{"id":4057,"date":"2024-04-24T12:31:17","date_gmt":"2024-04-24T10:31:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/?page_id=4057"},"modified":"2025-09-03T10:54:40","modified_gmt":"2025-09-03T08:54:40","slug":"musicoterapia-musica-ed-emozioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/dossier\/musicoterapia-musica-ed-emozioni\/","title":{"rendered":"Musicoterapia ed Emozioni"},"content":{"rendered":"<div class=\"rvps1\">\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5165\" src=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/musica-ed-emozioni.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"421\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/musica-ed-emozioni.jpg 1024w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/musica-ed-emozioni-300x123.jpg 300w, https:\/\/www.audioterapia.net\/sublimen\/wp-content\/uploads\/musica-ed-emozioni-768x316.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps1\">\n<h2 style=\"text-align: center;\">Musicoterapia: Musica ed Emozioni<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"table_2\">\n<div class=\"rvps1\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\" style=\"text-align: center;\">Testi ed immagini compilati e supervisionati da Marco Stefanelli<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">La relazione tra musica ed emozioni \u00e8 molto importante. In questo processo viene coinvolta l&#8217;amigdala\u00a0che riceve rapidi input direttamente dal talamo prima che ci sia una elaborazione da parte della corteccia. Nell&#8217;architettura del cervello l\u2019<b>amigdala<\/b>(13) ha una posizione privilegiata in qualit\u00e0 di sentinella delle emozioni capace all\u2019occorrenza di espropriare il resto del cervello dalle sue funzioni. L\u2019amigdala funziona come un archivio della memoria emozionale ed \u00e8 quindi depositaria del significato stesso degli eventi; la vita senza l\u2019amigdala \u00e8 un\u2019esistenza privata di molti significati personali. Ci\u00f2 spiega le risposte immediate e a volte imbarazzanti nei riguardi della musica: come per es. commuoversi ascoltando un brano. La corteccia invece impiega pi\u00f9 tempo per reagire agli input musicali, richiamando alla memoria particolari ricordi legati alla musica ascoltata. L&#8217;amigdala ha strette connessioni anche con l&#8217;ipotalamo che valuta il comportamento emotivo e garantisce una rapida risposta agli stimoli in entrata, soprattutto per quelli importanti per la sopravvivenza.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"2009225223935_738cd3616d3c_1\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/2009225223935_738cd3616d3c_2.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"338\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il sistema nervoso autonomo, costituito da\u00a0<b>simpatico<\/b>\u00a0e\u00a0<b>parasimpatico<\/b>, \u00e8 uno dei maggiori componenti neurologici delle emozioni. Il simpatico attiva il corpo aumentando la frequenza cardiaca, stimolando la secrezione di adrenalina e di altri neurotrasmettitori e la trasformazione del glicogeno per produrre energia. Il parasimpatico invece \u00e8 un inibitore che abbassa la frequenza cardiaca, stimola la digestione e la secrezione salivare. E&#8217; stato verificato che differenti tipi di musica possono stimolare sia il simpatico che il parasimpatico.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Ascoltare musica sembra stimolare anche il rilascio di endorfine coinvolgendo il sistema limbico che contiene un gran numero di recettori per gli oppioidi endogeni. Questo risulta particolarmente importante in relazione alle terapie effettuate con suono e musica. Sappiamo infatti che la musica ha la caratteristica peculiare di transitare senza mediazioni dagli apparati uditivi del sistema limbico, che \u00e8 il centro dove sorgono le risposte emotive, mentre il linguaggio verbale moderno agirebbe pi\u00f9 che altro sui piani analitici e logici dell&#8217;emisfero sinistro.