{"id":3949,"date":"2024-04-20T16:57:02","date_gmt":"2024-04-20T14:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3949"},"modified":"2024-06-23T20:11:18","modified_gmt":"2024-06-23T18:11:18","slug":"apprendimento-e-memoria","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/apprendimento-e-memoria\/","title":{"rendered":"Apprendimento e Memoria"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"apprendimento-memoria-subliminale\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/apprendimento_memoria_subliminale.jpg\" alt=\"Apprendimento e Memoria\" width=\"850\" height=\"312\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Apprendimento e Memoria<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Normalmente usiamo solo il 4\/5% delle nostre potenzialit\u00e0 mnemoniche e\u00a0<b>meno del 10% di quelle mentali<\/b>; possiamo invece usare al meglio la nostra mente conoscendo come funziona e come stimolarla.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Con le mnemotecniche subliminali ad infrasuoni ed HRM, quindi con l\u2019utilizzo bilanciato dei nostri due emisferi cerebrali, con il rilassamento fisico e mentale, con le tecniche di concentrazione e gestione dello stress e di controllo della propria emotivit\u00e0 possiamo acquisire una consapevolezza vincente.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/blueethricsm.gif\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"171\" title=\"\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>La Memoria<\/b><\/span><\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La memoria: che cos\u2019\u00e8 e come funziona\u00a0<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Pi\u00f9 che di memoria, dovremmo parlare di\u00a0<b>memorie<\/b>\u00a0al plurale. Ma che cos\u2019\u00e8 quella che Baudelaire defin\u00ec la &#8220;madre dei ricordi, padrona delle padrone&#8221;, sulla quale gli uomini si interrogano sin dagli albori della storia? Teorie, ipotesi, sguardi.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Le tre fasi della memorizzazione<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ogni teoria sulla memoria prende in considerazione tre diversi momenti del processo di memorizzazione: la codifica, la ritenzione e il recupero. Per codifica si intende il modo in cui l\u2019informazione in arrivo \u00e8 immagazzinata nel sistema; la ritenzione \u00e8 il modo in cui questa informazione viene conservata nel corso del tempo; il recupero si riferisce al modo in cui l\u2019informazione viene estratta da un sistema.\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Le prime teorie sulla memoria sono attribuibili a Platone che paragonava la memoria umana a morbida cera sulla quale le esperienze imprimevano dei segni. Aristotele parlava invece di &#8220;associazioni&#8221; per esprimere il concetto per il quale due idee sono associate se il ricordo dell\u2019una \u00e8 un buon indice di richiamo dell\u2019altra. Agli inizi del secolo vennero formulate le prime teorie davvero psicologiche sulla memoria. Alcuni studiosi consideravano il sistema di memorizzazione costituito da &#8220;vie neurali&#8221;, una sorta di sentieri mentali che diventavano pi\u00f9 chiari e distinti a forza di essere usati.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>I tempi della memoria<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La prima importante teoria della memoria venne proposta nel 1971 da Atkinson e Shiffrin. La loro teoria multiprocesso o multimodalit\u00e0 considerava il funzionamento del sistema mnestico frutto dell\u2019interazione tra sistemi diversi interconnessi e non, come sottintendevano le teorie precedenti, riconducibili ad un sistema unico. Secondo questi autori l\u2019informazione in entrata viene conservata per pochissimo tempo in un sistema di memoria sensoriale, poi viene parzialmente codificata e conservata nella memoria a breve termine e infine, ma solo in certi casi, viene trasferita nella memoria a lungo termine. Vediamo pi\u00f9 nel dettaglio ognuno di questi sistemi.