{"id":3974,"date":"2024-04-22T11:46:10","date_gmt":"2024-04-22T09:46:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=3974"},"modified":"2025-04-29T09:01:11","modified_gmt":"2025-04-29T07:01:11","slug":"psico-neuro-endocrino-immunologia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/psico-neuro-endocrino-immunologia\/","title":{"rendered":"Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"pnei Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/pnei_Psico_Neuro_Endocrino_Immunologia.jpg\" alt=\"PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA\" width=\"850\" height=\"332\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">PNEI: Psico Neuro Endocrino Immunologia<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><b>PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\">di Maria Carmela Sgarrella<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il problema dell&#8217;identit\u00e0<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dopo aver preso conoscenza dei punti essenziali di come si sia creata la complessa struttura del sistema nervoso umano con il suo asse spinale, i suoi tre cervelli e i due emisferi, presentiamo una serie di &#8220;colonne&#8221; fondamentali per una conoscenza globale dell\u2019essere umano e del suo cervello.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Come nelle altre scienze, anche nella medicina e nella neurofisiologia osserviamo la mancanza di un soggetto o &#8220;unit\u00e0 di coscienza&#8221; e, utilizzando il modello Cyber, cerchiamo di riproporre una visione medica pi\u00f9 globale e umana. Il S\u00e9, in medicina, viene di fatto intuitivamente considerato il centro dell\u2019essere umano, ma questa percezione viene poi rimossa nei testi e nella logica medica ufficiale. Fortunatamente, negli ultimi decenni, la radicale trasformazione in atto nella cultura planetaria ha portato a rivoluzionari mutamenti che creano unit\u00e0 e integrazione anche nella medicina e nella neurofisiologia. Vediamo come le due categorie, corpo e coscienza, oggi stanno ritornando all\u2019originale unit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Candace Pert: il corpo come rete di informazioni emozionali<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Uno dei maggiori contributi alla riunificazione della dicotomia umana in medicina \u00e8 dovuto al lavoro e alla visione pionieristica di Candace Pert. La Pert, neurofisiologa, direttrice del centro di biochimica cerebrale del NIMH, National Institute for Mental Health, \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti figure nell\u2019ambito della ricerca internazionale sul cervello: ha infatti scoperto le endorfine e un vasto numero di neuropeptidi, le molecole che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso, ed ha evidenziato che i neuropeptidi sono i mediatori sia delle informazioni, sia delle emozioni e sono attivi praticamente in tutte le cellule del corpo, nel sistema nervoso, ma soprattutto nel sangue, nel sistema immunitario e nell\u2019intestino. Queste scoperte l\u2019hanno candidata al Nobel per la medicina, ed hanno creato &#8211; come spesso accade in questi ultimi anni &#8211; una sorta di rivoluzione nel modello di essere umano della medicina ufficiale. Come l\u2019editore John Maddox ha riportato su Nature, le persone pi\u00f9 esperte in questo campo sostengono che ogni stato d&#8217; animo \u00e9 fedelmente riflesso da uno stato fisiologico del sistema immunitario.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Occorre puntualizzare che, fino ad una ventina di anni fa, termini come &#8220;mente&#8221;, &#8220;emozione&#8221; o &#8220;coscienza&#8221; non erano nemmeno menzionati nei testi di medicina, in quanto il modello umano ufficiale considerava il corpo come unica realt\u00e0 e la mente un concetto estraneo alla scienza e non indispensabile. In neurofisiologia si riteneva (e molti purtroppo molti ritengono ancora) che il cervello &#8220;producesse&#8221; il pensiero e che il suo funzionamento fosse quello di un computer, basato su una semplice logica di acceso-spento. La scoperta dei primi mediatori sembrava avvalorare questa cooncezione puramente meccanicista, ad esempio un neurotrasmettitore &#8220;eccitava&#8221; un neurone che &#8220;attivava&#8221; un muscolo mentre un secondo mediatore &#8220;inibiva&#8221; il neurone e &#8220;rilassava&#8221; il muscolo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Tutto il corpo pensa: la chimica delle emozioni<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Con le scoperte della Pert sui neuropeptidi, questo modello \u00e8 stato scardinato completamente. Innanzitutto i neuropeptidi devono essere considerati delle molecole &#8220;psichiche&#8221;, in quanto non trasmettono solo informazioni ormonali e metaboliche, ma &#8220;emozioni&#8221; e segnali psicofisici: ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore, ansia, ira&#8230; ), con le sue complesse sfumature chiamate sentimenti, \u00e8 veicolato nel corpo da specifici neuropeptidi. Anche la vecchia divisione tra neurotrasmettitori e ormoni \u00e8 diventata obsoleta, in quanto entrambi sono da considerarsi categorie di neuropeptidi. Contrariamente alle aspettative, questi neuropeptidi e i loro recettori sono stati rinvenuti in ogni parte del corpo e non soltanto nel sistema nervoso: inoltre la semplice meccanica dell\u2019&#8221;acceso-spento&#8221; \u00e8 stata soppiantata dalla logica estremamente pi\u00f9 complessa della &#8220;neuromodulazione&#8221;. Lo psicofisiologo francese Jean-Fran\u00e7ois Lambert, sul concetto di neuromodulazione, ha valutato le possibili variazioni di comunicazione in una singola sinapsi neuronica nell&#8217;ordine delle centinaia fino alle migliaia di differenti possibilit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questo significa che l\u2019intero corpo &#8220;pensa&#8221;, che ogni cellula o parte del corpo &#8220;sente&#8221; e prova &#8220;emozioni&#8221;, elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette ad ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema variet\u00e0 comunicativa.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tutto il corpo \u00e8 vivo, intelligente e cosciente, ogni cellula prova piacere e dolore ed elabora strategie metaboliche per il benessere collettivo. Finalmente la medicina scopre che il corpo non \u00e8 una macchina! Su queste basi teoriche e sperimentali, Candace Pert parla dell\u2019essere umano come di una complessa &#8220;rete di informazioni&#8221; e dichiara che l\u2019antica divisione tra mente e corpo non ha pi\u00f9 ragioni di sussistere: al vecchio concetto bisogna sostituire quello di psicosoma (bodymind), in cui ogni aspetto psicofisico umano \u00e8 visto come parte di un\u2019unica organica realt\u00e0. Queste avanzate concezioni mediche costituiscono un importante sostegno alla concezione unitaria o psicosomatica del modello Cyber, in particolare se consideriamo che \u00e8 stata documentata la presenza di neuropepdidi e dei loro recettori anche negli unicellulari: tale dato sostiene la nostra ipotesi degli organismi unicellulari come unit\u00e0 di coscienza in grado di sentire ed elaborare informazioni in modo analogo agli animali superiori, anche se su livelli o densit\u00e0 informatiche pi\u00f9 semplici e primitive.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"centri-emozionali-energetici-del-corpo\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/centri_emozionali_energetici_del_corpo.jpg\" alt=\"\" width=\"653\" height=\"544\"><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Psiconeuroimmunologia: l&#8217;intelligenza e il cuore dell&#8217;essere<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La psiconeuroimmunologia &#8211; lo studio di come la psiche, il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario si influenzino vicendevolmente &#8211; sta diventando una delle branche pi\u00f9 interessanti e in rapido sviluppo dell\u2019intera medicina moderna. Questa nuova scienza attira l\u2019interesse di psichiatri, endocrinologi e biologi molecolari. Le nuove intuizioni cliniche nel ruolo della mente nel processo di guarigione offrono affascinanti prospettive di ricerca e nuove speranze.