{"id":4053,"date":"2024-04-23T18:55:11","date_gmt":"2024-04-23T16:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=4053"},"modified":"2024-06-27T19:05:54","modified_gmt":"2024-06-27T17:05:54","slug":"tomatis-canto-e-orecchio-elettronico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/tomatis-canto-e-orecchio-elettronico\/","title":{"rendered":"Tomatis &#8211; canto e orecchio elettronico"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Tomatis e gli effetti terapeutici del canto\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/mozart_girl_headphone_tomatis.jpg\" alt=\"Tomatis e gli effetti terapeutici del canto\" width=\"900\" height=\"349\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Tomatis: canto e orecchio elettronico<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts32\"><b>Tomatis e gli effetti terapeutici del canto<\/b><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"rvts64\">compilazione a cura di Marco Stefanelli<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il canto regola, rafforza e intensifica la respirazione, favorisce lo sviluppo del sistema uditivo, fa vibrare il corpo e tonifica e calma il sistema nervoso, rivitalizza gli organi interni e vivifica tutto il sistema ghiandolare endocrino, amplifica e ottimizza il campo elettromagnetico. La voce riflette lo stato fisico, emotivo e spirituale, quindi lo stato di salute globale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"drt2_1\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/drt2_1.jpg\" alt=\"\" width=\"155\" height=\"220\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il medico otorinolaringoiatra francese Alfred Tomatis, uno dei maggiori studiosi del suono dal punto di vista medico, fondatore dell&#8217;audiopsicofonologia ed esperto conoscitore del rapporto suono-vita, ha studiato approfonditamente gli effetti terapeutici del canto. Le sue ricerche in Francia e in Canada hanno messo in rapporto l&#8217;udito con le dinamiche del corpo e della mente. Al contrario della comprensione popolare, dice Tomatis, &#8220;l&#8217;orecchio \u00e8 un organo primario di consapevolezza&#8221;. E&#8217; inteso essenzialmente per provvedere una carica di potenziale elettrico al cervello. La corteccia poi distribuisce in tutto il corpo la carica che ne deriva.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La conclusione di Tomatis \u00e8 che l&#8217;orecchio non \u00e8 un pezzo differenziato della pelle, piuttosto, la pelle \u00e8 un pezzo differenziato dell&#8217;orecchio. Le alte frequenze sembrano avere il maggior effetto ricaricante. I suoni nelle basse frequenze possono &#8220;scaricare&#8221; o stancare gli ascoltatori. Questo \u00e8 il segreto del canto delle alte frequenze.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il dr. Tomatis sostiene che i canti sacri siano ricchi di armonici ad alta frequenza con effetti neurofisiologici sul cervello umano. Una delle funzioni principali dell&#8217;orecchio \u00e8 quella di stimolare la corteccia cerebrale e al 95% la carica totale del corpo attraverso la ricezione del suono. Tomatis ha esaminato il suono dei canti Gregoriani con un oscilloscopio ed ha rapportato che cadevano entro il raggio dei suoni ricaricanti e contenevano tutte le frequenze dello spettro vocale, da 70 cicli al secondo fino a 9000 cicli al secondo. Queste frequenze si possono riscontrare anche negli accordi\u00a0 ad una voce dei monaci tibetani. Inoltre, erano come uno &#8220;yoga respiratorio&#8221;, dice Tomatis, &#8220;Coloro che cantavano sembravano rallentare il loro respiro e inducevano gli ascoltatori nello loro stesso stato di tranquillit\u00e0&#8221;.<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Alfred-Tomatis-300\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Alfred_Tomatis_300.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"216\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis ha visitato monasteri Benedettini in tutto il mondo per studiare i monaci che praticano i canti Gregoriani. Ad un ritiro in Francia, un giovane frate stava riformando la tradizione; tagli\u00f2 severamente il tempo che i monaci dedicavano al canto e not\u00f2 che presto cominciarono a diventare pi\u00f9 svogliati e a dormire di pi\u00f9. Inoltre, un medico consigli\u00f2 agli uomini di seguire una dieta tradizionale e questo fece peggiorare le cose. Fu chiamato Tomatis che reintrodusse il lungo orario di canto. Presto, disse, stavano dormendo meno, lavorando di pi\u00f9 e si sentivano meglio.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">&#8220;Certi suoni sono efficaci come due tazze di caff\u00e8. I canti Gregoriani sono fonti di energia fantastici. Io ci lavoro come musica di sottofondo e dormo solo tre o quattro ore a notte&#8221;.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ciascun essere \u00e8 immerso in una struttura sonora che lo scolpisce. Il suono, cio\u00e8 il silenzio, le sue diverse modulazioni, ed i rumori che ne interrompono la trama, non si indirizza solamente all&#8217;orecchio ma interessa tutto il corpo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Tomatis_small_1\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/Tomatis_small_1_1.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"135\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">\u00c8 quello che spiega il prof. Tomatis in un&#8217;<b>intervista\u00a0 con Alain Gerber<\/b>(24) della rivista Son:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8220;Son Magazine: Professore, nei suoi libri ed articoli sull&#8217;orecchio, l&#8217;ascolto, il linguaggio e tutti i problemi connessi, emerge un concetto, quello dell&#8217;immagine del corpo. Pu\u00f2 spiegarci in cosa consiste?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Prof. Tomatis: In effetti \u00e8 una domanda molto importante. Il concetto &#8220;immagine del corpo&#8221; \u00e8 un&#8217;espressione molto usata da coloro che si interessano di psicologia. Ma se voi grattate la vernice, potrete scoprire che dietro l&#8217;espressione utilizzata vi \u00e8 una grande ignoranza del problema, o perlomeno delle espressioni molto vaghe, nella maggior parte dei casi, sbagliate. Bisogna ben comprendere, in primo luogo, che non si tratta della immagine del corpo come possiamo riprodurla in una fotografia. E non si tratta nemmeno di questa immagine sensibile e materializzata che sorge con il toccare. L&#8217;immagine del corpo in effetti \u00e8 l&#8217;immagine che ognuno si fa di s\u00e9, o pi\u00f9 precisamente il &#8220;concetto integrato&#8221; che ognuno si fa di se stesso in quanto schema corporale. Un&#8217;immagine, e lo sottolineiamo, \u00e8 il pi\u00f9 delle volte differente da quella che dovrebbe essere un&#8217;immagine obiettiva. La prova \u00e8 che in certe fotografie noi facciamo difficolt\u00e0 a riconoscerci. Gli altri ci identificano immediatamente, ma noi siamo imbarazzati perch\u00e9 non \u00e8 quella l&#8217;idea che abbiamo del nostro corpo, del nostro portamento. Fate questa esperienza: presentate a qualcuno una sua fotografia presa a sua insaputa che lo raffiguri di schiena, non vi stupirete se far\u00e0 fatica a riconoscersi.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Son: Esiste un modo di rendersi conto dell&#8217;immagine che un individuo pu\u00f2 avere di s\u00e9?