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La\u00a0<b>memoria sensoriale\u00a0<\/b>implica la conservazione dell\u2019informazione visiva o uditiva (ecoica) per qualche secondo. Facciamo un esempio. Chi ha provato a muovere velocemente una sigaretta nel buio sa che viene percepita una striscia rossa nell\u2019aria. Ebbene, in realt\u00e0 la luce della brace continua a essere vista qualche tempo dopo che ha cessato di essere presente in quel punto dell\u2019aria e quindi dopo che ha cessato di cadere su porzioni particolari nella retina oculare. Questo semplice esempio mostra come l\u2019informazione visiva viene conservata in memoria per qualche secondo, generalmente uno o due. Alcune osservazioni sperimentali hanno messo in evidenza come queste informazioni vengono conservate in un codice molto simile all\u2019informazione originale e che possono essere disturbate da informazioni percepite successivamente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La\u00a0<b>memoria a breve termine\u00a0<\/b>\u00e8 quello spazio mentale in cui le informazioni vengono conservate per periodi pi\u00f9 lunghi. Secondo alcuni autori questo tipo di memoria pu\u00f2 anche essere considerata una memoria di lavoro (working memory) perch\u00e9 deputata alla manipolazione non meno che alla conservazione dell\u2019informazione. Questo magazzino di informazioni ha una capacit\u00e0 limitata. Sottoponendo alcuni soggetti a una prova di ricordo di sequenze di numeri e lettere, Miller (1956) giunse alla conclusione che si possono ricordare al massimo sette (pi\u00f9 o meno due a seconda della difficolt\u00e0 del compito) elementi nella memoria a breve.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nei compiti di rievocazione \u00e8 possibile osservare un curioso fenomeno. Si ha la sensazione, tra l\u2019altro confermata dagli esperimenti di laboratorio, che le informazioni ricordate pi\u00f9 facilmente all\u2019interno di una qualsiasi sequenza siano le prime o le ultime. Le prime perch\u00e9 sono quelle memorizzate quando &#8220;la mente era pi\u00f9 fresca\u201d (effetto primacy), le ultime perch\u00e9 sono le informazioni assimilate pi\u00f9 di recente (effetto regency). Quale di questi due fenomeni sia prevalente sull\u2019altro non \u00e8 stato mai stabilito.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La\u00a0<b>memoria a lungo termine<\/b>\u00a0\u00e8 quella che conserva tutte le informazioni sul nostro passato. Se ricordiamo episodi della nostra infanzia \u00e8 grazie a questa componente del sistema di memoria. I meccanismi che trasferiscono un\u2019informazione dalla memoria a breve alla memoria a lungo termine sono oggetto di un infinito dibattito.\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E\u2019 possibile fare una distinzione tra diversi tipi di memoria a lungo termine. La prima distinzione che pu\u00f2 essere fatta \u00e8 tra conoscenza procedurale e dichiarativa. Quest\u2019ultima corrisponde alla conoscenza fattuale, ad esempio &#8220;Roma \u00e8 la capitale dell\u2019Italia&#8221;. Spesso questa conoscenza pu\u00f2 essere appresa attraverso lo studio o anche mediante una sola osservazione.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La conoscenza procedurale ci dice invece come fare qualcosa. Se sappiamo allacciarci le scarpe o tagliare una torta \u00e8 perch\u00e9 abbiamo acquisito questo tipo di conoscenza attraverso l\u2019esercizio e la ripetizione.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Vi sono due tipi di conoscenza dichiarativa: quella episodica e quella semantica. La prima riguarda proposizioni circa esperienze o episodi del passato come &#8220;L\u2019anno scorso sono andato a Parigi&#8221;. La conoscenza semantica rappresenta invece fatti indipendenti dal momento in cui sono stati appresi, ad esempio &#8220;2 x 2 = 4&#8221;.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Alcune recenti teorie sulla struttura della memoria parlano invece di reti neurali, considerando la memoria nient\u2019altro che una rete di associazioni tra contenuti, fatti e procedure. Tale teoria avrebbe anche un corrispettivo fisiologico nella struttura del sistema nervoso centrale costituito da collegamenti (sinapsi) tra neuroni. Una conferma di questa teoria viene da una specifica mnemotecnica che suggerisce, quando non si ricorda qualcosa, di cercare di ricordare qualcosa di &#8220;prossimo&#8221; a quel ricordo, magari legato al momento in cui si \u00e8 memorizzata l\u2019informazione o a contenuti o emozioni ad esso vicini.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/ippo3.