{"id":3941,"date":"2024-04-20T16:53:12","date_gmt":"2024-04-20T14:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3941"},"modified":"2024-06-24T13:53:39","modified_gmt":"2024-06-24T11:53:39","slug":"autoipnosi-e-terapia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/autoipnosi-e-terapia\/","title":{"rendered":"Autoipnosi e terapia"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4445 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Autoipnosi-e-terapia-espiral.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"434\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Autoipnosi-e-terapia-espiral.jpg 864w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Autoipnosi-e-terapia-espiral-300x151.jpg 300w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Autoipnosi-e-terapia-espiral-768x386.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 864px) 100vw, 864px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Autoipnosi e terapia<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div id=\"table_3\">\n<div class=\"rvps1\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"cfont\" data-size=\"14\">Ogni ipnosi e&#8217; essenzialmente autoipnosi (Cheek e LeCron,1968)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/ipnosi-autoipnosi.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><b>Ipnosi e Autoipnosi<\/b><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">di Antonio Bufano<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>PREMESSE<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esiste un&#8217;ampia offerta di libri con materiale e istruzioni per sviluppare stati mentali alternativi a stati ordinari e finalizzati all&#8217;autoguarigione, ma molti hanno nessuna base sperimentale e una dubbia fondatezza scientifica.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per di pi\u00f9 sembrano presupporre una idea della mente non ecologica e non integrativa e incoraggiano a instaurare un rapporto direttivo e coercitivo con una parte di s\u00e9. E&#8217; stato ormai ampiamente dimostrato che la mente umana \u00e8 naturalmente predisposta a entrare in stati di coscienza alterati.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Secondo alcuni Autori, viviamo continuamente in uno stato ipnotico, in un mondo di apparenze, di come se (Watzlawick 1988).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; stato anche osservato che il processo dell&#8217;apprendimento costituisce un fenomeno vitale per l&#8217;essere umano ed \u00e8 significativamente stato-dipendente. Si pu\u00f2 apprendere accidentalmente e casualmente e spesso il supporto di uno stato di coscienza autoindotto diventa determinante.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nel caso in cui si intenda indursi una trance deliberatamente risulta problematico ottenere autonomamente una disorganizzazione o una discontinuit\u00e0 della consapevolezza ordinaria.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 da considerare l&#8217;importanza della disponibilit\u00e0 mentale che ognuno si crea in riferimento all&#8217;accesso a esperienze non pienamente controllabili con la mente conscia.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Entrare in trance significa accettare l&#8217;idea di far coabitare dentro di s\u00e9 una parte razionale e una parte non razionale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; importante sottolineare che per chi usa professionalmente ed esplicitamente la trance diventa prioritario conoscere tutte le potenzialit\u00e0 dello strumento ipnotico. In genere non si \u00e8 mai stata data adeguata importanza alla mente del terapeuta fino a includere nel repertorio di abilit\u00e0 proprie dell&#8217;Operatore di ipnosi una serie di impieghi autoipnotici.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La trance del terapeuta durante la seduta \u00e8 stato per lo pi\u00f9 stata trattata come un evento possibile e incidentale all&#8217;interno del lavoro terapeutico. Esiste una evidenza statistica che indica che molti terapeuti alla fine del percorso formativo in ipnosi abbandonano l&#8217;uso dell&#8217;ipnosi per prediligere altri strumenti a causa della difficolt\u00e0 di gestire la propria trance (Wilbacher,1998).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per\u00f2 la mente del terapeuta deve poter procedere in pi\u00f9 direzioni e deve essere dotata e allenata creativamente per affrontare efficacemente tutte le fasi della terapia.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; utile interrogarsi non solo se la terapia per il terapeuta e il paziente si esaurisca completamente all&#8217;interno della seduta, ma sostanzialmente come la sperimentazione degli stati ipnotici vada ad arricchire la dinamica degli stati di coscienza del soggetto nella vita quotidiana.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; plausibile pensare che il processo ipnotico si estenda con una continuit\u00e0 e con modalit\u00e0 sorprendenti nella vita di tutti i giorni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; ipotizzabile che possano essere esaltati stati sonnambulici in cui la dotazione di una alta concentrazione possa agevolare l&#8217;esecuzione di compiti come guidare un automobile.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La mente conscia del terapeuta nell&#8217;approccio al paziente pu\u00f2 risentire di tutte le limitazioni proprie della sua natura, anche se ci permette di tenere un contatto determinante con la cosiddetta realt\u00e0 condivisa.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel corso della stesura del presente lavoro ci siamo posti una serie di domande che sono emerse spontaneamente e in questa sede tenteremo di dare delle risposte che certamente non potranno soddisfare tutti gli interrogativi di partenza. E&#8217; necessario avere una vita di veglia insoddisfacente per entrare in autoipnosi?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Quanti eventi con alterazione spontanea di stato di coscienza possono definirsi autoipnosi? Ad esempio i sogni a occhi aperti costituiscono una forma di autoipnosi?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Se \u00e8 vero come sosteneva\u00a0<b>Erickson<\/b>\u00a0che tutti sono ipnotizzabili, l&#8217;autoipnosi \u00e8 un&#8217;esperienza realmente accessibile a tutti?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Usare le suggestioni indirette in eteroipnosi come modo per evocare un complesso sistema di risposte interne rappresenta una via per generare impropriamente e indirettamente autoipnosi?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il cervello umano segue modelli di funzionamento che producono automaticamente stati autoipnotici?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; possibile praticare autonomamente autoipnosi senza avere una idea definita di cambiamento?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Aver praticato autoipnosi per conto proprio ha un effetto facilitante rispetto all&#8217;avvio di una terapia ipnotica e viceversa aver avuto una esperienza eteroipnotica facilita l&#8217;autoipnosi successiva?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Quanta terapeuticit\u00e0 \u00e8 racchiusa nella pratica autoipnotica?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;autoipnosi pu\u00f2 costituire una necessit\u00e0 laddove la seduta ipnotica non esaurisce gli obiettivi di questa?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In questo breve studio cercheremo di focalizzare tutta la ricchezza dello strumento autoipnotico in special modo nel contesto terapeutico tracciando, dove opportuno, le differenziazioni con l&#8217;eteroipnosi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Escluderemo tutta una serie di contesti non terapeutici dove il fenomeno autoipnotico emerge per assolvere a varie funzioni.Ad esempio nei campi di concentramento e in guerra dove pure vengono prodotti stati di coscienza alterati per la sopravvivenza dell&#8217;individuo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Inquadreremo sostanzialmente l&#8217;incontro tra un professionista e un paziente entro e fuori la cornice della seduta e basato su un modello terapeutico in cui \u00e8 esplicitato il primato dell&#8217;ipnosi nel piano di trattamento.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Indagheremo la fenomenologia ipnotica sviluppabile parallelamente e non nella mente del paziente e nella mente del terapeuta e in particolare se e quali fenomeni ipnotici compaiono in autoipnosi e con quale grado di profondit\u00e0. Tracceremo le linee teoriche che possono sostanziare meglio il discorso sull&#8217;autoipnosi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Infine individueremo le tecniche e i campi di applicazione significativamente indicativi per noi.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>Determinanti culturali della trance<\/b><\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Esiste una forma di trance abitualmente praticata a Bali in situazioni ritualistiche e con precisi significati religiosi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Lo sciamano deve poter produrre per s\u00e9 un forte stato ipnotico per poter operare in modo credibile in relazione a un contesto popolato da altri.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nella Grecia antica la sacerdotessa del tempio di Apollo dettava oracoli dopo essere andata in trance masticando foglie di alloro.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Da oltre 1700 anni sul monte Athos i monaci ortodossi greci praticano la Preghiera del cuore cos\u00ec chiamata perch\u00e9 le parole vengono scandite in modo da ricalcare il naturale battito cardiaco (Thomas,1976).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Da un punto di vista costruzionistico-sociale l&#8217;incontro terapeutico si evolve in una co-costruzione di significati in un ambiente socio-culturale ben determinato (Liotti 2001).