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: S\u00ec. Non \u00e8 certamente perch\u00e9 voi avete un&#8217;immagine del corpo dell&#8217;altro che siete Colpito da come si comporta, da come si tiene, etc.? Ora come questa persona si mostra, la sua posizione, sono in dipendenza diretta dell&#8217;immagine che egli si \u00e8 fatta di s\u00e9. Con un poco di esperienza voi potete affermare che una persona che vedete per la prima volta \u00e8 sordo o balbuziente o schizofrenico. Per ciascuno di questi soggetti esiste un certo modo di camminare e le attitudini posturali che rispondono in maniera precisa ad un&#8217;immagine del corpo molto particolare, imposta, in parte, dal deficit che li ha colpiti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Vi \u00e8 quindi necessariamente un rapporto fra l&#8217;immagine e certe disposizioni interne somatiche o mentali?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: lo direi che per l&#8217;uomo l&#8217;immagine del corpo \u00e8 determinata dall&#8217;utilizzazione del suo campo neuronico, utilizzazione che varia per ciascun individuo, a seconda dei fattori accidentali (come la sordit\u00e0 o la psicosi), che li distinguono gli uni dagli altri. Noi siamo dei sistemi nervosi ricoperti da una guaina somatica. L&#8217;immagine si costruisce partendo da ci\u00f2 che funziona per il meglio. Questo pu\u00f2 essere la testa, ma anche i piedi. Nei calciatori \u00e8 evidente, l&#8217;immagine del corpo privilegiata \u00e8 quella degli arti inferiori, mentre per un intellettuale, che resta seduto nel suo studio tutto il giorno essa \u00e8 diversa. Nei giocatori di bigliardo \u00e8 ancora ad un altro livello che si sviluppano la maggior quantit\u00e0 di neuroni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Si pu\u00f2 quindi dire che, in una certa misura, l&#8217;immagine del corpo del calciatore integra il pallone, e che quella del giocatore di bigliardo integra la stecca?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: E&#8217; proprio cos\u00ec. Se uno \u00e8 un grande musicista deve avere integrato il suo strumento. Il violino o il piano o qualsiasi altro strumento deve divenire il prolungamento diretto del corpo, come se esso stesso fosse equipaggiato dai neuroni di quello che lo suona. L&#8217;uomo che conduce la sua vettura ha un&#8217;immagine molto differente da quello che invece cammina, perch\u00e9 in una certa maniera questa immagine si estende fino ai pneumatici: &#8220;fa corpo con il suo veicolo&#8221; si dice spesso.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Ma vi \u00e8 una differenza netta fra i piedi, i pedali o le ruote&#8230;<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Senza dubbio, ma bisogna dire che l&#8217;immagine del corpo \u00e8 via via pi\u00f9 difficile da distinguersi se saliamo verso la parte superiore del corpo. Se vi domando dove finiscono i vostri piedi e dove incominciano le vostre scarpe, saprete certamente rispondermi. Se vi domando il confine fra i vostri vestiti ed il vostro corpo, avrete gi\u00e0 pi\u00f9 difficolt\u00e0, e se vi chiedo dove finisce il vostro cranio e dove cominciano i vostri capelli non saprete rispondermi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Per ritornare all&#8217;esempio del musicista bisogna pensare che il suo modo di suonare \u00e8 determinato da elementi corporali e neuronici?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Se chiedete ad un virtuoso di improvvisare, e modificate nello stesso tempo il campo neuronico che utilizza, constaterete che la sua improvvisazione sar\u00e0 perturbata. Grazie all&#8217;Orecchio Elettronico si pu\u00f2 modificare il suo modo di ascoltare. Si osserver\u00e0, allora, che se imponete un diagramma uditivo molto ampio, egli suoner\u00e0 in modo tale che le sue braccia danzeranno su tutta la tastiera. Imponendogli al contrario un campo molto ristretto le sue mani saranno sempre in contatto. Si pu\u00f2 agire anche sul filtro che fa passare la banda di frequenza, per esempio dai gravi agli acuti, le sue mani seguiranno lo stesso percorso.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Come si forma l&#8217;immagine del corpo?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: In breve, il nostro corpo \u00e8 circondato da una struttura fatta di stimoli e impulsioni che eccitano tutti i suoi punti. Poco a poco la somma di queste eccitazioni e pressioni compone un&#8217;immagine integrata, una immagine che, in qualche modo, disegna il corpo nella sua totalit\u00e0. Possiamo meglio sentirlo, se ci immergiamo in una superficie di acqua agitata e con onde. Quando le onde ci toccano noi possiamo sentire meglio il limite del nostro corpo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Voi dite anche che l&#8217;immagine del corpo \u00e8 la conseguenza del linguaggio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: S\u00ec, potrete comprendere tutto quando vi preciser\u00f2 che le pressioni e gli eccitamenti in cui \u00e8 immerso il corpo sono &#8220;acustiche&#8221;. Ciascun essere \u00e8 immerso in una struttura sonora che lo scolpisce. Il suono, cio\u00e8 il silenzio, le sue modulazioni ed il rumore che ne interrompe la trama non si indirizzano solamente all&#8217;orecchio, ma tocca tutto il corpo. L&#8217;orecchio, certamente, ne \u00e8 divenuto il captatore principale, ma si tratta solo di una differenziazione progressiva, derivata da una zona di pelle che all&#8217;origine non si distingueva dalla superficie cutanea.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;aria non smette di muoversi, di essere animata da movimenti di rotazione ed il nostro corpo nella sua totalit\u00e0 ne subisce le conseguenze. Il fatto di vivere nel suono, e pi\u00f9 precisamente in quello che possiamo emettere, &#8220;il linguaggio&#8221;, imprime sempre tutta una serie di piccoli impulsioni, tocchi, su tutta la nostra immagine corporale, su tutto il nostro sistema nervoso periferico. In funzione del modo di parlare, del timbro della nostra voce, noi andiamo a toccare pi\u00f9 o meno intensamente alcune parti del nostro corpo. E&#8217; evidente che la loquacit\u00e0 scolpisce alcune superfici privilegiate: il viso, la faccia anteriore del torace e del ventre, le palme delle mani, la faccia dorsale della mano destra fra pollice ed indice, la parte interna delle membra inferiori soprattutto a livello del ginocchio, la pianta dei piedi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Vi \u00e8 una ragione particolare per tutto questo?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Certamente. Il linguaggio sensibilizza poco a poco tutte le zone sensoriali pi\u00f9 facilmente toccate dalla fonazione. E le zone pi\u00f9 favorevoli a queste informazioni risiedono soprattutto l\u00e0 dove particolari fibre nervose specializzate a percepire gli stimoli pressori, sono pi\u00f9 dense. Allora la verticalit\u00e0 \u00e8 necessaria per offrire la pi\u00f9 grande superficie possibile agli stimoli sonori, se vogliamo sviluppare il nostro linguaggio. E la postura verticale non \u00e8 la migliore.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Quale \u00e8 la postura pi\u00f9 favorevole?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Quella che gli Yogi chiamano l&#8217;Asana del loto. Ci sarebbe molto da dire a riguardo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: A seconda che noi siamo intellettuali o calciatori, la nostra voce non va dunque a toccare le stesse parti del corpo?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Assolutamente! Se ascoltate un corridore ciclista dire che far\u00e0 certamente meglio alla prossima corsa, potrete ascoltare una voce sorda, poco ricca in acuti. Perch\u00e9 parla a quella sua parte che funziona meglio, che \u00e8 il centro della sua attivit\u00e0, della sua vita. Quest&#8217;uomo vive certamente nelle sue gambe. Ora \u00e8 necessaria una voce grave per toccare la parte inferiore del corpo. E certamente la voce di un benedettino non ha niente a che vedere con quella di un carrettiere.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: La cosa migliore non sarebbe quella di potere toccare con la voce tutte le superfici corporali?