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sin dai tempi dei Greci, filosofi e medici avevano discusso e dibattuto sulla supremazia del cuore o del cervello come centro dell\u2019identit\u00e0 degli organismi viventi. In India il cervello \u00e8 la sede dell\u2019Atman, la coscienza superiore, il cuore \u00e8 la sede di Jivatman, la coscienza vitale. Nelle medicine antiche, come la medicina taoista, ogni organo era considerato sede di una certa anima o emozione: lo Shen. Il cuore tuttavia veniva considerato come l\u2019imperatore dell\u2019intero dominio che \u00e8 il corpo fisico. Cuore come centro di coscienza e di benessere, ma soprattutto della gioia e dell&#8217;amore di vivere che permettono la nostra stessa esistenza. Le recenti scoperte di psiconeuroimmunologia, in accordo con la concezione olistica, evidenziano una profonda interrelazione tra cuore e cervello. L\u2019antica saggezza ora riemerge proprio in seno ad una delle branche pi\u00f9 avanzate della ricerca medica.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il cuore del cervello e il cervello del cuore<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le emozioni e le sensazioni non solo sarebbero alla base del processo di memorizzazione delle esperienze, ma sarebbero responsabili della maggior parte dei meccanismi neurofisiologici che regolano o bloccano il funzionamento dell\u2019intero organismo vivente. Da differenti esperimenti e ricerche emerge che il cuore, da sempre sede delle emozioni, e il sistema limbico, vero &#8220;cuore del cervello&#8221;, costituiscono il centro della complessa unit\u00e0 psicosomatica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Abbiamo una serie di dati: l\u2019amigdala e l\u2019ipotalamo, che rappresentano la parte centrale del cervello mammifero e sono deputate alla gestione delle emozioni e delle memorie, sono le aree cerebrali in cui si trova la maggior concentrazione e variet\u00e0 di neuropeptidi, mediatori delle informazioni e delle emozioni. Al centro della stessa zona si trova l\u2019ipofisi, la ghiandola che gestisce (modula) le attivit\u00e0 di tutte le altre ghiandole del corpo. Molti neuropeptidi sono ormoni e svolgono la loro funzione attraverso il sangue. Il sistema immunitario agisce attraverso i linfociti (globuli bianchi del sangue) che producono e hanno recettori per trasmettere e ricevere gran parte dei neurotrasmettitori, e quindi rappresentano una sorta di &#8220;sistema nervoso liquido&#8221; circolante nel corpo. \u00c8 stato ampiamente dimostrato che, nel cervello mammifero, le emozioni positive favoriscono la produzione di una cascata di reazioni tale da attivare il sistema immunitario ed in particolare i linfociti killer. Al contrario, gli stati di depressione emotiva portano ad un&#8217;inibizione della resistenza immunitaria. Il timo, la grossa ghiandola situata appena sopra il cuore (esattamente nel punto in cui portiamo la mano sul petto quando, col linguaggio corporeo, vogliamo indicare il nostro &#8220;io&#8221;), \u00e8 una primaria stazione linfatica sede del complesso meccanismo di produzione dei linfociti T (timici) e della loro &#8220;istruzione&#8221; a riconoscere il self (il proprio essere vivente) dal non-self (ogni batterio, virus o entit\u00e0 estranea). Sono stati scoperti neurotrasmettitori che dal cuore influenzano l\u2019ipotalamo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le posizioni antiche si confondono: il cuore ha quindi un suo cervello rappresentato dai globuli bianchi e dal sistema immunitario e il cervello ha un cuore che sente e gestisce le emozioni di tutto il corpo. Se nell\u2019antichit\u00e0 il cuore era visto come imperatore che riceve le informazioni da tutto il regno, prende le decisioni e le rimanda a destinazione, nella moderna neuroscienza l\u2019ipofisi assume esattamente l\u2019identica posizione. Essa riceve dal sistema nervoso e dal sistema sanguigno le informazioni di ogni distretto del corpo, le elabora, ne valuta in modo altamente equilibrato il senso e secerne nel sangue nuovi messaggeri biochimici, gli ormoni, che portano a compimento le sue decisioni per il benessere globale.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Alcuni dati di neuropsicoimmunologia<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In una conferenza di alcuni anni fa, a Toronto, una \u00e9quipe di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Pittsburgh ha riferito importanti dati emersi dallo studio di settantacinque donne affette da cancro al seno. Queste le interessanti scoperte: le donne che si mantenevano &#8220;calme e indifferenti&#8221; al loro male avevano meno cellule killer naturali per combatterlo. Quelle inizialmente pi\u00f9 preoccupate avevano invece ottenuto una risposta immunitaria maggiore e dimostravano di avere maggiori possibilit\u00e0 di guarigione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Alla scuola di medicina dell\u2019Universit\u00e0 di San Francisco si \u00e8 visto che i malati di asma che usavano una particolare tecnica di visualizzazione per &#8220;viaggiare attraverso il corpo&#8221; fino alle cellule sofferenti, necessitavano minori cure rispetto agli altri. Essi dimostravano inoltre un miglioramento nella respirazione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ad una conferenza all\u2019Universit\u00e0 di Los Angeles sono state presentate ulteriori scoperte sul ruolo della mente nella guarigione. Il sistema immunitario incomincia a sembrare un organo liquido sensorio-motore ha detto il Dott. Ted Melnechuk, direttore delle ricerche sulla comunicazione presso l\u2019Institute for the Advancement of Health. Questa definizione di sistema immunitario era stata precedentemente elaborata dagli studiosi Nelson Paz e Francisco Varela.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Gli scienziati sovietici furono i primi a rilevare un simile collegamento mente.cervello.difesa immunitaria. Essi furono inizialmente ridicolizzati dagli immunologi conservatori, i quali ribattevano che le risposte immunitarie potevano essere osservate anche &#8220;in vitro&#8221;, senza quindi l\u2019intervento di mente o cervello.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>Ecco alcune sorprendenti scoperte riviste da Melnechuk:<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; Le piacevoli sensazioni sperimentate ascoltando musica vengono eliminate se si bloccano le naturali sostanze narcotiche presenti nel cervello.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; Le emozioni negative innescano il processo di emissione di norepinefrina, un messaggero biochimico noto come soppressore della funzione immunitaria. Questo conferma il ruolo delle emozioni positive nel mantenimento della salute.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; Le risposte immunologiche possono essere apprese. Recentemente si \u00e8 scoperto che una risposta immunologica appresa pu\u00f2 prolungare la vita di cavie allevate per sviluppare un disordine autoimmunitario che li porta alla morte.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; Gli uomini sposati con donne malate di cancro in fase terminale hanno un diminuito numero di linfociti (le cellule del sistema immunitario deputate a respingere il male).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; \u00c8 stato visto che le cellule nervose del ponte di Varolio, una regione critica per il mantenimento del basilare supporto della vita, si proiettano sino alla ghiandola del timo, un&#8217;importante stazione di ricambio per le sostanze immunitarie. Sono state trovate anche cellule nervose che dal timo tornano al cervello, mostrando perci\u00f2 che esiste una comunicazione nei due sensi. Nei linfociti sono stati trovati recettori dei messaggeri chimici usati da queste cellule, fornendo perci\u00f2 un diretto legame chimico tra il sistema immunitario e il sistema nervoso.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; Alcune scimmie separate dalla madre mostrano una depressione immunitaria. Questa situazione pu\u00f2 essere migliorata se le si pone in un ambiente sociale attivo in cui trovano sostegno.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; Uno studio su pazienti malati di cancro ha rilevato un aumento dell\u2019attivit\u00e0 delle cellule killer e una diminuzione della crescita del tumore usando la tecnica dell&#8217;immaginazione visiva. L\u2019effetto fu contrario quando i pazienti interruppero questa pratica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; I conigli accarezzati dagli sperimentatori mostrano una maggiore resistenza all\u2019arteriosclerosi rispetto ad un gruppo di conigli non amati.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8211; I topi accarezzati dagli sperimentatori sin dalla nascita hanno mostrato un netto miglioramento nei test di apprendimento.