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"149\" title=\"\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>L\u2019apprendimento<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Imparare ad apprendere<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tutti sappiamo che \u00e8 pi\u00f9 &#8220;facile&#8221; imparare concetti e nozioni che ci interessano. Eppure gli studi hanno dimostrato che la nostra performance pu\u00f2 essere ottimale indipendentemente dal nostro interesse in un dato argomento. Perch\u00e9? E che cosa possiamo fare per imparare meglio, pi\u00f9 in fretta e pi\u00f9 profondamente?\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019apprendimento \u00e8 un processo psicologico complesso che interessa le facolt\u00e0 superiori della nostra mente. Quando poi l\u2019apprendimento \u00e8 rivolto verso specifiche materie di studio si fa evidente la necessit\u00e0 di adottare delle strategie efficaci che ci permettono di acquisire una serie di nozioni in un tempo ragionevole. Da tempo gli psicologi hanno individuato una specifica abilit\u00e0 generale di apprendimento: il learning to learn (apprendere ad apprendere). Questa capacit\u00e0 pu\u00f2 essere sviluppata e migliorata attraverso varie tecniche.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le variabili sulle quali \u00e8 pi\u00f9 opportuno agire per migliorare la propria capacit\u00e0 di apprendimento sono la\u00a0<b>motivazione<\/b>\u00a0e l\u2019<b>attenzione<\/b>. Difficilmente il livello attentivo e motivazionale si mantiene costante nel tempo. Pi\u00f9 spesso succede che ci sono momenti in cui \u00e8 facile prestare la propria totale attenzione a un testo, mentre altre volte ci\u00f2 ci risulta molto difficile. Generalmente l\u2019attenzione varia con un ciclo caratterizzato da un periodo di circa un\u2019ora e mezza. Questo significa che in questo periodo viviamo una fase di circa 45 minuti nei quali la nostra attenzione \u00e8 molto vigile e 45 minuti in cui l\u2019attenzione \u00e8 bassa. Si tratta ovviamente di tempi medi, variabili a seconda del soggetto, della natura del compito, del tipo di sollecitazione esterna.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Quando si \u00e8 molto motivati ad apprendere, ad esempio perch\u00e9 sappiamo che \u00e8 imminente un importante esame, i momenti di disattenzione, pur presenti, sono ridotti a periodi di pochi minuti. In questi casi una breve pausa o una variazione dell\u2019attivit\u00e0 \u00e8 spesso sufficiente a recuperare le energie attentive per riprendere lo studio.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A molti sar\u00e0 capitato di fare giorni di studio intenso pochi giorni prima di un esame. Livelli di motivazione molto alti, infatti, consentono di poter studiare per molte ore con il massimo grado di rendimento. E\u2019 infatti noto che la nostra mente lavora molto meglio e apprende pi\u00f9 velocemente quando \u00e8 sotto stress (lo\u00a0<b>stress<\/b>\u00a0benefico o\u00a0<b>eustress<\/b>). Periodi di studio cos\u00ec intensi, tuttavia, possono essere tollerati solo per tempi piuttosto brevi, altrimenti si assisterebbe a un aumento incontrollato dell\u2019ansia e degli effetti negativi dello stress (<b>distress<\/b>).\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Una serie di capacit\u00e0 sicuramente fondamentali per iniziare un periodo di apprendimento particolarmente produttivo vanno sotto il nome di &#8220;autocontrollo&#8221;, intendendo con questo termine la capacit\u00e0 di porsi degli obiettivi in modo autonomo, stabilire dei piani e delle strategie efficaci per raggiungerli e organizzarsi per mettere in atto quanto deciso. L\u2019autocontrollo ci permette di essere molto controllati nella nostra attivit\u00e0 di apprendimento e di essere guidati pi\u00f9 dalla nostra volont\u00e0 che da eventi esterni o da decisioni prese da altri.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Gli ostacoli<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I principali ostacoli a qualsiasi attivit\u00e0 di apprendimento sono le &#8220;<b>idee irrazionali<\/b>&#8221; che al di l\u00e0 di ogni logica e di ogni buon senso, per il loro contenuto sono alla base di molti insuccessi personali, scolastici, professionali, sportivi. E\u2019 possibile citare tre esempi di queste idee: la tendenza a catastrofizzare gli eventi temuti, la tendenza a crearsi degli obblighi, la tendenza a far dipendere il giudizio globale su di noi dal risultato di una performance.