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: S\u00ec, e certe ascesi aiutano a farlo. Gli Yogi tibetani cercano di ottenere questo suono omogeneo capace di toccare il corpo nella sua totalit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Come pu\u00f2 succedere ci\u00f2?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: E&#8217; impossibile entrare nei dettagli di questa tecnica ascetica cos\u00ec complessa. L&#8217;importante \u00e8 ricordare che la voce cambia. Perch\u00e9? Perch\u00e9 essa non tocca solamente il corpo dall&#8217;esterno, ma anche tutta la struttura ossea. Emettere un suono \u00e8 fare vibrare l&#8217;aria esterna, senza dubbio. Ma questa vibrazione non si ottiene solamente facendo uscire tutto dalla bocca, lanciando degli stimoli attraverso questo orifizio. Molti credono che sia cos\u00ec, ma \u00e8 a causa di questo che non sanno parlare. Nello stesso tempo i cattivi cantanti, spingono sulla loro laringe come sull&#8217;imboccatura di una tromba. Mentre colui che canta bene, utilizza tutto il suo corpo come uno strumento straordinario, che prende a vibrare per mezzo dell&#8217;appoggio della laringe sulla colonna vertebrale. E infatti, \u00e8 la colonna che canta, e che cantando, fa vibrare tutto il corpo fino al cranio. Il vero suono esce da tutto il corpo, e non solamente dalla bocca. Aristotele e Platone dicevano che cantare e parlare era fare vibrare all&#8217;unisono l&#8217;aria che \u00e8 all&#8217;esterno con quella che \u00e8 all&#8217;interno: avevano compreso tutto!<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Son: Se l&#8217;immagine del corpo \u00e8 la conseguenza del linguaggio, migliorando la parola si pu\u00f2 rimodellare il corpo?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: In effetti, con una buona voce ci si pu\u00f2 rimodellare completamente. Ed \u00e8 in funzione della voce che noi possiamo integrare la struttura del nostro corpo e modificarla. Vi voglio dare un semplice esempio. Prendete un piccolo italiano di Napoli, un inglese filiforme ed un tedesco tarchiato. Trasportateli negli U.S.A.: in capo a qualche tempo essi avranno acquisito una morfologia identica. Cambiando lingua cambiano viso. La loro testa sar\u00e0 pi\u00f9 piatta, pi\u00f9 allungata come quella degli indiani che sono l\u00e0 da pi\u00f9 tempo. L&#8217;elemento determinante in questo cambiamento \u00e8 il suono, che modella l&#8217;essere nella sua totalit\u00e0. E preciso che a mio avviso, il suono che noi formiamo va a toccare elettivamente le ghiandole endocrine. Come sono le ghiandole endocrine, quello che tentano di toccare certe ascesi orientali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: La voce pu\u00f2 veramente toccare tutte le parti del corpo? La schiena per esempio?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Si pu\u00f2 fare vibrare la schiena con un poco di esercizio. Gli asceti lo sanno fare molto bene.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Gli occidentali hanno dunque interesse a studiare queste tecniche?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Senza dubbio. Ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 stato impiegato nel teatro. Tutto il teatro di Jerzi Grotowsky consiste nel cercare di fare vibrare questa o quella parte del corpo, per esempio facendo la parte del leone, ed emettendo suoni, gridando. Il personaggio lanciato in questa improvvisazione finisce per avere, in una certa misura, le sembianze del leone o dell&#8217;animale feroce che sta rappresentando! E siccome questo teatro \u00e8 basato sulla partecipazione collettiva, il pubblico stesso, ad un certo momento, viene ad assumere questa o quella sembianza.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: E&#8217; dunque possibile imporre agli altri la propria immagine del corpo?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Vi rispondo con un nuovo esempio. Mi sono recato recentemente in Africa del Sud per un consulto su un soggetto balbuziente, e non ero solo. Questi aveva sedici anni e possedeva una dinamica straordinaria. Era un soggetto estremamente brillante, ma affetto da una balbuzie molto importante, che si accompagnava a dei movimenti scoordinati. In capo a qualche tempo, tutti si muovevano come lui, con gli stessi gesti. Il pi\u00f9 sorprendente era l&#8217;interprete che era pi\u00f9 coinvolto nel linguaggio di questo soggetto. L&#8217;immagine del corpo di questo soggetto era cos\u00ec forte che nel corso di questa consultazione ce lo aveva imposto a tutti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: E&#8217; la ragione per la quale in presenza di certi balbuzienti noi cominciamo a balbettare?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Esattamente. Ci\u00f2 avviene quando la personalit\u00e0 \u00e8 forte. Nello stesso modo un buon cantante vi euforizza: in poco tempo \u00e8 come se voi stessi cantaste; il vostro respiro si espande, il vostro viso si distende. In presenza di cantanti mediocri voi soffrite. E farete come fa lui, spingerete sulla vostra laringe e non mi stupirebbe che in capo a qualche tempo voi lo considererete come se vi avesse fatto un affronto personale. E possiamo andare anche pi\u00f9 lontano: se un soggetto pronuncia davanti a voi qualche frase potrete vedere il suo modo neuronico di utilizzare il suo corpo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Con ci\u00f2 si pu\u00f2 dedurre che noi siamo scolpiti non solamente dal suono messo da noi, ma anche da quello emesso dagli altri?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Certo, ed \u00e8 questo l&#8217;interesse della musica.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Un dialogo, secondo questa prospettiva, avviene perch\u00e9 due persone si mettono in vibrazione l&#8217;uno con l&#8217;altro?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: E&#8217; cos\u00ec. Noi trasmettiamo il nostro linguaggio con tutto il corpo. E quello che noi desideriamo trasmettere originariamente, non sono i modi, ne dei suoni, ma delle sensazioni profondamente sentite, profondamente vissute in noi dai nostri neuroni sensoriali. Ho scritto che ci\u00f2 che desideriamo comunicare sono le impressioni tattili che la nostra parola fa correre sulla nostra chiave sensoriale. Senza saperlo, trasmettiamo gli stessi accordi al nostro interlocutore, che inconsciamente fa funzionare la propria chiave ad immagine della nostra, cosicch\u00e9 entreremo in risonanza. E&#8217; quello che succede quando voi avete due piani e suonandone uno voi fate vibrare anche il secondo. E&#8217; curioso notare che Lao-Tze aveva detto tutto questo con l&#8217;esempio delle due arpe.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Per una larga parte la qualit\u00e0 della comunicazione fra due individui dipende dunque dalla compatibilit\u00e0 delle loro immagini corporali?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: S\u00ec, ed ho potuto verificarlo sperimentalmente. Grazie ai miei filtri ho imposto a due soggetti delle curve uditive identiche, poi li ho lanciati in una spinosa discussione: non sono entrate in disaccordo! Poi ho invertito le curve e ho iniziato un dialogo sul tempo che faceva: un quarto d&#8217;ora dopo stavano litigando. Ci\u00f2 dimostra fino a quale punto il mentale \u00e8 influenzato dal corpo e quanto a sua volta modifichi il linguaggio dal quale \u00e8 scolpito. Questo sistema funziona nei due sensi: c&#8217;\u00e8 una interazione fra mentale e corpo. Quale dei due \u00e8 all&#8217;origine del processo d&#8217;interazione \u00e8 cosa difficile da dire. Riassumendo, l&#8217;immagine del corpo \u00e8 l&#8217;integrazione che uno si fa dell&#8217;utilizzo di s\u00e9. Ma \u00e8 anche il modo di rapportarsi all&#8217;altro.