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;enorme avanzamento delle ricerche nel campo della psiconeuroimmunologia rende questi dati ormai &#8220;vecchi&#8221;, come comprovano testi recenti e aggiornati come il libro Psiconeuroimmunologia di Francesco Bottaccioli, un volume di grande interesse e impatto per creare la connessione scientifica, concettuale e linguistica tra la medicina ufficiale e la medicina olistica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il sistema di informazione con cui dialogano il corpo e la mente<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">di Candice Perth<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Relazione al &#8220;Symposium on Consciousness and Survival&#8221; sponsorizzato dalI&#8217;Istitute of Noetic Science, estratto da Whole Earth Review, Summer 88.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In questo articolo descriver\u00f2 un insieme di affascinanti e, per lo pi\u00f9, nuove informazioni sulle sostanze chimiche del corpo chiamate neuropeptidi. Basandomi su queste scoperte, avanzer\u00f2 l&#8217;idea che i neuropeptidi e i loro recettori formano una rete per le informazioni all&#8217;interno del corpo. Potrebbe sembrarvi un&#8217;ipotesi di poca importanza, ma le sue implicazioni sono tuttavia vastissime. Io credo che i neuropeptidi e i loro recettori sono la chiave per capire come la mente e il corpo sono interconnessi e come le emozioni si manifestano nel corpo. In effetti pi\u00f9 conosciamo i neuropeptidi pi\u00f9 diventa difficile pensare a &#8216;corpo e mente&#8217; in modo tradizionale, risulta sempre pi\u00f9 evidente che bisogna parlare di &#8216;mente\/corpo&#8217; come un&#8217;unica entit\u00e0 integrata.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La maggior parte di quello che descriver\u00f2 sono risultati di laboratorio: scienza &#8216;dura&#8217;; \u00e8 importante ricordare che, bench\u00e9 gli studi scientifici di psicologia sono tradizionalmente focalizzati su una sperimentazione fatta su animali, se guardate l&#8217;indice di un recente libro di testo di psicologia, non sar\u00e0 difficile trovare termini come &#8216;consapevolezza&#8217;, &#8216;mente&#8217; o anche &#8216;emozioni&#8217;. Questi argomenti finora non sono mai stati accettati nel regno della psicologia sperimentale tradizionale, che, normalmente, studia esclusivamente il comportamento, perch\u00e9 pu\u00f2 essere osservato e misurato.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"pnei\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/pnei.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"405\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><b>La specificit\u00e0 dei recettori<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Esiste un campo della psicologia in cui la mente, intesa come stati di coscienza, \u00e8 stata studiata oggettivamente da almeno vent&#8217;anni: \u00e8 il campo della psicofarmacologia in cui i ricercatori hanno sviluppato metodologie molto rigorose per misurare gli effetti dei farmaci e gli stati alterati della coscienza.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La ricerca in questo campo si \u00e8 sviluppata partendo dall&#8217;assunto che una sostanza pu\u00f2 agire solo se \u00e8 &#8216;fissata&#8217;, ossia se, in qualche modo, si &#8216;attacca&#8217; al cervello. Quindi i ricercatori inizialmente immaginarono degli ipotetici tessuti i cui costituenti erano capaci di legare una sostanza chimica, proprio come una chiave con la serratura, e li chiamarono &#8216;recettori&#8217;. In questo modo, la nozione di recettori cerebrali specifici per una sostanza, divent\u00f2 in psicofarmacologia una teoria centrale. E un concetto ormai vecchio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Negli ultimi anni un punto focale nello sviluppo di questa ricerca si \u00e8 avuto con l&#8217;invenzione di tecniche che permettono di legare le specifiche sostanze ai loro recettori, di studiarne la distribuzione nel cervello e nel corpo e di evidenziarne la struttura molecolare.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il mio lavoro iniziale in questa area fu presso il laboratorio di Solomon Snyder, alla Johns Hopkins University, dove focalizzammo la nostra attenzione sull&#8217;oppio, una sostanza che ovviamente altera la coscienza e che \u00e8 anche usata in medicina per alleviare il dolore. Ho lavorato a lungo e duramente, superando molti mesi di iniziale fallimento, per sviluppare una tecnica capace di misurare il materiale cerebrale con cui l&#8217;oppio interagisce per produrre i suoi effetti. Rendendo breve una storia lunga (e tecnica), diversa dir\u00f2 che abbiamo usato sostanze radioattive che ci permisero di identificare i recettori per l&#8217;oppio nel cervello. Potete immaginare la molecola di oppio che si lega ad un recettore specifico e come da questa piccola connessione si producano una grande sequenza di eventi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Risult\u00f2 poi che l&#8217;intera classe di sostanze a cui appartiene l&#8217;oppio, chiamate oppiacei, che includono la morfina, la codeina e l&#8217;eroina, si attaccano agli stessi recettori. Scoprimmo poi che i recettori erano sparsi non solo per tutto il cervello ma anche per il corpo. Dopo aver trovato i recettori per gli oppiacei di provenienza esterna, ci fu un nuovo sviluppo nelle ricerche. Se il cervello e le altre parti del corpo hanno dei recettori per sostanze che provengono dall&#8217;esterno, \u00e8 logico supporre che le stesse sostanze debbano essere prodotte anche all&#8217;interno del corpo, altrimenti perch\u00e9 dovrebbero esistere tali recettori? Questa nostra ipotesi ci condusse all&#8217;identificazione delle sostanze chimiche chiamate beta endorfine, gli oppiacei endogeni del cervello. Le beta endorfine sono sostanze peptidiche create nei neuroni del cervello e sono quindi dei neuropeptidi. I peptidi vengono prodotti direttamente dal DNA che contiene le informazioni della costruzione Del nostro cervello e del nostro corpo. Se immaginate una normale cellula nervosa potete visualizzare il meccanismo generale. Nel centro della cellula, il nucleo, c&#8217;\u00e8 il DNA, una parte di questo DNA codifica la produzione dei neuropeptidi, che poi si spostano lungo gli estesi prolungamenti della cellula nervosa (gli assoni) e vengono immagazzinati in piccole sfere vicino alla superficie della membrana cellulare, in attesa di una certa carica elettrofisiologica che li libera. Il DNA produce anche i Rettori che sono costituiti dalla stessa sostanza dei peptidi, ma che sono molto pi\u00f9 grandi. Bisogna aggiungere che sono stati identificati pi\u00f9 di 60 neuropeptidi ognuno dei quali specifico, come le beta endorfine. Abbiamo quindi un sistema enormemente complesso. Fino a pochi anni fa, si pensava che le informazioni del sistema nervoso erano distribuite presso la superficie tra due cellule nervose: la sinapsi, questo comporta che la sinapsi dei neuroni determina ci\u00f2 che viene comunicato. Ora invece sappiamo che una grande parte delle informazioni che partono e giungono al cervello, non dipendono direttamente dalle sinapsi di una serie di neuroni posti uno dopo l&#8217;altro, ma dalla specificit\u00e0 dei recettori.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Infatti quando una cellula nervosa secerne i suoi peptidi oppiacei, questi possono agire a &#8216;chilometri&#8217; di distanza da quella cellula nervosa, e lo stesso vale per tutti i neuropeptidi. Nello stesso istante moltissimi differenti neuropeptidi possono scorrere nel corpo, e attaccarsi ai loro specifici recettori. I recettori quindi servono come meccanismo che sceglie le informazioni trasmesse nel corpo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La biochimica delle emozioni<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A cosa ha portato tutto ci\u00f2? A qualche cosa di molto affascinante, il fatto che i recettori dei neuropeptidi sono, a tutti gli effetti, la chiave biochimica delle emozioni. Negli ultimi anni i ricercatori del mio laboratorio hanno formalizzato questo concetto in un grande numero di pubblicazioni scientifiche, di cui vi parler\u00f2 in breve. Molti scienziati giudicherebbero questa idea oltraggiosa, in quanto non \u00e8 ancora stata accettata dalla &#8216;saggezza&#8217; ufficiale. Infatti, venendo da una tradizione in cui i libri di testo di neurofisiologia non contengono neanche la parola &#8216;emozione&#8217; nell&#8217;indice, non \u00e8 senza un certo imbarazzo che abbiamo iniziato a parlare di substrato biochimico delle emozioni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Inizier\u00f2 puntualizzando un fatto su cui i