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Generalmente questi pensieri portano ad una eccessiva drammatizzazione del compito, alla percezione che dalla sua buona riuscita dipenda il nostro valore (ai nostri occhi e agli occhi degli altri). Questi pensieri sono spesso il risultato della storia di una persona, sono il frutto di un modo di pensare che si \u00e8 consolidato con l\u2019esperienza.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un buon metodo per superare le difficolt\u00e0 che nascono da questi pensieri consiste nell\u2019identificare le condizioni in cui si manifestano queste idee, la dinamica con la quale si sviluppano e con la quale, spesso, prendono il totale controllo della nostra mente e del nostro comportamento. Spesso \u00e8 utile fare ricorso ad alcune semplici strategie quali un buon esame di realt\u00e0, che permette di prendere in considerazione le possibili (reali) conseguenze negative di un insuccesso, oppure attraverso l\u2019ironia.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il modo migliore per apprendere qualsiasi cosa \u00e8 adottare una corretta metodologia si studio. Un errore che viene spesso commesso dagli studenti \u00e8 quello di cercare di apprendere tutto gi\u00e0 alla prima lettura. Questa strategia, tuttavia, risulta spesso poco produttiva perch\u00e9 non permette di acquisire una visione globale dell\u2019argomento. Una prima lettura veloce e generica del testo \u00e8 un inizio sicuramente migliore anche perch\u00e9 fornisce una migliore chiave di comprensione per gli approfondimenti successivi.\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Solo in un secondo momento potr\u00e0 essere effettuata una lettura pi\u00f9 approfondita, punto per punto, per poter memorizzare ogni elemento importante.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Alla fase di comprensione del testo deve necessariamente seguire una fase di rielaborazione personale, per assicurare un ricordo a lungo termine del materiale appreso. Attraverso una ripetizione partecipe e attiva si potr\u00e0 organizzare sistematicamente ogni argomento e lo si integrer\u00e0 con quanto gi\u00e0 appreso in precedenza.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per consolidare ulteriormente il ricordo pu\u00f2 essere opportuna una fase di verifica, ad esempio sfogliando rapidamente il materiale o ripassando velocemente quanto appreso. Questa verifica \u00e8 particolarmente utile per mettere in evidenza pericolose lacune e a fare interessanti associazioni tra le varie parti del materiale in corso di studio. E\u2019 forse la parte pi\u00f9 creativa del processo di apprendimento.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217;oblio<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La rievocazione immediata di un&#8217;informazione pu\u00f2 mancare perch\u00e9 non \u00e8 stata trasmessa alla memoria a lungo termine.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La rievocazione di un&#8217;informazione della memoria a lungo termine pu\u00f2 mancare perch\u00e9 non ci sono sufficienti legami per metterli a fuoco.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Questa teoria spiega anche perch\u00e9 taluni ricordi appaiono &#8220;rimossi&#8221;: tali ricordi sono inaccessibili perch\u00e9 la loro presenza sarebbe inaccettabile per il soggetto a causa dell&#8217;ansia o dei sentimenti di colpa che potrebbero attivare. Non sono perci\u00f2 scomparsi, ma il subconscio evita che le associazioni necessarie si formino.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Gli individui colpiti da amnesia non dimenticano tutto, solo degli elementi personali. Ci\u00f2 avviene spesso per un trauma emotivo al quale l&#8217;amnesia permette di sfuggire. Spesso poi parte di tali ricordi riaffiora quando vengono evocati dalle giuste associazioni.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/ippo1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" title=\"\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts24\"><b>Consigli pratici\u00a0<\/b><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Poich\u00e9 l&#8217;<b>ippocampo\u00a0<\/b>si occupa della funzione di selezionare le informazioni da trasferire nella memoria secondaria, ne deriva che l&#8217;apprendimento e l&#8217;oblio sono notevolmente influenzate dalle emozioni positive e negative.