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Allora il fondo del problema \u00e8 neuronico, ma altri elementi intervengono dall&#8217;esterno. Si pu\u00f2 invocare l&#8217;influenza dell&#8217;interlocutore. Si pu\u00f2 anche richiamare quella che \u00e8 definita l&#8217;impedenza del mezzo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Naturalmente. Questo gioca molto e ci pu\u00f2 essere uno sviluppo da fare in questa direzione. Potremmo sollevare dei problemi sulla architettura. Alloggiare in un medesimo locale un musicista ed un ciclista \u00e8 un non-sense! Fintanto che l&#8217;architettura non si adatter\u00e0 all&#8217;individuo ci scontreremo con questo ostacolo. Bisogna arrivare a personalizzare queste strutture per non impedire alla maggior parte dei soggetti di trovare l&#8217;armonia, la perfetta manifestazione del loro corpo, della parola, del pensiero.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Son: Vorrei porvi un&#8217;ultima domanda: la buona immagine del corpo \u00e8 quella che permette l&#8217;espressione dell&#8217;essere?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis: Questo problema \u00e8 giustamente uno di quelli in cui si dibatte la psicologia moderna. Ed \u00e8 stato al centro di tutte le ascesi orientali di cui vi ho parlato. I persiani hanno dato delle risposte interessanti. Quello che bisogna ricordare \u00e8 il concetto di armonizzazione fra i differenti piani di un individuo. Per esempio quello psichico, intellettuale e spirituale (ma si possono fare delle classificazioni differenti). Bisogna che l&#8217;immagine del corpo sia omogenea con tutte le parti che lo compongono. Coloro che hanno delle distorsioni sul piano corporale o spirituale, o che hanno soprattutto delle distorsioni fra i vari livelli di cui abbiamo parlato, possiamo essere sicuri che proveranno delle difficolt\u00e0 ad adattarsi al mondo e a se stessi. In ogni caso una buona immagine del corpo \u00e8 quella che realizza una unione fra il corpo reale e corpo immaginato: \u00e8 l&#8217;immagine grazie alla quale uno pu\u00f2 sentirsi se stesso fino al suo ultimo atomo. Una buona corrispondenza fra l&#8217;immagine ed il reale del corpo \u00e8 essenziale nella misura in cui, come ho tentato di dimostrare, il comportamento dell&#8217;essere dipende in grande parte dall&#8217;immagine che ci si fa del rivestimento somatico&#8221;.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\">(24) Prof. A.A. TOMATIS, Le son modifie la structure du corps, Magazine SON, n. 40, luglio- agosto 1973. (traduzione di Concetto Campo)<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<h4 class=\"rvps0\"><span class=\"rvts32\"><b>L&#8217;orecchio elettronico di Tomatis<\/b><\/span><\/h4>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>da tomatis-italia.ovh<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\">PRINCIPI DI BASE DI FUNZIONAMENTO DELL&#8217;ORECCHIO ELETTRONICO A EFFETTO TOMATIS<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tutto inizia pi\u00f9 di cinquanta anni fa, dal confronto di due serie di osservazioni. In qualit\u00e0 di otorinolaringoiatra e figlio di un cantante lirico, Tomatis si ritrova a trattare molti artisti con la voce rovinata. Nello stesso periodo per\u00f2, Tomatis dirige i Laboratori di Acustica dell\u2019Aeronautica Militare Francese, dove deve esaminare le persone che hanno avuto l\u2019udito deteriorato lavorando ai banchi di prova dei reattori supersonici, per sapere se bisogna indennizzarli. Contemporaneamente al danno acustico, Tomatis osserva molto spesso una deformazione molto netta della voce e si chiede se l\u2019udito danneggiato non sia la causa dei problemi della voce, anche nel caso dei cantanti, nei quali il danno acustico potrebbe essere stato causato dalla loro stesso voce utilizzato ad alto volume in ambiente acustico inappropriato.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Approfondendo le sue osservazioni, Tomatis \u00e8 colpito dal parallelismo esistente tra l\u2019esame audiometrico dei soggetti esaminati e la curva di inviluppo dell\u2019analisi spettrale della loro voce: inizia allora una serie di sperimentazioni portanti sulle reazioni e contro-reazioni dell\u2019udito sull\u2019emissione vocale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per far ci\u00f2 utilizza due montaggi:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">\u00a0&#8211; uno che permette di visualizzare la scomposizione armonica dei suoni emessi (analisi spettrale) attraverso l\u2019utilizzo di un microfono e di un analizzatore.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">\u00a0&#8211; l\u2019altro che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di modificare a piacere l\u2019ascolto del soggetto partecipante all\u2019esperimento; la sua voce \u00e8 captata da un secondo microfono collegato a un amplificatore le cui caratteristiche di risposta a livello della cuffia indossata dal soggetto sono modificabili grazie a un gioco di filtri (passa-alto\/passa-basso\/passa-banda) permettendo cos\u00ec di far variare il modo di ascoltare del soggetto e di conseguenza il suo modo di controllarsi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019importanza straordinaria delle contro-reazioni che si manifestano nella sperimentazione autorizza Tomatis ad affermare che esiste un vero e proprio circuito chiuso di auto-informazione il cui captatore di controllo, al momento dell\u2019emissione a livello dell\u2019apparato fonatorio, non \u00e8 altro che l\u2019orecchio, e che ogni modificazione imposta a questo captatore produce istantaneamente una modificazione considerevole dell\u2019atto vocale, facile da osservare a livello visivo e uditivo e controllabile fisicamente sul tubo catodico dell\u2019analizzatore.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Cos\u00ec, essendo accertato che una modalit\u00e0 espressiva vocalica legata ad un condizionamento dell\u2019apparato fonatorio esteriorizzantesi attraverso un atto vocale conosciuto, risponde a una maniera di ascoltare determinata da un condizionamento pi\u00f9 o meno complesso dell\u2019insieme dell\u2019apparato uditivo; essendo accertato inoltre che ogni modificazione di questo modo di ascoltare genera un nuovo atto vocale, Tomatis prova allora a modificare il condizionamento difettoso con un nuovo condizionamento, calcolato sulla base di una curva d\u2019ascolto ideale (quella di un grande professionista della voce, ad esempio).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Fin dalle prime sedute si constata che sussiste una rimanenza temporanea di questo nuovo stato, e dopo un certo periodo di allenamento, essa diventa permanente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per realizzare praticamente questo processo, Tomatis mette a punto un apparecchio che sar\u00e0 chiamato Orecchio Elettronico a Effetto Tomatis.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>LE QUATTRO LEGGI FONDAMENTALI DI TOMATIS<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Raoul Housson, riprendendo questo esperimento nel 1957 nei Laboratori di Fisiologia delle Funzioni della Sorbona, lo conferma interamente, e raggruppa questo insieme di contro-reazioni audiofonatorie sotto il nome di Effetto Tomatis.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questo \u00e8 definito da quattro leggi:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La voce contiene ci\u00f2 che l\u2019orecchio percepisce.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Se si restituisce all\u2019orecchio traumatizzato la possibilit\u00e0 di ascoltare correttamente le frequenze mal percepite, queste si trovano ristabilite nell\u2019emissione fonatoria, istantaneamente e all\u2019insaputa del soggetto.