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>MODELLI TEORICI<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Immaginazione e Ipnosi<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; bene operare una adeguata distinzione fra i due fenomeni. Spesso si pu\u00f2 incorrere nell&#8217;errore di assimilare semplicisticamente la stessa autoipnosi all&#8217;immaginazione. L&#8217;essere umano possiede la naturale capacit\u00e0 di produrre le immagini mentali.con una spontanea predisposizione alla componente visiva o a quella uditiva.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Come ricorda Erickson l&#8217;osso del piede \u00e8 unito all&#8217;osso della caviglia per cui la capacit\u00e0 di immaginare visivamente \u00e8 connessa alla capacit\u00e0 di immaginare uditivamente.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Immaginare \u00e8 un modo non mediato linguisticamente.di accedere a una attivit\u00e0 creativa personale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Immaginare non garantisce in assoluto la riuscita ipnotica, ma pu\u00f2 agevolare considerevolmente il processo ipnotico nelle sue varie fasi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nei primi esperimenti sulla natura dell&#8217;ipnosi , Erickson scopr\u00ec che visualizzare e immaginare una semplice azione come prendere dei frutti, esaminarli attentamente e poi posarli, sfociava in trance profonde con allucinazioni (Erickson, 1980).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Shone (1982) descrive il caso di una persona che incontrava difficolt\u00e0 nell&#8217;approfondimento della trance che risolse immaginando di leggere un romanzo in cui un ipnotizzatore ipnotizzava la protagonista.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Essere in grado di descrivere dettagliatamente e vividamente i contesti a cui naturalmente reagiamo permette di intensificare notevolmente le risposte. In base alla teoria ideomotoria dell&#8217;ipnosi il pensiero pu\u00f2 tramutarsi in azione a seconda del livello di energia impiegato.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>La Storia<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Emile Coue, farmacista consegnava ai suoi clienti i farmaci accompagnati da una serie di suggestioni da recitarsi autonomamente. A un certo punto della sua carriera spos\u00f2 un approccio in cui abbandon\u00f2 definitivamente la trance per valorizzare esclusivamente l&#8217;autosuggestione.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Charles Baudouin (1921) arriv\u00f2 a definire una teoria articolata dell&#8217;autoipnosi. Il suo intervento si basava essenzialmente nell&#8217;istruire minuziosamente il soggetto all&#8217;autoipnosi in modo da consentirgli di rendersi consapevole delle proprie autosuggestioni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Aldous Huxley (Bandler, 1984) rappresenta un esempio di uno studioso geniale che ha sviluppato autonomamente una forma autoipnotica che ha chiamato Riflessione Profonda. Era in grado di entrare e uscire da stati di coscienza alterati con molta facilit\u00e0 mostrando una spiccata abilit\u00e0 nel sonnambulismo profondo. Aveva fatto diverse esperienze psichedeliche con la messalina. Huxley era molto interessato all&#8217;ipnosi e Erickson all&#8217;approccio di Huxley ai problemi psicologici e all&#8217;uso assai peculiare della sua mente inconscia. Da questo nel 1950 nacque una interessante collaborazione documentata in parte a causa di un incendio avvenuto nella casa di Huxley a Los Angeles dove bruciarono alcuni appunti di Erickson.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Erickson descrisse la riflessione profonda di Huxley come uno stato di profondo di rilassamento fisico caratterizzato da un profondo distacco dalle cose esterne, senza perdita della realt\u00e0 fisica, n\u00e9 amnesia o perdita dell&#8217;orientamento. Huxley riferiva di riuscire a prendere appunti senza rendersi conto dell&#8217;atto fisico.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Umadze e la teoria dell&#8217;Aspettativa<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Intorno agli anni 60 il ricercatore russo Umadze (1966) not\u00f2 che l&#8217;aspettativa agiva inconsapevolmente in molti aspetti della vita di una persona fino a rappresentare un modello di funzionamento globale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Identific\u00f2 pertanto due livelli di vita mentale che hanno il controllo dei comportamenti e che agiscono fuori della coscienza. Nel primo livello il comportamento \u00e8 completamente condizionato, mentre nel secondo chiamato dell&#8217;oggettificazione, la percezione \u00e8 basata sull&#8217;aspettativa senza una reazione diretta. Pertanto la teoria di Umadze rappresenta un modello per capire tutta l&#8217;influenza che ha l&#8217;aspettativa nella dinamica dell&#8217;esperienza cosciente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Milton Erickson e l&#8217;approccio naturalistico<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel campo dell&#8217;ipnotismo Milton Erickson rappresenta l&#8217;esempio di uno studioso attento e curioso che \u00e8 approdato a vaste e profonde conoscenze sull&#8217;argomento grazie a ampie esplorazioni su s\u00e9 stesso.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nel primo volume delle Opere, nello scritto &#8216;Esperienze autoipnotiche di Milton H.Erickson&#8217; (Erickson,1980), l&#8217;Autore mostra come l&#8217;alleviamento del dolore mediante l&#8217;ipnosi consiste semplicemente nell&#8217;utilizzazione e nell&#8217;estensione di molte esperienze naturali tratte dalla vita quotidiana che condizionano l&#8217;esperienza soggettiva del dolore.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Erickson descrive dettagliatamente le proprie esperienze personali nell&#8217;alleviare il dolore.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Attingere al vasto deposito di apprendimento inconscio e renderlo disponibile diventa la base per poter procedere efficacemente con l&#8217;autoipnosi. Dopodich\u00e9 occorre allenarsi a ottenere una trance frazionata con l&#8217;idea che il dolore rappresenta solo una parte dell&#8217;esperienza vivibile in ogni momento.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Durante gli ultimi dieci anni di vita soffr\u00ec di artrite cronica. Per alleviare il dolore durante il giorno era in grado di usare efficacemente l&#8217;autoipnosi, ma la notte si svegliava in preda al dolore pi\u00f9 o meno ogni due ore. Gradualmente fu in grado di ristrutturare il dolore sperimentandolo inizialmente come un filo metallico incandescente posto sulla superfice della pelle e poi come un calore che si diffondeva in tutta la spalla. A questo punto fu in grado di utilizzare questa sensazione per scivolare nel sonno.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Come racconta la moglie Elisabeth non fu per niente facile realizzare questo processo di apprendimento:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">&#8216;L&#8217;inconscio pu\u00f2 saperne di pi\u00f9 della mente conscia e bisogna lasciare che elabori le sue nozioni senza interferenze, ma non sempre le cose filano lisce e pu\u00f2 accadere che affronti le questioni in modo sbagliato. Alcune esperienze di Erickson sul controllo del dolore sono stata caratterizzate da tentativi e errori, con una buona dose di errori. Per esempio passava ore e ore spossanti a esaminare verbalmente le sensazioni, muscolo per muscolo, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, insistendo perch\u00e9 qualcuno (di solito io) non soltanto lo stesse ad ascoltare, ma gli dedicasse la pi\u00f9 completa e concentrata attenzione, indipendentemente dall&#8217;ora tarda o dall&#8217;urgenza delle altre cose da fare. Lui non ha assolutamente alcun ricordo di queste sedute e io non riesco ancora a capirle. Penso che fossero vicoli ciechi, ma \u00e8 probabile che abbiano comportato qualche apprendimento inconscio. Oppure no. Ne parlo perch\u00e9 penso che molti si scoraggiano quando l&#8217;inconscio si perde temporaneamente in un vicolo cieco.Il messaggio \u00e8: Tieni duro. Alla fine funzioner\u00e0&#8217;.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Erickson, Opere Vol. 1, p.151)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;Autore faceva spesso riferimento alla cosiddetta trance da autostrada come forma autoinduttiva spontanea non finalizzata.In terapia era convinto che il paziente instaura sempre quel livello di ipnosi che gli \u00e8 necessario. Inoltre Erickson sottolineava che per poter essere utilizzata a fini terapeutici uno stato alterato deve poter essere mantenuto per un certo tempo. Anche per l&#8217;ambito autoipnotico, oltre che per quello eteroipnotico, l&#8217;indicazione di Erickson \u00e8 orientato al pieno rispetto della libert\u00e0 individuale e dell&#8217;inconscio. La coscienza non sa entrare in autoipnosi, ma pu\u00f2 solo predisporre l&#8217;ambiente e rimanere nell&#8217;attesa che accada qualcosa. E aggiunge:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">&#8216;Chi \u00e8 affetto da insonnia sta a letto e dice &#8216;Adesso devo addormentarmi &#8211; devo addormentarmi &#8211; devo riposare un po&#8217;- devo addormentarmi &#8211; devo addormentarmi &#8211; DEVO RIPOSARMI UN PO&#8217; &#8211; HO BISOGNO DI UN PO&#8217; DI RIPOSO!. E che succede? Rimane del tutto sveglio. Rimane del tutto sveglio perch\u00e9 sta dicendo continuamente a s\u00e9 stesso che cosa deve fare.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Erickson, 1983, p.220).<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In pi\u00f9 punti della sua opera ha sottolineato l&#8217;importanza di non essere coercitivi sugli apprendimenti da far realizzare all&#8217;inconscio. Se entriamo in trance per imparare l&#8217;aritmetica, finiremo per imparare la storia (Erickson, 1987). Anche la velocit\u00e0 di apprendimento non pu\u00f2 essere predeterminata.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nella sua pratica ipnotica Erickson usava preferibilmente suggestioni generali e aperte e amava interrompere il flusso di suggestioni con lunghe fasi di silenzio per assecondare i momenti di interiorit\u00e0 e generare pi\u00f9 spazi creativi per il paziente. Era convinto della necessit\u00e0 di far fare qualcosa al paziente per assicurarsi di tenerlo attivo nella risoluzione del problema.