neuroscienziati sono concordi da molto tempo, ossia che le emozioni sono mediate dal sistema limbico del cervello. Il sistema limbico include l&#8217;ipotalamo (che controlla i meccanismi omeostatici del corpo, e che a volte \u00e8 chiamato il &#8216;cervello&#8217; del cervello) e l&#8217;amigdala, due aree di cui noi tratteremo particolarmente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Gli esperimenti che mostrarono la connessione tra emozioni e sistema limbico furono iniziati da Wilder Penfied e altri neurologi scoprirono che quando stimolavano con elettrodi la corteccia sopra l&#8217;amigdala, provocavano un&#8217;intera gamma di manifestazioni emozionali: potenti reazioni di rabbia, di dolore o di piacere associate a profonde memorie e sempre accompagnate da un comportamento del corpo, connesso a quelle emozioni. Il sistema limbico quindi fu identificato tramite esperimenti psicologici. Quando iniziammo a creare una mappa delle localizzazioni dei recettori oppiacei nel cervello, scoprimmo che il sistema limbico conteneva alte concentrazioni di questi recettori e, come scoprimmo poi, anche di tutti gli altri tipi di recettori. L&#8217;amigdala e, l&#8217;ipotalamo, che sono ritenuti classicamente essere i pi\u00f9 importanti costituenti del sistema limbico, risultano infatti colmi di recettori oppiacei: quaranta volte di pi\u00f9 che nelle altre aree del cervello. Questi &#8216;punti caldi&#8217; corrispondono a nuclei molto specifici o gruppi di neuroni che gli psicologi e i neurofisiologi hanno identificato come i centri di controllo dell&#8217;appetito, del comportamento o del bilanciamento dei liquidi nel corpo. La nostra mappa di recettori conferma ed espande in modo molto importante gli esperimenti psicologici sul sistema limbico.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Introduciamo ora nel nostro quadro alcuni altri neuropeptidi, che, come ho gi\u00e0 detto, sono ormai pi\u00f9 di 60. Da dove vengono? Molti di loro sono degli analoghi (composti chimici simili) di sostanze chimiche psicoattive, ma, inaspettatamente, una grossa parte \u00e8 rappresentata dagli ormoni. Gli ormoni storicamente sono stati ritenuti essere prodotti dalla ghiandole endocrine, e non dalle cellule nervose. Si pensava che un ormone fosse concentrato in una ghiandola del corpo e quindi viaggiasse nel sangue, verso i recettori in un&#8217;altra parte del corpo. Uno degli ormoni principali \u00e8 l&#8217;insulina, secreta dal pancreas. Si \u00e8 scoperto ora che questa insulina non solo \u00e8 un ormone ma \u00e8 pure un neuropeptide, prodotto e conservato anche nel cervello, e che, naturalmente, esistono recettori cerebrali per l&#8217;insulina. Quando abbiamo fatto la mappa dei recettori insulinici, di nuovo abbiamo scoperto &#8216;punti caldi&#8217; nell&#8217;amigdala e nell&#8217;ipotalamo. In breve, abbiamo chiaramente provato che il sistema limbico, il luogo delle emozioni nel cervello, \u00e8 il punto focale dei recettori dei neuropeptidi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un altro punto focale: quando abbiamo studiato la distribuzione di questi recettori, abbiamo scoperto che non sono esclusivamente localizzati nel sistema limbico ma che sono presenti in altre parti del corpo. Abbiamo chiamato questi punti di grande concentrazione dell&#8217;attivit\u00e0 chimica &#8216;punti nodali&#8217; e abbiamo rilevato che sono collocati in zone del corpo in cui esiste una forte modulazione delle informazioni emozionali. Uno dei punti nodali \u00e8 nella spina dorsale sulle corna posteriori del midollo spinale, zona in cui vengono gestite le informazioni sensoriali. Abbiamo scoperto che ogni area che riceve le informazioni, da tutti i 5 sensi, \u00e8 un punto nodale che contiene recettori neuropeptidi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Credo che queste scoperte hanno affascinanti implicazioni per comprendere come le emozioni lavorano e operano. Consideriamo ora la sostanza chimica angiotensina, un altro classico ormone diventato ora un neuropeptide. Quando abbiamo fatto la mappa dei recettori per l&#8217;angiotensina, ancora abbiamo trovato una grande concentrazione nell&#8217;amigdala. \u00c8 noto da tempo che l&#8217;angiotensina controlla la sete, infatti, se attraverso un tubicino inserito nel cervello di un topo, mandiamo una goccia di angiotensina nell&#8217;amigdala, in dieci secondi il topo inizier\u00e0 a bere anche se \u00e8 totalmente sazio di acqua. Chimicamente parlando l&#8217;angiotensina provoca un&#8217;alterazione dello stato mentale che pu\u00f2 essere tradotto come &#8216;ho sete&#8217;. In altre parole i neuropeptidi modificano gli stati di coscienza.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">\u00c8 ugualmente importante considerare il fatto che i recettori non sono solo nel cervello ma anche nel corpo. Le nostre mappe mostrano infatti gli stessi recettori dell&#8217;angiotensina sia nel cervello che nei reni, dove favoriscono la ritenzione dell&#8217;acqua. Quindi la produzione di angiotensina conduce sia al comportamento del bere che alla conservazione dei liquidi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La mia convinzione di base \u00e8 che i neuropeptidi rappresentano la base fisiologica delle emozioni. Come i miei colleghi ed io abbiamo recentemente discusso in un articolo sul Journal of Immunology: la particolare struttura della distribuzione dei recettori neuropeptidici nelle aree della regolazione umorale del cervello, tanto quanto il loro ruolo di mediazione delle comunicazioni nell&#8217;interno organismo, rende i neuropeptidi gli ovvi candidati quali mediatori biochimici delle emozioni. \u00c8 possibile che ogni neuropeptide veicoli un certo tipo di informazioni solo quando occupa un recettore in un certo punto nodale del corpo e del cervello. Se cos\u00ec fosse ogni neuropeptide potrebbe evocare un particolare &#8216;tono&#8217; emozionale equivalente ad un preciso stato psichico.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">All&#8217;inizio del mio lavoro di ricerca credevo, a tutti gli effetti, che le emozioni fossero nella testa ossia nel cervello.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ora sono persuasa che sono realmente presenti anche nel corpo, esse sono prodotte dal corpo e parte del corpo. Ora non posso pi\u00f9 fare la distinzione precisa tra cervello e corpo.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"pnei_psicosomatica\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/pnei_psicosomatica.jpg\" alt=\"\" width=\"657\" height=\"280\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>Comunicazione con il sistema immunitario<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Voglio portare ora in questo quadro il sistema immunitario. Abbiamo gi\u00e0 visto che il sistema ormonale, ritenuto da sempre separato dal cervello, \u00e8 invece concettualmente parte del sistema nervoso. Quantit\u00e0 di &#8216;succo&#8217; vengono secrete e diffuse molto lontano dal luogo dove verranno ricevute. L&#8217;endocrinologia e la neurofisiologia sono quindi due aspetti dello stesso processo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Parler\u00f2 ora dell&#8217;immunologia, che considero parte di questo stesso processo e che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata una disciplina separata. Una propriet\u00e0 fondamentale del sistema immunitario \u00e8 che le sue cellule si muovono. Se non fosse per questo, esse sono identiche agli stabili neuroni del cervello. I monociti, per esempio, che &#8216;mangiano&#8217; gli organismi estranei, iniziano la loro vita nel vostro midollo spinale e vengono quindi diffusi nelle vene e nelle arterie. Un monocita viaggia lungo le vie sanguigne e ad un certo punto pu\u00f2 ricevere un certo neuropeptide,che si attacca a un recettore sulla sua memoria, ricevendo l&#8217;informazione di iniziare un processo di aggregazione (chemiotassi). I monociti non sono solo responsabili del riconoscimento e della gestione dei corpi estranei ma sono anche coinvolti nel meccanismo di riparazione dei tessuti e della guarigione delle ferite. Stiamo parlando del fatto che le cellule del sangue hanno una funzione importante nell&#8217;elaborazione delle informazioni che proteggono il nostro intero organismo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La nuova scoperta a cui voglio dare enfasi ora, \u00e8 che ogni recettore dei neuropeptidi che abbiamo analizzato (usando un elegante e preciso sistema sviluppato dal mio collega Michael Ruff) \u00e8 presente anche sui monociti umani. I monociti umani hanno recettori per gli oppiacei, per il PCP, per un altro peptide chiamato bombasina e cos\u00ec di seghetto. Questi motori biochimici delle emozioni sembrano attualmente controllare il ricambio e le migrazioni dei monociti. I monociti comunicano con i linfociti B e T, agendo in tutto il sistema sanguigno, per combattere le malattie e per distinguere il Self da non Self, decidendo, diciamo, quali parti del corpo sono degenerate (come le cellule tumorali) o estranee e devono essere eliminate dai linfociti K (Killer). Sembra anche che le cellule del sistema immunitario, non solo hanno i recettori per i neuropeptidi, ma che esse stesse producono neuropeptidi. Ci sono categorie di cellule immunitarie che producono beta endorfine e altri peptidi oppiacei. In altre parole, queste cellule producono le stesse sostanze che sono sempre state ritenute i controllori biochimici degli umori del cervello. Queste cellule controllano l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;intero corpo e producono sostanze che modificano l&#8217;umore: ancora una volta psiche e soma sono fusi in una unit\u00e0 complessa.