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Generalizzando questa relazione audiofonatoria ad un orecchio normale:<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019orecchio trasmette all\u2019apparato fonatorio le modificazioni uditive che gli vengono imposte artificialmente.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis, essendosi posto la domanda di sapere come l\u2019orecchio poteva conservare il beneficio di questo esercizio e migliorare progressivamente, approda alla quarta legge:<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019ascolto forzato, alternativamente imposto e soppresso, arriva a modificare permanentemente l\u2019ascolto e la fonazione.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>L\u2019ORECCHIO ELETTRONICO E LA SUA MODALITA\u2019 D\u2019AZIONE<\/b><\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questa apparecchiatura \u00e8 un complesso elettronico comportante degli amplificatori, dei filtri e un gioco di basculle elettroniche. Esso pu\u00f2 essere utilizzato in due modalit\u00e0:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">1. L\u2019informazione trasmessa da un magnetofono passa attraverso l\u2019O. E. prima di arrivare all\u2019orecchio del soggetto tramite una cuffia (training puramente uditivo).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">2. L\u2019informazione trasmessa dal magnetofono \u00e8 percepita e riprodotta dal soggetto durante i bianchi sonori ripartititi sul nastro magnetico: quasi simultaneamente la voce dell\u2019allievo \u00e8 captata da un microfono e modificata dall\u2019O. E. (training audio-vocale).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019O. E. agisce modellando l\u2019informazione all\u2019interno di una banda passante determinata, al fine di sopprimere gli scotomi (cadute della curva d\u2019ascolto su certe frequenze) e dare alla curva la progressione necessaria (pendenza ascendente) per una percezione e un\u2019analisi frequenziale di qualit\u00e0 ottimale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esso inoltre offre al messaggio sonoro due percorsi possibili: un canale corrisponde alla messa in tensione del timpano e dei muscoli del martello e della staffa, un altro agisce sulla loro distensione; \u00e8 necessaria allora una semplice regolazione per far passare alternativamente l\u2019informazione da un canale all\u2019altro, provocando cos\u00ec un movimento continuo di tensione e distensione dei meccanismi muscolari adattatori dell\u2019orecchio medio.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Questa microginnastica protratta per un certo tempo produce un fenomeno di rimanenza che crea un condizionamento muscolare progressivo e permanente: l\u2019orecchio medio diviene cos\u00ec capace di compiere da solo, spontaneamente e correttamente le regolazioni necessarie alla trasmissione dei suoni.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Queste diverse funzioni sono assicurate da alcuni insiemi elettronici:<\/div>\n<div class=\"rvps0\">I filtri: ripartiti su due livelli, formano i due canali e modulano il passaggio delle frequenze (uno, ad esempio, pu\u00f2 lasciar passare in maniera preferenziale le frequenze elevate e l\u2019altro le frequenze gravi).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La basculla: essa regola le andate e venute successive da un canale all\u2019altro; \u00e8 una sorta di porta che si apre e si chiude secondo le variazioni d\u2019intensit\u00e0 del messaggio sonoro.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019equilibrio: per preparare l\u2019orecchio destro a divenire direttore, il rapporto delle intensit\u00e0 sonore, corrispondenti ai due auricolari della cuffia \u00e8 progressivamente differenziato per riduzione dell\u2019intensit\u00e0 a sinistra.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Per quanto riguarda l\u2019informazione sonora propriamente detta, essa \u00e8 costituita da un insieme di nastri magnetici registrati in laboratorio, il cui ordine di diffusione \u00e8 determinato dal programma concepito in funzione del caso trattato; si tratta essenzialmente di musica e di voce umana, elaborata eventualmente elettronicamente, in pratica pi\u00f9 o meno filtrata su determinate frequenze.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b>LA PROGRAMMAZIONE DEL MATERIALE SONORO<\/b><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\">Il programma rieducativo \u00e8 concepito seguendo le norme della disciplina audio-psico-fonologica; esso ha come scopo di far percorrere al paziente il cammino sonoro ideale che egli avrebbe dovuto seguire a partire dalla sua vita fetale, poich\u00e9 \u00e8 da esso che dipendono la qualit\u00e0 del suo ascolto e di conseguenza, le sue facolt\u00e0 di espressione.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Dalla comunicazione carnale del feto con l\u2019utero materno agli scambi verbali pi\u00f9 fecondi, il cammino \u00e8 lungo e disseminato di trappole, giacch\u00e9 in ogni momento della sua evoluzione, la relazione del soggetto con l\u2019ambiente pu\u00f2 essere disturbata, indebolita o decisamente tagliata.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il metodo consiste, appoggiandosi sul fatto che esiste gi\u00e0 una comunicazione tra il feto e la madre, a suscitare nel soggetto il desiderio che questa comunicazione si prolunghi dopo la nascita, con la madre prima, poi con il padre e infine con la societ\u00e0.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019itinerario inizia con il \u201cdialogo\u201d intra-uterino e si conclude con l\u2019inserimento del soggetto nel contesto comunicazionale sociale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019orecchio \u00e8 dunque rituffato nelle condizioni di un vissuto molto lontano, il pi\u00f9 antico che gli \u00e8 stato possibile percepire.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">A quest\u2019epoca per\u00f2, l\u2019ascolto del feto \u00e8 caratterizzato dal fatto che esso si esercita in ambiente acquatico, essendo immerso nel liquido amniotico. L\u2019informazione sonora (suoni filtrati) \u00e8 ottenuta facendo passare il suono attraverso dei filtri elettronici che realizzano artificialmente un\u2019audizione simile a quella che si otterrebbe attraverso degli strati d\u2019acqua.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Generalmente, per questo scopo si utilizza la voce materna registrata su nastro magnetico o la musica di Mozart. L\u2019esperienza ha permesso di constatare che i temi musicali sono pi\u00f9 efficaci quando sono ricchi di frequenze acute e si avvicinano ai ritmi mozartiani e al canto gregoriano.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dopo un certo numero di sedute di suoni filtrati, si effettua quello che viene chiamato \u201cparto sonoro\u201d, cio\u00e8 si fa passare il soggetto da un\u2019audizione in ambiente liquido ad una in ambiente aereo, cio\u00e8 l\u2019ascolto a cui siamo normalmente abituati, dove il suono viaggia semplicemente attraverso l\u2019aria. A questo scopo, nel corso di alcune sedute il filtraggio pu\u00f2 passare da 8000 Hz a 100 Hz. Gli effetti di questa fase sono generalmente profondi e l\u2019evidenza clinica ha mostrato che viene data la possibilit\u00e0 al soggetto di recuperare dei vissuti emotivi correlati ad una tappa cruciale della propria esistenza.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Dopo il parto sonoro si inizia la fase attiva dove, il soggetto si prepara ad incontrare l\u2019altro (l\u2019universo sociale); si posano le prime strutture del linguaggio, attraverso degli esercizi di lettura e\/o ripetizione di parole e frasi attraverso il controllo dell\u2019orecchio elettronico.