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Spesso affermava &#8216;N\u00e9 io n\u00e9 tu sappiamo cosa far\u00e0 il tuo inconscio&#8217; per suggerire la permanenza di uno stato alterato speciale di reattivit\u00e0 terapeutica dopo la seduta.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Erickson usava frequentemente la suggestione postipnotica come indicazione per il lavoro autoipnotico successivo (Erickson, 1987).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dopo la seduta lo stato autoipnotico viene innescato da suggestioni postipnotiche e diventa necessaria per la stabilizzazione delle cose apprese. A tal proposito diceva che la strada asfaltata deve indurirsi per sopportare il traffico pesante (Erickson, 1987). Sull&#8217;ampia libert\u00e0 offerta dall&#8217;apprendimento dell&#8217;autoipnosi Erickson ha scritto:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Nell&#8217;autoipnosi potete entrare in trance in rapport solo con voi stessi oppure, se volete, potete andare in trance in rapport anche con X e con Y e con Z; potete anche fare in modo di essere in rapport con la persona che viene alla vostra porta e suona il campanello del tutto inaspettatamente &#8211; una persona che non ha nessun ruolo particolare nella vostra situazione totale di trance; potete andare in trance autoipnotica in rapport con il telefono cos\u00ec da creare una risposta adeguata a coprire tutte le possibili contingenze.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Erickson, 1987, p.67)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;Autore riteneva doveroso procedere a un addestramento strutturato in autoipnosi nei casi di fondata necessit\u00e0 come il dolore cronico o una pressione sanguigna gravemente anomala.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;Autore ha spesso impiegato le abilit\u00e0 ipnotiche della moglie Elisabeth per fare ampie dimostrazioni pubbliche. La frequenza con cui fu impegnata permise alla signora Erickson di accedere rapidamente alle allucinazioni visive e uditive e di provocare anestesia in ogni parte del corpo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Non aspettava pi\u00f9 tutte le istruzioni del marito, ma riproduceva autonomamente il fenomeno ipnotico in questione. Aveva sviluppato una competenza autoipnotica molto ampia.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Progressivamente impar\u00f2 che poteva parlare ad alta voce e descrivere minuziosamente i cambiamenti sensoriali senza interrompere il proprio processo ipnotico.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Poteva addirittura esaminare un problema personale senza rischiare di uscire dallo stato di trance in corso (Erickson, 1983).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Betty Alice Erickson, la figlia di Milton ha imparato a entrare in una trance sonnambulica assai rapidamente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nei casi difficili in cui il paziente mostrava una scarsa fiducia in s\u00e9 stessa Milton Erickson faceva partecipare la figlia Alice per avviare il lavoro terapeutico. In un caso di una paziente oncologica che soffriva di nausea e vomito intensi, chiese ad Alice di entrare in trance davanti alla paziente e di fornirgli le suggestioni da adoperare. Dopo un po&#8217; la figlia disse:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">&#8216;So rispondere. Ho fatto di me una malata. Prima ho provato nausea; poi ho sentito tutti i muscoli dello stomaco contratti come se stessi cominciando a vomitare, e quindi ho smesso. Ho prodotto un interruzione proprio qui.. Ho perduto tutte quelle sensazioni di nausea e ho smesso di contrarre i muscoli\u2026 Si produce una anestesia; si dirige la propria attenzione altrove, si cambia il modo di pensare.&#8217;<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(M.H.ERICKSON, 1988,pag.65)<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>Richard Bandler, John Grinder e la Programmazione Neurolinguistica<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tra la fine degli anni &#8217;70 e gli inizi degli anni &#8217;80 si sviluppa un modello integrato che studia la comunicazione umana denominato PNL.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Bandler insiste sull&#8217;importanza di essere clinici flessibili per agire efficacemente in base a quella che indica come la legge della variet\u00e0 necessaria. Pi\u00f9 variet\u00e0 comportamentale possiede il terapeuta pi\u00f9 sar\u00e0 in grado di aiutare il paziente prima o poi a fargli operare determinanti cambiamenti (Dilts, 1980).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;addestramento dei terapeuti gli Autori propongono lo sviluppo di una competenza raffinatissima nell&#8217;osservazione e nel ricalco.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per osservare correttamente si richiede uno stato mentale non saturo di rappresentazioni mentali interne.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Se non si fa una buona osservazione non si pu\u00f2 ricalcare efficacemente il comportamento del paziente.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ricalcare ampliamente l&#8217;altro intensifica la sintonia interpersonale e presuppone la capacit\u00e0 di gestire la sperimentazione di stati mentali altrui.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Ernest Rossi e l&#8217;approccio ultradiano del sistema mente-corpo<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tra gli anni &#8217;80 e gli anni &#8217;90 Ernest Rossi ha sviluppato un ampia esplorazione sui ritmi ultradiani nell&#8217;essere umano al fine di individuare le fitte connessioni nel sistema mente-corpo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il corpo umano vive basandosi sul ritmo; battere le ciglia, respirare,deglutire rappresentano modi biologici fondamentali di essere.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Rossi (Rossi, 1993) ha potuto verificare che nell&#8217;arco della giornata in cicli di 90-120 minuti esistono momenti in cui attiviamo stati intermedi di consapevolezza tra la veglia e il sonno e in cui diventiamo straordinariamente introspettivi cos\u00ec che la finestra tra conscio e inconscio si dischiude.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Le persone usano automaticamente pause ultradiane che possono durare anche solo di 5 minuti per staccare dall&#8217;attivit\u00e0 in corso e ristorarsi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">A tal proposito Rossi segnala tale fenomeno come risposta ultradiana di guarigione In genere non sappiamo essere completamente svegli e viviamo in una specie di zona d&#8217;ombra in cui gli occhi sono aperti e il cervello \u00e8 in parte offuscato.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In questo quadro l&#8217;autoipnosi si configura come un evento fisiologico necessario. Secondo l&#8217;Autore Erickson era solito non a caso operare con sedute che duravano mediamente due ore.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Rossi propone un accesso creativo alla mente interna attraverso il dialogo mente-corpo in modo da includere risorse che in stato ordinario di veglia l&#8217;individuo non sa usare.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217; Ipnosi Moderna<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;ipnosi moderna dell&#8217;ultimo decennio \u00e8 rappresentata da diversi clinici come Jeffrey Zeig che si ispirano fondamentalmente al lavoro di Milton Erickson e che hanno sottolineato alcuni aspetti peculiari come l&#8217;evocazione e la compresenza.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;intervento terapeutico si sostanzia attraverso piccole modifiche delle caratteristiche ipnotiche del soggetto che gli permettono di sperimentare il cambiamento della realt\u00e0 problematica portandolo verso la scoperta delle proprie soluzioni.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217;autoipnosi del paziente<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il trattamento ipnotico deve il suo successo essenzialmente a quattro ingredienti fondamentali:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\">la modificazione dello stato di coscienza ordinario<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">lo stabilirsi di una relazione con caratteristiche peculiari<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">trasmissione di idee accettabili per il paziente<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">la modificazione della memoria procedurale<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel processo autoipnotico svincolato dalla terapia viene a mancare tutta la ricchezza della situazione relazionale di cura e accudimento e l&#8217;intera dimensione dello scambio interpersonale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per questo diventa pi\u00f9 produttivo inserire il lavoro autoipnotico in una relazione terapeutica in corso. In genere si pu\u00f2 pervenire all&#8217;addestramento autoipnotico in una fase avanzata della terapia allorquando il paziente ha gi\u00e0 mostrato la presenza di alcune capacit\u00e0 ipnotiche (capacit\u00e0 allucinatoria, capacit\u00e0 ideomotoria\u2026).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esiste per\u00f2 l&#8217;abitudine di molti ipnotisti ad avviare il paziente a un proprio lavoro autoipnotico gi\u00e0 dalle primissime fasi della terapia.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In molte forme terapeutiche la prima dimensione a essere investita di esperienze trasformative \u00e8 quella corporea. Secondo la\u00a0<b>Gestalt<\/b>\u00a0la consapevolezza corporea rappresenta la nostra esperienza primaria di essere-al-mondo. Il soggetto impara ad accedere e riconoscere progressivamente le proprie risposte interne e a usarle come sistema di segnalazione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Wolberg definisce l&#8217;autoipnosi una vera e propria trance indotta dal paziente per effetto delle suggestioni postipnotiche dell&#8217;ipnotista.