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">L&#8217;emozione \u00e8 una energia ancestrale e naturalmente &#8220;primitiva&#8221; come pu\u00f2 esserlo l&#8217;onda del mare, paragonabile all&#8217;onda del &#8220;mare interiore&#8221; dell&#8217;uomo. Le emozioni rappresentano quindi un livello primordiale pi\u00f9 vicino ai centri delle energie del profondo, proprio perch\u00e9 pi\u00f9 &#8220;primitivo&#8221; e non razionale, ma non per questo non intelligente, anzi, depositario di una intelligenza non mediata ed intuitiva che spesso sorprende la razionalit\u00e0. Caricare una parola di emozione e di significato equivale a renderla vicina alla musica e quindi di dotarla di potenzialit\u00e0 vibratoria in grado di far vibrare i Chakra e di armonizzare l&#8217;essere umano durante il movimento delle energie interiori.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Le prime &#8220;emozioni&#8221; che raggiungono gli esseri viventi sono trasmesse da mezzi elastici, quali l&#8217;acqua del mare, il liquido amniotico ecc\u2026 e sono di tipo ritmo-sonico (musicale), come il battito del cuore materno. Con il suono e le vibrazioni, pertanto, siamo in grado di raggiungere le componenti emozionali pi\u00f9 profonde. L&#8217;evoluzione degli esseri viventi ha determinato un progressivo aumento del livello di coscienza che \u00e8 passata da una coscienza puramente emozionale, necessaria per la sopravvivenza e la perpetuazione della specie, sino a raggiungere la consapevolezza di s\u00e9, con una &#8220;psicologizzazione&#8221; delle emozioni medesime che sono gli archetipi pi\u00f9 profondi della nostra personalit\u00e0.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"chakra_1\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/chakra_1.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"259\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il corpo umano \u00e8 un sistema concepito per vibrare; infatti udiamo, captiamo, inglobiamo non solamente attraverso le orecchie e il sistema neuro-cerebrale, ma anche per mezzo di un insieme di recettori sparsi un po&#8217; dovunque sul corpo: il corpo al suono, risponde con un altro suono. Il corpo si comporta come un diapason che messo accanto ad un altro diapason si mette a vibrare alla stessa frequenza. Il corpo umano in stato di riposo vibra ad una frequenza intorno agli 8 cicli al secondo, che \u00e8 anche la frequenza delle onde cerebrali &#8220;Alpha&#8221; prodotte dal cervello in stato di rilassamento, come non a caso la frequenza fondamentale della vibrazione terrestre \u00e8 la medesima. E&#8217; un tentativo perenne del corpo di aderire per mezzo del suono all&#8217;ordine e all&#8217;equilibrio dell&#8217;ambiente in cui vive. Dall&#8217;altro lato il corpo stesso \u00e8 uno strumento che emette vibrazioni e suoni propri. Alcuni come i ritmi del respiro e del battito cardiaco sono udibili, e se disponessimo di un apparato uditivo adatto, potremmo perfino &#8220;sentire&#8221; la nostra armonia personale. Il corpo riceve musica, la trasforma interiormente in emozione e risponde con vibrazioni proprie, con una musica propria.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La musica \u00e8 il mezzo per intrattenere i giusti rapporti con la Natura, per conservare la coesione di un gruppo umano, per mantenere l&#8217;equilibrio psicofisico di ciascun membro della comunit\u00e0 e l&#8217;unione tra il corpo e lo spirito.<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Esiste un sottile scambio emotivo e fisico tra ascoltatore, esecutore e il resto del pubblico. Una delle caratteristiche dei concerti e delle esecuzioni dal vivo \u00e8 che si ascolta sia con la propria energia che con quella collettiva. L&#8217;accumulo di attenzione da parte del pubblico crea un intenso campo energetico che pu\u00f2 esercitare una forte influenza sia nella produzione dei suoni sia negli effetti sul corpo e sulla mente dei presenti. Gli effetti e le influenze della musica sono tanto pi\u00f9 evidenti quanto pi\u00f9 siamo disposti a fare esperienza, quanto pi\u00f9 siamo abbandonati alla musica che stiamo sperimentando tanto pi\u00f9 le sue energie agiscono su di noi. La musica \u00e8 molto potente, ma la sua capacit\u00e0 di agire sul nostro essere e di vitalizzarci diminuisce in relazione ad eventuali tensioni, resistenze, chiusure mentali, pensieri critici, atteggiamenti analitici, impazienza, distrazioni ecc. Se invece offriamo alla musica un corpo e una psiche rilassati, una mente aperta, essa vi penetra rivitalizzando.