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Da qui il soggetto passa ad una fase che gli permette di incontrarsi ed accettarsi, il materiale sonoro l\u2019aiuter\u00e0 allora a liberare il linguaggio; i suoi autocontrolli sono rinforzati per garantirgli un buon adattamento alle sue realt\u00e0 e alle condizioni di esistenza imposte dall\u2019ambiente.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>L\u2019ASCOLTO INTRAUTERINO<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Domande che favoriscono un approccio al problema del linguaggio:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Come arriva l\u2019essere umano a produrre dei suoni articolati?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Perch\u00e9 sente il bisogno di produrli?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La prima di queste domande potrebbe sorprenderci, perch\u00e9 sembra evidente che l\u2019essere umano parla in quanto \u00e8 dotato di un apparato espressamente destinato ad assolvere questa funzione.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Questa affermazione in realt\u00e0 \u00e8 falsa, in quanto non esiste un organo fisiologicamente concepito a questo fine. La parola ha utilizzato l\u2019esistente per costruirsi; un primo insieme costituito di una parte del sistema digestivo: le labbra, la bocca, il velo palatino, la lingua, i denti, e un secondo insieme proveniente dall\u2019apparato respiratorio: la laringe, le fosse nasali, i polmoni, il diaframma, la cassa toracica.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Cos\u00ec, per mettersi al servizio della parola, la laringe si \u00e8 allontanata dalla sua funzione primaria. Si \u00e8 liberata, in un certo senso. E questa liberazione \u00e8 coincisa con quella dell\u2019orecchio, inizialmente destinato a localizzare i suoni, ha iniziato ad analizzarli.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Riguardo la seconda domanda, Tomatis afferma che ci\u00f2 che \u00e8 importante non \u00e8 tanto poter parlare quanto voler parlare; perch\u00e9 la scimmia da un punto di vista strettamente fisiologico potrebbe parlare, per\u00f2 non lo fa.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">All\u2019origine del linguaggio, secondo Tomatis, deve esistere un desiderio, che non pu\u00f2 essere altro che quello di comunicare con l\u2019altro; \u00e8 la ricerca di una situazione conosciuta, vissuta, rimpianta, nel corso della quale si \u00e8 rivelata la nozione profonda di comunicazione, da dove parte la prima presa di coscienza della relazione. Ma come nasce questa pulsione?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E\u2019 a partire dalle osservazioni di uno zoologo inglese che Tomatis elabora la sua risposta. Questo autore, Negus, aveva notato che se le uova di uccelli canterini erano covate da uccelli non canterini, gli uccelli nati da quella covata non cantavano.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ancora, se le uova erano covate da uccelli che cantavano, per\u00f2 in un&#8217;altra maniera, i piccoli avrebbero avuto molte probabilit\u00e0 a sbagliarsi di canto dopo la nascita.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Sembra dunque che un condizionamento audio-vocale sia possibile gi\u00e0 allo stadio dell\u2019uovo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E se fosse cos\u00ec anche per il genere umano?<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Delle esperienze condotte sui neonati da altri ricercatori indicarono a Tomatis che egli era sulla buona strada: \u201cla madre crea il suo bambino, gli d\u00e0 un nido dentro il suo ventre, lo nutre, lo prepara alla vita attraverso un dialogo costituito da tutti i contatti che ella pu\u00f2 avere con lui. La comunicazione sonora \u00e8 il pi\u00f9 importante di questi contatti, in quanto la madre si rivela al feto attraverso i suoi rumori organici, viscerali e soprattutto tramite la voce. Il bambino assorbe tutta la sostanza affettiva di questa voce che parla, ne \u00e8 impregnato; integra in questo modo il supporto della lingua materna\u201d.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si tratta della prima comunicazione audiovocale, dalla quale l\u2019embrione, quando tutto va bene, attinge un sentimento di sicurezza che aiuta il suo sbocciare.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il desiderio di comunicare non \u00e8 altro allora che il desiderio di non interrompere, o eventualmente di rinnovare, una relazione (acustica) con l\u2019altro cos\u00ec soddisfacente.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ma se il feto sente, non \u00e8 certo alla nostra stessa maniera. Dalla nascita alla maturit\u00e0 l\u2019apertura dell\u2019orecchio \u00e8 progressiva; e lo stesso parto apporta una modifica fondamentale nell\u2019ascolto, perch\u00e9 l\u2019orecchio, adattato all\u2019ambiente liquido della vita intrauterina, deve bruscamente accomodarsi ad un ambiente aereo che presenta un diverso fattore di impedenza acustica.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis spiega che prima della nascita, le tre parti dell\u2019orecchio \u2013 esterno, medio e interno \u2013 sono acusticamente adattate alle stesse frequenze; queste sono praticamente quelle dell\u2019acqua, e si trovano nella zona dei suoni acuti. Alla nascita avviene un vero e proprio parto sonoro. L\u2019orecchio medio e in particolare la Tromba di Eustachio trattengono del liquido amniotico per circa dieci giorni dopo il parto, cos\u00ec che i due livelli medio e interno dell\u2019orecchio restano accordati sulle frequenze dell\u2019ambiente liquido. Dopo circa dieci giorni tutto si spegne, perch\u00e9 la Tromba di Eustachio si svuota della sostanza liquida e il neonato perde la sua percezione dei suoni acuti, diventando momentaneamente come sordo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Grazie ad un lungo e progressivo apprendimento, che dura delle settimane, l\u2019orecchio cerca di aumentare il suo potere d\u2019accomodamento lavorando sulla tensione timpanica, al fine di ritrovare, poco a poco, attraverso l\u2019aria circostante, il contatto che aveva con questa voce che lo cullava nel profondo del suo universo uterino.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Messo in presenza di problemi psicologici la cui origine si situa sicuramente a livello delle prime tappe dello sviluppo dell\u2019individuo, Tomatis ha l\u2019idea di fare rivivere a livello sonoro questi periodi, riuscendo ad ottenere, attraverso delle semplici informazioni acustiche, delle reazioni psicologiche profonde estremamente intense, e la cessazione di alcuni sintomi.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis si rendeva conto, cos\u00ec, che attraverso il suono era possibile rinnovare le relazioni primordiali con tutti gli aspetti decondizionanti che una simile esperienza pu\u00f2 dare e potenziare il desiderio di comunicare con l\u2019ambiente circostante, senza il quale non pu\u00f2 esserci un buon equilibrio psicologico.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In questo processo, l\u2019immenso vantaggio deriva dal fatto che i suoni filtrati attraversano il talamo senza che questo operi delle censure eccessive. Il talamo \u00e8 una parte del cervello. E\u2019 una massa nervosa sottocorticale, che agisce sotto forma di filtro che coordina, interpreta e valuta le diverse sensazioni prima di essere trasmesse alla coscienza (corteccia).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Se il talamo ha una \u201cresistenza o viscosit\u00e0\u201d troppo grande, a causa di un\u2019affettivit\u00e0 perturbata da traumatismi anche antichi, l\u2019informazione che raggiunge questa regione va ogni volta a risvegliare i traumi iniziali e rischia di non arrivare alla corteccia in maniera completa.