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;autoipnosi pu\u00f2 realizzarsi con livelli di profondit\u00e0 variabile tra il livello ipnoide e quello sonnambulico, ma nella maggior parte dei casi il grado di profondit\u00e0 \u00e8 inferiore a quello raggiunto in eteroipnosi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esiste un limite di approfondimento non accessibile in quanto sostanzialmente non \u00e8 possibile depotenziare deliberatamente e direttamente l&#8217;emisfero non dominante oltre un certo grado. A meno che l&#8217;autoipnosi non sia oggetto di una istruzione al comportamento postipnotico. L&#8217;approfondimento in autoipnosi \u00e8 tecnicamente realizzabile attraverso la dissociazione.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">A meno che non si prevedano istruzioni dettagliate per non accedere al sonno, \u00e8 facile passare a uno stato naturale di sonno.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Oltretutto si pu\u00f2 verificare una confusione di livelli tra chi guida il processo ipnotico e chi segue.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Di fatto la coscienza ha obiettive limitazioni ed \u00e8 problematicamente posizionabile a un livello meta da cui deve guidare l&#8217;intero processo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La riemersione in genere avviene spontaneamente senza istruzioni dettagliate in merito.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Accade spesso che una persona possa riproporsi spontaneamente porzioni del lavoro ipnotico avvenuto in seduta.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;autoipnosi predisposta dal terapeuta in genere si colloca sulla linea della modificazione della dimensione del controllo. A tal proposito Weitzenhoffer (1957) suggerisce al paziente:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Quando lei sar\u00e0 in stato ipnotico le ceder\u00f2 il controllo su se stesso, in modo da farle provare che lei riesce a controllare l&#8217;ipnosi dandosi le stesse suggestioni che le ho dato io.<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Pu\u00f2 accadere che un paziente entri in autoipnosi in modo resistente per sfuggire al lavoro terapeutico (Erickson, Rossi, 1985).Si pu\u00f2 trattare di soggetti precatatonici o in genere molto diffidenti verso l&#8217;ipnosi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esiste un caso interessante in cui una donna chiese a Erickson di poter rimanere in macchina sotto la sua casa e poter svolgere autonomamente la terapia. Riteneva di avere un problema troppo terribile da raccontare.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Charles Citrenbaum (1987) nel suo lavoro con i disordini delle abitudini crede nell&#8217;uso regolare dell&#8217;autoipnosi per prevenire significativamente le ricadute. Harold Crasilneck (1975) consiglia di far praticare giornalmente l&#8217;autoipnosi ai propri pazienti e in particolare ai pazienti con disordine dell&#8217;abitudine.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Rossi (1993) sottolinea la necessit\u00e0 di percepire i segnali del primo stadio di stress ultradiano.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tra questi ricorre il bisogno di sperimentare ricordi positivi del passato e di fare fantasie gradevoli e lievemente eccitanti come quelle sessuali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dal nostro punto di vista si pu\u00f2 trattare di una attivit\u00e0 autoipnotica spontanea.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;ipnosi moderna la terapeuticit\u00e0 dell&#8217;esperienza autoipnotica smette di stare nella suggestione verbale e si concentra nell&#8217;esperienza interna e pi\u00f9 specificatamente nell&#8217;apprendimento della fenomenologia interna.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217;autoipnosi del terapeuta<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La mente del terapeuta \u00e8 uno strumento di lavoro preziosissimo e pertanto va tenuta sempre in buona forma. Milton Erickson ha sempre sottolineato l&#8217;importanza di allenare la mente del terapeuta e a stimolarla creativamente. Nella formazione dei suoi studenti ha sempre posto ampio spazio all&#8217;uso del s\u00e9 in questo senso. A tal proposito era solito dire<i>\u00a0&#8216;Perch\u00e9 fare le cose in un solo modo?<\/i><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La responsivit\u00e0 del terapeuta deve potersi improntare su una adeguata elasticit\u00e0 nel modo di prendere contatto con il proprio modo di conoscere e con il modo di conoscere del paziente. In relazione al primo contatto con il paziente, Erickson sottolinea:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Quando i pazienti entrano nel mio studio li accolgo a mente sgombra e li esamino per vedere chi e cosa sono, e perch\u00e9 sono venuti, senza dare nulla per scontato. Per esempio, guardo una paziente e noto che ha due occhi e che uno dei due non \u00e8 di vetro; \u00e8 ovvio, quindi che li usa entrambi. Le guardo le mani perch\u00e9, sai , mi sono trovato di fronte una ragazza che teneva i guanti perch\u00e9 aveva un braccio di legno. Le guardo i piedi e vedo che ha due piedi e i tacchi piuttosto larghi. Cerco di vedere quanti seni ha, come muova i gomiti e il braccio. Poi ascolto la sua voce per capirne il tono &#8211; il tutto per accertarmi che si tratti di un essere femminile. Perch\u00e9 dovrei partire dal presupposto che lo sia solo perch\u00e9 ha un nome da donna?<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Haley, 1987, pag 79)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Lo stesso conoscere terapeutico rappresenta una dimensione ricca di molte funzioni. Diventa pertanto importante operare una modificazione di stati di coscienza in modo autoindotto per sviluppare la mente dell&#8217;ipnotista finalizzato all&#8217;affinamento delle funzioni terapeutiche:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\">per raffinare la capacit\u00e0 di osservazione dei segnali minimi<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">per preparare le induzioni e acuire le intuizioni nel corso del percorso terapeutico<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">per sviluppare un approfondimento diagnostico<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">per approntare un addestramento strutturato di autoipnosi per il paziente<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Prima di sviluppare la consapevolezza dello stile personale con cui il terapeuta accede alla trance senza perdere terreno nel processo terapeutico della seduta, \u00e8 ancora pi\u00f9 utile prendere consapevolezza delle modalit\u00e0 di comunicazione interiore (Simpkins, 2000).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Pu\u00f2 far parte attiva della formazione del terapeuta incrementare una ricca consapevolezza delle suggestioni spontanee personali e dei modelli di risposta individuali.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ad esempio la percezione di alcuni odori determina automaticamente in ogni individuo stati di un certo tipo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per avviare e mantenere utilmente l&#8217;acutezza nell&#8217;osservare il paziente deve potersi attivare uno stato di concentrazione peculiare ed esclusiva sul paziente dato che il repertorio comportamentale del soggetto in ipnosi tende generalmente a ridursi. Per Erickson e Rossi (1979) devono potersi sviluppare nell&#8217;allievo in formazione quattro livelli di capacit\u00e0 osservative:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\">Relazioni di ruolo<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">Strutture di riferimento<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">Comportamenti di trance quotidiana<\/li>\n<li class=\"li_0_0\">Risposte di attenzione<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel primo livello si tratta di percepire la qualit\u00e0 di congruenza nella persona tra gli aspetti del comportamento verbale e non verbale in rapporto alla copertura di un ruolo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nel secondo livello si tratta di identificare le strutture di riferimento dominanti che guidano i comportamenti di una persona.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nel terzo livello si tratta di decifrare i momenti e le modalit\u00e0 con cui una persona attiva una ricerca interna.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;ultimo livello si tratta di percepire i momenti in cui la persona \u00e8 in grado di offrire la migliore attenzione possibile.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Erickson propone l&#8217;uso della tecnica del mio amico John per autoaddestrarsi raffinatamente e facilmente alla distorsione temporale (Erickson, 1987). In &#8216;La ristrutturazione della vita con l&#8217;ipnosi&#8217; (1987) Erickson asserisce:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">&#8216;In trance penso pi\u00f9 velocemente e pi\u00f9 chiaramente che nel comune stato di veglia&#8217;<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(pag.55-56)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A tal proposito precisa la sua abitudine a riflettere sui casi in trattamento mediante l&#8217;uso della trance. Erickson consigliava l&#8217;uso di una stanza insonorizzata per addestrare l&#8217;allievo al riconoscimento di segnali non verbali. Un paziente in merito al modo di fare terapia di Erickson disse:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">&#8216;Mio fratello mi aveva scritto per chiedermi se il dottor Erickson mi aveva fatto entrare in trance. Gli ho risposto di no, ma poi gli ho anche detto: &#8216;La risposta \u00e8 si e no. Ma se vuoi sapere la verit\u00e0, il dottor Erickson entra lui stesso in trance e io con lui&#8217;<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Haley, 1987, pag.247)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel corso dell&#8217;esperienza clinica la mente del terapeuta \u00e8 destinata a evolvere verso usi strategici sempre pi\u00f9 complessi del proprio s\u00e9 e dell&#8217;uso accorto delle mosse.