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>L&#8217;unit\u00e0 della variet\u00e0<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il prossimo punto che voglio sviluppare riguardo ai neuropeptidi \u00e8 davvero sorprendente. Come abbiamo visto i neuropeptidi sono molecole che mandano segnali: esse inviamo messaggi in tutto il corpo compreso il cervello. Naturalmente per avere una tale ampiezza di comunicazioni, c&#8217;\u00e8 bisogno di componenti che possano &#8216;parlare&#8217; tra di loro e che possano &#8216;ascoltarsi&#8217;. Nel quadro di quello che stiamo discutendo, le componenti che &#8216;parlano&#8217; sono i neuropeptidi e quelle che &#8216;ascoltano&#8217; sono i recettori. Come pu\u00f2 essere? Come possono cinquanta o sessanta neuropeptidi essere prodotti, muoversi nel corpo e parlare a cinquanta o sessanta tipi di recettori che ascoltano? Perch\u00e9 regna l&#8217;ordine invece del caos? La scoperta che mi appresto a discutere non \u00e8 accettata totalmente ma i nostri esperimenti dimostrano che ci\u00f2 \u00e8 vero. Ci sono migliaia di scienziati che studiano i recettori e i peptidi oppiacei, e tutti riscontrano una grande eterogeneicit\u00e0 nei recettori. Essi hanno dato una serie di nomi greci a questa apparente diversit\u00e0. Comunque, con ogni evidenza, l&#8217;esperienza dei nostri laboratori suggerisce che esiste solo un tipo di molecola nel recettore oppiaceo: una lunga catena polipeptidica di cui si pu\u00f2 scrivere la formula. Questa molecola \u00e8 in grado di mutare facilmente la propria conformazione all&#8217;interno delle membrane, assumendo cos\u00ec un diverso numero di forme. Ho notato cos\u00ec che questa interconversione pu\u00f2 avvenire ad una forte velocit\u00e0, cos\u00ec veloce che \u00e8 difficile dire, in un preciso istante, in quale stato essa si trovi. In altre parole \u00e8 come se questa molecola possegga sia una struttura tipo &#8216;onda&#8217; che tipo &#8216;particella&#8217;, ed \u00e8 importante notare che l&#8217;informazione \u00e8 memorizzata in relazione alla forma che il recettore aveva in quel preciso momento. Come ho detto, l&#8217;unit\u00e0 molecolare dei recettori \u00e8 davvero straordinaria.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il tetrahymena, un protozoo, uno degli organismi pi\u00f9 semplici, nonostante la sua semplicit\u00e0 unicellulare, \u00e8 capace di fare tutto ci\u00f2 che anche noi possiamo fare, pu\u00f2, mangiare, fare del sesso e naturalmente produrre gli stessi componenti neuropeptidi di cui abbiamo parlato. Questo protozoo produce insulina e beta endorfina. Abbiamo preso la membrana del tetrahymena e studiato in particolare i recettori oppiacei presenti nella loro superficie, abbiamo anche studiato i recettori oppiacei nel cervello dei topi e nei monociti umani. Crediamo di aver dimostrato che la sostanza molecolare di tutti questi recettori \u00e8 la stessa. L&#8217;attuale molecola del nostro cervello \u00e8 identica a quella dei recettori oppiacei del pi\u00f9 semplice degli animali! Io spero che la forza dei miei argomenti sia evidente. I recettori oppiacei nel mio cervello e nel vostro sono fatti delle stesse sostanze molecolari di quelle del tetrahymena: questa scoperta tocca la semplicit\u00e0 e l&#8217;unit\u00e0 della vita ed \u00e8 comparabile alle quattro coppie di basi del DNA che formano il codice per la produzione di tutte le proteine, che sono il substrato fisico della vita. Sappiamo ora che in questi substrati fisici esistono all&#8217;incirca 60 molecole segnalatrici neuropeptiche che prowedono all&#8217;elaborazione di tutte le differenti manifestazioni fisiologiche delle emozioni o, se preferite, per esprimere le emozioni vitali da un fluire di energie.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;identica forma dei recettori del tetrahymena dimostra che i recettori non diventano pi\u00f9 complessi nell&#8217;evoluzione della complessit\u00e0 degli esseri viventi. Identiche componenti molecolari che gestiscono il flusso di informazioni, attraverso l&#8217;evoluzione si conservano. L&#8217;intero sistema nel suo complesso e semplice, elegante e completo in se stesso.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>La mente \u00e8 nel cervello?<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Abbiamo parlato della mente e sorge la questione: dove si trova? Nel nostro lavoro la coscienza \u00e8 apparsa nel contesto dello studio sul dolore e sulla sua modulazione svolta dai recettori oppiacei e dalle endorfine. Moltissimi laboratori stanno misurando il dolore e siamo tutti d&#8217;accordo nel ritenere la sostanza grigia periacqueduttale (situata intorno al terzo ventricolo del cervello) come una sorta di area di controllo del dolore, in quanto piena di recettori oppiacei. Noi abbiamo trovato che la sostanza grigia periacqueduttale \u00e8 anche piena di recettori per virtualmente tutti i neuropeptidi finora studiati.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">\u00c8 ormai noto a tutti che ci sono Yogi che possono esercitare certe pratiche volontarie in modo da non percepire pi\u00f9 il dolore; a volte le partorienti possono fare la stessa cosa. Sembra che questo tipo di persone siano capaci di &#8216;inserirsi&#8217; nelle loro sostanze grigie periacqueduttali. In qualche modo riescono ad avervi accesso, con la loro coscienza suppongo, e a modificare la soglia di percezione del dolore. Notiamo cosa accade in queste situazioni una persona ha un&#8217;esperienza che produce dolore, ma una parte della stessa persona fa coscientemente qualcosa in modo che il dolore non venga sentito. Da dove viene questa coscienza, questo io cosciente, che si inserisce nelle aree cerebrali del dolore in modo che il dolore non venga percepito?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Vorrei ritornare all&#8217;idea di rete di informazioni (network).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Una rete \u00e8 differente da una struttura gerarchica che possiede una parte superiore e una inferiore. Teoricamente ci si pu\u00f2 inserire in ogni punto di una rete e raggiungere qualsiasi altro punto. Il concetto di rete mi sembra adatto a comprendere il processo di come la coscienza \u00e8 presente nelle aree del dolore e di come le modifica per controllarlo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tanto lo Yogi che la partoriente usano una tecnica simile per il controllo del dolore: il respiro. Anche gli atleti lo usano. Il respiro \u00e8 estremamente potente. L&#8217;area neurofisiologica della funzione respiratoria \u00e8 nei nuclei del tronco cerebrale. Io ritengo che questi nuclei dovrebbero essere inclusi nel sistema limbico in quanto sono &#8216;punti nodali&#8217; fittamente disseminata di neuropeptidi e dei relativi recettori.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La mia idea si potrebbe mettere cos\u00ec: il respiro ha una base fisica nei nuclei del tronco cerebrale che sono anche un punto nodale, questo punto nodale \u00e8 parte di una rete di informazioni in cui ogni punto \u00e8 in contatto con ogni altro, per cui la coscienza pu\u00f2, tra le altre cose, inserirsi sulle funzioni delle aree del dolore.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Io ritengo sia possibile concepire la mente e la coscienza come prodotto dell&#8217;elaborazione delle informazioni emozionali, e, in quanto tali, la mente e la coscienza apparirebbero esse re indipendenti dal cervello e dal corpo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>La mente pu\u00f2 sopravvivere alla morte fisica?