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Inviando l\u2019informazione sonora filtrata delle frequenze gravi e medie, contenente soltanto frequenze elevate, ricche di energia e scarse di semantica emotiva ed esistenziale, il talamo permette un passaggio pi\u00f9 rapido verso la corteccia, la quale, venendo vivificata pu\u00f2 controreagire sul talamo. In questo modo, la corteccia, aumentando il suo campo cosciente, assume pi\u00f9 facilmente le difficolt\u00e0 dolorose. In queste condizioni il soggetto pu\u00f2 prendersi pi\u00f9 facilmente \u201cin carico\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>L\u2019EFFETTO DI RICARICA CORTICALE<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019orecchio, prima di divenire un organo destinato a udire, ha la funzione di nutrire la corteccia con il suo potenziale di stimolazione sensoriale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Non tutti i suoni per\u00f2 sono adatti provocare l\u2019effetto di ricarica corticale. Sulla membrana basilare della coclea, le cellule del Corti sono pi\u00f9 dense nella parte riservata alle frequenze acute, che in quella riservata alle frequenze gravi; la trasmissione alla corteccia di energia captata \u00e8 perci\u00f2 molto pi\u00f9 forte quando essa proviene dalla zona degli acuti.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">I suoni gravi per Tomatis non apportano energia a sufficienza e finiscono spesso per stancare l\u2019individuo, in quanto stimolano delle risposte motrici attraverso la loro azione sul vestibolo (canali semicircolari, otricolo, etc.), che assorbono pi\u00f9 energia di quanta ne possa fornire lo stimolo sonoro.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>L\u2019EQUILIBRIO NEURO-VEGETATIVO<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il nervo pneumogastrico, o decimo paio craniale, o Nervo Vago, estende la sua antenna sensoriale sulla membrana timpanica.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La sua presenza \u00e8 importante, poich\u00e9 \u00e8 uno dei nervi che regolano i meccanismi dell\u2019orecchio in funzione degli \u201cumori\u201d o stati d\u2019animo del soggetto, e cos\u00ec come sa obbedire allo psichismo, cos\u00ec sa piegare quest\u2019ultimo alle sue reazioni. Nel suo essere interfaccia intima tra l\u2019essere e il corpo, nell\u2019imbricazione delle sue interferenze multiple che gli valgono la denominazione di nervo Vago, esso \u00e8 maestro della vita vegetativa e viscerale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il suo campo neuronico \u00e8 immenso, tocca il timpano, la faringe, la laringe, i polmoni, il cuore, lo stomaco, il fegato, la milza, i reni, il pancreas, l\u2019intestino, il retto, l\u2019ano\u2026<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Grazie ad esso tutto pu\u00f2 organizzarsi armoniosamente oppure disequilibrarsi; ci\u00f2 dovesse avvenire, appare allora il corteo delle somatizzazioni diverse: la paura, l\u2019ansia, l\u2019angoscia, le bulimie, le anoressie, le angine, l\u2019asma, le otiti, le riniti\u2026<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">All\u2019interno di questo quadro, l\u2019orecchio pu\u00f2 giocare un ruolo particolarmente nefasto; per Tomatis basta che esso si chiuda, vale a dire che rilasci la muscolatura del martello e che la staffa non venga pi\u00f9 sollecitata. I suoni sono allora trasmessi in maniera molto parziale e vengono analizzati male; solo le frequenze gravi riescono a passare la barriera, trascinando il timpano, molto disteso, in un movimento troppo ampio che per reazione va a eccitare il ramo auricolare del Vago, con tutte le reazioni che ci\u00f2 produce nella sfera neurovegetativa.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il training audiovocale con l\u2019orecchio elettronico, aiuta la postura d\u2019ascolto dell\u2019orecchio verso gli acuti. In questo modo l\u2019eccitazione del nervo pneumogastrico si attenua e questa attenuazione va ad inondare il mondo viscerale. Il soggetto esperisce questo come un\u2019impressione di benessere e di liberazione da un fardello dal contenuto difficilmente discernibile. La respirazione migliora, l\u2019ansia e le contratture muscolari si attenuano, la distensione generale pu\u00f2 manifestarsi.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>LA VERTICALIT\u00c0 E LA POSTURA D\u2019ASCOLTO<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019orecchio assicura, grazie ai canali semicircolari, una funzione di equilibrio che determina le nostre attitudini posturali. La verticalit\u00e0 favorisce la pienezza dell\u2019ascolto, in quanto tendere l\u2019orecchio \u00e8 anche tendere il corpo all\u2019ascolto, al fine di offrire all\u2019informazione le zone sensibili del nostro rivestimento cutaneo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Si stabilisce allora un feedback continuo: l\u2019ascolto migliora e trasforma l\u2019atteggiamento posturale, mentre quest\u2019ultimo permette a sua volta all\u2019ascolto di perfezionarsi grazie al messaggio che inizia ad arrivargli in maniera pi\u00f9 fedele grazie ad un miglior dispiegamento della via corporea.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">E\u2019 facile tramite l\u2019orecchio elettronico provocare sperimentalmente dei cambiamenti di atteggiamento posturale in funzione di particolari modificazioni dell\u2019ascolto.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Imponendo un ascolto ricco in frequenze acute, si osserva, nel momento in cui la fonazione del soggetto si anima, una correlazione posturale impressionante: la colonna vertebrale si allinea, la cassa toracica si apre, il soggetto cerca una migliore attitudine dorsale tramite la rotazione del bacino in avanti, il viso si distende e si mobilizza in maniera armonica.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Una curva d\u2019ascolto opposta, invece, che favorisca i gravi, produce una contro-reazione posturale che va in senso inverso alla precedente.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Ricordiamo anche che il consumo energetico relativo al mantenimento della nostra postura \u00e8 minimo quando il corpo \u00e8 in equilibrio, dritto e verticale.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La capacit\u00e0 che ha l\u2019orecchio interno di svolgere queste funzioni gli viene dalla sua appartenenza ad un blocco neurologico molto complesso che ingloba il labirinto, il cervelletto, la corteccia e il corpo: esso tiene cos\u00ec sotto il suo controllo tutti i muscoli motori del corpo e ne coordina la motricit\u00e0, il suo ruolo \u00e8 essenziale nella presa di coscienza del corpo da parte della corteccia.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>L\u2019ORECCHIO DESTRO E LA LATERALITA\u2019<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019osservazione della modalit\u00e0 di autocontrollo della voce in un cantante mostra che il controllo che egli effettua non \u00e8 della stessa qualit\u00e0 se questo \u00e8 effettuato con l\u2019orecchio destro o con l\u2019orecchio sinistro.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Inviando del rumore ad una certa intensit\u00e0 sull\u2019orecchio sinistro ad un cantante tramite una cuffia, in modo da fargli perdere il controllo tramite l\u2019orecchio sinistro, si nota che egli canta ancora bene e in certi casi addirittura meglio di prima. Al contrario, se \u00e8 l\u2019orecchio destro a essere messo fuori circuito, il soggetto prova immediatamente una grande difficolt\u00e0 a gestire qualitativamente la voce.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Tomatis ebbe occasione di ripetere questa esperienza con degli strumentisti e con degli attori e ogni volta il controllo dell\u2019emissione vocale o strumentale era qualitativamente migliore tramite i circuiti dell\u2019orecchio destro.