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dan Short (1999) sottolinea l&#8217;importanza per il terapeuta di coltivare una apertura mentale tale da non finalizzare l&#8217;intervento terapeutico a risultati predeterminati, ma di lasciare che il paziente scelga di percorrere di volta in volta le proprie strade per realizzare la propria crescita. L&#8217;assunto di base \u00e8 che per ogni problema esiste pi\u00f9 di una soluzione.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;Autore sottolinea anche che non tutto pu\u00f2 essere sotto il controllo del terapeuta e un buon servizio per l&#8217;ipnotista \u00e8 rendere possibile al paziente l&#8217;accesso a un risultato significativo per questi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Loriedo (2002) individua il colloquio responsivo come contesto ideale di scambio dove sviluppare al massimo grado la responsivit\u00e0 del terapeuta aderente a quella del paziente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La PNL ha sottolineato l&#8217;importanza di saper distinguere uno stato mentale da un altro sulla base dell&#8217;accesso ai diversi sistemi sensoriali (Dilts, 1980). Descrive, pertanto, lo stato up-time differenziandolo dallo stato down-time come uno stato di coscienza utile all&#8217;osservazione fine di segnali minimi.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/reson.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"131\" title=\"\"><\/h2>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>TECNICHE AUTOIPNOTICHE<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le capacit\u00e0 ipnotiche possono raffinarsi grazie all&#8217;esercizio e padroneggiare una tecnica autoipnotica comporta un certo lavoro su di s\u00e9. Milton Erickson sottolinea che sono occorsi tre anni di esercizio assiduo alla moglie Elisabeth per diventare un esperto soggetto autoipnotico. Pu\u00f2 entrare facilmente in trance sonnambulica e discutere su ci\u00f2 che sente in quel momento senza perdere qualit\u00e0 ipnotica (Erickson, 1988). Crasilneck (1975) ha constatato nella sua pratica clinica che non esistono limiti di et\u00e0 per praticare l&#8217;autoipnosi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Indubbiamente fare autoipnosi presuppone la presenza di un talento particolare. Sperimentare il proprio potere ipnotico pu\u00f2 avere un effetto diretto sulla propria autostima.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In generale \u00e8 utile distinguere la specificit\u00e0 di una tecnica dall&#8217;ispirarsi a un atteggiamento di fondo e i due aspetti devono poter coesistere e integrarsi in ogni pratica autoipnotica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Alcuni Autori come Shone (1982) stimano che occorrono in media trenta minuti per accedere in un soddisfacente stato autoipnotico, ma sui tempi esiste una vasta variabilit\u00e0 soggettiva. E&#8217; ragionevole aspettarsi che una procedura ripetuta pi\u00f9 volte possa essere ripercorsa in tempi progressivamente sempre pi\u00f9 rapidi fino a giungere a una completa automaticit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ogni soggetto pu\u00f2 caratteristicamente autoindursi con un metodo che valorizzi le proprie qualit\u00e0 ipnotiche (capacit\u00e0 allucinatoria o idrodinamica).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esistono procedure che valorizzano direttamente la sola immaginazione del soggetto e altre che utilizzano mezzi sussidiari. Di fatto l&#8217;uso di ogni tecnica sviluppa esplicitamente alcune abilit\u00e0 e implicitamente altre. E&#8217; possibile dotare il soggetto della conoscenza di tecniche oppure assegnare testi di suggestioni scritti rigidi da ripetere. Ci\u00f2 pu\u00f2 determinare una diversit\u00e0 qualitativa di apprendimento. Tutte le tecniche utilizzano la respirazione come mezzo di base per far transitare il corpo verso il rilassamento in diversi gradi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si pu\u00f2 insegnare a un paziente una procedura badando a mantenere un certo grado di aspecificit\u00e0 in modo da garantire lo sviluppo di una abilit\u00e0 autoipnotica. Sono state descritte anche tecniche che utilizzano procedure di tipo fisico. Kretschmer nel 1949 propone di adottare prolungatamente la posizione convergente degli occhi per ottenere uno stato ipnotico profondo. I cambiamenti fisiologici possono essere notevoli. Betty Alice Erickson, la figlia di Milton, \u00e8 in grado di ottenere agevolmente la dilatazione pupillare anche differenziata dei due occhi (Erickson, 1988). Le procedure induttive ricalcano pienamente quelle in uso in eteroipnosi. Elenchiamo una serie di tecniche che utilizzano specifici sistemi sensoriali di riferimento soggettivi e le attitudini personali in generale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ogni tecnica utilizza caratteristicamente uno o pi\u00f9 fenomeni ipnotici: dalla dissociazione alla distorsione temporale. Tutte le tecniche descritte possono essere opportunamente combinate nella pratica.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Natura e forma delle suggestioni autoipnotiche<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Prima di definire le suggestione \u00e8 prioritario definire l&#8217;atteggiamento di fondo che predispone il soggetto all&#8217;accoglimento e alla stimolazione di certe risposte.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;atteggiamento generale con cui disporsi all&#8217;autoinduzione pu\u00f2 essere produttivamente indiretto, anche se le suggestioni possono risultare generalmente dirette con una tendenza spiccata a forme linguistiche semplificate. La ridondanza pu\u00f2 essere utilmente assai alta.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La suggestionabilit\u00e0 \u00e8 principalmente una funzione del campo percettivo dell&#8217;individuo. La scelta di un atteggiamento indiretto facilita la convinzione e l&#8217;affidamento all&#8217;inconscio. Cou\u00e8 sosteneva che ogni suggestione \u00e8 autosuggestione. Baudouin (1921) operava una distinzione tra suggestioni spontanee e indotte indicando nella prima una somiglianza con la reazione riflessa incondizionata.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Un effetto interferente pu\u00f2 essere reso dall&#8217;abitudine di alcune persone di riprodurre automaticamente un dialogo interno tendenzialmente negativo sul proprio s\u00e9.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; consigliabile preferire suggestioni a finale aperto presupponendo che a un certo punto del percorso l&#8217;intero processo venga totalmente guidato dai bisogni inconsci (Simpkins 2002). Pu\u00f2 risultare utile strutturare le suggestioni in forma di domanda.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si pu\u00f2 concludere che rimane sostanzialmente pi\u00f9 importante il processo che il contenuto. Sul piano dell&#8217; apprendimento \u00e8 pi\u00f9 interessante il viaggio che la destinazione.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Rossi (1993) scoraggia l&#8217;uso iperstrutturato delle suggestioni in quanto queste appartengono alla logica stretta della mente conscia e non permettono l&#8217;uso creativo del s\u00e9.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La Dissociazione<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La dissociazione \u00e8 definibile come un meccanismo di difesa in relazione a eventi psichici emotivamente rilevanti e minacciosi per l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;io e determina una alterazione della coscienza come esperienza di disconnessione. Nell&#8217;impiego ipnotico pu\u00f2 a ragione considerarsi una meta-strategia per l&#8217;induzione e per l&#8217;approfondimento e pu\u00f2 esprimersi in pi\u00f9 modalit\u00e0. E&#8217; possibile vedere s\u00e9 stessi seduto su una sedia e impegnato in un rilassamento progressivo. Si pu\u00f2 inserire nelle istruzioni il proprio nome (&#8216;Ora John stai sprofondando\u2026&#8217;) al quale siamo spontaneamente portati a reagire.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Erickson addestrava i suoi studenti facendo allucinare seduto su una sedia un uomo che chiamava Joe e sul quale faceva praticare la levitazione del braccio (Erickson, 1987).Una volta toccato il volto, Joe chiudeva lentamente gli occhi, faceva una profonda inspirazione e si addormentava profondamente. Con l&#8217;esercizio il rapporto con il proprio Joe si personalizzava e ogni praticante aggiungeva nuovi spunti nelle suggestioni.Tale tecnica sfrutta a pieno il potere ideodinamico allucinato.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217;Approfondimento<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si tratta di una fase peculiare di ogni trance ben riuscita. In genere si usano mezzi immaginari come scale o ascensori che rendono simbolicamente l&#8217;idea di andare in profondit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il Sogno come forma autoipnotica<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sogno rappresenta un modo di indursi ipnoticamente in modo naturale. E&#8217; stato verificato che durante il sonno REM l&#8217;afflusso di sangue al cervello aumenta e in generale l&#8217;attivit\u00e0 elettrica cerebrale assomiglia a quella da svegli.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Zeig sostiene che il sogno rappresenta un meccanismo autocurativo automatico. Sul piano della fenomenologia ipnotica il sogno \u00e8 connotato dalla presenza di una forte condensazione temporale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Erickson ha usato in et\u00e0 molto giovane i sogni autoipnoticamente correggendo i compiti di aritmetica.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;addestramento dei suoi allievi li aiutava a entrare in stati sonnambulici e amnestici durante il sonno notturno per svolgere qualche attivit\u00e0.(Erickson, 1983). Nella moderna psicoterapia l&#8217;orientamento generale \u00e8 quello di restituire al sognatore il sogno in modi da rendere il soggetto un attivo rielaboratore.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Pu\u00f2 costituire una parte del lavoro terapeutico quando \u00e8 suggerito in forma di suggestione postipnotica a conclusione di una seduta.