<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Un&#8217;ultima congettura, oltraggiosa probabilmente, ma coerente con il tema di questo simposio su &#8216;Sopravvivenza e Coscienza&#8217;. Pu\u00f2 la mente sopravvivere alla morte del cervello? Credo che ora dovremo ricordare come la matematica ritiene che le entit\u00e0 fisiche possono improvvisamente collassare o espandersi all&#8217;infinito. Io penso sia importante realizzare che l&#8217;informazione \u00e8 immaganizzata nel cervello e mi sembra plausibile che l&#8217;informazione possa trasferirsi in qualche altra dimensione. La molecola di DNA contiene sicuramente le informazioni che producono il cervello e il corpo, e lo psicosoma sembra scambiare (nella riproduzione-fecondazione n.d.r.) le molecole dell&#8217;informazione che danno vita all&#8217;organismo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dove vanno le informazioni dopo la distruzione fisica della molecola (la massa) che la compone? La materia non pu\u00f2 essere creata n\u00e9 distrutta, ed \u00e8 plausibile che il flusso di informazioni biologiche non possa scomparire alla morte e debba essere trasformato in un&#8217;altra dimensione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Chi pu\u00f2 razionalmente dire &#8216;impossibile&#8217;? Nessuno fino ad ora ha unificato matematicamente la teoria dei campi gravitazionali con la materia e l&#8217;energia. La matematica della coscienza non \u00e8 ancora stata applicata. La natura dell&#8217;ipotetica &#8216;altra&#8217; dimensione \u00e8 correttamente riconosciuta nella realt\u00e0 religiosa e mistica, in cui alla scienza occidentale \u00e8 inibita ad addentrarsi.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"488444120\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/488444120.jpg\" alt=\"\" width=\"638\" height=\"436\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Studio dei rapporti tra Psiche, sistema nervoso, sistema endocrino, sistema immunitario.<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">di Carmela Sgarrella<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La PNEI \u00e8 diventata negli ultimi anni una delle discipline pi\u00f9 ricche e interessanti dell\u2019intera ricerca medica e scientifica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La PNEI sta trasformando radicalmente il consueto modo frammentato di concepire l\u2019essere umano, proponendo una visione realmente unitaria dell\u2019essere umano e dei suoi principali sistemi di comunicazione interna, una visione olistica in cui la psiche, ossia il pensiero, la coscienza e l\u2019emozione diventano elementi fluidi e dinamici direttamente implicati in ogni processo nervoso, endocrino e immunitario.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Prima di addentrarci nell\u2019analisi dei rapporti tra questi grandi sistemi, occorre precisare che le conoscenze relative al sistema nervoso, al sistema endocrino e al sistema immunitario si sono arricchite e modificate tanto da stravolgere completamente la precedente visione della funzione di ciascun sistema.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Gli studi condotti dagli anni settanta ad oggi, hanno portato alla individuazione di particolari proteine, i neuropeptidi. La loro scoperta ha ampliato le conoscenze sul funzionamento sia del sistema nervoso che di altri importanti sistemi quale quello endocrino e immunitario, che oggi ci appaiono molto pi\u00f9 integrati nello scopo comune di adattare sempre meglio l\u2019organismo all\u2019ambiente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il dato pi\u00f9 sconcertante \u00e8 la loro produzione contemporanea sia a livello centrale, da parte del sistema nervoso, con funzioni di neuromodulazione, che e a livello periferico, da parte di cellule appartenenti a sistemi diversi quali il sistema endocrino o immunitario o digerente, ponendo il problema del significato funzionale di questa doppia rappresentazione polipeptidica centrale e periferica.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"pnei-infogramma\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/pnei_infogramma.jpg\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"510\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>Il sistema nervoso<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I neuropeptidi e i rispettivi recettori, hanno messo in discussione i principi basilari della fisiologia classica riguardo la neurotrasmissione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La trasmissione nervosa avviene tramite la trasformazione dell\u2019impulso da elettrico in chimico a livello delle sinapsi cio\u00e8 dei punti di contatto tra una cellula e l\u2019altra, ma si supponeva che le sostanze chimiche coinvolte fossero di un solo tipo, i neurotrasmettitori, molecole semplici, eccitatrici o inibitrici, a struttura non polipeptidica e a rapida inattivazione, attualmente identificate in noradrenalina, adrenalina, serotonina, acetilcolina, Gaba (acido gamma amino butirrico), dopamina.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ora si sa che la stessa cellula nervosa libera anche neuropeptidi (fenomeno chiamato &#8220;cotrasmissione&#8221;), molecole pi\u00f9 grosse e pi\u00f9 complesse, con una vita pi\u00f9 lunga, cos\u00ec che ogni impulso, durante il suo tragitto, viene modulato, ossia arricchito di sfumature al variare dei neurotrasmettitori, dei neuropeptidi e del tipo dei recettori coinvolti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ma la distinzione tra neurotrasmettitori e neuropeptidi a volte \u00e8 impossibile: prendiamo ad esempio la vasopressina, essa \u00e8 al tempo stesso un neuropeptide, un ormone, e un neurotrasmettitore a seconda della sede e della funzione presa di volta in volta in considerazione. La semplice logica dell\u2018acceso-spento \u00e8 stata soppiantata da quella pi\u00f9 complessa della &#8220;neuromodulazione&#8221;.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Lo psicofisiologo francese Jean-Francois Lambert, sul concetto di neuromodulazione ha valutato le possibili variazioni di comunicazione in una singola sinapsi neuronica nell\u2019ordine delle centinaia fino alle migliaia di differenti possibilit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In questo nuovo modello funzionale del sistema nervoso, mentre i neurotrasmettitori classici servono a trasmettere segnali alquanto aspecifici ed elementari, i neuromodulatori neuropeptidici hanno durata relativamente lunga, sono cos\u00ec numerosi e con funzioni tanto integrate che si parla di sistemi neuropeptidici, ed esercitano la loro azione su aree sinaptiche assai vaste armonizzando e modulando insieme le centinaia di migliaia di impulsi elementari che transitano nelle vie nervose, cos\u00ec da influenzare funzioni sempre pi\u00f9 complesse, e in ultima analisi il comportamento stesso.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">E infatti gli studi di psicobiologia sui correlati biologici dei comportamenti umani, hanno mostrato una sconcertante convergenza tra comportamenti e sistemi neuropeptidici, come se ad ogni azione umana corrispondesse un determinato assetto neuropeptidico.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019indagine sui legami tra comportamenti, eventi esterni e modificazioni biologico-somatiche fu intrapresa da Seyle nel \u201936. Seyle osserv\u00f2 che animali sottoposti a stimoli nocivi sia fisici sia chimici o in ogni caso minacciosi per la vita, reagivano producendo modificazioni biologiche specifiche e comportamenti finalizzati.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">In particolare Seyle si rese conto che la percezione di un evento stressante determinava l\u2019attivazione del sistema nervoso vegetativo simpatico, modificazioni del sistema endocrino e un comportamento volto all\u2019annullamento dell\u2019evento stesso.