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;ippocampo \u00e8 una formazione nervosa situata sul margine inferiore dei ventricoli laterali, sopra il cervelletto. L&#8217;ippocampo fa parte del &#8220;<b>sistema limbico<\/b>&#8221; che \u00e8 la zona del cervello deputata a gestire le emozioni.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Se si prova disgusto per una materia, la possibilit\u00e0 di apprenderla \u00e8 scarsa.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Un apprendimento di base positivo (&#8220;<b>apprendimento giocoso<\/b>&#8220;) stimola il ritmo di trasferimento nella memoria secondaria, al contrario un atteggiamento negativo rende pi\u00f9 difficile l&#8217;apprendimento.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Un atteggiamento positivo pu\u00f2 nascere spontaneamente, ma pu\u00f2 essere notevolmente incrementato stimolando la motivazione, anche l&#8217;auto-motivazione.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Essendo l&#8217;ippocampo deputato alla filtrazione dei stimoli da trasferire alla memoria, bisogna cercare di associare alle nozioni che si vogliono ricordare delle emozioni positive. Bisogna cercare di trovare, anche in una materia apparentemente ostica, dei motivi di interesse sia diretti, sia indiretti (per esempio dei vantaggi che tale conoscenza potrebbe fornire). Bisogna cercare motivazioni positive e, se non ci sono, crearsele con l&#8217;<b>automotivazione<\/b>.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In questa fase di automotivazione si devono utilizzare tutte le tecniche di convincimento e di comunicazione di cui si dispone. Pu\u00f2 durare anche a lungo, ma i risultati sono sorprendenti.\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Se si intraprende un nuovo corso di studi, se si decide di imparare una lingua bisogna prima essere &#8220;realmente&#8221; convinti che la materia ci interessa e cercare di stimolare tale interesse al massimo, apprezzandone tutti gli aspetti positivi, anche marginali o indiretti. Questo processo pu\u00f2 richiedere molto tempo e pu\u00f2 avvenire in contemporanea allo studio.\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per migliorare l&#8217;apprendimento di una singola nozione, tenendo conto dei meccanismi citati, conviene ripeterla pi\u00f9 volte e creare pi\u00f9 associazioni possibile. In tal modo sar\u00e0 certamente pi\u00f9 facile richiamarla. Per un nome si possono creare associazioni tra una parte di esso e nozioni a noi note, per un numero, ad esempio una data, delle associazioni con altri numeri o semplicemente delle associazioni &#8220;interne&#8221; al numero stesso.<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts48\">con estratti di Daniele Monzani (duepiu.net) e benessere.com &#8211; adattamento di Alan Perz<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Audio Albums specifici:<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><a class=\"rvts28\" href=\"https:\/\/www.amadeux.net\/sublimen\/catalogo\/product\/13\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LEARNING AP01 &#8211; Apprendimento<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Album dedicato all&#8217;apprendimento e alla memorizzazione con oltre 50 minuti di musica e suoni. I brani sono progettati per incrementare e facilitare l&#8217;apprendimento e la memorizzazione in genere.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Apprendimento e Memoria \u00a0 Normalmente usiamo solo il 4\/5% delle nostre potenzialit\u00e0 mnemoniche e\u00a0meno del 10% di quelle mentali; possiamo invece usare al meglio la nostra mente conoscendo come funziona e come stimolarla. \u00a0 Con &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/apprendimento-e-memoria\/\" aria-label=\"Apprendimento e Memoria\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3949","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3949"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3949\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4857,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3949\/revisions\/4857"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}