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il sogno pu\u00f2 essere opportunamente risognato e ricomposto pi\u00f9 volte in seduta cos\u00ec che si rinforzi come modalit\u00e0 espressiva per s\u00e8. Il paziente ha la possibilit\u00e0 di esplorarsi con un movimento a spirale fino a raggiungere con i suoi tempi il nucleo centrale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Talvolta pu\u00f2 presentarsi spontaneamente durante la trance etero e autoindotta.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il metodo del Colore<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;esperienza cromatica fa parte intrinseca dell&#8217;esistere umano. Nel Training Autogeno. si fa riferimento a un colore preferito. Alexander Simpkins (2000) consiglia di suggerirsi di vedere un colore, attendere la risposta e osservare come evolve all&#8217;interno della ricerca personale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il metodo dello Specchio<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Lo specchio \u00e8 da sempre un oggetto magico ed \u00e8 descritto come uno strumento di trasformazione in molte fiabe. Nella pratica autoipnotica pu\u00f2 essere utilizzata nella versione reale o allucinata. L&#8217;immagine specchiata si s\u00e9 stessi pu\u00f2 realizzarsi mediante altri mezzi come stagni o altre superfici e rimanda e suggerisce versioni modificate e modificabili di s\u00e9 stessi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; evidente il meccanismo dissociativo alla base di queste evocazioni. Nel suo lavoro clinico Erickson ha fatto sovente ricorso all&#8217;uso dello specchio reale per intervenire strategicamente sull&#8217;immagine corporea del paziente. Poteva servirsene in studio o suggerirlo come lavoro a casa.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Abozzi (1996) descrive un modo semplice per autoipnotizzarsi in cui il soggetto si posiziona davanti a uno specchio concentrandosi inizialmente sul proprio volto e poi fissando un punto tra le sopracciglia fino al sopravvenire di uno stato ipnotico.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il Metodo della Levitazione<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Si tratta chiaramente di una tecnica che usa abilmente la dissociazione mente-corpo e corpo-corpo. Freda Morris (1976) suggerisce di pensare al braccio fatto di leggerissima schiuma di polestirolo. Si possono visualizzare un insieme di palloncini pieni di un gas leggerissimo e legati al polso oppure pensare che il braccio sia un palloncino. In caso che non si generi una situazione adeguatamente reattiva si pu\u00f2 fare come se. La levitazione pu\u00f2 dunque essere reale o allucinata.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il Metodo di Milton Erickson<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Milton raccomandava un atteggiamento che potremo definire di Aspettativa aperta:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">&#8216;Bene, eccomi qui. Ho un ora a disposizione e mi domando quanto tempo passer\u00e0 prima di sprofondare in una bella trance autoipnotica&#8217;<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Erickson, 1988)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Una delle situazioni pi\u00f9 emblematicamente paradossali \u00e8 quella dell&#8217;insonne che tenta di addormentarsi istruendosi a farlo. L&#8217;indicazione di Erickson era di prestarsi all&#8217;aspettativa in modo naturalistico per la realizzazione di qualsiasi fenomeno ipnotico:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">&#8216;Certamente avete spinto il freno quando avete viaggiato sul sedile posteriore di un automobile; certamente avete teso la bocca e la gola e le corde vocali sentendo un balbuziente che cercava di dire una parola; certamente avete spalancato la bocca tanto da farvi male quando avete cercato di dare da mangiare a quel bambino che non voleva aprire la bocca. Sapete tutte queste cose ; pertanto potete veramente aspettarvi di effettuare la scrittura automatica&#8217;.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Erickson, 1987, pg 69)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Erickson ha anche pi\u00f9 volte accennato alla facilitazione dell&#8217;accesso allo stato alterato attraverso il ricorso alla stessa poltrona. Bandler e Grinder (Dilts, 1980) hanno descritto ampiamente l&#8217;uso dell&#8217;autoancoraggio.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il Metodo di Betty Erickson<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">E&#8217; basato sul modello dei sistemi rappresentazionali di Bandler e Grinder (1980). Si procede all&#8217;approfondimento della trance attraverso uno schema che passa dalla descrizione dell&#8217;esperienza sensoriale esterna come una luce accesa fino a privilegiare esclusivamente l&#8217;esperienza interna.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\"><b>Il Metodo di Gerald Edelstien<\/b><\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;Autore consiglia sempre al paziente di impiegare un breve tempo a casa in stato di trance autoindotta con una semplice istruzione aperta in forma interrogativa del tipo: &#8216;Perch\u00e9 dovrei avere ancora questa sensazione?&#8217; . Sostiene che una risposta ottenuta con l&#8217;autosuggestione conserva una durata significativamente pi\u00f9 lunga (Edelstein, 1982).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Uso di Mezzi Sussidiari<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il nostro mondo fisico \u00e8 ricco di elementi che hanno gi\u00e0 di per s\u00e9 un valore significativo nella determinazione degli stati di coscienza della vita di tutti i giorni. Il ticchettio dell&#8217;orologio rappresenta uno stimolo sonoro che stabilisce un ritmo. Allo scopo di generare o amplificare le risposte ipnotiche si pu\u00f2 ricorrere all&#8217;ascolto di una musica opportunamente diffusa. Shone (1982) suggerisce la musica classica barocca e in particolare quella di Hendel a tempo largo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il meccanismo di funzionamento si basa su una sorta di condizionamento. Lo stimolo sonoro va progressivamente a sostituire quello verbale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La\u00a0<b>musica<\/b>\u00a0rappresenta un insieme di stimoli altamente evocativi che attivano intensamente le nostre parti emotive.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Anche l&#8217;uso di voci e suoni preregistrati con istruzioni preordinate \u00e8 molto diffuso. Il vantaggio evidente \u00e8 quello di liberare la mente conscia dal compito di impartire istruzioni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nella prima fase induttiva si possono utilizzare oggetti su cui fissare l&#8217;attenzione come candele accese o dipinti. Milton Erickson usava abitualmente un cristallo al quarzo posto sulla sua scrivania.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La Riattivazione<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Costituisce una fase determinante in autoipnosi da preparare opportunamente. Una volta raggiunto un grado soddisfacente di trance, occorre ripartire da questo per determinare il risveglio. Abozzi consiglia di usare un percorso a ritroso per riemergere dalla trance riutilizzando lo stesso mezzo usato per l&#8217;approfondimento come le scale o l&#8217;ascensore. Pu\u00f2 diventare utile preprogrammare con precisione il momento del risveglio visualizzando un orologio.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>CAMPI DI APPLICAZIONE<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le tecniche autoipnotiche si riferiscono generalmente a usi in campo medico e non medico e possono mirare alla autoguarigione, allo sviluppo di prestazioni particolari in molti campi, nello sport e nell&#8217;apprendimento in generale. In campo medico possono mirare ad attenuare in tempi rapidi l&#8217;ansia disfunzionale prodotta da soggetti ansiosi somatizzanti. L&#8217;addestramento all&#8217;autoipnosi pu\u00f2 avvenire proficuamente in trance (Crasilneck,1975). Ci interessa approfondire le procedure utilizzate in alcuni settori specifici come la preparazione al parto e la dismissione di comportamenti dannosi come l&#8217;abitudine al fumo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La dipendenza da nicotina<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Fumare rappresenta un tipico comportamento strutturato in abitudine che assolve paradossalmente alla funzione di far rilassare. In realt\u00e0 la nicotina \u00e8 un eccitante del ritmo cardiaco e il soggetto fumatore quando riferisce di rilassarsi fa riferimento al bisogno di proporsi mentalmente una pausa mentale che potrebbe essere assimilato a un bisogno autoipnotico. E&#8217; proprio nel tabagismo che l&#8217;autoipnosi trova un impiego assai esteso e importante. Si insegna al paziente a seguire le proprie istruzioni in forma di suggestione diretta:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Ora che sono in questo stato profondo ordino a me stesso di non fumare pi\u00f9..di non danneggiare pi\u00f9 il mio corpo interferendo sulla funzionalit\u00e0 del cuore, dei polmoni, di non continuare a distruggerlo sistematicamente con questa abitudine non necessaria\u2026Abbandonandola riacquister\u00f2 una respirazione normale.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Crasilneck 1975)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In questo modo si consente al soggetto di acquisire un proprio senso di autocontrollo e si rimanda in secondo piano il controllo del terapeuta. Citrenbaum (1987) propone ai pazienti di dedicarsi costantemente all&#8217;autoipnosi chiarendo di non ricorrere a suggestioni negative, ma lasciando un libero e ampio spazio all&#8217;inconscio:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Il semplice atto di stare in trance dar\u00e0 alla sua mente inconscia l&#8217;opportunit\u00e0 di fare qualcosa di utile per lei. E&#8217; importante sapere che la sua mente conscia pu\u00f2 essere coinvolta in ogni tipo di attivit\u00e0. Pu\u00f2 prestare attenzione a varie immagini, confuse o distinte, o pu\u00f2 vagare da una fantasia a un&#8217;altra. Ma il fatto davvero interessante \u00e8 che in realt\u00e0 non importa cosa faccia la sua mente conscia perch\u00e9 il solo atto di lasciarsi andare in trance dar\u00e0 al suo inconscio l&#8217;opportunit\u00e0 di fare quel che \u00e8 in grado di fare nel modo migliore. Alla fine di quei cinque o dieci minuti si trover\u00e0 a emergere dalla trance e scommetto che si sentir\u00e0 piuttosto rinfrescato e sereno.