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Studi successivi hanno mostrato che sono capaci di stimolare una reazione da stress, come quella descritta per la prima volta da Seyle, non solo le situazioni oggettivamente minacciose, ma anche soggettivamente valutate come tali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questa capacit\u00e0 si manifesta con il progredire della scala evolutiva. Nell\u2019uomo lo sviluppo del cervello, e in particolare della corteccia cerebrale che presiede alle funzioni cognitive e dell\u2019area limbica che presiede alle emozioni, fa s\u00ec che gli impulsi nervosi provenienti dalla stimolazione dei nostri sistemi sensoriali si trasmettano a pi\u00f9 aree cerebrali capaci di connettersi tra loro per la fitta rete di interconnessioni gliali. Si realizza cos\u00ec un\u2019integrazione delle informazioni ricevute con le precedenti esperienze e ogni evento viene associato a determinate emozioni cos\u00ec da acquistare una valutazione soggettiva. Ogni emozione diventa cos\u00ec l\u2019espressione di un processo di elaborazione degli stimoli sensoriali e cognitivi capace poi tramite il sistema dei neurotrasmettitori di trasmettere al resto del corpo questa informazione, con conseguenti modificazioni metaboliche capaci di adattare il corpo alle nuove esigenze.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I neuropeptidi innescano cos\u00ec tante reazioni a catena, inducendo nel sistema nervoso determinate attivit\u00e0 mentali e nuovi stati emozionali, negli altri sistemi &#8220;in periferia&#8221; quali quello neurovegetativo, endocrino, immunitario ecc., modificazioni metaboliche funzionali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dunque l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante di questi studi \u00e8 quello di aver posto in primo piano nella vita di ogni uomo l\u2019importanza delle emozioni, capaci di innescare reazioni fisiche per adattare l\u2019organismo alle mutate condizioni e consentirgli un adeguato comportamento.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il sistema limbico e le emozioni<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La struttura coinvolta pi\u00f9 direttamente nell\u2019integrazione degli stimoli provenienti dalle varie aree cerebrali e nella elaborazione delle emozioni \u00e8 il sistema limbico.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Con esso si intende una zona del cervello dai confini non ben definiti che include l\u2019ipotalamo, l\u2019ipofisi, l\u2019amigdala, l\u2019ippocampo, il giro cingolato, il fornice, il setto, i nuclei del talamo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema limbico riesce a stabilire fitte interconnessioni con tutto il resto del cervello e con i principali sistemi del nostro corpo, quali quello endocrino o immunitario, proprio attraverso i neuropeptidi di cui \u00e8 particolarmente ricco.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Sono stati individuati oltre 50 neuropeptidi e alcuni autori (Pancheri, Biondi e altri) li hanno raggruppati in &#8220;sistemi peptidergici&#8221; correlandoli a determinati comportamenti finalizzati. Sono stati cos\u00ec individuati e proposti quattro sistemi peptidergici:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">sistema dell\u2019azione, del piacere-dolore, della riproduzione, del supporto biologico di base.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema dell\u2019azione \u00e8 rappresentato principalmente dai neuropeptidi CRF, ACTH, TRH, Vasopressina. Essi attivano la sequenza ipotalamo-ipofisi- corticosurrene, tipica della reazione da stress con significato generale di tipo adattativo e di aumento delle possibilit\u00e0 di sopravvivenza dell\u2019organismo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema del piacere-dolore \u00e8 rappresentato fondamentalmente dai peptidi oppioidi, endorfine e encefaline. Tali peptidi modulano la soglia e la reattivit\u00e0 emozionale al dolore, ma anche le reazioni emozionali dei processi di attaccamento e perdita, alcuni comportamenti appetitivi e alimentari, il comportamento sessuale ecc.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema peptidergico della riproduzione \u00e8 rappresentato dal GnRH ipotalamico, LH, FSH, ossitocina, prolattina, e a livello periferico dagli ormoni gonadici. Queste sostanze, insieme alla loro azione endocrino-metabolica classica, modulano emozioni e comportamenti sessuali, e il complesso delle emozioni che portano all\u2019attaccamento materno oltre ancora a svolgere un ruolo sull\u2019apprendimento e la memoria.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema di supporto metabolico delle funzioni vitali comprende una pluralit\u00e0 di neuropeptidi ognuno con funzioni sia centrali, ossia sul sistema nervoso, che periferiche. I pi\u00f9 importanti sono: angiotensina, CCK, bombesina, Vip, neurotensina, gastrina, peptidi intestinali ecc. Essi sono implicati in funzioni fisiologiche essenziali per la vita, tra cui alimentazione e assimilazione, metabolismo, bilancio idrico, sonno, bioritmi, mantenimento della identit\u00e0 genetica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019evidenza ed il riconoscimento dell\u2019influenza di fattori psichici ed emozionali sui processi biologici e quindi anche sui processi di malattia, hanno raggiunto un maggiore consenso proprio con l\u2019accrescersi di questi studi che hanno documentato su base sperimentale tali rapporti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I neuropeptidi rappresentano dunque il punto di contatto tra corpo e mente, &#8220;l\u2019anello mancante&#8221; (Pancheri ) capace di spiegare la connessione psicosomatica da tanto cercata.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ogni stimolo provoca emozioni, pensieri e modificazioni organiche contemporaneamente e questo tramite i neuropeptidi e i propri recettori, definiti da Candace Pert, neurofisiologa, direttrice del centro di biochimica cerebrale del NIMH, National Institute for Mental Health, &#8220;sostanze informazionali&#8221; cio\u00e8 capaci di trasportare informazioni, immaginando il corpo umano come una rete interdipendente di sistemi informazionali, in cui l\u2019antica divisione tra corpo e mente non esiste pi\u00f9.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema nervoso non deve essere visto pi\u00f9 come un semplice incanalatore degli stimoli ambientali nel momento in cui essi colpiscono i vari organi di senso, ma come un elaboratore di informazioni, in accordo alle moderne tesi dei neurofisiologi quali Sperry, Eccels, Pibram.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tutto questo ci impone di ridisegnare i confini del sistema nervoso, modificare i concetti anatomofisiologici su cui ci siamo basati finora e aprire nel campo delle neuroscienze nuove basi biologiche del comportamento.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Sistema endocrino<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Originariamente si considerava che il sistema nervoso e quello endocrino fossero distinti e che le informazioni venissero veicolate nel primo caso attraverso l\u2019impulso nervoso e i neurotrasmettitori chimici, che agivano solo localmente, nel secondo attraverso sostanze chimiche prodotte dalle cellule delle ghiandole a secrezione interna, che venivano immesse nel sangue e andavano ad agire a distanza anche notevole dal sito di produzione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Oggi sappiamo che i due sistemi sono strettamente connessi e la divisione puramente artificiosa. La scoperta che sostanze ad azione ormonale chiamate peptidi sono prodotte, non solo da cellule appartenenti al sistema endocrino classico, ma anche da quelle nervose o del sistema immunitario o del tubo digerente, ha modificato la nostra concezione del sistema endocrino, non pi\u00f9 limitato alle ghiandole propriamente dette (ipofisi, tiroide, paratiroidi, surreni, gonadi, pancreas) ma formato da cellule che se pure dislocate in tessuti appartenenti a sistemi diversi, hanno tutte la capacit\u00e0 di secernere ormoni detti anche peptidi o neuropeptidi se secreti da cellule nervose, cos\u00ec che si pu\u00f2 affermare che il cervello stesso \u00e8 anche un organo endocrino e che \u00e8 artificiosa la distinzione tra neurotrasmettitori, neuromodulatori e ormoni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">A. Pearse ipotizz\u00f2 dieci anni fa che tutte le cellule che producono peptidi sono dei neuroni, con una comune origine dall\u2019ectoderma neurale, confondendo cos\u00ec i confini tra sistema nervoso e sistema endocrino.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La scoperta che gli ormoni possono favorire direttamente funzioni quali l\u2019apprendimento, la memoria, ecc.. ha ulteriormente arricchito le connessioni tra i due sistemi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Vent\u2019anni di ricerche hanno ormai stabilito che l\u2019equilibrio del sistema endocrino \u00e8 sensibile a situazioni e stimoli emozionali non solo stressanti -tipo un intervento chirurgico o una competizione sportiva, l\u2019attesa di un esame, la morte di una persona cara- ma di tutte le emozioni, comprese quelle che provocano un riso a crepapelle per una barzelletta spassosa.