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"MS30934_1\" src=\"\/sublimen\/wp-content\/uploads\/MF96.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"166\"><\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Fare o ascoltare musica non \u00e8 un semplice passatempo, bens\u00ec un atto di comunione (Yoga) tra le forze dell&#8217;Universo che influenzano lo stato fisico, psichico, morale e di coscienza dell&#8217;essere umano. Nella terapia sonora e musicale \u00e8 determinante il livello di coscienza individuale che crea un&#8217;onda portante del suono. E&#8217; il livello di consapevolezza dell&#8217;individuo che produce un certo suono, ci\u00f2 che verr\u00e0 trasmesso alla persona ricevente a livello subliminale. Se sono collerico e produco un suono, la mia collera vi si imprimer\u00e0 e verr\u00e0 percepita a livello sottile da chi ricever\u00e0 quel particolare suono modellato dalle emozioni e dai sentimenti. Quello che va oltre la frequenza sonora \u00e8 lo scopo, il proposito e la volont\u00e0 e coinvolge la persona in tutti i suoi aspetti, fisici, mentali, affettivi e spirituali. L&#8217;intenzione con cui vengono creati suoni e musica pu\u00f2 creare effetti positivi e rinforzanti o negativi e debilitanti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il prof. Marco Ferrini descrive cos\u00ec la musica e la consapevolezza dell&#8217;ascolto:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8220;La musica pu\u00f2 essere arte quando \u00e8 fornita sottoforma di esperienza estetica, oppure pu\u00f2 essere conoscenza quando \u00e8 sottoforma di insegnamento. L&#8217;atteggiamento \u00e8 quello di recepire con attenzione alta che colga anche ci\u00f2 che non va, parlo quindi di attivare lo stato critico in cui si opera quell&#8217;importante discernimento fra ci\u00f2 che \u00e8 reale e non reale, corretto e non corretto, giusto o ingiusto. Bisogna riconoscere le stonature, gli errori, le strutture fallaci, sia in arte, sia nelle scienze, nella religione, in filosofia, in psicologia. Apertura al massimo ma anche con il massimo di attenzione perch\u00e9 chi ascolta sia consapevole non solo di ci\u00f2 che sta ascoltando, ma anche di se stesso e dell&#8217;operazione che sta facendo ascoltando. Non si pu\u00f2 essere addormentati, storditi, narcotizzati, sarebbe come lasciarsi andare ad uno stato di abbandono inferiore, pericoloso, che scivola nell&#8217;oblio. L&#8217;ascolto deve essere attento e rapito. Questa attenzione non compromette e non minaccia lo stato di rapimento, anzi lo salvaguarda dall&#8217;infiltrazione di condizionamenti, di virus che lo disturberebbero.&#8221;<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Qui il prof. Ferrini descrive il rapporto tra musica ed emozioni:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8220;[\u2026]Conosco a livello di neuroscienza, di neuropsicologia, quali sono le strutture cerebrali che producono e provocano le emozioni. So, anche per esperienza e conoscenza dell&#8217;antica filosofia, psicologia e scienza dei Veda, che le emozioni appartengono ad una realt\u00e0 superiore. Si chiamano Rasa ed \u00e8 solo la loro distorsione che sperimentiamo attraverso il nostro sistema nervoso. Qualsiasi artista ci proponga un&#8217;opera d&#8217;arte, suscita in noi degli stati d&#8217;animo e la vera arte ha proprio lo scopo di portarci al livello pi\u00f9 alto nel ritrovare quelle emozioni che sono vicine ai rasa, ovvero alle emozioni spirituali. E&#8217; chiaro che quelle emozioni, essendo appartenenti non a questo mondo, ma al mondo delle idee, direbbe Platone, sono fuori dal tempo e dallo spazio, quindi non si pu\u00f2 dire che il pianto e il riso, la gioia e il dolore siano veramente in contraddizione, perch\u00e9 non esiste un prima e un dopo. La mia esperienza \u00e8: queste coppie di apparenti opposti non sono in contraddizione, su livello di esistenza trascendente: sono complementari nel produrre una gioia di tipo superiore. Ovvero: dolore e gioia cessano di essere opposti e vengono ad armonizzarsi su di un piano che li trascende entrambi. E&#8217; per questo che nei grandi artisti si passa dalla gioia al dolore, dal riso al pianto senza percepire un contrastante stato d&#8217;animo, ma un&#8217;ispirazione sempre crescente, perch\u00e9 a quel livello gli opposti servono l&#8217;uno all&#8217;altro per lanciarci sempre pi\u00f9 in alto&#8221;.