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">CITRENBAUM, 1987, pag. 64<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Lo stesso Autore (1987) istruisce i fumatori all&#8217;autoipnosi per ridurre i rischi di ricaduta.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">All&#8217;inizio quando cercher\u00e0 di consolidare i suoi cambiamenti comportamentali associati al dissuefarsi dal fumo, potr\u00e0 esserci nella sua testa una voce che dice: &#8216;Non \u00e8 la fine del mondo fumare quella sigaretta&#8217;, &#8216;Non ti far\u00e0 male&#8217;, ecc. Fintanto che quella voce continuer\u00e0 a parlarle lei sar\u00e0 vulnerabile\u2026 L&#8217;autoipnosi \u00e8 il mezzo adatto per rispondere a quella voce. Vorrei suggerirle che, come modo di metterla a tacere quando comincia a parlare e a dire: &#8216;Non \u00e8 la fine del mondo&#8217;, lei lo sfruttasse come segnale per fare autoipnosi allo scopo di allungare sempre di pi\u00f9 il periodo in cui non fuma.<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(CITRENBAUM, 1987, pag.95)<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La preparazione al Parto<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il parto per una donna rappresenta un evento della vita ricchissima di significati socioculturali di cui l&#8217;ipnotista deve tener conto nel momento in cui opera. Il lavoro preparatorio al parto deve necessariamente essere sufficientemente articolato per consentire un alto grado di efficacia. L&#8217;approccio diretto fondato semplicemente su ingiunzioni del tipo &#8216;Voglio che lei abbia un parto indolore&#8217; non ha in genere buone speranze di successo. Con un approccio decisamente indiretto e frazionato Erickson predisponeva un ampio piano che mobilitava un vastissimo insieme di esperienze estesiche personali e agiva sulla modificazione discreta delle aspettative sul dolore evocando nella mente della donna l&#8217;idea della dilatazione esemplificandola con comportamenti spontanei e naturali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Pu\u00f2 sentire o non sentire l&#8217;anello al dito o le scarpe ai piedi.<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">E&#8217; necessario soffrire nella peristalsi?<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Aprire le dita delle mani fa male?<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">Come la prender\u00e0 quando aspettandosi di soffrire, non soffrir\u00e0?<\/span><\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(Erickson, 1988)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nella preparazione al parto l&#8217;ipnotista deve accertarsi non solo che la donna abbia effettivamente appreso l&#8217;uso della tecnica, ma anche che condivida gli obiettivi del lavoro e si sinceri dell&#8217;applicazione di alcune precauzioni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In ogni trattamento che abbia a che fare con il dolore, questo non pu\u00f2 essere eliminato completamente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Erickson (1982) riferisce di un caso in cui una donna desiderava sentire a pieno tutta l&#8217;esperienza della nascita senza essere distratta dal dolore. Voleva sentire piacevolmente le contrazioni dell&#8217;utero come se avesse inghiottito una ciliegia intera e la sentisse scivolare comodamente lungo l&#8217;esofago.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Pertanto Erickson indusse inizialmente una anestesia completa che poi trasform\u00f2 nel tipo di analgesia richiesta dalla paziente. Dopo di ch\u00e8 addestr\u00f2 la paziente a sviluppare una profonda trance postipnotica sonnambulica che si sarebbe attivata all&#8217;inizio del travaglio e che le avrebbe permesso di partecipare all&#8217;intero evento.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ala fine del travaglio, una volta ritornata nella sua stanza, sarebbe caduta in un sonno profondo e riposante per circa due ore.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dopo due anni, la donna torn\u00f2 da Erickson in quanto aspettava il secondo bambino. In questo caso bastarono tre ore di trance profonda per ristabilire lo stesso apprendimento autoipnotico.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>CONCLUSIONI<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La questione autoipnosi pu\u00f2 essere affrontato da pi\u00f9 punti di vista. L&#8217;autoipnosi pu\u00f2 essere vista essenzialmente come il prodotto di una precedente ipnosi e susseguente suggestione post-ipnotica e dunque non esistere come fenomeno autonomo. Viceversa si pu\u00f2 essere convinti che l&#8217;ipnosi abbia luogo solo a patto che il soggetto si renda disponibile a produrre la propria autoipnosi e dunque \u00e8 solo l&#8217;autoipnosi a esistere.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ad ogni modo avvengono nella fenomenologia della coscienza una serie di eventi aspecifici, senza una intenzionalit\u00e0 esplicita finalizzata alla produzione di una trance che non sono facilmente collocabili e definibili.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La coscienza va incontro ordinariamente a un processo di discontinuit\u00e0 in cui diventa operante il meccanismo dissociativo. I cosiddetti sogni a occhi aperti non rispondono a una casualit\u00e0 rintracciabile nella mente conscia, ma a importanti bisogni del sistema mente-corpo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Di fatto l&#8217;evento autoipnotico pu\u00f2 avvenire all&#8217;interno o all&#8217;esterno di una cornice terapeutica.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La stessa relazione terapeutica non \u00e8 altro che una fitta trama di stati di coscienza auto\/etero indotti.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ognuno pu\u00f2 autonomamente misurarsi con un universo di risultati desiderati e desiderabili per s\u00e8, ma in assenza della supervisione di un ipnotista esperto pu\u00f2 essere difficile porsi obiettivi adeguati e appropriati.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Crasilneck (1975) cita una serie di esempi in cui persone non educate al corretto uso dell&#8217;ipnosi possono fare richiesta di un training autoipnotico finalizzato al raggiungimento di obiettivi irrealistici e qualche volta non sani.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Un avvocato aveva fatto richiesta di imparare a dormire tre ore a notte, mentre uno studente mediocre voleva assicurarsi voti eccellenti.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In autoipnosi il saper fare \u00e8 una dimensione intimamente legata alle potenzialit\u00e0 soggettive presenti e non alla fantasia di un fare straordinario.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Erickson (1987) ha sostenuto pi\u00f9 volte il fenomeno dell&#8217;interferenza di obiettivi apprezzabili da parte della coscienza, ma in disaccordo con i bisogni dell&#8217;inconscio.In tal senso sottolineava che l&#8217;insistenza a interferire coscientemente con l&#8217;inconscio determina l&#8217;insorgenza di un problema.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ne possiamo trarre che fare autoipnosi senza una consapevolezza di come dimensionarla correttamente pu\u00f2 produrre danni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Al contrario nell&#8217;ambito di una relazione terapeutica si pu\u00f2 ragionevolmente concludere che a prescindere se sia fatto in modo deliberato o no si sviluppa sempre una qualche forma di autoipnosi nel soggetto in terapia anche non esplicitamente ipnotica. Del resto Lankton (1984) ha dimostrato che gli stati ipnotici sono presenti in molte forme terapeutiche e coinvolgono pazienti e terapeuti.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Oltre a ci\u00f2 occorre distinguere gli eventi di autoipnosi spontanei da quelli strutturabili in un addestramento esplicito.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Impegnare gi\u00e0 nelle prime fasi della terapia il paziente in un vero e proprio training autoipnotico significa operare strategicamente e apertamente sullo svincolo e l&#8217;autonomia del soggetto.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Per di pi\u00f9 rinforza la convinzione di poter godere di un controllo su aspetti inattesi della propria vita.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;autoipnosi suggerita e sostenuta continuatamene mobilita il soggetto verso una continua ricerca interiore e verso quella autoesplorazione cara a Milton Erickson. Grazie all&#8217;autoipnosi diventa possibile l&#8217;acquisizione di livelli elevati di abilit\u00e0 in una integrazione mente-corpo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Naturalmente l&#8217;autoipnosi svincolata completamente da una relazione terapeutica non \u00e8 assolutamente appropriata nel caso di problematiche psicologiche gravi. Wilbacher (comunicazione personale, 2002) consiglia l&#8217;uso dell&#8217;autoipnosi come forma di terapia di mantenimento durante e in seguito a una terapia ipnotica breve. Crasilneck (1975) suggerisce ai pazienti di attenersi nella propria pratica autoipnotica a insiemi di suggestioni legati strettamente al lavoro terapeutico in corso. Nella ipnosi moderna viene ampiamente valorizzata la responsivit\u00e0 in luogo della suggestibilit\u00e0 in una visione evocativa dei fenomeni ipnotici (Ducci 2002). La pratica dell&#8217; autoipnosi fondata sull&#8217;accrescimento della percezione di s\u00e9 sembra porsi coerentemente in linea con ci\u00f2.