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ogni emozione \u00e8 connessa a dei neurotrasmettitori che vanno a stimolare sia direttamente il sistema nervoso inducendo determinate attivit\u00e0 mentali quali attenzione, memoria ecc, sia attivando altre emozioni quali dolore-paura-rabbia ecc, sia producendo modificazioni periferiche sul sistema ormonale propriamente detto cos\u00ec da indurre un metabolismo adeguato alle circostanze.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Se, ad esempio, una emozione spinge l\u2019individuo ad agire, in particolare a muoversi e reagire in senso attivo(possiamo immaginare per soccorrere qualcuno in difficolt\u00e0) l\u2019ipotalamo stimolato da uno specifico &#8220;codice&#8221; di vari neurotrasmettitori (noradrenalina NA, dopaminaDA, serotonina 5HT, acetilcolina Ach, acido gamma amino butirricoGABA ) produce un neuropeptide chiamato CRF che induce l\u2019ipofisi anteriore a produrre un ormone chiamato ACTH capace di agire sul corticosurrene stimolando la produzione dell\u2019ormone cortisolo. Tutte queste sostanze, sia il CRF che\u00a0l\u2019ACTH che il cortisolo, in vario modo, preparano l\u2019organismo all\u2019azione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il CRF ha un importante ruolo nella regolazione del sistema nervoso vegetativo stimolando il sistema simpatico con l&#8217;aumentata produzione di adrenalina e noradrenalina nel sangue, e inibendo il sistema parasimpatico con conseguente eccitazione del sistema cardiocircolatorio cos\u00ec da rendere pronto l\u2019organismo a fronteggiare ogni sforzo fisico. Parallelamente il CRF va a deprimere la produzione di un altro importante neuropeptide, il GnRH gonadotropin realising factor, stimolante la produzione di ormoni sessuali, cos\u00ec da concentrare ogni attivit\u00e0 solo sull\u2019azione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019ACTH oltre ad una azione endocrina di stimolo del cortisolo, possiede anche una azione &#8220;centrale&#8221; diretta sul cervello stesso rilevabile a livello di risposte comportamentali quali miglioramento della attenzione, delle capacit\u00e0 di prestazione e della reattivit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel caso di uno stress fisico intenso vengono attivati anche altri ormoni quali gli oppioidi endogeni responsabili della analgesia da stress, e la melatonina che regola il nostro sonno.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Anche uno stress puramente emozionale determina una attivazione dei principali sistemi endocrini, e gli ormoni coinvolti variano a seconda del tipo di emozione e della durata della stessa e della maggiore o minore capacit\u00e0 di farvi fronte. Es. lo stress da perdita di una persona cara normalmente non si associa ad una riduzione degli ormoni sessuali, anche se questo pu\u00f2 avvenire, mentre uno stress acuto da subordinazione si associa sempre ad una riduzione di questi ormoni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Altra correlazione tra sistema nervoso e sistema endocrino \u00e8 visibile attraverso lo studio della cronobiologia, ossia dei ritmi del nostro corpo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il cervello produce neuropeptidi con una certa ritmicit\u00e0 o pulsatilit\u00e0 dipendente probabilmente anche dai condizionamenti ambientali subiti nel corso dell\u2019evoluzione e quindi invia segnali ai vari tessuti e quindi anche alle ghiandole endocrine che a loro volta possono, attraverso una loro soglia di concentrazione nel sangue, regolare in maniera retroattiva la produzione dei neuropeptidi cerebrali e quindi in ultima analisi la loro stessa produzione.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><b>Il sistema immunitario<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Anche in questo campo le scoperte degli ultimi anni hanno rivoluzionato l\u2019immagine del sistema immunitario. La tradizionale concezione del sistema come puro meccanismo difensivo comandato dallo stimolo antigenico \u00e8 stata ormai abbandonata. Le cellule immunitarie interagiscono costantemente con il sistema nervoso e il sistema endocrino a tal punto che non c\u2019\u00e8 modificazione del sistema nervoso che non si associ a modificazioni del sistema endocrino e immunitario e viceversa. E come pu\u00f2 avvenire tutto questo?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le fibre del sistema nervoso autonomo innervano gli organi linfatici avvolgendoli e infiltrandoli cos\u00ec da creare delle strettissime connessioni con i linfociti, si parla infatti di \u2018giunzioni neuroimmunitarie\u2019, cos\u00ec che ogni pi\u00f9 piccola variazione nell\u2019equilibrio del sistema simpatico-parasimpatico viene registrata dalle cellule immunitarie.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Inoltre l\u2019individuazione sulla parete cellulare dei linfociti di recettori per una serie di sostanze che possono attivare o inibire le loro funzioni \u00e8 stata decisiva per comprendere una delle basi molecolari dell\u2019influenza della mente sul sistema immunitario. Questi recettori sono come serrature che si possono aprire per dare inizio a delle attivit\u00e0 cellulari e le molecole che interagiscono con essi sono neurotrasmettitori, neuopeptidi, ormoni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">I linfociti posseggono recettori per i neurotrasmettitori del sistema nervoso autonomo, noradrenalina, adrenalina, acetilcolina. Cos\u00ec ogni pi\u00f9 piccola modificazione del sistema simpatico-parasimpatico, e della concentrazione dei suoi neurotrasmettitori, a livello delle giunzioni neuroimmunitarie, produrr\u00e0 i suoi effetti sulle cellule immunitarie stesse, che verranno pi\u00f9 o meno stimolate. E\u2019 stato visto, in animali da esperimento, che denervando linfonodi e milza, organi nei quali le cellule immunitarie vengono immagazzinate e prodotte, la risposta immunitaria dopo inoculazione di un virus, era enormemente ridotta. Dunque il sistema nervoso non solo \u00e8 collegato a quello immunitario, ma \u00e8 essenziale per una funzione immunitaria appropriata.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Se consideriamo poi quanto il sistema nervoso autonomo, attraverso una eccitazione o inibizione del simpatico o del parasimpatico, possa far esprimere a tutto il corpo una emozione nata nel sistema nervoso centrale, allora ci apparir\u00e0 sempre pi\u00f9 evidente il nesso tra emozioni e sistema immunitario.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Altri recettori linfocitari sono specifici per i neuropeptidi ipotalamici e ipofisari:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">CRH, TRH, GRF, GnRH, encefaline, endorfine, ACTH, VIP, sostanza P, alfaMSH, prolattina e per ormoni propriamente detti quali estrogeni, ormoni tiroidei ecc.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ogni nuovo assetto neuroendocrino, che sappiamo si stabilisce al variare delle richieste del nostro corpo per fronteggiare gli eventi della vita, da quelli banali dei ritmi sonno-veglia, alle cicliche modificazioni ormonali per garantire una procreazione, alle continue sollecitazioni del mondo esterno che richiedono adattamenti fisici e psichici, alle emozioni pi\u00f9 o meno forti, si associa ad un adattamento del sistema immunitario. E come il cervello \u00e8 in grado di apprendere e di memorizzare, cos\u00ec fa anche il sistema immunitario, capace di riconoscere il &#8220;s\u00e9&#8221; dall\u2019estraneo e di produrre quella memoria immunitaria che ci protegge da nuove aggressioni dello stesso virus o che ci rende immunodepressi di fronte anche al solo ricordo di un evento stressante.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; PNEI: Psico Neuro Endocrino Immunologia \u00a0 PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA \u00a0 di Maria Carmela Sgarrella \u00a0 &nbsp; Il problema dell&#8217;identit\u00e0 &nbsp; Dopo aver preso conoscenza dei punti essenziali di come si sia creata la complessa struttura del sistema &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/psico-neuro-endocrino-immunologia\/\" aria-label=\"Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-3974","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3974"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3974\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5114,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3974\/revisions\/5114"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}