mette in moto le parti rilevanti del cervello. Non a caso la Performing Right Society (Prs) ha lanciato uno studio sul potere e gli effetti spesso nascosti della musica dal titolo &#8220;The Power of Music&#8221;.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Anche se occorrono altre ricerche, anche se altri studiosi non sono stati in grado di arrivare agli stessi ottimistici risultati, il professor Jenkins si augura che la sua teoria possa incoraggiare la ricerca e la speranza nel trattamento dell&#8217;epilessia.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">di Errica Dall&#8217;Ara (su &#8220;Il Resto del Carlino&#8221; 03.04.2001)<\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"td_3\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Il Nuovo<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Musica di Mozart contro l&#8217;epilessia<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Piccoli brani della Sonata K448 dell&#8217;autore sarebbero in grado di diminuire la frequenza di attacchi, mentre nuove ricerche tentano di capire se anche altra musica diversa ha lo stesso esito terapeutico.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">di Cristiano Carniel<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">MILANO &#8211; L&#8217;hanno battezzato Effetto Mozart. Secondo il professor John Jenkins che ha esaminato i risultati della ricerca internazionali sulla terapia musicale, \u00e8 molto probabile che anche le opere di altri autori, come Bach che presenta una struttura musicale simile, potrebbero innescare l&#8217;effetto Mozart.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">I soggetti che sono stati esposti a 10 minuti della sonata sono stati messi sotto esame col risultato che alcune loro abilit\u00e0 manuali sono notevolmente migliorate.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Studi sui topi hanno evidenziato che gli animali &#8220;amanti di Mozart&#8221; sono pi\u00f9 abili nell&#8217;uscire da un labirinto di quelli a cui era stata fatta ascoltare musica minimalista o lasciati nel silenzio.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Altri test hanno rivelato che i bambini a cui erano state impartite per sei mesi lezioni di pianoforte, insegnando loro semplici melodie, principalmente di Mozart, hanno evidenziato migliori risultati nelle prove di valutazione di quelli che avevano passato lo stesso periodo davanti ad un computer.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nonostante altri scienziati non siano riusciti ad ottenere gli stessi risultati, Jenkins sostiene che gli effetti positivi che la terapia di Mozart ha evidenziati siano molto incoraggianti: &#8220;Abbiamo abbastanza elementi &#8211; ha dichiarato &#8211; per giustificare la necessit\u00e0 di ulteriori ricerche in questa direzione. Io credo che i risultati siano sufficientemente positivi da incoraggiarci a procedere con un&#8217;esposizione dei pazienti a brani pi\u00f9 lunghi di dieci minuti&#8221;.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Secondo Jenkins l&#8217;ascolto di Mozart potrebbe contenere una speranza nel trattamento dell&#8217;epilessia.Scansioni hanno evidenziato come durante l&#8217;ascolto di brani musicali diverse aree del cervello umano siano attive.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La parte sinistra dell&#8217;encefalo elabora il ritmo e la tonalit\u00e0, mentre quella destra si occupa del timbro e della melodia. Secondo Jenkins la musica metterebbe in funzione le parti del cervello pi\u00f9 importanti, ma l&#8217;Effetto Mozart necessita di ulteriori approfondimenti prima di poter essere realmente utile per curare l&#8217;epilessia.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Secondo Andrew Potter, direttore della Performing Right Society, una sorta di S.I.A.E. inglese, da molto tempo \u00e8 chiaro come i benefici della musica applicata a terapie mediche siano evidenti: &#8220;Questa ulteriore dimostrazione, proveniente da una fonte autorevole come l&#8217;Universit\u00e0 di Londra, dovrebbe spingere le organizzazioni musicali di tutti i generi a contribuire a questo tipo di ricerche&#8221;.