<\/div>\n<div class=\"rvps3\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"rvps0\">Cos\u00ec invece descrive la carica emotiva delle onde psichiche nel suo libro &#8220;Psicologia del ciclo della vita&#8221;:<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">&#8220;La carica emotiva acquisita al momento della percezione e trasformata in vritti dagli organi di senso, non si arresta al piano mentale n\u00e9 all&#8217;ego riflesso, e neanche si ferma alla buddhi o intelletto, ma continua il viaggio e si deposita nell&#8217;inconscio, incidendo una traccia invisibile ma permanente, altamente operativa sul carattere (samskara).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">La corsa della\u00a0<b>vritti<\/b>\u00a0dunque non termina con il raggiungimento della buddhi. Quando una cosa l&#8217;abbiamo analizzata profondamente, ci sentiamo soddisfatti perch\u00e9 abbiamo assolto bene un compito, ma la carica emotiva di quella cosa finisce in una dimensione che non ha limiti fisici: l&#8217;inconscio. Questo termine richiamer\u00e0 alla vostra memoria Freud, Jung ed altri psicologi occidentali pi\u00f9 recenti, tuttavia, come spiegato in precedenza, la dimensione inconscia della psiche era gi\u00e0 nota migliaia d&#8217;anni or sono ai saggi indiani col nome di karmashaya, il luogo dove si depositano emozioni, pensieri e percezioni, i quali, se opportunamente elaborati e compresi, non sono condizionanti per l&#8217;individuo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Nel\u00a0<b>karmashaya<\/b>\u00a0le impressioni o samskara si aggregano per analogia, secondo le loro particolari caratteristiche: paure con paure, rancori con rancori, frustrazioni con frustrazioni, atti di generosit\u00e0 con atti di generosit\u00e0 e via dicendo; singole cariche emotive tendono a strutturarsi assieme, a far corpo a s\u00e9, creando cos\u00ec neoplasie psichiche sovraccariche emotivamente. Di per s\u00e9 un solo samskara non sarebbe sufficiente a turbare la volont\u00e0 del soggetto, ma quando si sommano diventano potenti e talvolta aggressivi, lo destabilizzano e arrivano perfino a travolgerlo, creando una disintegrazione della personalit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Soggetti inibiti, affetti da turbamenti della personalit\u00e0, rimangono come paralizzati tra il fare una cosa e il non farla e possono indugiare un tempo esasperatamente lungo, odiando s\u00e9 stessi. Nel loro inconscio si sono create in questo caso tendenze (vasana) tra loro in conflitto, che generano complessi, frustrazioni e fobie strazianti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\">Il contenuto del karmashaya si manifesta sul piano della coscienza in diverse maniere; una delle principali \u00e8 il sogno. L&#8217;esperienza onirica, a volte negativa e a volte positiva, \u00e8 di notevole importanza ai fini dell&#8217;integrazione della personalit\u00e0. I contenuti inconsci possono peraltro affiorare anche a seguito di uno spavento, di una grave crisi affettiva, di una perdita, di un lutto; meno spesso a causa di emozioni intensamente piacevoli&#8221;.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"rvps0\"><span class=\"rvts8\" style=\"font-size: 12px;\">(13) L\u2019amigdala \u00e8 un centro del sistema limbico del cervello. Il termine deriva dalla parola greca che significa mandorla. \u00c9 un gruppo di strutture interconnesse, a forma appunto di mandorla, posto sopra il tronco cerebrale, vicino alla parte inferiore del sistema limbico.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 &nbsp; Musicoterapia: Musica ed Emozioni \u00a0 Testi ed immagini compilati e supervisionati da Marco Stefanelli \u00a0 \u00a0 La relazione tra musica ed emozioni \u00e8 molto importante. 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