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Se i due orecchi servono a localizzare i suoni in quanto la bilateralit\u00e0 uditiva favorisce l\u2019angolazione, sembra che l\u2019accesso al padroneggiamento del linguaggio non pu\u00f2 avvenire che scegliendo come antenna di captazione della colata verbale l\u2019orecchio destro; l\u2019orecchio sinistro da una \u201cvisione\u201d globale dell\u2019ambiente sonoro, il destro pu\u00f2 focalizzare un suono ben preciso e analizzarlo finemente.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Perch\u00e9 questa asimmetria? Perch\u00e9 gli impulsi che partono dal cervello devono arrivare alla laringe affinch\u00e9 un suono sia prodotto. A questo livello esiste un\u2019asimmetria: l\u2019emilaringe destra beneficia di un nervo ricorrente motorio molto pi\u00f9 corto del suo collaterale. Il ricorrente destro si dirige verso la parete laterale della laringe dopo aver incrociato in basso l\u2019arteria sottoclavicolare destra; mentre il ricorrente sinistro entra nel torace e forma un\u2019ansa sotto l\u2019aorta, prima di raggiungere il lato sinistro della laringe.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Di conseguenza il tempo di percorrenza degli impulsi nervosi \u00e8 differente; l\u2019orecchio destro si trova pi\u00f9 vicino degli organi fonatori dell\u2019orecchio sinistro. I deficit legati all\u2019autocontrollo uditivo destro producono spesso dei problemi dell\u2019espressione orale e scritta; in certi casi lo studio di una lingua straniera o del canto possono risultare difficoltosi. In concomitanza si nota un abbassamento evidente del rendimento delle facolt\u00e0 di memorizzazione, attenzione e concentrazione.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\"><b>L\u2019IMMAGINE DEL CORPO<\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019immagine del corpo \u00e8 una nozione essenziale, e generalmente mal definita.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">L\u2019essere umano \u00e8 prima di tutto un sistema nervoso ricoperto di una guaina somatica, e l\u2019immagine del corpo per l\u2019uomo \u00e8 l\u2019utilizzazione del suo campo neuronico, utilizzazione che varia secondo gli individui e i fattori accidentali che li distinguono gli uni dagli altri.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Questa immagine \u00e8 il pi\u00f9 sovente molto diversa da ci\u00f2 che sarebbe un\u2019immagine perfettamente obiettiva; e la sua importanza risiede nel fatto che la nostra apparenza, la nostra postura e il nostro comportamento sono sotto la sua dipendenza diretta.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Inoltre, solo la sua integrazione corretta pu\u00f2 apportare l\u2019abilit\u00e0 corporea della quale l\u2019essere umano ha bisogno nelle sue diverse attivit\u00e0, che sia la pratica di uno sport, di uno strumento musicale o la semplice guida di un\u2019automobile.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il virtuoso possiede la sua immagine corporea ad un punto tale che vi integra lo strumento della sua attivit\u00e0 e lo spazio dove s\u2019immerge (l\u2019insieme dell\u2019orchestra, ad esempio); cos\u00ec l\u2019arciere Zen diventa una cosa sola con l\u2019arco e con il bersaglio. E questo viene centrato pi\u00f9 facilmente. Come si crea quest\u2019immagine?<\/p>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps0\">L\u2019aria non smette di muoversi sotto l\u2019impulso del suono: ogni essere \u00e8 immerso in una struttura che lo scolpisce, in quanto il suono non si dirige solo sull\u2019orecchio, ma sul corpo tutto. L\u2019orecchio certamente ne \u00e8 divenuto il captatore principale, ma si tratta della differenziazione progressiva di una parte di pelle, che, all\u2019origine non si distingueva dal resto della superficie cutanea.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il corpo \u00e8 quindi preso in una rete di pressioni e impulsioni che lo stimolano in tutti i suoi punti. Poco a poco, la sommatoria di tutte queste eccitazioni crea un\u2019immagine del corpo integrata.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il gioco di stimolazioni pu\u00f2 essere provocato in modo differente, esiste per\u00f2 un mezzo privilegiato, capitale: \u00e8 il linguaggio, in quanto il suono che produciamo noi stessi imprime in permanenza una miriade di piccoli tocchi (pressioni acustiche) su tutto il nostro sistema nervoso periferico. In funzione delle parole che utilizziamo, noi andremo a toccare pi\u00f9 o meno certe parti del nostro corpo.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Il linguaggio sensibilizza progressivamente le zone sensoriali rilevatrici delle onde acustiche della \u201ccolata verbale\u201d. Le zone pi\u00f9 sensibili a questa informazione si trovano l\u00e0 dove le fibre nervose specializzate nella rilevazione della pressione sono pi\u00f9 dense (viso, parte anteriore del torace, addome, palmo della mano, faccia dorsale della mano destra a livello della pinza pollice-indice, interno delle membra inferiori, pianta del piede).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Da qui ne deriva che per offrire la maggior parte di questa superficie corporea al suono, la verticalit\u00e0 diventa un obbligo, se si vuole avere una perfetta padronanza della parola.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Da qui si potrebbe dedurre un principio essenziale: se l\u2019immagine del corpo \u00e8 la conseguenza del linguaggio, migliorando la parola si potrebbe rimodellare il corpo, poich\u00e9 la nostra postura e il nostro modo di muoverci sono modellati da essa\u2026<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ma \u00e8 evidente che se noi siamo in qualche sorta scolpiti dai suoni che emettiamo, lo siamo ugualmente dai suoni che emette l\u2019altro; allora in questa prospettiva un dialogo pu\u00f2 essere visto come il modo in cui due individui si mettono in vibrazione l\u2019un l\u2019altro; e la qualit\u00e0 della loro inter-comunicazione dipende dalla compatibilit\u00e0 delle loro immagine corporali, legate esse alla coerenza delle loro curve d\u2019ascolto. Due soggetti che presentano delle curve distorte e poco simili tra di esse hanno poche probabilit\u00e0 d\u2019intendersi, in quanto, nel senso letterale del termine, non sono su sulla stessa lunghezza d\u2019onda.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">In sintesi una buona immagine corporea realizza l\u2019aderenza assoluta del corpo reale e del corpo immaginato: \u00e8 l\u2019immagine grazie alla quale si pu\u00f2 essere s\u00e9 stessi fino all\u2019ultima cellula e potersi ingaggiare in una dinamica comportamentale armoniosa.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Tomatis: canto e orecchio elettronico \u00a0 Tomatis e gli effetti terapeutici del canto \u00a0 compilazione a cura di Marco Stefanelli \u00a0 \u00a0 Il canto regola, rafforza e intensifica la respirazione, favorisce lo sviluppo del sistema &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/tomatis-canto-e-orecchio-elettronico\/\" aria-label=\"Tomatis &#8211; canto e orecchio elettronico\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2935,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[112],"tags":[],"class_list":["post-4053","page","type-page","status-publish","hentry","category-dossier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4053"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4053\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4953,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4053\/revisions\/4953"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}