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Non si pu\u00f2 non concludere senza fare un doveroso accenno alla formazione professionale in ipnosi clinica e ai modi pi\u00f9 opportuni per organizzarla intorno alla consapevolezza e allo sviluppo delle capacit\u00e0 autoipnotiche dell&#8217;allievo. Tutto il mondo formativo sta facendo un notevole sforzo per superare le limitatezze del pensiero orientato agli obiettivi e all&#8217;esclusiva attenzione alle tecniche (Short, 1999). Si vanno proponendo metodologie indirette come il metodo della narrazione, apprendere attraverso il raccontarsi, descrivere le proprie emozioni in rapporto alla relazione con l&#8217;altro (Kaneklin, 1998).<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;ambito formativo strettamente ipnotico da una indagine condotta da Wilbacher e Gandolfi (1998) risulta che un&#8217;alta percentuale di allievi ritarda o abbandona definitivamente l&#8217;uso professionale dell&#8217;ipnosi. Dopo una fase iniziale di apparente sicurezza nel corso della formazione, alla fine di questa l&#8217;allievo entra in una fase mentale di shock che pu\u00f2 portare all&#8217;abbandono dell&#8217;ipnosi in quanto si ritrova da solo a gestire l&#8217;impatto emotivo del lavoro in trance. Il neo terapeuta prova disagio per le sue risposte corporee e emotive. L&#8217;atto di indurre la trance nel paziente produce simultaneamente uno stato autoipnotico nell&#8217;ipnotista. Diversamente dalle altre forme psicoterapeutiche dove l&#8217;apprendimento emozionale del s\u00e9 avviene in modo graduale, in ipnosi l&#8217;impatto \u00e8 immediato e inaspettato.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nell&#8217;indagine emerge che gli allievi non riescono a fornire una risposta soddisfacente in merito all&#8217;abbandono dello strumento ipnotico in favore di altri approcci terapeutici, ma solo se l&#8217;allievo attiva uno scambio emozionale con il formatore riesce a entrare in una fase mentale di superamento che lo aiuta a neutralizzare lo shock e a far funzionare la mente sintonicamente e simultaneamente fra processi emotivi e razionali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Ricerca di fonti bibliografiche<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per la ricerca bibliografica si \u00e8 proceduto compiendo innanzitutto una ampia ricognizione dei riferimenti all&#8217;autoipnosi provenienti dai testi in lingua italiana sull&#8217;ipnosi di maggiore diffusione con particolare riferimento al lavoro di Milton Erickson. Non si \u00e8 proceduto a una accurata ricerca di articoli tratti da Riviste del settore e pertanto ne segnaliamo pochi significativi. Si \u00e8 constatato l&#8217;esistenza di una ristretta bibliografia di testi in lingua italiana dedicata espressamente all&#8217;autoipnosi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">La ricerca attraverso internet ha permesso di evidenziare una disponibilit\u00e0 di indicazioni applicative di tipo divulgativo e propagandistico poco approfondite sul piano teorico. Qui di seguito elenchiamo 50 titoli:<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">BANDLER R. GRINDER J., I modelli della tecnica ipnotica di Milton Erickson, Astrolabio 1984<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">BANDLER R. GRINDER J., Ipnosi e trasformazione, Astrolabio 1982<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">BAUDOUIN C., Suggestion and autosuggestion, Bodd Mead and Co. 1921<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">BUZAN T., Use your mind, Bbc Publication 1974<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">CHEEK D.B. LECRON L.M., Clinical Hypnotherapy, Grune and Stratton 1968<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">CITRENBAUM C.M.KING M.E. COHEN W.I., Il controllo delle abitudini mediante l&#8217;ipnosi, Astrolabio 1987<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">COPELAN R., Ipnosi e autoipnosi, Armena 1992<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">CRASILNECK H. B., HALL J.H., Ipnosi clinica, Astrolabio 1975<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">DILTS R. GRINDER J. BANDLER R. BANDLER L.C. DELOZIER J., Programmazione neurolinguistica, Astrolabio 1982<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">DUCCI G. CASILLI C., La supervisione nella nuova ipnosi, Angeli 2002<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">EDELSTIEN M.G., Trauma trance e trasformazione, Astrolabio 1982<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ERICKSON M.H., Opere volume 1, Astrolabio<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ERICKSON M.H., Opere volume II,Astrolabio<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ERICKSON M.H., Guarire con l&#8217;ipnosi, Astrolabio 1983<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ERICKSON M.H. ROSSI E.L., Ipnoterapia, Astrolabio 1982<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ERICKSON M.H. ROSSI E.L., L&#8217;esperienza dell&#8217;ipnosi, Astrolabio 1985<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ERICKSON M.H., La ristrutturazione della vita con l&#8217;ipnosi, Astrolabio 1987<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ERICKSON M.H., La comunicazione mente-corpo in ipnosi, Astrolabio 1988<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">FROMM E., Similarities and differences between self-hypnosis and hetero-hypnosis, Discorso inaugurale, American Psychological Association 1973<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">FROMM E., An idiosyncronic long-term study self-hypnosis, Studio presentato alla Convenzione della American Psychological Association 1974<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">GALLWEY W. T., The inner game of tennis, Random House 1974<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">GALLWEY W.T., The inner game of golf, Jonathan Cape 1979<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">YOUNG P., Autoipnosi, RED 1991<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">HALEY J., Cambiare gli individui, Astrolabio 1987<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">HARRIGEL E., Lo Zen e il tiro con l&#8217;arco, Adelphi 1975<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">KANEKLIN C.,SCARATTI G., Formazione e Narrazione, Cortina 1998<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">KLINE M.V., GAZE H., Self-hypnosis in childbirth: a clinical evaluation of a patient conditioning program, J.Clin. Exp. Hypn., 3: 142-147, 1955<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">LANKTON S.R.,LANKTON C.H., La risposta dall&#8217;interno, Astrolabio 1984<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">LORIEDO C., Strategie e stratagemmi della psicoterapia, Angeli 2002<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">LIOTTI G., Le opere della coscienza, Cortina 2001<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">MALTZ M., Psicocibernetica, ASTROLABIO 1965<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">MORRIS F., Autoipnosi in due giorni , Astrolabio 1974<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">MUTIMER P., Lo zen e l&#8217;arte di giocare a tennis, Newton &amp; Compton 1998<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">PADOVANI E., Manuale pratico di RAT, Edizioni RED 1988<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ROSEN S., La mia voce ti accompagner\u00e0, Astrolabio 1983<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">ROSSI E.L. NIMMONS D., Autoregolazione del sistema mente-corpo, Astrolabio 1993<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">SIMPKINS C.A.,SIMPKINS A., Autoipnosi Ericksoniana, Astrolabio 2002<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\">\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">SHONE R., La tecnica dell&#8217;autoipnosi, Astrolabio 1982<\/span><\/div>\n<ul class=\"ul_0_0\">\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">SHONE R., Visualizzazione creativa, Astrolabio 1984<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">SHOR R., Hypnosis and the concept of the generalized reality orientation, American Journal of Psychotherapy, 1959,13,582-602<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">SHORT D., Use-Oriented Thinking, Documento presentato al Settimo Congresso Internazionale sugli Approcci Ericksoniani all&#8217;Ipnosi e alla Psicoterapia, Phoenix 1999<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">SOSKIS D., Insegnare l&#8217;autoipnosi, Astrolabio 1987<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">TART C., Stati di coscienza, Astrolabio<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">THOMAS K., Autoipnosi e training autogeno, Edizioni Mediterranee 1976<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">UMADZE D.N., The psychology of set, Consultans Bureau 1966<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">WATZLAWICK P., La realt\u00e0 inventata, Feltrinelli 1988<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">WEITZENHOFFER A.M., General techniques of hypnotism, Grune and Stratton,1957<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">WILBACHER R., GANDOLFI A., Effetti e cambiamenti sulla personalit\u00e0 del terapeuta durante il training di psicoterapia ipnotica, 3\u00b0 Congresso Europeo di Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana, Venezia 1998<\/span><\/li>\n<li class=\"li_0_0\"><span class=\"rvts8\">WOLBERG L.R., Medical Hypnosis, Grune and Stratton 1948<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\" style=\"text-align: center;\"><a class=\"rvts4\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/dossier\/ipnosi-autoipnosi.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><b>Ipnosi e Autoipnosi<\/b><\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autoipnosi e terapia \u00a0 Ogni ipnosi e&#8217; essenzialmente autoipnosi (Cheek e LeCron,1968) &nbsp; Ipnosi e Autoipnosi &nbsp; di Antonio Bufano &nbsp; PREMESSE \u00a0 Esiste un&#8217;ampia offerta di libri con materiale e istruzioni per sviluppare stati &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/autoipnosi-e-terapia\/\" aria-label=\"Autoipnosi e terapia\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3941","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3941"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4862,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3941\/revisions\/4862"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}