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Il Nuovo 5 APRILE 2001, ORE 9:15)<\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"td_3\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Allegroassai.it<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217;effetto Mozart<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Lo scetticismo in questo campo \u00e8 di rigore. Molti studiosi, subito dopo la pubblicazione dell&#8217;articolo \u00b4Music and spatial task performance\u00b4 (Raucher et all., Nature 1993), che dimostrava gli effetti benefici della Sonata K 448 sulle capacit\u00e0 di elaborazione della percezione, espressero forti dubbi. Alcuni sostennero che l\u00b4effetto benefico diretto (che peraltro durava non pi\u00f9 di 15 minuti) fosse legato soltanto al piacere dell\u00b4ascolto, e dipendesse dall\u00b4apprezzamento del pezzo e dalla sensazione di rilassamento che sorge in seguito a una qualsiasi esperienza piacevole. Ma gli autori dell\u00b4articolo rilanciarono, e dimostrarono che l\u00b4effetto era prodotto anche in gruppi di topi le cui madri erano state sottoposte durante la gravidanza all\u00b4ascolto della sonata miracolosa.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Recentemente il prof. J.S. Jenkins dell\u00b4Universit\u00e0 di Londra, nel Journal of the Royal Society of Medicine di aprile, ha ribadito le conclusioni dello studio del 1993. Jenkins crede che l\u00b4effetto possa in parte dipendere dalla maniera in cui la musica e la percezione delle immagini nello spazio sono elaborate dal cervello. Parrebbe che l\u00b4ascolto della musica attivi in particolare proprio quelle aree cerebrali che sono coinvolte nella percezione spaziale. Certo, questo non basta a spiegare perch\u00e9, sempre secondo gli stessi esperimenti, l\u00b4effetto della Sonata K 448 non si ottiene per nulla con la musica minimalista di\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"http:\/\/www.philipglass.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Philip Glass<\/a>, n\u00e9 con la musica pop. Misteri del cervello &#8211; di uomini e topi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sempre la stessa taumaturgica sonata K 448 si sarebbe recentemente dimostrata in grado di ridurre l\u00b4attivit\u00e0 epilettica. Gli effetti sarebbero stati registrati specialmente nei casi gravi quali l\u00b4epilessia infantile incurabile detta\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"http:\/\/www.ninds.nih.gov\/health_and_medical\/disorders\/lennoxgastautsyndrome_doc.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sindrome di Lennox-Gastaut<\/a>.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ma in cosa risiederebbe la specificit\u00e0 di questo indiscusso capolavoro, che l\u00b4esperto mozartiano Alfred Einstein defin\u00ec \u00b4una delle pi\u00f9 profonde e mature composizioni di Mozart\u00b4? Questo non \u00e8 ancora chiaro. Peraltro anche altre composizioni di Mozart e di Bach sembrano produrre lo stesso effetto. Alcuni hanno individuato la prevalenza in Mozart di tonalit\u00e0 che comportano l\u00b4insistenza su certe note (in particolare Sol5) particolarmente efficaci, altri hanno sottolineato la tendenza mozartiana alla periodicit\u00e0 a lungo termine, alla ripetizione di macrostrutture.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u00b4articolo di J.S. Jenkins si trova all\u00b4indirizzo:\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"http:\/\/www.rsm.ac.uk\/new\/pr85.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.rsm.ac.uk\/new\/pr85.htm<\/a>. Per chi vuole scaricare la sonata K448 in RealAudio:\u00a0<a class=\"rvts4\" href=\"http:\/\/www.musical-expressions.com\/classical_music.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.musical-expressions.com\/classical_music.htm<\/a>.<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Recensioni relative all&#8217;effetto Mozart &nbsp; Corriere della Sera &nbsp; Il punto del giorno 15 Luglio 2001 &nbsp; Epilessia, meno attacchi ascoltando Mozart &nbsp; Poche note del crescendo della sonata K448 di Mozart ascoltate ogni giorno &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/recensioni-effetto-mozart\/\" aria-label=\"Recensioni effetto Mozart\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3805","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3805","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3805"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3805\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5116,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3805\/revisions\/5116"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}